Attività UGEI

Consiglio UGEIConsiglio UGEI1 Gennaio 2020
HTKV.jpg

2min368

Il significato della parola HaTikwa in ebraico, è la speranza. Proprio come l’inno d’Israele, anche la nostra testata sceglie di distinguersi per la sua costante ricerca di luce. Scopriamo dunque che la ricerca di per sé diventa sintomo di speranza: inseguire un futuro migliore significa infatti accettare che il proprio presente non lo sia abbastanza. La ricerca di luce tuttavia dovrebbe trovare coniugazione al presente, non proiettarsi in un futuro ideale privo di odio e di indifferenza, ma occuparsi piuttosto dell’epoca storica che stiamo vivendo.

Nella storia del popolo ebraico e dell’umanità intera, i giovani hanno sempre avuto il compito di sognare, di vedere il bene lì dove il male sembrava assoluto. Questo continua ad essere il ruolo di noi giovani nella complessa realtà che ci circonda. Anche oggi. Un ruolo che comporta una grande responsabilità; quella di non perdere la fiducia nel bene, di non smettere di credere nell’unione che fa la forza, di non vedere nel dialogo una minaccia bensì un’opportunità.

Questa è la missione di HaTikwa, questa è la missione di noi redattori e di voi lettori: lasciare da parte l’ostilità, le diversità, il cinismo, per dar spazio alla tolleranza, alla comprensione, all’empatia. In una parola: alla speranza. La nostra missione comune è quella di guardare il presente con lo stesso ottimismo con il quale guardiamo il futuro, di guardare il prossimo con la stessa fiducia con la quale guardiamo noi stessi. Riconoscere quei rari punti di luce nel buio della quotidianità.

 

David Zebuloni, direttore HaTikwa

Luca Clementi, caporedattore HaTikwa

Luca Spizzichino, caporedattore HaTikwa

Nathan Greppi, caporedattore HaTikwa


Consiglio UGEIConsiglio UGEI31 Dicembre 2019
WhatsApp-Image-2019-12-31-at-10.30.42.jpeg

3min2139

HaTikwa – L’obiettivo era semplice, ma ambizioso: riportare al centro la voce dei giovani ebrei italiani. Una voce tanto fondamentale oggi, tanto unica nel tam-tam comunitario. Abbiamo provato a rendere HaTikwa uno strumento in grado di edificare quei ponti che ci uniscono al passato, al presente e al futuro. Il nostro futuro. Abbiamo provato ad abbattere i pregiudizi, che troppo spesso hanno inquinato la nostra immagine vista dall’esterno.

Abbiamo cercato un contatto con le realtà, ebraiche e non, attraverso articoli di attualità, servizi e video-interviste, iniziative e molto altro. Un ruolo centrale, come promesso, è stato dedicato a Israele. La nostra Israele. Tanti i temi trattati: società, religione, storia, arte, cinema, cucina, politica estera ed interna, nazionale e comunitaria, analisi di ogni tipo e diverse riflessioni.

145 articoli che hanno raccontato chi sono i giovani ebrei d’Italia, quali sono i loro interessi, quali sono i loro valori. 145 volti, sfumature, aspetti di un ebraismo che non smette mai di sorprendere per la sua rilevanza ed attualità. 145 pezzi di vita, pezzi di storia. La nostra storia.

Tra gli highlights di questa stagione conclusa, le interviste a Rav Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma, e Rav Alfonso Arbib, Rabbino Capo di Milano. L’intervista doppia agli esperti di politica e storia Francesco Giubilei e Elia Rosati. La rubrica della Parashà della settimana, la rubrica di fumetti ed ebraismo, la rubrica dei ragazzi di Taglit, la rubrica di attualità, la rubrica dedicata alla Memoria. La video-intervista all’On. Emanuele Fiano. L’intervista alla scrittrice Elena Lowenthal, al rappresentante israeliano all’Eurovision Song Contest Kobi Marimi, all’influencer ottantenne Madame Falafel, al giornalista autistico Ori Itzhaki, alla prima dottoressa con una paralisi celebrale Hodaya Oliel, all’eroe di guerra Avigdor Kehalani.

Le intenzioni sono state pure e sincere, l’impegno grande e continuo. Un ringraziamento ai nostri instancabili collaboratori, che hanno reso possibile tutto questo. E un ringraziamento a voi, cari lettori, per il sostegno e l’interesse. Per aver condiviso con noi una strada, un sentiero. Per esservi battuti con noi in nome di quei valori che da sempre ci guidano. Per aver creduto, anche solo per un attimo, che i giovani sono davvero l’unica speranza per un futuro migliore.

