simone foa

Consiglio UGEIConsiglio UGEI15 febbraio 2017
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ujwhite2016Anche quest’anno, di buon rito, ho rinunciato al ballo liscio e al brindisi analcolico della bocciofila di Migliarino Pisano, per unirmi all’armata ugeina, diretta sulle piste olimpiche di Torino 2006. Un alberguccio della ridente Cesana Torinese ha accolto una cinquantina di partecipanti, sciatori e non, sotto l’egida UJWhite, l’attuale brand che indentifica l’intramontabile campeggio invernale dell’Unione giovanile ebraica del Bel Paese.

Siamo ai piedi di uno tra i comprensori sciistici più estesi d’Italia, con oltre quattrocento chilometri di piste a disposizione; inutile dire che chi non scia ha sbagliato vacanza, o quasi. Ma non tutti gli sciatori sono uguali: c’è chi alle nove del mattino è già sulla cima del Monte Fraiteve, sci Atomic, modello super G Vancouver 2010 e calzamaglia in kevlar, disegnata da AnsaldoBreda, in rampa di lancio per una discesa di quindici chilometri; altri invece preferiscono cinque selfie all’arrivo del primo skilift e una giornata passata al rifugio, tra tris di polente e bombardini, come se piovesse.

ujw16Con l’arrivo del buio i vancanzieri tornano in albergo: c’è il tè delle cinque e la partita a Junglespeed, un singolare gioco di carte che provoca la schizofrenia e l’artrosi agli arti superiori, nella migliore delle ipotesi. Della cena non ci si può lamentare, anche se c’è chi rimpiange la cucina agordina degli anni passati. Finalmente arriva il momento della festa serale: va sottolineata in particolare la notte di San Silvestro, dove Spotti Fai, un blasonato disc jockey filippino, chiuso dentro uno smarthphone, ci ha fatto ballare per tutta la notte.

Chiudo qui le battutacce alla Enrico Montesano e mi accingo ai ringraziamenti, rivolti a tutto lo staff UJ-White certo o presunto, che si è prodigato per offrirmi il mio settimo campeggio invernale targato UGEI. Potrei anche tirare fuori qualche critica, sottolineando la bassa partecipazione (vi ricordate le duecento teste del 2011?) e l’organizzazione delle attività un po’ grossolana, rispetto ai campeggi passati. Tuttavia scelgo di rimanere tiepido, perché non vorrei che il direttore del periodico che state leggendo, d’accordo col consiglio esecutivo UGEI, mi riservi il trattamento suggerito dal più famoso ragioniere d’Italia, facendomi a pezzi e spedendomi con la posta prioritaria a Voghera!

Simone Foa, milanese scappato a Livorno, in seguito ad una crisi mistica. Due grandi passioni: i treni e l'hockey su ghiaccio; il resto e' noia
Simone Foa, milanese scappato a Livorno, in seguito ad una crisi mistica. Due grandi passioni: i treni e l’hockey su ghiaccio; il resto e’ noia

Consiglio UGEIConsiglio UGEI2 dicembre 2016
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bollUn capoluogo emiliano freddo e insolitamente avvolto dalla nebbia, fa da cornice al XXII Congresso dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia; una ruspante sessantina di ragazzi e ragazze (tra cui molti bimbini novizi, come si direbbe a Livorno) è accolta dalla splendida comunità bolognese per uno shabbaton targato UGEI dove analizzare, discutere ma soprattutto litigare (come soltanto tra ebrei si fa) circa la situazione dell’Unione di tutti i giovani ebrei del Bel Paese, al tramonto del 2016.

giamboPer fortuna siamo in Emilia e ne consegue che le pietanze servite durante i pasti sono appetibili, anche se kosher; resiste tuttavia la malsana idea “made in UGEI”, di cenare il sabato sera in un ristorante sushi low cost, dove filippini travestiti da giapponesi servono manicaretti a base di ricercate forme di vita acquatiche, allevate in una cava di elettroliti. Ma del resto, come sottolineava Cicerone, l’importanza di un banchetto è stigmatizzata dalla compagnia, sempre ottima all’UGEI.

