Israele

Consiglio UGEIConsiglio UGEI1 agosto 2018
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Stanchezza. Anche ieri sera ci siamo divertiti, forse un po’ troppo… Sveglia prestissimo e si parte, meta la ‘città che non dorme’, Tel Aviv! Per fortuna le due ore passate sul pullman ci hanno ricaricato, almeno in parte, le batterie. La giornata si fa subito interessante in quanto veniamo accolti nell’ufficio del Viceambasciatore italiano in Israele, Gianmarco Macchia. L’incontro si sviluppa in maniera differente dal solito, infatti, dopo una breve introduzione sull’effettivo ruolo che svolge l’ambasciata, ha lasciato subito spazio alle nostre domande. Passato il primo, fisiologico, momento di imbarazzo, ci siamo intrattenuti due ore a discutere delle relazioni politiche-sociali israeliane e del grande business delle Start Up.

L’orario chiama: è ora di pranzo. Ci spostiamo allo Shuk HaCarmel, il più famoso mercato della città, nel quale veniamo avvolti dalla varietà di colori, odori e suoni che caratterizzano questo luogo. Lasciandoci alle spalle lo Shuk, ci dirigiamo verso la spiaggia di Tel Aviv, per goderci un po’ di relax e mare. Dopo il check-in, ci raggiunge in albergo Naor Gilon, ex ambasciatore di Israele in Italia. Con lui affrontiamo la storia di Israele e approfondiamo il tema della ricerca tecnologica. La giornata è conclusa, ora ci aspetta una entusiasmante serata all’insegna del divertimento, dopotutto, Tel Aviv è la città che non dorme mai.

Samuel Veneziani, Giorgia Calò, Simone Israel


Consiglio UGEIConsiglio UGEI31 luglio 2018
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Dopo sole 48 ore il gruppo del Taglit Italia è già compatto, pronto ad affrontare la seconda giornata, principalmente all’insegna di Tzfat, una delle quattro città sante di Israele, che conserva una forte identità religiosa e ortodossa. Identità: è stato proprio questo il tema dell’attività della sera precedente, in cui i ragazzi hanno raccontato il loro rapporto con l’ebraismo e sono stati poi divisi in quattro gruppi, ciascuno dei quali ha classificato i principali valori religiosi come famiglia, comunità, tradizioni ecc.

Secondo giorno: sveglia presto per tutti (o quasi …); prima tappa il kibbutz di Sasa dove siamo stati accolti da Angelica Calò e dai ragazzi di Bereshit LaShalom, che ci hanno emozionato con racconti di dolore ma anche di solidarietà tra culture e religioni diverse. Angelica (o Edna in ebraico) con il suo entusiasmo ci ha insegnato, attraverso esercizi teatrali musicati, che in certi momenti si sono trasformati in vere e proprie coreografie, come persone così diverse tra loro possano comunicare attraverso la musica e il teatro, un linguaggio comune a tutti.

Arriviamo finalmente alla meta principale, Tzfat, dove la fame e la voglia di assaggiare le burekas e i falafel ha avuto la meglio sul programma. Dopo una piccola pausa per visitare le vie e i negozietti siamo tornati “seri” e ci siamo diretti a una sinagoga della città: un piccolo tempio decorato in azzurro, letteralmente incastonato e nascosto tra gli edifici della città. Dulcis in fundo Hamat Tiberias, un sito archeologico del secondo secolo con acque termali e i resti di un’antica sinagoga con mosaici raffiguranti simboli ebraici ma anche iscrizioni in greco, immagini dello zodiaco e iconografie rappresentanti Apollo Elios.

