Attività UGEI

Consiglio UGEIConsiglio UGEI18 Dicembre 2018
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Non possiamo che ritenerci soddisfatti di quanto siamo già riusciti a raccogliere per il ripristino delle pietre d’inciampo divelte a Roma, in meno di una settimana. Anche la Presidente dell’Associazione Arte in Memoria Adachiara Zevi, da me contattata, è estremamente commossa dall’incredibile supporto ricevuto, e dall’importante contributo che UGEI sta riuscendo a dare per il ripristino delle pietre d’inciampo.

Tantissimi non si sono fermati ad una semplice donazione, ma hanno sentito il bisogno di scriverci personalmente per esprimere la propria solidarietà.

Ci tenevamo molto a condividere pubblicamente quanto ricevuto da Uiltec, e ringraziamo nuovamente per il calore e l’affetto. Paolo Pirani, Segretario generale.

Ricordiamo inoltre che la raccolta fondi è ancora aperta. Per chi volesse sapere di più, basta visitare questo link. 

Presidente Carlotta Jarach, per il Consiglio 2018

 

 

Pietre d’inciampo; Pirani (Uiltec): “Al fianco dell’Ugei nella raccolta fondi per restituire a Roma una parte del suo passato”

Dichiarazione di Paolo Pirani, Segretario generale della Uiltec

“Siamo al fianco dei Giovani Ebrei d’Italia e abbiamo condiviso la raccolta fondi promossa da Ugei per la ricollocazione delle venti pietre d’inciampo in ricordo dei membri delle famiglie Di Consiglio e di Castro trucidati nella Shoah e divelte a Roma”. Lo ha dichiarato Paolo Pirani, Segretario generale della Uiltec, rendendo pubblico l’impegno sindacale “per restituire a Roma un pezzo importante del suo passato”. Per il leader della Uiltec non ci devono essere esitazioni: “Non può esserci futuro senza memoria -ha concluso Pirani- e mai come ora abbiamo il compito di agire per salvaguardare il patrimonio di verità a favore del Paese e delle nuove generazioni”

Roma, 14 dicembre 2018

Ufficio Stampa Uiltec


Consiglio UGEIConsiglio UGEI13 Dicembre 2018
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Come Unione Giovani Ebrei d’Italia, in relazione a quanto accaduto a Roma, nella notte tra il 9 e il 10 dicembre, abbiamo contattato la Presidente dell’Associazione Arte in Memoria, Adachiara Zevi, che si occupa del collocamento delle pietre di inciampo: per dimostrare la nostra resilienza, UGEI ha dato così avvio ad una raccolta fondi allo scopo di restituire a Roma un pezzo importante del suo passato. L’iniziativa mira al coinvolgimento di tutti: basta collegarsi al sito www.ugei.it/donazioni ed è possibile devolvere una qualsiasi cifra tramite PayPal. Oppure, tramite normale bonifico bancario con la causale “Pietre” a: U.G.E.I. UNIONE GIOVANI EBREI D’ITALIA, IBAN: IT 47 X 02008 05205 000102513201. BIC/SWIFT: UNCRITM1706

Per maggiori informazioni: info@ugei.it

Carlotta Micaela Jarach
Presidente UGEI

 


Consiglio UGEIConsiglio UGEI6 Dicembre 2018
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Nei primi giorni del mese di novembre del 2018, sono stato contattato dalla presidente dell’Eujs, Alina Bricman, che ha voluto congratularsi personalmente per la mia nomina a futuro Presidente dell’Ugei. Alina mi ha invitato al Gala dell’Eujs per festeggiare i 40 anni della nascita della sua organizzazione. L’Eujs ha sede a Bruxelles, capitale delle istituzioni europee, e opera come un vero e proprio gruppo di pressione all’interno dell’Europarlamento e delle altre organizzazioni internazionali. Il compito che l’associazione persegue è duplice: da un lato svolge attività di lobbying all’interno delle organizzazioni internazionali: Consiglio dei diritti umani a Ginevra, Onu, Parlamento e Commissione Europea, cercando cosi d’influenzare i decision maker, dall’altro si propone come obiettivo di coinvolgere il maggior numero di ebrei europei, organizzando una serie di eventi, attività, seminari in tutta Europa. La caratteristica fondamentale di questa associazione risiede nell’approccio internazionalistico-inclusivo-laico-democratico. L’Eujs riceve finanziamenti sia da parte di alcuni organismi comunitari sia da altri enti benefattori.

