Israele

Consiglio UGEIUGEI19 Agosto 2020
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di Gavriel Hannuna

 

“Annessione”: si sentiva solo questa parola quando si parlava di Israele negli ultimi mesi. C’è chi la definisce doverosa per la sicurezza israeliana, chi la vede come un ostacolo per la pace, e chi pensa che sia la riconferma dell’apartheid nei confronti dei palestinesi. Mentre tutti discutevano di questa nuova mossa del governo israeliano, Netanyahu ha tirato fuori un nuovo bel coniglio bianco dal suo cappello: la pace con gli Emirati Arabi Uniti.


Consiglio UGEIUGEI14 Agosto 2020
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È con grande gioia che riportiamo una grande notizia rilasciata ieri: Israele e gli Emirati Arabi Uniti hanno raggiunto uno storico accordo di pace!

In una nota congiunta del Presidente degli Stati Uniti Donald J Trump, del Primo Ministro Israeliano Benjamin Netanyahu e dello Sceicco Principe di Abu Dhabi Mohammed Bin Zayed, si delinea una svolta epocale nel panorama del Medio Oriente.

“Questa normalizzazione dei rapporti e diplomazia di pace avvicinerà due dei partner regionali più affidabili e rilevanti degli USA. Israele e gli Emirati Arabi Uniti si uniranno agli Stati Uniti d’America per proporre un’agenda strategica per il Medio Oriente, per espandere la cooperazione diplomatica, commerciale e di sicurezza.”
“In quest’ottica, le parti continueranno i loro sforzi per raggiungere una giusta, comprensiva e duratura risoluzione del conflitto israelo-palestinese.”

Il Consiglio UGEI è entusiasta di quello che senza alcun dubbio è un importante passo verso la pace e la stabilità della regione.


Consiglio UGEIUGEI13 Agosto 2020
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COMUNICATO STAMPA

 

Accogliamo con piacere l’intenzione di Facebook di rivedere le sue normative in merito alle forme di hate speech che hanno luogo sulla propria piattaforma. Insistiamo però, che all’interno di questa revisione sia adottata per intero la definizione dell’International Holocaust Remembrance Association (IHRA) di antisemitismo.

Facebook, per ammissione dello stesso Director of Content Policy Stakeholder Engagement, Peter Stern, non ha mai avuto una regolamentazione mirata al contrasto dell’antisemitismo online.
Un’assurdità se messa di fronte al crescente numero di attacchi rivolti agli ebrei, che nel 2016 soltanto sono stati 1661 (Fonte OSCE). Per questo, noi, assieme ad altre 125 organizzazioni sparse in tutto il globo, chiediamo urgentemente di adottare la definizione data dall’IHRA e proteggere gli utenti di fede ebraica da violenze e discriminazioni.

 

 


Consiglio UGEIUGEI12 Agosto 2020
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di David Fiorentini 

 

Siamo ormai ad agosto inoltrato e della famigerata “annessione” ancora non se n’è vista l’ombra. Le motivazioni di questo ritardo non sono molto chiare, ma di certo la seconda ondata di coronavirus e le proteste di Gerusalemme non hanno aiutato. Non è intenzione di questo articolo approfondire questo ritardo, bensì sottolineare un aspetto che forse è stato sottovalutato: la cosiddetta “annessione” è solo la prima delle misure da intraprendere per garantire la sicurezza dello Stato Ebraico.


Consiglio UGEIUGEI3 Agosto 2020
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di David Zebuloni 

 

Se la musica fosse una pietanza culinaria, Idan Raichel sarebbe senza dubbio un bel piatto di Hummus: semplice, buono e conciliante. Così come il hummus mette d’accordo tutti i commensali, ecco che anche la musica di Raichel ha il potere di mettere d’accordo tutti gli ascoltatori. Gli amanti del pop e gli amanti del jazz, gli appassionati di musica etnica e quelli di musica classica; tutti abbassano le armi difronte al suo genio musicale. Artista polistrumentista, compositore, paroliere e cantante, Idan Raichel ha segnato la musica israeliana più di quanto abbia fatto chiunque altro negli ultimi decenni. “Mi emoziono quando scopro che una mia canzone è diventata la colonna sonora della vita di qualcuno che non conosco”, mi racconta Raichel con tono sincero, senza troppa solennità. “Mi emoziono quando realizzo che una canzone che ho composto non mi appartiene più, che appartiene ormai a qualcun altro”. In effetti, quelle che dovevano essere canzoni appartenenti ad un genere musicale di nicchia, si sono rivelate invece apparetenere ad un raro genere musicale che non vede confini né frontiere. Sfidando ogni scuola di rating, Raichel riesce a tramutare un brano in lingua amarica in un vero e proprio tormentone radiofonico. Ed ecco che il parallelismo con il piatto di hummus riemerge dal subconscio (o forse dallo stomaco?) di chi scrive. Le opere dell’artista israeliano sono semplici e basilari, così come può essere semplice e basilare solo un piatto di ceci. Senza troppe sovrastrutture e ghirigori, Raichel racconta la vita e l’amore con semplicità disarmante. Quando si esibisce, predilige spesso locali intimi e poco illuminati. Al centro del palcoscenico solo un pianoforte e un microfono, nulla di più. Poi, quando comincia a cantare, rivela avere una voce delicata e sottile, priva di manierismi. Con la sua genuinità Raichel conquista un pubblico sempre più ampio, collaborando così con artisti internazionali del calibro di Alicia Keys, Mayra Andrade, Andreas Scholl, Mina, Celentano e Ornella Vanoni. Dopo aver girato il mondo, dopo aver calcato i palcoscenici più importanti d’Europa e degli Stati Uniti, arriva il momento di tornare a casa. Idan Raichel viene scelto infatti dal Ministero della Cultura per accendere una delle dodici fiaccole in onore della settantaduesima Festa d’Indipendenza israeliana. Uno dei massimi riconoscimenti esistenti ad oggi nello Stato d’Israele. Tra una lacrima e l’altra, accendendo la fiaccola, Raichel dichiara in diretta nazionale: “Dedico questa fiaccola ai grandi artisti che hanno segnato la storia di questo paese. La dedico ai miei colleghi musicisti, quelli sul fronte e quelli dietro le quinte. Io e voi non siamo altro che l’anello di una lunga catena.”



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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