Iniziative

Consiglio UGEIUGEI3 Giugno 2020
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HaTikwa, di Revital Rachmani

 

Crescere in una Comunità con una storia così importante alle sue spalle, mi ha reso la persona che sono oggi: l’educazione e l’indipendenza necessarie per vivere le ho attinte da essa. Senza questa Comunità infatti, la Comunità ebraica italiana, probabilmente non sarei qui oggi a raccontare con tanto fervore e tanta emozione di quegli amici che sono per me anche una famiglia.

Mi auguro sempre che le prossime generazioni appartenenti alla nostra Comunità, possano ricevere lo stesso supporto e la stessa formazione che la mia generazione e quelle passate hanno avuto la fortuna di ricevere. Il loro futuro, tuttavia, oggigiorno è in crisi a causa della pandemia mondiale che stiamo vivendo. L’Italia infatti è stata una dei paesi più colpiti dal covid-19, che ha portato alla morte di alcuni membri fondamentali delle nostre comunità: amici, conoscenti e familiari.

Molti media descrivono questo periodo come una “crisi dell’esistenza ebraica nella diaspora”. Infatti, molti hanno preso la decisione di lasciare la propria casa in Italia per poter fare la Aliya e trasferirsi in Israele, dove la situazione sembra essere più sicura e l’economia più solida.

Per questo motivo, un’associazione israeliana di beneficenza ha deciso insieme a diversi organi ufficiali delle comunità ebraiche Italiane, di aiutare queste famiglie in difficoltà organizzando una raccolta fondi che possa dare loro un minimo sostegno in questi tempi bui ed evitare la chiusura delle Comunità, in modo tale da poter continuare a mantenere l’identità ebraica in Italia.

L’associazione si chiama “מלב אל לב” – “da Cuore a Cuore” e il suo scopo è quello di promuovere una campagna di assistenza e supporto per le comunità ebraiche italiane. Molti israeliani legati in qualche modo all’Italia e alle sue Comunità ebraiche hanno deciso di lavorare insieme e unire le forze per aiutare gli ebrei italiani.

Il fondatore della campagna Alon Ben Yosef, è stato Shaliach del Bnei Akiva Roma per diversi anni. Per HaTikwa racconta ciò che lo ha spinto a fondare questa associazione: “Quando ho iniziato la Shlichut ho scoperto la bellezza e potenza delle comunità e delle persone che ne fanno parte. Ovviamente ho deciso di fare la Shlichut in quanto siamo una popolo ed un cuore solo che sa come supportarsi in situazioni difficili. Quindi io, insieme ad un gruppo di Shlichim abbiamo creato un gruppo di centinaia di persone che hanno lavorato per un mese e mezzo e che avevano l’obiettivo di aiutare e raccogliere fondi”. Poi aggiunge: “Ciò che ci ha spinti a questo è l’apprezzamento e rispetto per le comunità che hanno bisogno di una spalla dove appoggiarsi in questo momento, senza mai dar loro una sensazione di superiorità nei loro confronti, ma al contrario.  Per decenni le comunità ebraiche italiane hanno aiutalo Israele e i suoi abitanti e questo è un modo per ringraziarli di ciò”

Quindi lo scopo è quello di raccogliere fondi necessari per mantenere viva l’economia e le istituzioni ebraiche in Italia. A distanza di un mese dal giorno dell’inizio della campagna di raccolta fondi, possiamo affermare che “da Cuore a Cuore” è riuscita a raccogliere più del 110% rispetto al suo traguardo iniziale.

Alon commenta a riguardo: “All’inizio non sapevamo quanto potevamo raccogliere, sapevamo che se una persona ci mette il cuore e c’è un obiettivo importante, la benedizione arriverà. Inizialmente, volevamo raccogliere mezzo milione di shekel di donazioni, ma abbiamo visto che col tempo la gente donava sempre di più. Abbiamo visto che questa attività si è sempre più sviluppata e abbiamo cambiato l’obiettivo di fino a 700.000 shekel, ma anche questo traguardo abbiamo superato. A oggi siamo arrivati quasi ad una cifra di 750.000 shekel”. Poi conclude dicendo: ”Ci ha resi molto felici poter dimostrare la grande solidarietà che la società israeliana è capace di dare, da una piccola donazione a quelle più grandi, ma la cosa più importante è stata la quantità di persone che ha deciso di aiutare e contribuire. Per me, personalmente, è stato un onore aver iniziato questa campagna, in quanto mi ha dato possibilità di esprimere il nostro legame con le diverse comunità che hanno lavorato sodo in tutti questi anni per noi e con noi.”

La speranza dunque c’è e ci sarà sempre.  Da Cuore a Cuore ci dimostra che se si fa del bene, si riceverà sempre qualcosa in cambio. Con la speranza che questa campagna possa ricordarci il valore più importante: l’unione. Perché siamo tutti una sola grande famiglia.


