ugei

Manuel Kanahmanuel9 settembre 2011

2min470

Per la Giornata Europea della Cultura Ebraica come vi raccontiamo in questa pagina l’Ugei sarà fisicamente presente a Napoli e con lo spirito su Facebook.

Mentre scrivo gli echi di un brutto affare mi tornano in mente, tempo fa infatti leggevo la notizia di un giovane ebreo a Venezia che in coda in un negozio di una grande catena di elettrodomestici ha sentito la conversazione di un’addetta che si lasciava scappare affermazioni antisemite.

Non so quanti dei lettori abbiano avuto il dispiacere di una simile esperienza, nel mio caso è accaduto. La differenza fra le nostre storie è che chi stava accanto a me ha reagito prontamente, rispedendo le offese al mittente e stringendomi in un abbraccio morale.

Ciò che lega questi fatti è l’importanza della conoscenza. Sono gli ignoranti che si permettono certe esternazioni, chi non intende conoscere una cultura diversa, chi non accetta le molteplici opinioni, chi si arrocca sulle proprie convinzioni.

Ritengo che la Giornata Europea della Cultura Ebraica rappresenti un momento essenziale di apertura verso l’esterno, un momento di condivisione di ciò che di meglio può offrire l’ebraismo.

La presenza dell’Ugei in una piccola comunità come Napoli, declina la voglia di stare insieme, di scambiare esperienze con ebrei di tutta l’Italia e con i visitatori. Per lo stesso motivo abbiamo deciso di lanciare una maratona di messaggi sulla nostra pagina Facebook, vogliamo sapere cosa farete nel corso della Giornata, vogliamo un abbraccio.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI27 luglio 2011

2min500

Questo mese vi raccontiamo i nostri sforzi di avvicinarci e soddisfare il più possibile le richieste e le volontà dei ragazzi Ugei. Il questionario elaborato dai consiglieri attende solo di essere compilato dai destinatari. Vi chiediamo uno spicchio del vostro tempo per aiutare questo consiglio a migliorare e per indirizzare quelli futuri.

I mesi passati hanno visto l’impegno dell’Ugei nella gestione della delicata situazione creatasi a partire dalle dichiarazioni del Presidente del GMI Omar Jibril. In passato le nostre associazioni hanno lavorato assieme, unite nel tentativo di instaurare un dialogo importante e arricchente.

Purtroppo la relazione, come accade anche fra le persone, attraversa un periodo burrascoso. L’interesse e i messaggi di sostegno ricevuti da ogni direzione, fra cui quello di Dounia Ettaib Presidente dell’Associazione Donne Arabe d’Italia, ci hanno sostenuto e hanno rinnovato la nostra volontà di lavorare perché il rapporto si possa ricomporre al più presto, consci dell’importanza di una collaborazione basata sul reciproco rispetto.

La vicenda ha anche rappresentato il punto di partenza per una interessante intervista all’On. Fiamma Nirenstein che riportiamo in parte.

In chiusura vorrei esprimere la mia felicità e i miei auguri personali a Simone Mortara, un amico sincero che ho avuto l’onore di conoscere grazie all’Ugei.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI29 giugno 2010

4min730

Cari amici,

è grande la soddisfazione, questa sera, nel vedere così tanta gente unita per una sola causa.

Desidero esprimere un caloroso ringraziamento al Sindaco Alemanno che ha accettato immediatamente la proposta formulata da Unione Giovani Ebrei d’Italia insieme agli amici del Benè Berith Giovani.

E insieme a voi desidero ringraziare tutti i volontari che hanno lavorato giorno e notte per rendere possibile la realizzazione di questo evento.

Un ringraziamento va anche al Presidente della Provincia di Roma Zingaretti, al Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, al Ministro Ronchi, all’Onorevole Cesa, al Presidente della Comunità ebraica Riccardo Pacifici e a tutte le autorità presenti, che ci hanno supportato in questa iniziativa in nome del più elementare dei diritti umani: la libertà.

E’ questa una battaglia che porteremo avanti con tutte le nostre forze finché non avremo raggiunto l’obiettivo di riavere a casa nostro fratello Gilad Shalit.

Preferiamo non soffermarci sugli assenti, sulle solite organizzazioni umanitarie che non sono mai, e per nessun motivo, dalla parte di Israele.

Caro Noam, ora arrivo a te che più di tutti meriti il nostro sostegno, perché l’unica assenza che veramente sentiamo è quella del nostro fratello Gilad che oggi non può ancora vedere quanto è grande l’affetto che Roma prova per lui. Siamo consapevoli che il nostro sforzo non si può fermare qui. Dobbiamo sostenere la tua causa, la nostra causa, con ogni mezzo a disposizione e per questo ci prodigheremo affinché tu possa avere le risorse per continuare la tua opera.

Il motivo per cui noi oggi, giovani ebrei d’Italia, siamo qui a manifestare per Gilad, non risiede solo nel nostro amore incondizionato per Israele, ma perché sostenere la causa di Gilad vuol dire sostenere il percorso verso la pace.

Perché nel sostenere Gilad, confermiamo il senso di giustizia, che è vivo nelle nostre coscienze di ebrei e di italiani, che risiede nella tradizione della cultura ebraica e, allo stesso tempo, nella storia del Risorgimento italiano.

Per queste ragioni, con l’avvicinarsi dei 150 anni dell’Unità d’Italia, chiediamo al Governo Italiano e alle autorità presenti di far sì che nell’ambito delle manifestazioni per celebrare lo storico anniversario, si trovi il modo per ricordare che Gilad, cittadino onorario romano e quindi italiano, è tenuto prigioniero in sprezzo di tutte le norme del diritto internazionale.