Questa volta l’Eujs ha voluto fare le cose in grande, facendosi aiutare da Junction, associazione ebraica americana con sede in Ungheria che ha l’obiettivo di mettere assieme i partecipanti, quali ad esempio i giovani leader comunitari con differenti background e personalità, realizzando una serie di incontri, brainstorming, seminari e attività. In questo caso è stato fatto un vero e proprio esperimento di psicologia sociale, con la partecipazione di una ventina di giovani leader comunitari provenienti da Francia, Inghilterra, Spagna, Grecia, Italia, Bulgaria, Svizzera, Germania, Croazia, Bosnia Erzegovina, Portogallo, Serbia. Junction ha voluto così mettere assieme le giovani guide “costringendole” a vivere insieme come nella serie del “grande fratello”. I partecipanti hanno potuto raccontare la propria esperienza, i timori, le ansie e paure dopo essere stati sollecitati da una psicologa che li ha sottoposti a diversi quesiti. Junction è riuscito a creare un clima di collaborazione, relax all’interno del gruppo e fuori. L’obiettivo di questo esperimento è quello di trasformare l’aggregato in un vero e proprio gruppo, al termine di questa esperienza i giovani hanno socializzato facilmente promettendosi di rimanere in contatto e incontrarsi. Junction è cosi riuscito ad abbattere le barriere sociali-psicologiche presenti in ognuno di noi, caratteristiche che ostacolano la comunicazione rendendo il rapporto così inesistente. I giovani leader comunitari hanno partecipato alla riunione tenutasi presso l’Unione giovanile ebraica belga dove hanno preso parte diversi attivisti ex leader, assieme al Ceo dell’AJC, David Harris.

Sono state affrontate diverse tematiche inerenti l’ebraismo il suo futuro, i rapporti tra diaspora e Israele, il tema del BDS e la demonizzazione dello stato ebraico, i differenti tipi di antisemitismo tra i quali, secondo il parere di Harris, è da non sottovalutare l’antisemitismo di estrema sinistra. I giovani sono stati cosi resi consapevoli delle differenti sfide che  il mondo ebraico deve affrontare. Harris ha chiesto a tutti quanti di impegnarsi perché la situazione politica, economica, sociale rappresenta una grande incognita.  È stato chiesto ai partecipanti di adottare un approccio di tipo pragmatico. Sul piano organizzativo-ricreativo si è avvertita la necessità  di portare avanti il fenomeno dell’internazionalizzazione, mescolando così le comunità ebraiche europee che non devono più sentirsi sole e abbandonate.

Durante questo lungo week end, ho avuto modo di parlare con i diversi rappresentanti delle varie organizzazioni giovanili ebraiche europee, in particolar modo quelle appartenenti ai paesi del Mediterraneo, assieme a quelle dell’area dei Balcani hanno lamentato il fatto di essere troppo emarginate; nello stesso tempo hanno mostrato interesse nei confronti di noi italiani, dichiarandosi pronti a collaborare con la nostra associazione. Anche il presidente dei giovani austriaci ha rinnovato la sua disponibilità per una collaborazione fattiva, così come è stata nell’ultimo mandato. Dobbiamo portare avanti quanto fatto in questi mesi sul tema dell’internazionalizzazione. Dobbiamo adottare il tipico approccio propositivo e inclusivo, migliorando noi stessi e gli altri; solo così potremmo farcela, per non finire, come dice Anna Foa nel suo libro “Diaspora”, “come un ebraismo da cartolina”. I diversi rappresentanti delle associazioni hanno mostrato grande simpatia verso l’Italia chiedendo di allacciare rapporti sempre più stretti con noi.

Joel Terracina


Consiglio UGEIConsiglio UGEI19 Novembre 2018
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Come valorizzare le diverse identità religiose anche nello spazio pubblico, superando tecnicismi e burocrazie?  Come tutelare e valorizzare i diversi significati condivisi  nell’ambito di una convivenza multiculturale e multireligiosa? Come trarre profitto dal confronto interreligioso?

Queste sono solo alcune delle coordinate di riflessione che guideranno il progetto “TandEM” presentato oggi a Milano presso la sede della CO.RE.IS. con il partenariato dell’OIM – Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e l’EUA – European Universities Association e in collaborazione con F.U.C.I. (Federazione Universitaria Cattolica Italiana), la CO.RE.IS. Giovani (Comunità Religiosa Islamica), a cui ha aderito il consiglio UGEI.

TandEM si prefigge lo scopo di contribuire alla costruzione di società coese e promuovere il coinvolgimento dei giovani di nazionalità terze (TCN) e dei loro pari nel Sud-Europa, dando forma a realtà inclusive in Croazia, Cipro, Grecia, Italia, Malta  e Spagna. L’obiettivo sarà perseguito potenziando il ruolo dei giovani come soggetti attivi e narranti in grado di sottolineare le molteplici forme di identificazione, indipendentemente dalla provenienza. I ragazzi, coordinatori del progetto, prenderanno parte a giornate laboratoriali volte a promuovere le relazioni interreligiose, attraverso convegni ospitati da atenei e istituzioni educative  presenti nelle diverse nazioni destinatarie. I seminari coinvolgeranno docenti e studenti di diverse fedi e rappresentanti religiosi dell’ebraismo, cristianesimo e islam. L’impostazione dei contenuti sarà vigile e attenta a una dinamica di dialogo con la laicità senza soffermarsi su problematiche teologiche o politiche. Tra i temi che verranno declinati dalle tre religioni abramitiche vi sono: storia, conflitti e scambi culturali tra i popoli dell’Europa e del Mediterraneo; diritto, con focus su libertà religiosa e diritti umani; sociologia, rapporto tra sicurezza, migrazione, pluralismo religioso e modernità; scienze politiche, relazioni tra Oriente e Occidente, confronto tra Stati laici e Stati confessionali; economia, formazione professionale, start-up,  commercio estero; medicina, salute, malattia, vita e morte.