Ma Bologna è anche sinonimo di arte e cultura: non manca il tempo per un tour tra le vie della città dove poter contare gli scalini della torre degli Asinelli oppure ammirare l’effetto ottico della fontana del Nettuno superdotato: famoso sgarbo del Giambologna allo Stato della Chiesa. Inutile poi citare la strepitosa festa del sabato sera, dove si beve e si balla sulle note dell’immancabile DJ ugeino Daniel Meghnagi.

consiglio2017Infine, nel primo pomeriggio della domenica, il congresso conosce i nomi dei giargiana che porteranno avanti la baracca UGEI a partire dal primo giorno del 2017; il presidente uscente Ariel Nacamulli fa il bis, risultando il più votato. A seguire abbiamo il direttore del periodico che state coraggiosamente leggendo, Giorgio Berruto. Benedetto Sacerdoti e Filippo Tedeschi sono invece due vecchie conoscenze e garanzie dell’associazione che a quanto pare non sono ancora stanche. Abbiamo infine tre new entry: Elena Gai e Ruben Spizzichino, capitolini, e Matteo Israel, scaligero doc.

Concludo con i ringraziamenti: un sentito plauso a tutta la comunità di Bologna per l’ospitalità. Un doveroso ringraziamento ai consiglieri uscenti che si sono prodigati per organizzare un evento davvero unico. Grazie anche al Presidente del consiglio comunale di Bologna Luisa Guidone, al Presidente UCEI Noemi Di Segni e al Presidente della comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello, per il caloroso saluto e le parole di fiducia e gratitudine mostrate al Congresso. Infine un mio personale augurio di buon lavoro al Consiglio UGEI 2017.

Simone Foa, milanese scappato a Livorno, in seguito ad una crisi mistica. Due grandi passioni: i treni e l'hockey su ghiaccio; il resto e' noia
Simone Foa, milanese scappato a Livorno, in seguito ad una crisi mistica. Due grandi passioni: i treni e l’hockey su ghiaccio; il resto è noia

Consiglio UGEIConsiglio UGEI14 settembre 2016
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summeruLo ammetto: non amo le vacanze organizzate. Non vado matto per i villaggi turistici; vere e proprie “prigioni” di villeggiatura, dove “ti obbligano” a divertirti a colpi di zumba, acqua gym e balli latinoamericani. Non sopporto l’idea di stare chiuso all’interno di una struttura anonima e fredda, dove la località non fa alcuna differenza, che si tratti di Palazzolo sull’Oglio o Podgorica.

E allora perché scegliere la Summer U, che all’apparenza non diverge più di tanto dai parametri sopra enunciati? Non potendo essere troppo aggressivo (altrimenti corro il rischio della censura) dirò che quest’anno la Summer non è stata poi così terribile.

Innanzitutto la location italica merita un plauso: una singolare struttura alberghiera di categoria, inerpicata sui monti Cimini, ai piedi del lago di Vico. Purtroppo non si può dire la stessa cosa del servizio di ristorazione, che eguagliava gli standard di una compagnia aerea low-cost del quarto mondo.

summeruMa di sicuro la riuscita della vacanza è da attribuire al viscerale ruolo dello staff, che si è prodigato per offrirci un menù della giornata il più completo possibile e mai banale, dalla color run ai giochi aperitivo, dalla guerra a cuscinate alle feste a tema serali, veri e propri fiori all’occhiello della vacanza.

E poi vogliamo mettere in dubbio il ruolo sociale della Summer U, soprattutto per un giovane ebreo italiano come me, iscritto a una piccola comunità ebraica, chiusa e arroccata su se stessa, dove l’età media è di almeno cinquant’anni? Di sicuro, passare una settimana estiva in compagnia di coetanei provenienti da diversi paesi d’Europa e del mondo, male non fa (e poi con cinquanta euro in più dicono che ti trovano pure moglie!).

Per concludere, giovane ebreo italiano che passi e leggi le mie righe, vai alla prossima Summer U e non te ne pentirai.

Simone Foa, milanese scappato a Livorno, in seguito ad una crisi mistica. Due grandi passioni: i treni e l'hockey su ghiaccio; il resto e' noia
Simone Foa, milanese scappato a Livorno, in seguito a una crisi mistica. Due grandi passioni: i treni e l’hockey su ghiaccio; il resto è noia

Consiglio UGEIConsiglio UGEI7 luglio 2016
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lagbaomer“Cucù, aprile non c’è più, è ritornato maggio col canto del cucù” cantava quel tale; ma per l’Ugei è ritornato il momento un po’ spasmodico di tirare fuori dalla naftalina griglia, carbonella e diavolina per la tradizionale grigliata di Lag Ba’Omer.

Dopo la buona riuscita della grigliata l’anno scorso a Genova, il 2016 vede un doppio appuntamento: nella città di Vercelli, per gli ugeini del nord, mentre per i “bimbi” del centro è stata scelta Livorno; già storico quartier generale dei tempi Fgei che furono, il Porto mediceo torna ad accogliere l’Unione giovanile ebraica dopo quasi sei anni di assenza.

