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Consiglio UGEIConsiglio UGEI7 novembre 2017
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Napoli, Roma, Genova, Milano e Torino. Sono le cinque città in cui l’Unione dei Giovani Ebrei d’Italia (Ugei) nel corso di quest’anno ha organizzato eventi di tre giorni, dal venerdì alla domenica. In una parola: shabbatonim. Napoli a fine febbraio, Roma per Lag Ba’omer a maggio, Genova in occasione della Giornata europea della cultura ebraica, a settembre. A cui aggiungere la quattro giorni di Irua in Toscana, un progetto realizzato grazie all’organizzazione Ucei, il Viaggio della Memoria a Dachau e Mauthausen che si è concluso ieri, la costante attività del nostro organo Hatikwà, “un giornale aperto al confronto delle idee”, e molto altro.

Saremo a Milano dal 17 al 19 novembre, e le iscrizioni per chi viene da fuori sono ancora aperte (ma i posti sono molto limitati!) al costo eccezionale di 30 euro. Sabato sera si prevede festa grande in modalità Silent Disco. Il congresso annuale Ugei, invece, si svolgerà a Torino nei giorni di Chanukkà, dal 15 al 17 dicembre. Anche in questo caso non mancheranno i momenti di svago, ma sarà soprattutto l’occasione per un confronto su quanto fatto quest’anno e ci sarà ampio spazio per dibattito e proposte nuove, oltre che per il rinnovo delle cariche esecutive. Anche per il congresso le iscrizioni sono aperte, noi stiamo definendo gli ultimi dettagli e l’entusiasmo è alto. Infine una nota personale. E’ un piacere e una soddisfazione che la città in cui si svolgerà il congresso sia Torino, che per me è un po’ come uno shtetl, la comunità in cui da poco più di tre anni mi sento a casa pur provenendo da un’altra regione. E allora non posso non pensare a numerose persone che conosco, e anche a me stesso, che fino a pochi anni fa degli eventi Ugei non volevano saperne, e infatti non ne sapevano nulla. Poi hanno provato. E, molto spesso, non hanno più smesso.

Leggi i dettagli e iscriviti subito!
Milano
Torino

Giorgio Berruto

Da Moked.it


Consiglio UGEIConsiglio UGEI28 settembre 2017
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Il 5778 si apre per Torino all’insegna dei più giovani, sostanzialmente per due motivi. La scuola ebraica di Torino ha un nuovo dirigente scolastico, Marco Camerini, al quale vanno i miei migliori auguri, con la speranza che possa contribuire in modo significativo alla vita della nostra comunità. La seconda è che Torino in dicembre ospiterà il Congresso dell’UGEI. Questa circostanza di certo costituirà un importante momento d’incontro per i giovani delle comunità. Questi due temi, scuola e giovani, rappresentano delle priorità assolute per l’ebraismo italiano, in sofferenza su questi fronti in maniera particolare nelle realtà più piccole, che da questi settori, lavorando virtuosamente, devono trarre la linfa vitale per sopravvivere. Shanah tovah a tutti!

Rav Ariel Di Porto, rabbino capo di Torino

Da Moked.it

Per iscriverti al Congresso Ugei visita la nostra pagina su Facebook, oppure telefona a Giorgio (391 3564388). Ti aspettiamo a Torino! [Ht redazione]


Consiglio UGEIConsiglio UGEI1 settembre 2017
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“Qui comincia l’avventura / del signor Bonaventura…” Così, per decenni, sul “Corriere dei piccoli” si avviavano le strampalate gesta del personaggio in marsina e bombetta rosse e larghi pantaloni bianchi conosciuto da generazioni di giovani lettori. Squattrinato all’inizio, Bonaventura finiva regolarmente per diventare milionario (negli anni cinquanta, a causa dell’adeguamento all’inflazione, addirittura miliardario).

Forse perché anche il giornale dell’Ugei, Hatikwà, parte dal basso e si fa forte unicamente della collaborazione volontaria di chi decide di scrivervi, o forse per la magia semplice dei numeri, è a Bonaventura che penso mentre il sito di Ugei/Hatikwà tocca il milione di visualizzazioni. Hatikwà, nei decenni passati, ha esercitato una certa influenza sull’ebraismo italiano, prima di rinunciare alla diffusione cartacea (rimane, oggi, una piccola selezione del nostro lavoro ospite dell’inserto di Pagine ebraiche). Nel 2011, dopo anni travagliati, è stato varato il sito Ugei.it, di cui Hatikwà è oggi finalmente la sezione più vivace e ricca di contenuti. In questi giorni il sito ha raggiunto e superato il milione di visualizzazioni di pagina: un risultato modesto se paragonato a quello dei quotidiani più importanti, ma degno di nota considerando le dimensioni dell’Ugei e la scelta di non finanziare in alcun modo il giornale. Tanto più che oltre il 90% delle visite ricevute dalla fondazione del sito è degli ultimi 18 mesi, con una crescita che è andata ben oltre le più ottimiste aspettative mie e di quanti, e sono decine, per Hatikwà si sono spesi in questo periodo di tempo. Un piccolo grande traguardo che sarebbe stato impossibile, credo, se il nostro giornale in questo anno e mezzo non avesse cercato davvero di essere quello che è: un giornale aperto al libero confronto delle idee, come recita il catenaccio sotto la testata. Ed è confortante che i margini di crescita siano ancora enormi.