Giorgia Calò, Agnese Salvi Bentivoglio, Caterina Cognini


Consiglio UGEIConsiglio UGEI30 luglio 2018
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Lo spirito di coesione del gruppo Taglit Italia 2018 si è già visto nelle prime ore a Ben Gurion. Sì, Le prime 4 ore di attesa che il gruppo arrivato da Roma si è sorbito riservando comunque un sorriso fresco agli ultimi arrivati. Il primo pernottamento ad Haquq è stato introdotto da un momento di presentazione per conoscersi un po’ gli uni con gli altri e da uno speciale incontro con alcuni cavalli curiosi liberi di vagare nel kibbutz.

Tanti auguri Marta! La nostra giornata è partita con una canzone di buon compleanno prima di salire in pullman per dirigerci al Parco Naturale di Banias. Il tragitto è stato una ottima occasione affinché la nostra guida Naama ci raccontasse del territorio che stavamo attraversando e delle minoranze religiose che lo abitano, in particolare di quella drusa. La nostra passeggiata nel verde si è conclusa giungendo all’incantevole cascata di Banias, luogo perfetto per ammazzarsi di selfie e foto di gruppo. Il nostro percorso naturalistico ha lasciato spazio ad uno nella storia di Israele. Non appena siamo arrivati sul monte Bental, avere i confini davanti ai nostri occhi, ha mosso Naama a raccontarci di più della storia dei rapporti e dei conflitti fra lo stato di Israele e la Siria. Percepire quanto questi eventi brucino tutt’ora sulla pelle di questi popoli, con nelle orecchie un silenzio interrotto solo da una esplosione in lontananza, ci ha interrogati personalmente e non ci ha lasciato indifferenti.

Nel pomeriggio, a riportare un po’ di brio nella giornata, c’è stata l’uscita rafting sul fiume Giordano. Divisi in piccoli gruppi da 4 a 6 persone abbiamo affrontato, a colpi di pagaia, le innumerevoli difficoltà che una missione di questo calibro comporta. Badate bene, non era il fiume la vera minaccia, bensì gli urti con gli altri gommoni. Testimoni delle nostre avventure erano le famiglie di varie etnie e religioni accorse sulle rive per godersi insieme un pomeriggio lontano dalla calura. Dopo questo fantastico inizio siamo curiosi di cosa succederà domani!

Maria Angelillis, Laura Meli, Simone Israel


Consiglio UGEIConsiglio UGEI26 giugno 2018
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Dal 10 al 13 giugno si è svolto a Gerusalemme l’incontro annuale dell’American Jewish Committee (AJC), una delle organizzazioni ebraiche di advocacy più grande degli Stati Uniti.

AJC Global Forum, così il nome di quattro giorni intensi, spesi in un contesto internazionale, ovviamente con grande focus su Israele e sugli ebrei nel mondo.

Che cosa significa avere uno Stato Ebraico? Antisemitismo e antisionismo sono sinonimi l’uno dell’altro? A venticinque anni da Oslo, dove siamo con gli accordi di pace? Questi e moltissimi altri i temi trattati durante il seminario, per la prima volta a Gerusalemme, in occasione dei 70 anni di Israele. Tra i 2400 partecipanti, quest’anno AJC ha visto oltre 400 studenti da varie associazioni giovanili ebraiche da tutto il mondo, con una rappresentanza di oltre 23 paesi. Carlotta ed io dall’Italia. Ancora una volta, diverse Union ebraiche mondiali (presenti anche grazie all’aiuto di European Union of Jewish Students) hanno avuto modo di conoscersi l’un l’altra e di apprendere così il lavoro svolto nei vari paesi nella lotta all’antisemitismo e nella promozione degli interessi degli studenti ebrei nei vari atenei. L’Unione Sudafricana, ad esempio, deve battersi giornalmente con chi utilizza la parola “apartheid” per descrivere le politiche d´Israele. Chi meglio di loro può spiegare fino in fondo al mondo intero perché Israele non è un paese che sposa quella politica discriminatoria? Così come l’Union tedesca, che seppur appena nata (nemmeno due anni fa, nella forma che ha ora) è già stata protagonista di molti eventi di cronaca locale come portavoce di valori fondamentali; o l’Union austriaca, fortemente impegnata nella vita politica del proprio paese. Questi incontri, con i nostri coetanei correligionari, hanno davvero un grande valore: ci insegnano come unire le forze e lavorare insieme.