La braceria e i relativi companatici preparati dai nostri due consiglieri toscani, presso il giardino della storico museo ebraico Marini, riescono ad attirare una trentina di partecipanti; un discreto gruppo di fiorentini, qualche giovane capitolino, svegliatosi all’alba per attraversare la maremma in treno e udite, udite, una presenza pisana in territorio nemico!

lagbaaFinita l’abbuffata, arriva l’appuntamento culturale, presso il già citato museo ebraico: all’interno gli ugeini possono ammirare  cimeli appartenuti alla prima storica sinagoga livornese, edificata nel 1603 e distrutta nel 1944 dai bombardamenti alleati: tra tutti i singolari manufatti, spicca un sefer Torah dalla struttura in corallo, vero e proprio fiore all’occhiello della cultura artigiana labronica.

Prima dei saluti c’è spazio per “un bagno a mare”, come disse l’attore Marco Messeri in una celeberrima pellicola di Virzì: il gruppo si trasferisce presso la spiaggia “della ballerina” dove le strutture portuali lasciano lo spazio a un lungomare selvaggio, caratterizzato dalla costa frastagliata e dalle tamerici al profumo di salsedine. Qui i più coraggiosi si buttano in acqua mentre il resto della compagnia preferisce un selfie ricordo, riscaldato dalla luce del primo tramonto.

Come concludo? Non posso ringraziare la comunità ebraica alla quale appartengo, altrimenti rischierei di cadere in un commento viscido e autoreferenziale. Chiudo quindi con una metafora alla Bar Sport: oggi il Livorno ha battuto la Pro Vercelli tre a zero.

Simone Foa, milanese scappato a Livorno, in seguito ad una crisi mistica. Due grandi passioni: i treni e l'hockey su ghiaccio; il resto e' noia
Simone Foa, milanese scappato a Livorno, in seguito ad una crisi mistica. Due grandi passioni: i treni e l’hockey su ghiaccio; il resto è noia

Consiglio UGEIConsiglio UGEI12 aprile 2016
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purimCorre veloce sulla Ferrovia Leopolda il treno che mi porta a Firenze, dove per il fine settimana è previsto l’oramai storico shabbaton di Purim targato UGEI. Sembrano passati secoli dal congresso nefasto di fine 2014, svoltosi proprio nel capoluogo toscano, quando sembrava che L’Unione dei Giovani Ebrei d’Italia fosse arrivata alla fine dei suoi giorni; la settantina di partecipanti all’evento mostra al contrario un’UGEI nuova e in grande spolvero.

Dopo le celebrazioni dello Shabbat e l’ottima cena presso i locali della comunità (solo i disgraziati mangiano male a Firenze) il piatto forte dello shabbaton è rappresentato dalla giornata di sabato. Infatti il giorno seguente, dopo la tefillà della mattina e il pranzo, sono previste due particolari attività preparate dai consiglieri. Si comincia con il “Caffè dilemma”, una sorta di dibattito culturale sui temi di attualità che ci circondano: le unioni civili e i diritti delle coppie omosessuali, l’aliyah, l’assimilazione ebraica, l’informazione su Israele (hasbarà); a seguire un gioco a quiz goliardico, organizzato a squadre. Ma forse l’evento apicale dello shabbaton è rappresentato dalla festa a tema del sabato sera, vera e propria liturgia imprescindibile del Purim ugeino. Quest’anno il tema è incentrato sull’esposizione internazionale fieristica conclusasi a Milano qualche mese fa: in un noto locale serale del centro cittadino si possono così ammirare zampognari scozzesi, geishe, berberi e tante altre maschere dalle più classiche alle più boccacesche.

Il giorno seguente per i superstiti giunge il momento del commiato, non prima però di un giro turistico breve ma peculiare che parte dai simulacri della Firenze più nota fino a toccare i luoghi più particolari, come le antiche vestigia della prima sinagoga della città.

Un ringraziamento speciale va alla Comunità ebraica di Firenze per la calorosa accoglienza, senza però dimenticare l’encomiabile lavoro del Consiglio UGEI che si è prodigato per offrirci un fine settimana diverso dalla solita minestra.

Simone Foa, milanese scappato a Livorno, in seguito ad una crisi mistica. Due grandi passioni: i treni e l'hockey su ghiaccio; il resto e' noia
Simone Foa, milanese scappato a Livorno, in seguito a una crisi mistica. Due grandi passioni: i treni e l’hockey su ghiaccio; il resto è noia


UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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