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Bring to the table win-win survival strategies to ensure proactive domination. At the end of the day, going forward, a new normal that has evolved from generation.
Consiglio UGEIConsiglio UGEI12 Gennaio 2020
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HaTikwa, di Eitan Bondì

Lunedì 30 Dicembre si è riunita a Roma, per la prima volta, la Commissione Giovani, un nuovo gruppo di lavoro della Comunità Ebraica fortemente voluto dall’Assessore alle politiche giovanili Raffaele Rubin.

Gli obiettivi che questa squadra vuole perseguire, nei prossimi 4 anni, sono stati chiariti fin da subito: aggregare giovani ebrei e colmare il gap di partecipazione alla vita comunitaria della fascia di età 18-35 anni.

Un lavoro sicuramente non semplice, che tuttavia vede l’impegno serio e costante di 15 ragazze e ragazzi accuratamente selezionati.

La Commissione si augura di poter organizzare iniziative che possano coinvolgere quanti più ragazzi possibile, attraverso un’analisi delle esigenze comuni ai giovani ebrei tramite proposte, esprimendo pareri, monitorando e segnalando eventi.

L’intento non è quello di entrare in competizione con le altre associazioni giovanili ma, al contrario, quello di collaborare e dialogare con esse, affinché si possa raggiungere uno scopo comune.

Lo spirito che anima i suoi componenti trova il minimo comune denominatore nella volontà di mettersi in gioco per i propri coetanei. L’idea è quella di passare dall’essere semplici spettatori a diventare veri e propri protagonisti della vita comunitaria.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI10 Gennaio 2020
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HaTikwa, di Giulia Ciolli 

Ieri, 9 Gennaio 2020, sono state posizionate le prime 11 pietre d’inciampo a Firenze. Le prime installazioni alle 12.30 in via del Gelsomino 29, sono state dedicate alla memoria di Levi Rodolfo, Procaccia Rina, Levi Noemi, Sinigaglia Angelo, Procaccia Amelia e Sinigaglia Alda. Nel pomeriggio, si sono susseguite altre tre installazioni: in Via del Proconsolo 6 in memoria di Genazzani Abramo, Genazzani Elena e Melli Genazzani Mario, in Via Ghibellina 102 in memoria di Genazzani David dove la nipote lo ha ricordato e infine in piazzale Donatello 15 in memoria di Levi Clotilde.

Le stolperstein, avviate in Germania nel 1995 dall’artista Gunther Demnig, sono ormai presenti in molte città europee e ora anche Firenze avrà un vero e proprio percorso della memoria sulle tracce delle famiglie ebraiche arrestate e deportate nei campi di sterminio negli anni del secondo conflitto mondiale. Questo progetto partì dalla richiesta di Daniela Misul Z”l, allora presidente, insieme al Comune di Firenze.

La cerimonia ha visto una grande partecipazione cittadina con ragazzi e bambini delle scuole, rappresentanti comunali come Cristina Giachi vicesindaca, Sara Funaro assessora all’educazione e Alessandro Martini assessore alla cultura delle memoria e la Comunità Ebraica di Firenze con il Rabbino capo Gadi Piperno e David Liscia Presidente.

“Queste pietre – come riporta la Vicesindaca Giachi- segnalano come la violenza è un inciampo nella storia dell’umanità. E’ stato bello poterci inciampare questa mattina per ricordare vite ordinarie stravolte dalla violenza, affinché quel che è successo non avvenga di nuovo e la memoria sia viva e presente nella città”.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI10 Gennaio 2020
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HaTikwa, di Manuel Moscato

Nella Parashà di Vaichi scopriamo il testamento di Yakov Havinù e assistiamo alle Berachot, le benedizione, che concede ad ogni figlio, ossia una per ogni tribù. Yosef, in particolare, riceve moltissime Berachot. Come è scritto al capitolo 48, verso 16: “l’angelo che mi liberò da ogni male benedica questi ragazzi, siano chiamati con il mio nome e con quello dei miei padri Avraam e Itzhak, abbiano sulla terra numerosa discendenza”.