Ma torniamo al GloFo: le sessioni plenarie sono state il vero punto focale dell’intero evento. Una volta al giorno tutti i partecipanti si radunavano nella sala principale per assistere agli interventi di leader politici da tutto il mondo confrontarsi con il pubblico. E che interventi! Abbiamo avuto l’onore di ascoltare al discorso del Primo Ministro Israeliano Benjamin Netanyahu spiegare quali, secondo lui, sono i punti fondamentali su cui basare le politiche future israeliane affinché lo Stato Ebraico possa vivere serenamente all´interno dei propri confini. All’opposizione, Tzipi Livni ha ancora una volta promosso la sua idea di pace basata sulla politica di due stati e due popoli: nata in una delle famiglie fondatrici dello Stato ebraico, Tzipi le ha viste proprio tutte ed è considerata oggi giorno la più influente politicante donna in Israele (e fra le top 100 al mondo). Fra gli altri personaggi di spicco abbiamo assistito al discorso di Sebastian Kurz che, nonostante le politiche del suo partito, a Gerusalemme ha invece esplicitamente dato il suo appoggio ad Israele a agli ebrei nel mondo. Questo fatto ha rappresentato un momento storico molto importante, a dimostrazione del potere del fare advocacy in modo molto efficace: infatti David Harris, Executive Director di AJC, dopo 25 anni ha reso possibile che il Primo Cancelliere austriaco difendesse davanti a tutto il mondo il diritto di Israele ad esistere e quello degli ebrei a vivere pacificamente nel mondo.

Grandi applausi ad AJC anche per aver ospitato vari esponenti del mondo arabo e musulmano: tra questi Yahya Cholil Staquf, il Segretario Generale del Consiglio Supremo dell’associazione musulmana più grande al mondo Nahdlatul Ulama (NU), il quale ha sottolineato la necessità di continuare con i trattati di pace; e Ahlam Alsana, la preside della scuola Desert Stars School Branco Weiss, che ha condiviso la sua esperienza in quanto donna mussulmana in Israele.

Tra gli ultimi interventi, la famiglia Goldin: sentirli parlare del proprio figlio Hadar ucciso da Hamas, e di cui il corpo è ancora nelle fila dell’organizzazione terroristica, ha rappresentato un momento estremamente commovente.

Se ti ho invogliato a partecipare al prossimo AJC Global Forum, le iscrizioni sono già aperte! È sicuramente un’occasione unica. Visita il loro sito: https://bit.ly/2KdfTPp

Alissa Pavia


Consiglio UGEIConsiglio UGEI13 maggio 2018
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Ieri sera c’è stato le grand final dell’Eurovision Song contest (il Festivalbar dell’Unione europea and friends). La vittoria è andata alla favoritissima e coloratissima Netta Barzilai, cantante israeliana già molto popolare sul web.

Questa è la canzone è la performance che l’han portata alla vittoria.

Nonostante le sue mossette strane ed un testo abbastanza frivolo. “I’m not your toy, you stupid boy”.
La canzone pare sia stata scritta durante la campagna mediatica “me too” dove molte donne più o meno famose hanno fatto outing sui social ammettendo di aver ricevuto in passato delle avances o peggio ancora vere e proprie molestie da uomini, sopratutto sul posto di lavoro.

Vittoria meritatissima nonostante ieri sera su Twitter siano spuntate alcune tendenze di boicottaggio a sfondo politico a suon di “zero points to Israel at Esc2018”. Non ci resta che augurare tante altre hit di successo alla giunonica Netta e augurarci tutti il nostro solito intramontabile “l’anno prossimo a Gerusalemme”.

Sara Salmonì



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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