Israele

Consiglio UGEIConsiglio UGEI12 Agosto 2019
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Il venerdì mattina, dopo aver trascorso la notte sotto una tipica tenda beduina, immersi nel silenzio del deserto, siamo stati svegliati alle 4 del mattino e ci siamo recati a Masada, il cui nome significa roccaforte, nonché patrimonio dell’UNESCO. Per raggiungere la cima ci siamo incamminati per un sentiero che ripercorreva le tracce di una vecchia rampa romana. La stanchezza e la ripidità del sentiero non hanno inciso sui nostri animi risollevati dallo splendore dell’alba che illuminava in penombra il paesaggio e si rispecchiava sul Mar Morto. Dopo una breve visita, a causa del caldo, siamo discesi per il Sentiero del Serpente, la parte più faticosa della visita piena di panorami mozzafiato.

Dopo essere scesi siamo partiti verso l’oasi di Ein Ghedi, una riserva naturale nel Sud di Israele.
Successivamente ci siamo rilassati, per la gioia di tutti, sulle spiagge del Mar Morto, detto anche Mare Salato, che si trova nel punto più basso del mondo.
La giornata è stata piena di scoperte, molto particolare ed educativa, conclusa con l’arrivo al kibbutz Kalia, dove abbiamo trascorso lo Shabbat godendoci la compagnia l’uno dell’altro.

È stato emozionante passare shabbat in un luogo così significativo per l’ebraismo. Abbiamo avuto l’occasione di dire Arvit, mentre altri hanno potuto imparare il significato dello Shabbat e delle sue tradizioni grazie alla nostra guida preparatissima e paziente, Naama. Abbiamo poi cantato tutti insieme Lecha Dodi e Adon Olam.
Grazie all’ospitalità del kibbutz Kalia abbiamo cenato facendo anche il Kiddush condotto dal nostro stimato autista Avi. Alla fine della cena ci siamo riuniti per fare la Birchat Hamazon e in seguito siamo andati nella sala adibita alle nostre attività, dove abbiamo ricevuto delle lettere commoventi da parte dei nostri genitori, scritte sotto invito dei nostri madrichim.

Il giorno dopo ci siamo svegliati alle ore più improbabili: la maggior parte di noi ha passato la giornata in piscina, mentre verso le abbiamo fatto un’attività con i nostri sette amici israeliani. Questa attività consisteva nell’imparare qualcosa di più sulla vita nelle basi militari israeliane. Dopo aver cenato è iniziato il digiuno di Tisha BeAv. Per molti è stata la parte più faticosa della giornata.

Alle 21 abbiamo detto la berachà dell’Avdalà con la spiegazione sempre di Naama e poi, sempre dopo una spiegazione su Tisha BeAv abbiamo letto due capitoli di Echà. Abbiamo finito la serata guardando insieme le stelle. Ci vediamo al prossimo articolo!

Adele Levi
Daniela Teheanian
Gabriele Fariello
Andrea Luzzatto Voghera
Eden Donitza
Rebecca Spagnoletto


Consiglio UGEIConsiglio UGEI9 Agosto 2019
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La giornata di oggi comincia con la conoscenza ed accoglienza di sette ragazzi israeliani.
Dopo una breve attività insieme abbiamo raggiunto la città di Sal’it, dove Naama ci ha intrattenuti con una breve ma esaustiva spiegazione sui territori e confini d’Israele. Successivamente siamo stati ospitati, sempre a Sal’it, a casa di Nir, un ragazzo israeliano entrato nel gruppo. Lì abbiamo ricevuto un caloroso benvenuto dalla sua famiglia, la quale ci ha accolti offrendoci delle tipiche pietanze israeliane.

La giornata prosegue con una breve sosta in un centro commerciale di Kfar Saba, dove abbiamo pranzato, prima di recarci a Kfar Hanokdim un villaggio beduino situato nel deserto che ci ha colti di stupore offrendoci un maestoso paesaggio.
La serata inizia con un breve ma divertente giro sui cammelli e prosegue con una tipica cena beduina dentro la loro tenda.
Finita la cena abbiamo avuto il piacere di ascoltare una breve spiegazione sulla cultura beduina, tenuta dal capo del villaggio dove siamo stati ospiti.