Il nostro “connazionale”, il giovane Gilad, è da quasi 1.500 giorni che non vede la luce del sole.

La nostra speranza è che oggi questa manifestazione possa avvicinare la liberazione di Gilad e che lo sforzo congiunto di Roma, Gerusalemme, Torino, Zurigo e Milano possa aiutare a far tornare Gilad a casa dalla sua famiglia. La nostra speranza è che fra un anno non ci si ritrovi qui per richiedere ancora la sua liberazione. Ai clamori dei microfoni, vi assicuriamo, preferiamo il silenzio della pace per il popolo d’Israele.

Il saluto che ora vi pongo è quello che solitamente facciamo nella Pasqua Ebraica, “Beshanna abba

BiYerushaliam”, “L’anno prossimo a Gerusalemme”. Permettetemi un’aggiunta: “Beshanna abba BiYerushaliam im Gilad”, “L’anno prossimo a Gerusalemme con Gilad!”

ROMA 24 GIUGNO 2010

Giuseppe Massimo Piperno

PRESIDENTE UGEI Unione Giovani Ebrei d’Italia


Consiglio UGEIConsiglio UGEI9 giugno 2010

5min630

 

IL PESCIOLINO SI MANGIERA’ LO SQUALO.

Roma. Colosseo. Una folla di circa 5000 persone sventola le bandiere di Israele al vento, per combattere l’indifferenza, per onorare la vita, per ricordare il valore dei diritti internazionali, per rompere il muro del silenzio, per far tornare Gilad Shalit, finalmente, libero. Il ventenne cittadino onorario di Roma, è rinchiuso da1460 giorni, tra quattro mura di una cantina di Hamas, è isolato dal mondo, senza aver fatto niente e quattro anni sono davvero troppi, lo sono per lui e per i genitori, che ricordano il giovane figlio, come un soldato di leva, visto per l’ultima volta, in un giorno di visita alla base militare in cui tra abbracci, sorrisi e risate, erano anche riusciti a scattare qualche foto ricordo. Quel ragazzo aveva un futuro davanti, finchè non gli è stata strappata la libertà. Ora invece, c’è Noam Shalit a parlare per lui, un uomo che dal 2006 non ha fatto altro che avere incubi e soffrire per la scomparsa del figlio. E come un padre soffre per un figlio, un popolo soffre per un fratello, e una nazione soffre per un soldato. A soli nove anni, Gilad, scriveva la fiaba di uno squalo e un pesciolino, che abattono le diversità e imparano a giocare insieme, senza sapere che una volta trovatosi nei panni del piccolo e indifeso pesciolino, gli squali non avrebbero avuto la minima intenzione di giocare con lui. Bisogna perciò reagire a tanta crudeltà, Israele non resta inerme, è pronta a lasciare mille terroristi per un soldato che non ha fatto niente, perchè questo è il modo in cui questa nazione intende la vita. Dunque, la gente si raccoglie attorno allo spegnimento dell’emblema della capitale, in ricordo di un innocente, per invocare il suo ritorno, mentre il padre è davanti alla folla ed è retto, fiero e presente nonostante il dolore. Lo sono anche il sindaco di Roma Alemanno, il presidente della regione Lazio Polverini, il presidente della provincia di Roma Zingaretti, il ministro delle politiche comunitarie Ronchi, il presidente della comunità ebraica Pacifici, il rabbino capo Di Segni, il giornalista Giuliano Ferrara; ma sopratutto i giovani della comunità ebraica, raccolti dalle associazioni Unione Giovani Ebrei d’Italia e Bene Berit giovani, che hanno organizzato la manifestazione. Tutti loro insieme, le loro forze sommate, fanno molto più dei numerosi “pacifinti”, come Amnesty International o Emergency, i quali hanno rifiutato di contribuire con aiuti umanitari e hanno negato ad un padre la possibilità di far arrivare una lettera di rassicurazione al figlio. Eppure Israele non sarà mai sola, Gilad non lo sarà mai, perché se anche quelle pareti che lo rinchiudono rendono il suo urlo muto, esso rieccheggia fino a noi, ed è grido che dice: “Ridatemi la libertà”, è un appello che prende forma grazie a queste iniziative, grazie alla foto del ragazzo in campidoglio che tiene lontano gli ipocriti e i pacifisti a senso unico. Ma se non si ama la verità e la giustizia, se non si ha il rispetto degli altri popoli, non si ha il diritto di parlare di pace, mentre essa dovrebbe assillare costantemente le nostre coscenze, smuovere gli animi, perché se Israele è minacciata, lo è tutto l’occidente e allo stesso modo, il mondo intero.

Micol Debash

24 giugno ore 21.30, Colosseo, Roma. Il monumento più importante della Capitale ha spento le sue luci in segno di protesta per chiedere la liberazione del soldato israeliano Gilad Shalit. L’evento è stato promosso dall’Unione Giovani Ebrei d’Italia e dal Benè Berith Giovani che non possono dimenticare la sorte del loro fratello, ormai da quattro anni nelle mani dei terroristi di hamas

Altre città hanno sposato l’iniziativa promossa dall’Ugei: Milano ha spento il Castello Sforzesco, Torino la propria Mole Antonelliana, Gerusalemme la Cinta Muraria, Varese, e alcune Cattedrali Svizzere.

Discorso Giuseppe Massimo Piperno, Presidente UGEI

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L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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