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Consiglio UGEIConsiglio UGEI28 aprile 2017
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Negli anni Cinquanta alcune personalità di rilievo dell’Unione delle comunità israelitiche italiane (Ucii) criticavano senza mezze misure la linea della federazione giovanile (Fgei), che prevedeva l’organizzazione di numerose attività di mera aggregazione a fianco di una minoranza di momenti di approfondimento e studio. Ne ha scritto Guri Schwarz in un volume pubblicato alcuni anni fa da Laterza con il titolo “Ritrovare se stessi. Gli ebrei nell’Italia postfascista”, una dettagliata analisi della situazione dell’ebraismo italiano negli anni dalla Liberazione al governo Tambroni (1960) e di quella ristrutturazione identitaria inevitabile dopo sette anni di discriminazione e persecuzione (1938-1945). Lo stesso si potrebbe dire dell’Ugei di oggi, che della Fgei è erede, perché è indubbio che siano molte più le risorse, in termini economici e di impegno, investite per l’organizzazione di eventi conviviali e ludici, di quelle dedicate ad altro genere di iniziative, che un po’ genericamente siamo soliti definire “culturali”.

L’Ugei, d’altra parte, è un’unione: non un gruppo raccolto intorno a un programma ma il cappello rappresentativo del multiforme mondo giovanile ebraico in Italia. Questo, a mio modo di vedere, autorizza a pensare l’aggregazione come elemento centrale. Ben vengano dunque cene e pranzi di Shabbat in compagnia, feste e aperitivi: è quello che aspetta chi parteciperà allo shabbaton di Lag BaOmer organizzato a Roma dal 12 al 14 maggio per giovani tra 18 e 35 anni. Un’occasione per stare insieme e divertirsi, anche se non mancheranno alcuni momenti di approfondimento e discussione. Cos’altro dire? Vi aspettiamo a Roma! (per iscriversi visitate la nostra pagina Facebook e non esitate a contattare i ragazzi Ugei scrivendo a info@ugei.it).

Giorgio Berruto

Da Moked.it

 


Consiglio UGEIConsiglio UGEI16 marzo 2017
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voulezvousSi è da poco concluso il fantastico weekend organizzato dalla nuova associazione giovanile JEvents insieme all’UEJF che ha visto la partecipazione di 42 ragazzi al quarto appuntamento della cena “ShabbaTogether” di venerdì 3 marzo al Tempio dei Giovani, per la prima volta organizzato grazie al contributo dell’UGEI che visti i successi dei precedenti eventi ha creduto negli organizzatori e ha voluto aiutarli a rendere memorabile questo week end. Guest star, un gruppo di ebrei francesi che ha aderito volentieri a questa iniziativa e non ha voluto mancare al “Drink&Dance” party di sabato 4 marzo nel locale Antigallery a Monti. Più di 65 i ragazzi intervenuti, italiani e francesi ormai integrati tra loro, pronti a trascorrere il sabato sera con gli amici tra fantastici drink e l’immancabile musica del DJ Daniel Meghnagi: insomma una bella occasione per divertirsi e conoscere persone nuove.

jeventsIl gruppo JEvents nasce solo qualche mese fa: i suoi fondatori Benedetto Sacerdoti, Giulio Sestieri e Daniel Meghnagi sentivano l’esigenza di dare il proprio contributo alla vita sociale comunitaria e organizzare qualcosa che potesse essere non un singolo evento ma una serie di incontri per permettere ai ragazzi dai 18 ai 35 anni di fare nuove amicizie e che mensilmente si potesse ripetere aggiungendo di volta in volta tanti piccoli dettagli… il tutto in maniera assolutamente volontaria.

Nasce quindi JEvents che parte con l’idea di trascorrere uno shabbat insieme: “ShabbaTogether”, un evento che cerca di coinvolgere più persone possibile passando per i diversi templi di Roma e invitando ogni volta un rav che nel corso della serata possa dare il suo contributo culturale facendo una derashà sulla parashà della settimana e insegnando un canto, il cosiddetto “momento musicale”.

tempiogLe cene di Shabbat sono iniziate proprio al Tempio dei Giovani con rav Amedeo Spagnoletto e con 30 partecipanti, per poi raggiungere il top con la cena insieme ai ragazzi del progetto Hans Jonas al Pitigliani con rav Colombo, portando l’affluenza a oltre 60 ragazzi. Non sono mancati gli apericena, come quello da Su’ghetto subito dopo le vacanze invernali, o serate “Drink&Dance”; insomma con un minimo compenso si può godere di una serata completa all’insegna della musica e del divertimento, senza dimenticare lo straordinario lavoro degli uomini della sicurezza e delle signore della mensa scolastica che forniscono sempre ottimo cibo e ottimi dolci per le cene dello Shabbat.