 

Ruben Spizzichino, vicedirettore e Responsabile Comunicazione HaTikwa

David Zebuloni, vicedirettore HaTikwa

David Moresco, direttore HaTikwa 

 


Consiglio UGEIConsiglio UGEI18 Dicembre 2019
WhatsApp-Image-2019-12-18-at-12.45.00.jpeg

4min298

HaTikwa (D. Fiorentini)Erano ben 70 i giovani ebrei che da tutta Italia si sono riuniti a Firenze lo scorso weekend per dar vita al tradizionale Congresso UGEI. Un chiaro segnale di quanto l’Unione Giovani Ebrei d’Italia sia ancora viva e influenzi le vite di tantissimi ragazzi e ragazze di tutto il Paese. Un successo visto soprattutto il numero di comunità rappresentate: oltre la comunità ospitante, hanno avuto voce Roma, Milano, Torino, Genova, Trieste, Bologna. 

Molte parole sono state già spese sui temi trattati, dal culto, ai rapporti con l’UCEI, con Israele e con le altre unioni giovanili ebraiche europee; per questo volevo presentare il punto di vista di chi è stato dietro le quinte, ovvero di consigliere e di organizzatore dell’evento. 

Dopo un anno intenso di lavoro, è stato molto stimolante tirare le somme alla presenza di tante altre persone: valutare gli eventi, proporre nuove idee ed eventualmente ammettere qualche passo falso. Quello su cui tutti si sono trovati d’accordo è stata la necessità di coinvolgere maggiormente le persone dalle grandi comunità, Roma e Milano, che spesso sono rimaste chiuse nelle loro realtà quasi “autosufficienti”, al contrario delle medie e delle piccole da cui abbiamo registrato una grande affluenza. Inoltre è stato di fondamentale importanza riportare l’UGEI sulla mappa europea; grazie al successo del JIR (Jewish-International-R(h)ome), ci siamo fatti vedere da tutte le nazioni europee come un partner serio con cui poter porre le basi per altri eventi internazionali in futuro. 

Tra i punti di cui vado più fiero è stata, come già anticipato, la partecipazione delle piccole comunità, ma non solo. Quest’anno l’UGEI è stata in grado di attirare giovani studenti israeliani in Italia, accogliendoli calorosamente a MiMaBaomer e al JIR. Un ambito su cui anche il Consiglio 2020 si è impegnato a operare, sia per migliorare l’esperienza in Italia degli studenti israeliani, ma anche per far conoscere agli ebrei italiani la realtà israeliana e per organizzare eventi di più grande portata. 

Al Congresso inoltre si sono discussi alcuni punti di debolezza del Consiglio 2019, forse poco rappresentativo di tutto il territorio nazionale vista l’alta quota di romani. Però la difficoltà maggiore incontrata dal Consiglio uscente è stato l’improvviso taglio del budget che annualmente l’UCEI versa all’UGEI. Su questo ci sarà molto da lavorare, in particolare per ricucire i rapporti tra le due unioni, che durante l’anno si sono senza dubbio deteriorati. A prova di ciò, anche la decisione di svolgere gli Stati Generali UCEI proprio in concomitanza del Congresso UGEI non permettendo la partecipazione di nessun consigliere o referente. 

Alla luce di quanto successo durante l’anno che sta volgendo ormai al termine, trovo che l’UGEI abbia ancora un grande potenziale inespresso sia su un piano locale che a livello internazionale. Per questo motivo ho scelto di candidarmi: per dare continuità a quanto di buono è stato fatto, ma con forze fresche che possano dare un nuovo apporto alla nostra Unione. In conclusione, faccio i miei più sinceri auguri al nuovo Consiglio, di cui ho l’onore nuovamente di far parte, affinché possa riportare lustro e rilevanza europea all’UGEI.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI9 Dicembre 2019
78334456_10162840157355413_9148993335115907072_o.jpg

5min337

HaTikwa (D. Fiorentini) – “L’UNRWA promuove la perpetuazione del problema dei rifugiati palestinesi, ma non la sua soluzione. Un’agenzia dal chiaro sfondo politico, per tenere sotto scacco Israele e il processo di pace, finanziata e supportata in primo luogo dai paesi dell’OLP” (Ben Dror Yemini, durante la sua sessione all’EJA Winter Bootcamp).

