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Bring to the table win-win survival strategies to ensure proactive domination. At the end of the day, going forward, a new normal that has evolved from generation.
Consiglio UGEIUGEI7 Settembre 2020
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di Luca Clementi

 

Ho letto su JoiMag l’articolo di Micol De Pas Le due quarantene di Mosé, che utilizzava un divertente e attuale accostamento quarantena – quarant’anni nel deserto. Così ho iniziato a pensarci su anch’io, in un delirio serale di attualizzazione compulsiva. Eccolo lì nella mia mente il popolo d’Israele, condannato a 40 anni nel deserto perché ha dubitato di Giosué e Caleb, ascoltando i 10 esploratori che parlavano male della Terra di Canaan. In un contesto di sliding doors, chissà con 40 anni in più di storia cosa avremmo potuto fare. Un Bet Hamikdash ancora più bello? Un trattato di pace coi Filistei di durata illimitata? Invece no. Ci è toccata una seconda ondata di quarantena nel deserto per colpa di 10 esploratori. Non ci è bastata la Fase 1 del vitello d’oro, era tutto troppo facile.


Consiglio UGEIUGEI5 Settembre 2020
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Siamo gioiosi di riportare una magnifica notizia giunta lo scorso Shabbat: la Serbia e il Kosovo, tramite la mediazione degli Stati Uniti d’America, hanno ufficialmente  riconosciuto Gerusalemme come Capitale dello Stato d’Israele e hanno deciso di aprirvi le rispettive ambasciate.

 

“Un altro grande giorno per la pace” ha tweettato il Presidente USA Donald J. Trump, commentando lo storico accordo, che, tra l’altro, rende il Kosovo il primo Stato a maggioranza musulmana a intraprendere tale provvedimento.

 

Una decisione meravigliosa giunta poco dopo un altro evento stravolgente per il Medio Oriente: il primo volo diretto Tel Aviv – Abu Dhabi, con il permesso dell’Arabia Saudita, e successivamente del Bahrein, di volare attraverso il proprio spazio aereo.

 

Il riconoscimento di Gerusalemme capitale, inoltre, è avvenuto in seno anche ad altre manovre di portata epocale, come il riconoscimento del Kosovo da parte di Israele, ma soprattutto la normalizzazione delle relazioni economiche tra Serbia e Kosovo.

 

Una serie di cambiamenti annunciati direttamente dalla Casa Bianca e dal Presidente USA in persona, il quale ha comunicato nuovamente l’avvicinarsi di ulteriori concordati di simile portata.

 

L’UGEI esprime i suoi più vivi complimenti alle nazioni di Serbia e Kosovo, auspicando che questo possa essere un passo fondamentale verso la pace e la stabilità nei Balcani e che il loro atto possa essere di ispirazione a tutto il resto del Mondo.


Consiglio UGEIUGEI5 Settembre 2020
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Anche quest’anno, seppur con le innumerevoli precauzioni dovute, si svolgerà la Giornata Europea della Cultura Ebraica, un’occasione unica per conoscere e approfondire le realtà ebraiche che costellano il panorama europeo.

 

Purtroppo l’UGEI non potrà dar seguito all’iniziativa intrapresa lo scorso anno, ovvero l’organizzazione di un viaggio alla scoperta di una piccola comunità. Nonostante ciò, invitiamo tutti i nostri followers, ugeini e non, a partecipare alle magnifiche attività proposte nelle rispettive città.

 

Giornate come questa sono fondamentali per un sano e sincero dialogo interculturale, permettere a un vasto pubblico di conoscere a fondo le nostre tradizioni è un’apertura essenziale per una serena amicizia e convivenza.


Consiglio UGEIUGEI4 Settembre 2020

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Lo scorso 29 agosto il segretario generale dell’UCOII, Yassine Baradai, ha definito l’Ebraismo ed il Cristianesimo ‘’eresie da correggere”. Subito è arrivato un comunicato del Centro islamico culturale d’Italia sovrintendente della Grande moschea di Roma, il quale ha espresso tutto il suo sconcerto. Il radicalismo di questa affermazione fa riflettere molto su come ancora oggi alcune frange politiche e religiose, attraverso la loro visione, non collaborino al dialogo interreligioso ormai da tempo instauratosi.

 

L’UGEI non solo condanna questo genere di affermazioni, ma combatte contro qualsiasi mentalità antitetica al dialogo e al sano confronto.


Consiglio UGEIUGEI4 Settembre 2020
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1min94

di Redazione

 

Nella Parashà di Ki Tavò ci viene insegnata una mitzvah molto importante. Ci viene insegnato che il primo frutto dell’albero non può essere mangiato, bensì deve essere contrassegnato con un filo, raccolto una volta maturo e portato a Gerusalemme, nel Bet HaMikdash. Tutto ciò per ricordare il miracolo dell’uscita del popolo ebraico dall’Egitto. Andiamo per ordine cercando di capirne il motivo.