Sembra una contraddizione, poiché in questa Berachà, Yakov benedice i nipoti Efraim e Menashè e non Yosef stesso. Comprendiamo che per un genitore è più importante che i propri figli ricevano la Berachà piuttosto che loro stessi. Pertanto ne concludiamo che per un nonno è più importante benedire suo nipote prima ancora di suo figlio.

Il testo della Torah ci dice che secondo Yakov, Efraim e Menashè erano come i suoi due primi figli, Reuven e Shimon.  Come mai questo parallelismo? Il Hiddà (Haim Yosef David Hazulai) dice che così come Reuven e Shimon sono i primi due figli di Yakov, anche Efraim e Menashè sono i suoi primi nipoti.

Il Hiddà aggiungere anche che c’è un collegamento tra Reuven-Shimon e Efraim-Menashè. Menashè viene paragonato a Reuven perché metà tribù di Menashè avrà il territorio dall’altra parte del Giordano proprio come Reuven, mentre l’altra parte della tribù di Menashè viene paragonata a Shimon perché tutte e due le tribù avranno il territorio in Erez Israelael.

 


Consiglio UGEIConsiglio UGEI8 Gennaio 2020
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HaTikwa, di Bruno Sabatello

Martedì 7 gennaio si è tenuto, nella Sala del Consiglio della Comunità Ebraica di Roma, l’incontro con l’imprenditore israeliano Aron Di Castro, direttore della start-up Waze, organizzato da Delet e dalla Consulta.

Ad aprire la serata è stato un breve video del Prof. Scott Galloway, docente di marketing alla New York University, sul quale Aron ha commentato: “Pensare di poter seguire le proprie passioni a volte non basta. Bisogna chiedersi in cosa si è bravi, per cosa si è portati, e soprattutto cosa può recarci gioia e soddisfazione nel lavoro, giorno per giorno.”

Dopo una breve presentazione nella quale ha raccontato brevemente la sua vita, dalla Alyiah, percorso che accomuna diversi giovani delle nostre comunità, fatta nel ’98 al percorso universitario alla Bar Ilan dove si è laureato in Scienze Politiche e Comunicazione, parlando brevemente anche di alcuni momenti di difficoltà nel bilanciare le sue ambizioni da neolaureato e le richieste del mercato del lavoro.

Le sue aspirazioni, dopo le prime difficoltà, lo portano nel 2008 ad essere assunto da Google nello stabilimento israeliano nel quale ha lavorato per 9 anni, per poi trasferirsi in California proseguendo il suo rapporto con il colosso statunitense, che controlla anche Waze, dove oggi lavora, per la quale svolge la funzione di Director Global Business Development & Partnerships.

Prima dell’aperitivo offerto da Delet c’è stato un breve spazio per le domande nel quale ha trattato diversi temi: dalla mancanza di competitività del mercato italiano rispetto a quelli israeliano e americano alle particolarità che li contraddistinguono, fino a parlare dei momenti più difficili affrontati durante la sua carriera.

Nell’ultima parte della serata c’è stato il tempo per approfondire il discorso di Skilled Program, un’programma di formazione intensiva di due settimane, totalmente gratuito, che offre ai giovani Olim la possibilità di conoscere il mondo dell’Online Marketing e fare pratica diretta grazie agli insegnamenti dei numerosi ospiti presenti all’interno del programma.