In fine, il progetto contribuirà a favorire l’accesso e migliorare l’integrazione degli studenti di nazionalità terze nelle strutture d’istruzione superiore,  conducendo uno studio comparativo e transnazionale finalizzato a evidenziare i bisogni degli studenti di nazioni extraeuropee in merito agli studi.

Ruben Spizzichino, vicepresidente Ugei e responsabile per il dialogo interreligioso, ha dichiarato: “Alla luce del momento storico in cui ci troviamo, urge il bisogno di abbattere le barriere e edificare ponti, vero antidoto al pregiudizio che, ora più di prima, si alimenta dall’ignoranza dilagante. Non è un caso che questo incontro cada a pochi giorni di distanza dall’anniversario della morte di due grandi pionieri del dialogo interreligioso,  rav Giuseppe Laras z’’l (15.11.2017) e del fondatore della CO.RE.IS. Shaykh Abd-al-Wahid Pallavicini (12.11.2017). In quanto giovani non possiamo che raccogliere la preziosa eredità e continuare il percorso avviato”.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI28 Ottobre 2018
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Il congresso UGEI 2018 è concluso e mi ha lasciato in bocca un retrogusto amaro, fatto di scoraggiamento e dissenso con alcune posizioni emerse. Non solo non condivido molte delle idee, ma il modo in cui queste sono state veicolate. È intellettualmente disonesto richiamarsi ai libri della tradizione ebraica quando si è privi di una conoscenza approfondita a riguardo, ed è altrettanto sbagliato inveire contro persone che da questi prendono spunti incolpandole di ignoranza. Morale: il richiamo fatto a un passo di Rashì era corretto e la presenza di persone non ebree durante il seder di Pesach non è problematica né oltraggiosa. Bisogna conoscere ciò di cui si parla, ma sembra che il più delle volte coloro che si atteggiano a grandi inquisitori, a paladini dell’integrità della lettera siano gli stessi che di essa hanno una conoscenza sfocata.

Altro punto che lascia riflettere: il modo in cui si è svolto il congresso. Troppo spazio lasciato alle belle parole di chi sottoscrive o contrasta alcune idee, senza dare un apporto significativo e originale a ciò di cui si parla. È cosa bella e giusta la libertà di espressione così come mostrare interesse per un argomento che divide gli animi e infiamma i cuori; ma quando si hanno poche ore e gli argomenti di cui parlare sono tanti bisognerebbe recidere qualche parola o per i più coraggiosi: tacere. Forse è per questo che non intervengo quasi mai: perché le parole sono importanti e vanno centellinate.

Quarto e penultimo punto: trovo problematica l’aggiunta di due componenti al consiglio UGEI perché sono quasi sicura che ciò non equivale a una distribuzione equa dei compiti ma a un aumento consequenziale della voce pasti/soggiorni/treni e spostamenti vari sul bilancio del congresso successivo.

Quinto punto e concludo. Troppo poco tempo per la presentazione dei candidati. È difficile avere una conoscenza poco meno che superficiale di persone conosciute da tempo, mi chiedo come possa io capire in mezzo minuto chi mi rappresenterà per un anno intero. Potrei usare i criteri più vari: mi piace il pantalone che indossa (l’ho comprato anche io quindi in parte mi rappresenta), è l’amico di mio cugino, mio cugino è simpatico, e dunque anche lui deve esserlo. No, io i consiglieri non li conosco, non so niente di loro e non conosco nulla riguardo a quelli che si sono palesati durante l’ultima ora dei lavori congressuali e che non ho mai visto nei congressi precedenti. L’UGEI è importante ed è doveroso conoscerne i compiti così come l’eterogenea realtà che va rappresentando. Mi chiedo poi quale sia stato il senso della votazione: su nove candidati nove sono stati eletti e i numeri con i quali ciò è avvenuto non conteranno granché al momento della divisione dei ruoli. Vorrei pensare che non sia stato un congresso farsa, che sono andata alle urne perché era mio diritto e dovere e che è stato eletto chi meritava di esserlo, non chi si è presentato e per scarsità di sfidanti ha vinto.

Marta Spizzichino



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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