Affittasi cena di Shabbat

Che cos’è uno “shabbatter”? Un abominio linguistico, d’accordo. A parte questo, un’idea è facile farsela, ma la definizione precisa da dizionario potrebbe suonare più o meno così: sostantivo invariabile, uomo o donna di religione ebraica che quando viaggia si mette in contatto con uno o più correligionari prima sconosciuti per ottenere ospitalità durante shabbat. La domanda successiva allora è: come si diventa uno shabbatter? Come per tutte le cose al giorno d’oggi, la risposta è abbastanza scontata (e un po’ snervante), esiste un sito apposta.

L’idea è venuta ad Alexandre Woog, un giovane imprenditore dalla doppia nazionalità franco-israeliana. Già fondatore della start-up E-loue, una piattaforma web che permette a privati e aziende di mettere in affitto o affittare a loro volta qualsiasi tipo di oggetto grazie a un sistema di prenotazione e pagamento online, Woog è un tipo piuttosto eccentrico. Infatti crede a tal punto nell’idea innovativa del “meglio affittare” che è fondatore anche del sito loueunepetiteamie.com (tradotto “noleggiaunafidanzata.com”), solo il nome la dice lunga ma in realtà nulla di illegale. Il sito si rivolge agli uomini che si sentono soli e desiderano un po’ di compagnia per qualche ora, ma anche ai mariti, sia quelli che vogliono un po’ d’aria fresca sia quelli gelosi che desiderano sbarazzarsi dell’amante della moglie, o ai padri preoccupati che non approvano la fidanzatatina del figlio. Fantasia galoppante e chiacchiericcio garantito. Infine Woog è membro della squadra israeliana di scherma, due volte campione d’Israele, qualificato a due campionati d’Europa e del mondo nella sua specialità, la spada.

Alexandre Woog

L’ultima trovata è il sito www.goodshabbat.com, una sorta di piattaforma associativa online per invitare o farsi invitare a shabbat, fondato recentemente insieme a Jeremy Cahen, un compagno dell’HEC, università parigina di studi economici. “Da sei anni viaggio molto, in tutti i paesi del mondo, a causa dei miei impegni nella squadra di scherma”, spiega Woog nella presentazione di Goodshabbat. “Mi avrebbe cambiato la vita trovare delle persone in grado di accogliermi per i pasti di venerdì sera o sabato a mezzogiorno. Certo era sempre possibile andare in sinagoga e trovare della gente, ma una volta lì questo si rivela piuttosto delicato, non è facile capire a chi si può chiedere e non tutti si sentono a loro agio con questa strategia”. Ci vuole una certa faccia tosta, in effetti.  Ma l’idea per il sito gli è venuta solo recentemente, in seguito a un’esperienza personale che ha avuto luogo proprio in Italia. Nel 2011 i campionati del mondo di scherma si sono svolti a Catania, e iniziavano proprio il giorno dopo kippur. La squadra israeliana è stata dunque costretta a celebrarlo in trasferta. “Ho cercato di mettermi in contatto con degli ebrei sul luogo, ma nessuna istituzione ha saputo darmi indicazioni o un numero di telefono”, racconta. Ed è così che un po’ il nervoso causato da un kippur siculo non proprio nelle migliori condizioni, un po’ la sua passione, o forse mania, per la creazione di siti internet lo hanno portato a dare vita anche a Goodshabbat.

L’idea è quella di rispondere a vari bisogni. Quello religioso, intanto: lontano da casa non è sempre semplice fare shabbat. Ma chi l’ha detto che non possa anche essere una bella occasione per scoprire altre culture e tradizioni, specialmente all’estero. E questo vale anche per chi ospita, naturalmente. Si viene incontro anche a un bisogno di tipo finanziario, non va dimenticato. E chi sa mai che non si tratti di un intrigante straniero o di un’affascinante fanciulla, lo spirito da cupido di Woog non si smentisce mai.

Insomma nell’era dei social networks non poteva mancarne uno per lo shabbat. È comprensibile che l’idea di farsi chiamare shabbaters possa non esaltare, ma il principio non è male. Con un semplice clic si può stare tranquilli di avere dove andare a cena venerdì sera. Se si avvisa per tempo poi si può anche portare la fidanzata in affitto.

 

Francesca Matalon


UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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