Il programma, arrivato alla seconda edizione, ha solamente 30 posti disponibili, e come ha anticipato ai presenti, “a meno di una settimana dall’apertura delle iscrizioni per l’estate 2020 il programma ha già 24 iscrizioni da 13 paesi diversi”. Per iscriversi o per ulteriori informazioni è sufficiente consultare il sito www.skilledprogram.org.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI7 Gennaio 2020
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HaTikwa, di David Zebuloni 

Rav Meir Shapiro (1887-1933), presidente dell’Agudat Israel polacca e Rosh Yeshiva dei Chahmei Lublin, introdusse la rivoluzionaria idea del Daf Yomi, lo studio di una pagina al giorno del Talmud Babilonese, con il fine di completarlo in sette anni e mezzo. La conclusione dello studio si celebra con un evento chiamato Sium HaShas. Il primo ciclo di studio iniziò a Rosh HaShana del 1923, con l’intento che ogni ebreo del mondo studiasse lo stesso foglio nello stesso giorno, globalizzando così il sapere millenario ebraico.

“Storicamente lo studio del Talmud è stato per eccellenza riservato ai soli uomini”, racconta Letizia Fargion, “ma il tredicesimo ciclo, che si è concluso qualche giorno fa, ha portato con sé una novità assoluta: la partecipazione significativa dello studio della Ghemarà allargato al pubblico femminile“. Insieme a centinaia di celebrazioni che si sono tenute in tutto il mondo del Sium HaShas, ce n’è stata una in particolare, organizzata dall’organizzazione Hadran (Advancing Talmud study for Women), a catturare l’attenzione pubblica. “Sono state 3,500 le donne arrivate da tutta Israele, e non solo, per riunirsi a Biniane HaHuma a Yerushalaim, per celebrare e festeggiare questo momento”, continua Letizia Fargion, anche lei presente all’evento. “Tutte insieme abbiamo letto l’ultimo brano di Masechet Nidda, emozionate di essere giunte a tale traguardo“.

“E’ un momento epocale assistere alla partecipazione allo studio di tutto il popolo comprese le donne che, con serietà e dedizione, hanno portato a termine il progetto del Daf Yomi”, ha detto Rav Saks da Londra. Grandi personalità come Rav Benny Lau, la Rabanit Michelle Cohen Ferber (fondatrice del Daf Yomi femminile) la Rabanit Dr. Michal Tikochinsky, la rabanit Malke Bina (fondatrice della yeshiva femminile Matan) sono intervenuti sottolineando l’importanza della divulgazione del sapere presso tutto il popolo ebraico. La Rabbanit Esti Rosemberg, nipote del grande Rav Soleveichik, ha detto come suo nonno, fin dagli Anni Sessanta, iniziò a insegnare Ghemarà anche alle donne. Tra gli ospiti d’onore Jaine Shottenstein, che con l’edizione sponsorizzata dalla sua famiglia, ha contribuito notevolmente allo studio e diffusione del Talmud in questi ultimi anni.

“La serata si è conclusa con l’augurio che lo studio sia la luce che guidi la nostra vita: Torah shel chaim e chaim shel Torah (Torah per la vita e vita per la Torah) e una coinvolgente performance corale del pubblico con la canzone guidata da kululam”, racconta emozionata Letizia, originaria di Milano e israeliana dal ’94, di professione organizzatrice di eventi. “E’ stato emozionante partecipare a questo evento che ha celebrato il trionfo dello studio e del sapere anche come strumento di emancipazione della figura della donna nell’ebraismo. Oggi chi vuole studiare ha sicuramente molti più strumenti di un tempo. Basti pensare all’edizione Shottenstein o alle lezioni a disposizione su Hadran.org.il. In generale sento che a Gerusalemme si avvisano segni di apertura di più ampio respiro dell’ebraismo modern-orthodox. Molte Sinagoghe ortodosse, per esempio, permettono minianim di sole donne che leggono la Meghilat Esther e fanno Dvar Torah. Sono traguardi importanti questi!”, conclude Letizia sorridendo. “Yerushalaim rimane comunque per me la città delle grandi contraddizioni dove convivono realtà diverse. Sempre più attuale diventa il verso di Isaia: Da Sion uscirà la Torah e la parola di Dio da Gerusalemme, כי מציון תצא תורה ודבר ה׳ מירושלים.”