Cento anni fa, nel 1917, nasceva sul “Corriere dei piccoli” l’umile e un po’ svagato signor Bonaventura, che alla fine di ogni avventura otteneva il suo milione. Al milione siamo arrivati anche noi, anche se c’è voluto un po’ più di tempo e lavoro, e in redazione, ora, c’è chi dice che non ci resta che puntare ai cento anni. Sappiamo, d’altronde, che anche dietro le difficoltà possono celarsi opportunità. Ce lo ha insegnato il signor Bonaventura.

Giorgio Berruto

Da Moked.it


Consiglio UGEIConsiglio UGEI17 maggio 2017
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Dopo lo straordinario successo di Irua, l’Ugei ha voluto di nuovo radunare i ragazzi dai 18 ai 35 anni per un weekend all’insegna del divertimento, pronti a festeggiare Lag BaOmer e a dare il benvenuto alla bella stagione: lo Spring Break.

Tre giorni, dal 12 al 14 maggio, tra cene, feste e compagnia: tante le attività e i momenti di approfondimento, soprattutto per i ragazzi venuti da fuori Roma. Ma anche i ragazzi romani non sono voluti mancare e hanno preso parte al weekend, cogliendo così l’occasione di ritrovare gli amici e conoscerne di nuovi.

È iniziato tutto con una cena di Shabbat, venerdì 12 maggio agli asili, a seguito della kabbalat e della derashà al Tempio dei giovani. Dopo le conferenze e gli incontri, tra cui quello con i ragazzi di Hans Jonas, sabato sera è iniziata la vera e propria festa con havdalà e un apericena da Su’Ghetto, accompagnata dalla musica del dj Daniel Meghnagi, che già in altre occasioni ha dato prova delle sue capacità (basti ricordare la festa finale ad Irua, quella di Purim e le feste organizzate da JEvents, di cui Daniel è uno degli organizzatori), riuscendo sempre a coinvolgere i presenti con le sue playlist, facendoli scatenare dall’inizio alla fine.

Ultima ma non meno importante, la braciata finale di domenica 14 maggio a Villa Tognazzi a Torvaianica, a pochi passi dal mare: l’occasione ideale per chiudere in bellezza un weekend già ricco di emozioni.

Buon cibo, drink con special guest: dj Gabry Imbimbo e Schiuma Party. Un fantastico modo per festeggiare Lag BaOmer in grande stile e per inaugurare al meglio la stagione estiva, ma soprattutto il modo migliore per conoscere persone nuove e incentivare l’unione fra i giovani ebrei italiani.

Giorgia Calò vive a Roma, si sta laureando in Lettere classiche alla Sapienza, scrive su Shalom e su altre testate. Le piacerebbe diventare giornalista

Consiglio UGEIConsiglio UGEI9 maggio 2017
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Nello Rosselli

“Io sono un ebreo che non va al tempio di sabato, che non conosce l’ebraico, che non osserva alcuna pratica di culto […] eppure io tengo al mio ebraismo e voglio tutelarlo […] Non sono sionista: non sono dunque un ebreo integrale. Per i sionisti, per gli ebrei integrali, non c’è che un solo problema, quello ebraico”. Così parlava Nello Rosselli nel novembre 1924, durante il IV Convegno giovanile ebraico di Livorno. “Mi dico ebreo”, proseguiva Rosselli, “perché è indistruttibile in me la coscienza monoteistica”, perché ebraismo significa “vivissimo senso della responsabilità personale”, “ingiudicabilità da altri che dalla mia coscienza, da Dio”, ripugnanza per “ogni pur larvata forma di idolatria”, “senso religioso della famiglia”, amore “per tutti gli uomini”.

Secondo Maurizio Molinari – “Ebrei in Italia: un problema di identità (1870-1938)”, Giuntina 1991, pp. 38-42 – con questo discorso Rosselli si fa portavoce di un “ebraismo non più nascosto fra le pareti domestiche ma rilanciato come germe della libertà collettiva”. L’ebraismo, secondo lo storico antifascista che con il fratello Carlo cadrà vittima dei sicari di Mussolini in Francia, non pone un problema particolare, ma è orizzonte di vita complessivo e complesso in cui orientarsi. Negli stessi anni in cui il sionismo italiano, allora diversamente da oggi ampiamente minoritario in seno alle comunità ebraiche, decideva di non schierarsi a fronte della situazione politica italiana, Rosselli coerentemente sceglie la lotta per la libertà. Lo fa da ebreo e da italiano, ma da ebreo niente affatto disposto a “assimilarsi”, a estinguere la propria diversità.

Oggi come allora, gli “ebrei integrali” – chi va al tempio di sabato, chi osserva minuziosamente le pratiche del culto – sono una minoranza tra gli ebrei italiani. Sarebbe evidentemente arbitrario supporre che la maggioranza silenziosa “non integrale”, sulla scorta delle parole di Rosselli, compattamente abbia scelto e oggi scelga la militanza civile. Più verosimile è pensare a uno spettro di scelte e atteggiamenti, ricco di colori e sfumature. Forse è inevitabile che sia così, quando si coniuga il proprio ebraismo variabilmente, con compromessi e scelte di confine, eppure mantenendolo vivo.

Giorgio Berruto

Da Moked.it 



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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