Alla scoperta dei “Super ebrei” dell’Ajax

ajax

di Gabriel Venezia

Sono olandesi, sono tifosi di calcio e sono “Super Joden”, cioè “Super ebrei”. Anche se solo di nome, così sono conosciuti i tifosi dell’Ajax Afc di Amsterdam, passati alla cronaca per le bandiere d’Israele che fanno sventolare durante le partite, ma anche per le loro feste pre-match e per una rivalità asprissima con i conosciutissimi – soprattutto ai tifosi della Roma – hooligans del Feyenoord. Ma cosa lega una squadra olandese, tifata da pochi ebrei olandesi, a un’identità “ebraico-israeliana”? Il tutto ci riconduce agli anni Settanta, con la nascita delle prime tifoserie che, ispirate dal fenomeno hooligan britannico, adottarono i tratti distintivi delle rispettive città. Amsterdam in particolare, con la sua mentalità cosmopolita e mercantile, è sempre stato un luogo prospero per la popolazione ebraica, fino al tragico evento della Shoah che ha cancellato la comunità pluricentenaria lasciando pochissimi sopravvissuti. I tifosi dell’Ajax, come “Vak410” e soprattutto “F-Side”, sono stati, e lo sono ancora, chiamati dalle rivali Feyenoord e Den Haag “Joden”, per ribadire in maniera dispregiativa la connessione tra Amsterdam e gli ebrei. È così che i tifosi dell’Ajax non solo hanno deciso di adottare questa “offesa” come simbolo di orgoglio, ma hanno iniziato a indossare il Maghen David, a portare bandiere israeliane e a cantare canzoni tipiche della tradizione ebraica, come la celebre “Hava Nagila”, divenuta un potentissimo coro da stadio. Questo discorso dell’identità, oltre a creare un bellissimo rapporto di amicizia con i “Maccabi Fanatics”, ultras israeliani del Maccabi Tel Aviv, ha inasprito la rivalità con le altre squadre olandesi, in particolare con gli hooligans del Feyenoord di Rotterdam, di estrema destra. Le due compagini giocano il derby di Olanda, momento in cui i tifosi del Feyenoord danno il peggio di sé con cori come “Hamas, Hamas all the jews to the gas”. Gli F-side però demoliscono verbalmente i loro “colleghi” per il fatto che, paradossalmente, nella curva del Feyenoord esiste tutt’oggi una folta presenza neonazista, nonostante la distruzione di Rotterdam avvenuta proprio per mano dei nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. I Super Joden, sono diventati gli “attori protagonisti” di un documentario omonimo della regista israeliana Nirit Peled, nel 2013, rimasta colpita nel vedere dei tifosi che in metropolitana sventolavano fieramente bandiere israeliane intonando “Joden, Joden” e “Hava Nagila”. Il documentario si sofferma sul punto di vista di alcuni membri della comunità ebraica che, interrogati sul tema “dell’ebraismo” come identità adottata dai supporters di Amsterdam, si sono mostrati scettici, se non quasi offesi. Per alcuni di questi è inaccettabile rappresentare con una tale leggerezza un’appartenenza così pesante, considerate le persecuzioni e le deportazioni subite ad Amsterdam durante l’occupazione tedesca. Altri invece sono convinti che l’adozione di un’identità solo apparentemente ebraica possa provocare nelle altre squadre la riscoperta di un antisemitismo ancora più becero e insensato. Gli F-side, nei primi anni 2000 furono anche sollecitati dalla stessa Ajax Football Club a evitare di utilizzare simboli ebraici, proprio per scongiurare il dilagare nelle altre curve dell’antisemitismo. I Super Joden risposero tramite i loro organi di informazione come la fanzine degli F-Side “De Davidster” (la stella di David), che rinunciare ai loro simboli non avrebbe fatto cessare l’antisemitismo dalle altre tifoserie, dato che addirittura prima dell’adozione dell’identità ebraici i tifosi di Amsterdam venivano presi di mira. Anzi, ribadendo il loro “ebraismo”, si sentivano di mantenere viva quell’identità ebraica di Amsterdam, scomparsa durante la Shoah, riuscendo tra l’altro a riavvicinare molti ebrei olandesi che negli anni avevano scelto di abbandonare gli stadi per il dilagare dell’antisemitismo. Succede molto spesso che anche negli stadi italiani, le tifoserie, per puro spirito di rivalità e di odio sportivo, si etichettino a vicenda “squadra di ebrei” come offesa. I tifosi di Amsterdam invece, anziché offendersi, hanno trasformato questi insulti beceri in grande senso di appartenenza che li spinge a portare le bandiere israeliane nei numerosi viaggi per il mondo, meritandosi tra gli altri uno spazio nel museo ebraico di Amsterdam. Tra mezuzot, talled e teffillin, è possibile trovare sciarpe e cappelli dell’F-Side, su cui sono rappresentati Maghen David e scritte come “Super Joden”. Simbolo del loro grande orgoglio.

 

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