Questo è solo uno dei temi trattati durante l’EJA Winter Bootcamp di Bruxelles. Il seminario, tenutosi presso l’EU Jewish Building, consisteva di due giorni di full immersion nel mondo dell’Advocacy for Israel

Organizzato dalla European Jewish Association, ha riunito 50 ragazze e ragazzi di tutte le età da tutta Europa, ciascuno con un diverso tipo di antisemitismo da combattere e un trascorso in politica, giornalismo e lobbying

Tra i vari relatori, il primo è stato il ricercatore e scrittore Ben Dror Yemini, giornalista di Yedioth Akhronot, il quale ha presentato la storia di Israele e del Sionismo, le contraddizioni della causa palestinese e soprattutto ha sottolineato la responsabilità dei Paesi Arabi nella mancata formazione di uno stato arabo in Palestina. Nel pomeriggio insieme ai parlamentari Paulo Casaca (S&D) e Michael Freilich (Nieuw-Vlaamse Alliantie) si è discusso dell’importanza delle lobby e di come approcciare nel modo più efficace un politico o una personalità di rilievo al fine di convincerlo della propria causa. L’aspetto principale di questo genere di incontri si basa nel conoscere l’interlocutore e saper coniugare la propria causa alle tematiche per cui il politico si batte.

Dopo la cena di gala, alla presenza del giornalista Hans Knoop, che dopo la Seconda Guerra Mondiale ha contribuito alla cattura di un importante ufficiale nazista, il seminario è ripreso la mattina seguente. Il tema della seconda giornata era il rapporto con i media. La mattina era dedicata ai giornali, da come preparare un comunicato stampa a come renderlo più appetibile per il giornalista e l’editore del giornale così da assicurarsi la sua pubblicazione. Nel pomeriggio, assieme al direttore degli affari pubblici dell’EJA Alex Benjamin e al giornalista Brian Maguire, si è posta la problematica di saper convincere, oltre che al singolo politico, tutta l’opinione pubblica. Il metodo principale è durante un’intervista televisiva, in cui bisogna saper reagire a domande spinose e rispondere nel breve tempo disponibile specie se durante un dibattito con altri esponenti politici. 

Dopo aver compiuto l’ultima sessione riguardo l’importanza di tenere traccia dei movimenti dei nostri oppositori, il seminario è giunto al termine. Lo scopo di questo corso però non si è compiuto nella sola formazione di giovani europei, ma si auspica che tutti i partecipanti, una volta tornati in patria, possano a loro volta tenere workshops e conferenze sia per tenere testa ai rappresentanti della causa palestinese, ma soprattutto per formare e ispirare altri giovani. Per questo motivo, come consigliere alla Jewish and Israel Advocacy dell’UGEI, mi pongo l’obiettivo di dar seguito all’impegno preso dall’EJA a Bruxelles e creare opportunità di formazione e approfondimento in Italia, affinché tutti i giovani ebrei italiani possano rispondere quando messi alla prova da attivisti universitari pro palestinesi o antisemiti.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI14 Novembre 2019
WhatsApp-Image-2019-11-13-at-19.46.53.jpeg

2min371

HaTikwa – Care ugeine, cari ugeini,

finalmente a mente fredda mi trovo a scrivervi questo messaggio. Avrei voluto farlo appena finito l’evento, ma la stanchezza accumulata ha avuto la meglio. Domenica si è concluso il JIR-Jewish International R(h)ome. Sono stati tre giorni indimenticabili che porterò sempre nel mio cuore.
Se a gennaio qualcuno avesse ipotizzato la realizzazione di questo evento, probabilmente sarei scoppiata a ridere. Il primo anno di presidenza, appena ventenne e con pochissimi contatti all’estero. Sarebbe stata una vera utopia. Però il network ebraico internazionale è sempre stato un punto fisso di questo Consiglio, per questo abbiamo deciso di inviare i nostri rappresentanti in giro per l’Europa durante tutto l’anno e comprendere come lavorano e collaborano le altre unioni ebraiche giovanili. E così da Zurigo passando per Malaga con scalo a Washington, qualcosa ha cominciato a cambiare. Le relazioni internazionali iniziavano a essere serrate, l’interesse dall’estero fondato, e tutto prendeva un’altra forma. Un grande evento internazionale promosso da UGEI non era così impossibile. Impegno e dedizione hanno portato i loro frutti. Ringrazio i miei consiglieri per lo sforzo e le pressioni che hanno dovuto sopportare per la realizzazione di questa manifestazione. E soprattutto, noi consiglieri tenevamo a ringraziare tutte e tutti voi per aver reso possibile e memorabile questo evento. Grazie per averci fatto assaporare quell’atmosfera serena e armoniosa che non si gustava da tempo. Grazie per averci fatto sentire una vera famiglia. Il vostro sorriso è la ricompensa più grande. Ci vediamo al Congresso.

 

Keren Perugia, Presidente UGEI



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


Contattaci