Il gruppo non ha intenzione di fermarsi qui: i ragazzi lavorano senza sosta per proporre nuove idee, nuovi progetti, nuovi incontri che permetteranno ai giovani ragazzi romani di conoscersi e costituire nuovi gruppi di amici all’insegna del divertimento. Non ci resta che aspettare di sapere quale sarà la prossima serata JEvents.

Giorgia Calò vive a Roma, si sta laureando in Lettere classiche alla Sapienza, scrive su Shalom e su altre testate. Le piacerebbe diventare giornalista
Giorgia Calò vive a Roma, si sta laureando in Lettere classiche alla Sapienza, scrive su Shalom e su altre testate. Le piacerebbe diventare giornalista

Consiglio UGEIConsiglio UGEI21 febbraio 2017
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3d white people with forbidden signImmaginate di essere venuti a Roma per assistere a un evento culturale ebraico. Immaginate di aver colto l’occasione per fermarvi anche a un aperitivo organizzato dall’UGEI per la sera stessa; vi siete prenotati, i posti erano disponibili, avete chiesto a un vostro amico di ospitarvi per la notte.

La mattina stessa dell’evento, tuttavia, vi viene riferito che non potrete partecipare all’apericena perché vostro padre è ebreo, ma vostra madre no. Chiamate il vostro amico, lo informate della situazione, il biglietto del treno ormai è acquistato per la mattina seguente. Cercate insieme di contattare, di capire cosa è successo.

Immaginate, per tutta la giornata, di essere appesi ad un filo: siete ebrei? Non siete ebrei? Potete partecipare a un’apericena – badate bene, non una funzione religiosa, ma una semplice cena con amici organizzata in un locale che non mi risulta impedisca l’accesso ai non ebrei – o dovrete rimanere da soli? E per il futuro come vi dovrete considerare?

Immaginate di sentirvi ebrei, ma di non potervi definire tali, di essere costretti a lottare ogni giorno contro l’antisemitismo da soli, senza potervi appoggiare alla comunità ebraica come facciamo tutti, senza poter contare sull’aiuto di nessuno. Immaginate di essere esclusi sia dai non ebrei sia dagli ebrei, perché vi trovate in un limbo, non siete ebrei del tutto ma non siete nemmeno del tutto goyim.

inclusioneImmaginate questa situazione, e chiedetevi quanto tempo ci mettereste voi a decidere che, dopotutto, il gioco non vale la candela, che non ha senso lottare così tanto per proseguire un percorso di conversione e cercare di rientrare in una comunità per la quale al momento siete solo un esponente di serie B.

Immaginiamo perché vorremmo non dover parlare di eventi realmente accaduti; perché se fosse davvero successa una cosa simile, se il 12 febbraio 2017 fosse stata esclusa per questi motivi una ragazza da un evento UGEI con un preavviso quasi nullo, se pur di impedire a questa ragazza di partecipare si fosse rinunciato alla presenza di altre due persone (ebree doc, naturalmente), a mio avviso si tratterebbe di un evento gravissimo che dovrebbe suscitare lo sdegno di tutti.

Io (madre ebrea, padre non ebreo) non trovo una grande differenza tra me e una persona come quella descritta sopra. Nel caso specifico una persona che si interessa di ebraismo e desidera partecipare attivamente alla vita giovanile ebraica, una persona che, se avesse potuto, avrebbe fatto il bar/bat mitzvah, una persona che spesso ha informato me di eventi culturali ebraici di cui neppure ero a conoscenza.

Ma se escludere è meglio di includere, se si preferisce limitare l’accesso e la cultura ebraica ai soli ebrei, se si rinuncia ad avvicinare chi si trova ai margini, forse perché faticoso, forse perché più difficile farlo senza ricevere critiche, non si rischia forse di porre queste persone in una posizione di isolamento dalla quale non potranno né vorranno più uscire? Non rischiamo, per continuare a conservare la “purezza ebraica”, di perdere risorse, valori e idee che potrebbero arricchire l’ebraismo senza alterarne in alcun modo le basi?

Giulia Simonetti, 22 anni, studia lettere classiche a Roma, ama scrivere e leggere e trova difficile sintetizzare il resto in poche righe.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI5 febbraio 2017
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isrdayShalom!

Siete emozionati!? Io sì!! Anche quest’anno torna l’Israel Day!

Se non sapete che cos’è, ecco di seguito alcune informazioni generali e anticipazioni, ma per capire bene in che consiste questo evento non resta che fare una sola cosa: venire e vedere con i propri occhi!