Questa esperienza emozionante giunge al termine cantando e suonando canzoni israeliane attorno ad un grande falò.
Sicuramente fino ad ora quella di oggi rimane una delle giornate più significative, cariche di scoperte e nuove conoscenze.

 

Greta Ginevra Scibilia
Maria Leone
Sara Pihas


Consiglio UGEIConsiglio UGEI8 Agosto 2019
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La giornata di mercoledì è iniziata per nostra felicità un po’ più tardi del solito, con partenza alle ore 8:30.
Qui, oltre a combattere con il caldo tipico dell’estate israeliana, abbiamo visto la parte antica della città di Jaffo, unita a Tel Aviv dopo la fondazione dello stato d’Israele (1948) precedentemente popolata da arabi, cristiani, musulmani ed ebrei; tutt’ora è ancora popolata da una maggioranza araba.

L’importanza del porto di Jaffo è citato anche nei passi biblici come il legname necessario a Salomone per la costruzione del Primo Tempio che fu fatto sbarcare nel porto, oppure come il Profeta Jona che scappa dalla missione di Dio arrivando al porto di Jaffa per prendere la nave e scappare a Tarsis.

Terminata la visita di Jaffo siamo tornati a Tel Aviv dove ci attendeva il vice-ambasciatore dell’Italia in Israele. Il vice-ambasciatore Macchi ci ha brevemente spiegato quali sono il suo ruolo e i suoi compiti. A questa sua breve introduzione è poi seguita una mezz’oretta dove il vice-ambasciatore ha risposto alle nostre domande e dubbi riguardo quella che è l’attuale situazione politica in Israele e come sia coinvolto lo stato italiano in questa parte del mondo. I nostri interrogativi concernevano prevalentemente quella che è la posizione italiana e conseguentemente europea riguardo il conflitto israeliano-palestinese e le responsabilità legate al suo ruolo.

A questo punto della giornata, dopo aver lasciato l’ambasciata è arrivato il momento più atteso da tutti noi partecipanti del Taglit, che quest’anno ha deciso di farci provare la nuova esperienza del self discovery. Questa iniziativa prevede l’andare alla scoperta della città di Tel Aviv senza la guida dei madrichim. Prima di partire però per questa piccola avventura il nostro “zio taglit” (Yehonatan Avrilingi) ha consegnato ad ognuno un bigliettino con un nome di un compagno di taglit a cui ognuno dei membri avrebbe dovuto fare un regalo di nascosto (che verrà consegnato l’ultimo giorno). Ciò è avvenuto durante le ore del pranzo e del primo pomeriggio. Nonostante il caldo asfissiante, siamo poi andati in visita allo shuk ed ogni gruppo è andato a visitare i posti che preferiva. Questa esperienza ha lasciato tutti con dei bei sorrisi sulle labbra e con dei bei ricordi da aggiungere a questa bellissima esperienza.

Al nostro ritorno in hotel alle ore 17 abbiamo ritrovato Jonathan Pacifici che ci ha mostrato un punto di vista diverso di quella che è la quotidianità e attualità del vivere in Israele oggi. Ha spiegato la situazione politica interna in Israele e ha terminato con un breve Q&A informale che aveva più la sensazione di una chiaccherata tra amici.

Appena finito il meeting con il signor Pacifici ci siamo trasferiti rapidamente al ristorante tripolino Gueta e dopo qualche smorfia da parte di alcuni abbiamo iniziato a mangiare: molti di noi hanno cambiato opinione sulla cucina tripolina. Con la pancia piena ma ancora sporchi, i madrichim ci hanno concesso un’ ora di tempo per prepararci per la serata fuori. Quest’ ultima parte della giornata ci ha permesso di conoscerci ancora meglio e di sfogarci alla fine di una giornata lunga e faticosa.