Consiglio UGEIUGEI31 Maggio 2020
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Nei secoli si è spesso alluso al fatto che gli ebrei comandino il mondo. I più maliziosi contano ancora oggi i premi Nobel uno ad uno, scoprendo una sproporzione tra i vincitori ebrei e tutti gli altri. Anche la consegna dei premi Oscar, che da sempre vengono identificati con la lobby ebraica hollywoodiana, più di una volta ha fatto storcere il naso a chi crede nella razza e non nel talento. L’influenza ebraica ed israeliana nel campo dell’Hi-Tech e della medicina è ormai nota a tutti, a tal punto da rappresentare per molti una minaccia. E non un’opportunità.

Sfatiamo dunque un mito: gli ebrei non comandano il mondo. Mai l’hanno fatto. Non rientra proprio nella loro to do list quotidiana. Gli ebrei tuttavia hanno saputo nel tempo aggiungere colore e sapore al mondo e all’umanità, regalando ad essa alcuni personaggi che hanno segnato irreversibilmente il corso della storia. Personaggi brillanti e coraggiosi che con la loro creatività hanno saputo rendere questo mondo un posto migliore in cui vivere.

Di loro parleremo nel nostro nuovo podcast edito HaTikwa, inaugurato il primo di Giugno e pubblicato settimanalmente. Ogni puntata illustrerà un personaggio diverso sotto una luce singolare, intima e personale rispetto a chi racconta. Tra le figure da noi scelte vi saranno Liliana Segre, Albert Einstein, Sigmund Freud, Theodor Herzl, Steven Spielberg, Rita Levi Montalcini, Barbra Streisand, Woody Allen, Mark Zuckerberg, Elie Wiesel e molti altri ancora.

L’obiettivo è quello di dare alla nuova generazione ebraica italiana dei modelli positivi a cui ispirarsi. Raccontar loro di quegli eroi che senza mantello e senza armi, hanno saputo vincere tutte le loro battaglie. Eroi semplici, privi di poteri sovrumani, ma dotati di un’umanità straordinaria.

David Zebuloni, direttore di HaTikwa


Consiglio UGEIUGEI4 Maggio 2020
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HaTikwa, di Nathan Greppi

 

Da anni l’Italia lo conosce per il programma La Zanzara che conduce con Giuseppe Cruciani su Radio 24, o per le sue numerose apparizioni sulle maggiori emittenti televisive nazionali. Ma pochi sanno che David Parenzo, giornalista padovano classe 1976, da ragazzo non solo era un membro attivo dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia, ma ha anche iniziato la sua carriera giornalistica scrivendo su questo stesso giornale, tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000.


Consiglio UGEIUGEI23 Marzo 2020
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HaTikwa, di Benedetta Spizzichino

Il bel paese sta affrontando giorni molto duri a causa della crescente diffusione del coronavirus, avvenuta prima in Lombardia e poi – progressivamente – nelle altre regioni d’Italia. Gli italiani tentano di rispondere nelle maniere più disparate: c’è chi canta dai balconi, chi reinventa la didattica seguendo lezioni online, chi riarrangia il proprio lavoro facendo smart working, e chi lancia iniziative e challenges sui social.

È proprio grazie ai social che, in un momento storico pieno di incertezza, la vita si riorganizza, seppur con cadenze e abitudini alterate: ci si laurea in videoconferenza, si fanno aperitivi su Skype, ci si allena con YouTube. Ma, soprattutto, le notizie viaggiano sempre più rapidamente. Le piattaforme con maggiore affluenza abbondano di testimonianze scritte e visive di medici e operatori sanitari che, con i segni delle mascherine sotto il viso, le occhiaie di giornate senza sosta e il coraggio da vendere, ci chiedono costantemente di restare a casa.

Nel frattempo aumentano gli ammalati e i decessi, scarseggiano i posti letto in terapia intensiva, per non parlare della strumentazione medica. I morti al 22 marzo erano 4.825, facendo dell’Italia il primo paese al mondo per numero di morti a causa del virus.

Ma è in questo clima di ansia e panico diffusi che nel mondo ebraico si alza una piccola-grande voce, giovane e volenterosa: Jewlead, una commissione di giovani ebrei che cerca innanzitutto di dare un contributo alla collettività, ma che tiene aperti gli occhi sul mondo. È ad opera di questi ragazzi l’iniziativa GOAL-19, una raccolta fondi aperta il 19 marzo, proprio quando l’Italia ha raggiunto il triste primato di nazione con più morti da coronavirus.

GOAL-19 ha come obiettivo raccogliere 19.000 euro, da devolvere interamente all’acquisto di apparecchiature cliniche e strumentazioni per gli operatori sanitari per l’Ospedale Spallanzani di Roma, che al momento è il maggior centro di ricerca per il trattamento del virus in Italia. L’iniziativa, da subito ben accolta, ha riscosso i suoi primi 1.000 euro nel giro di mezz’ora, e non intende arrestarsi. Ma grandi obiettivi richiedono grandi adesioni. Jewlead ci invita tutti a donare, anche cifre piccole ma fondamentali, in una battaglia che quest’anno ha coinvolto tutti noi: il Covid-19.

L’ebraismo italiano è un ebraismo presente, che vuole esserci per le sue comunità e per il suo paese, e l’iniziativa di Jewlead ne è l’espressione più giovane e impegnata.

Per donare, cliccare su questo link: https://www.gofundme.com/f/GOAL-19



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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