 

Alessandro Bentivogli
Dafna terracina
Andrea Luzzatto


Consiglio UGEIConsiglio UGEI7 Agosto 2019
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La mattina del secondo giorno ci siamo recati a Tzippori, un sito archeologico che in ebraico significa uccello (tzippor); questo nome è stato dato proprio perché il sito si trova in alto.
Lì abbiamo visitato siti del periodo romano e bizantino decorati con diversi mosaici, ad esempio la Monnalisa della Galilea.
In particolare, abbiamo imparato che da questo periodo deriva la Mishna, trascritta da Rabbi Yehuda Hanassi, che visse appunto a Tzippori.
Successivamente ci siamo spostati nella città di Tel Aviv. Qui è stato proclamato lo stato di Israele da David Ben Gurion il 15 maggio 1948. Per molti di noi è stata un’emozione fortissima trovarsi per la prima volta nel posto in cui è stato fondato lo Stato di Israele.

Dopo aver pranzato ci siamo recati al centro di innovazione Taglit, un posto per noi nuovo ed estremamente interessante.
Abbiamo avuto la possibilità di vedere quanto la tecnologia in Israele sia importante per far crescere sempre di più il paese e per aumentare le relazioni internazionali, crescita spinta da una forte determinazione del popolo ebraico nel cercare soluzioni che possano migliorare la vita di persone in difficoltà.
Alla fine del percorso, Jonathan Pacifici, cresciuto a Roma e formatosi all’università di Ben Gurion di Beer Sheva, ci ha parlato della sua carriera all’interno delle Startup israeliane mostrandoci come sia possibile che un paese così giovane si sia trasformato nella nazione con la maggior concentrazione di startup pro capite al mondo.

Il pomeriggio si è concluso con un piacevole bagno nel mare di Tel Aviv, dove abbiamo avuto l’occasione di stringere ancora più amicizia con i nostri compagni di viaggio.
Dopo la cena ci hanno raggiunto due ragazze israeliane di una compagnia molto particolare che si occupa di spettacoli artistici e teatrali basati sul fare musica utilizzando gli strumenti che ci circondano come secchi, sedie o semplicemente il nostro corpo. Questa esperienza è stata arricchita anche dalla presenza del gruppo del taglit Russia, che abbiamo sfidato a colpi di ballo e musica.
Questa esperienza ci ha molto divertiti e ci ha insegnato che con semplici mosse è possibile creare armonia tra due gruppi.

Camila Cimei
Sara Spizzichino
Simone Molho


Consiglio UGEIConsiglio UGEI6 Agosto 2019
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La nostra esperienza col Taglit Italia è iniziata domenica 4 agosto. Con 2 voli differenti, uno da Roma e uno da Milano, ci siamo incontrati a Tel Aviv, dove abbiamo ricevuto il benvenuto ufficiale da parte della nostra guida Naama e concluso con una pizza israeliana offerta dal Taglit. La nostra avventura è continuata con 2 ore di pullman, direzione Kineret. Abbiamo concluso la giornata conoscendoci meglio e ricevendo le indicazioni per il giorno seguente. Una volta trasferiti nelle camere abbiamo socializzato un ancora un po’ per poi andare a dormire. Il giorno seguente, sveglia programmata alle ore 7:00 del mattino, questa volta diretti verso Zfat, una delle quattro città sacre di Israele.

Attraverso la visita a due sinagoghe, abbiamo scoperto la particolarità della città, uno stile non presente in Italia. Il pomeriggio ci siamo trasferiti al Kibbutz Sasa dove abbiamo con piacere incontrato Edna Calò e suo figlio, i quali ci hanno reso partecipi di attività artistiche, mostrandoci da vicino la realtà del kibbutz. Ci siamo poi trasferiti al rafting di Goshrìm, vivendo una fantastica esperienza sul fiume. Per concludere la giornata al meglio, una volta fatto ritorno all’ostello e a pancia a piena, abbiamo svolto l’attività serale condotta dai madrichim.

 

Andrea Luzzatto Voghera

Francesca Piazza O Sed

Ghila Limentani