Israel Day è l’appuntamento dell’anno e l’unica occasione per sapere quel che può offrirti il nostro (“secondo”, solo per alcuni) paese: sarà possibile, oltre a ricevere informazioni o prendere contatti sul processo dell’aliya, consultare materiale informativo e avere colloqui privati con i rappresentanti dei diversi programmi Masa, come quelli dedicati alle università, ai tirocini e all’hachsara.

masaaInfatti questo evento in Italia è parte del Masa Europe on Tour, il viaggio nelle città europee che stanno facendo numerosi esponenti israeliani per presentare i propri programmi. Tra di loro avremo il piacere di conoscere e di parlare con i rappresentanti del Technion, della Hebrew University, dell’Università di Haifa e dell’Arava per quanto riguarda il mondo dell’accademia, ma anche con altri per il mondo del tirocinio e del volontariato, come i rappresentanti del programma personalizzato Maslul Ishi, dell’esperienza del Kibutz Ulpan, della compagnia di danza contemporanea, di Aadvark, di Destination Israel, di Israel Experience e così via…

L’evento si svolgerà il pomeriggio nelle scuole ebraiche di Milano, il 22 febbraio, e di Roma, il 23 febbraio, e continuerà la sera in due locali molto graziosi nelle rispettive città, dove mangeremo e berremo assieme. L’evento serale sarà rivolto, in particolare, a tutti coloro che hanno già iniziato o addirittura finito un percorso universitario e stanno cercando nuove strade o nuovi sbocchi, che siano master, tirocini o altri corsi.

Inoltre è molto importante sapere che grazie al prezioso contributo UCEI, che coprirà i costi dei biglietti ferroviari, anche i ragazzi delle piccole comunità potranno raggiungere una delle due città dove si svolgerà l’evento e parteciparvi.

Quindi niente scuse: siete tutti invitati all’Israel Day!

Qui il link per la registrazione: http://join.masaisrael.org/Italy2017

Ci vediamo presto!

Michela

masaitalia@masaisrael.org

+393928891103

Michela Misano, 25 anni, romana, coordinatrice di Masa Italia e in mezzo a così tanti altri progetti e programmi che è difficile parlarne in poche righe
Michela Misano, 25 anni, romana, coordinatrice di Masa Italia e in mezzo a così tanti altri progetti e programmi che è difficile parlarne in poche righe

 

 


Consiglio UGEIConsiglio UGEI29 gennaio 2017
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run1Una corsa per il ricordo. Run for Mem, la corsa come valore simbolico della vita che porta con sé la memoria di quanto è accaduto in Europa poco più di 70 anni fa, è stata organizzata dall’UCEI per ricordare le vittime della Shoah e si è tenuta domenica 22 gennaio nelle strade del centro di Roma. Ai due percorsi stabiliti ha preso parte circa un migliaio di persone, che si sono divise tra un tragitto più lungo, di dieci chilometri, per gli atleti e l’altro di tre, per tutti coloro interessati a prendere parte alla commemorazione.

Il percorso è stato articolato seguendo alcune tappe scelte come simbolo della Shoah: la corsa ha avuto inizio da Largo 16 ottobre 1943, proprio il luogo in cui all’alba di quel giorno gli ebrei vennero portati via dalle proprie case dai soldati tedeschi. La tappa successiva è stata in Via degli Zingari, dove vi è una targa (posta nel gennaio 2001), in memoria delle vittime sinti e rom che subirono deportazioni, violenze e omicidi; anche nella lingua romanì esiste un termine per definire la Shoah: Porrajmos, che significa distruzione.

run2La corsa avrebbe dovuto rendere omaggio anche presso il convento delle Suore Oblate del Santo Bambino Gesù in via Urbana, dove viveva don Pietro Pappagallo, che ospitò i perseguitati politici o razziali e i militari sbandati, offrendo loro ospitalità e documenti falsi, fino a quando, nel gennaio 1944, fu arrestato e torturato e condotto due mesi dopo presso le Fosse Ardeatine, dove fu ucciso. I partecipanti, invece, hanno deviato direttamente verso il Museo Storico della Liberazione in via Tasso, dove nei mesi dell’occupazione nazista erano stati stabiliti il comando tedesco e il comando di polizia e ancora oggi vi sono come testimonianza le anguste celle carcerarie, prive di fonti di luce e di finestre, dove sono stati detenuti i prigionieri in condizioni inumane, come l’ufficiale Giuseppe di Montezemolo, poi ucciso nella rappresaglia delle Fosse Ardeatine. Ora il museo, gestito da personale volontario, conserva le memorie di quell’oscuro periodo. Piazza Santa Maria Liberatrice ha rappresentato l’ultima tappa, prima del ritorno in Largo 16 ottobre; i giardini lì situati sono intitolati ai Di Consiglio, famiglia di commercianti del quartiere di Testaccio, di cui 26 membri furono uccisi durante la Shoah.

Secondo da sinistra, Shaul Ladany
Secondo da sinistra, Shaul Ladany

Anche il percorso sviluppato sui tre chilometri è partito da Largo 16 ottobre, per poi però passare vicino alle sedi del carcere di Regina Coeli: una parte di esso (il terzo e il sesto braccio) fu occupato dal Comando tedesco per recludere le persone arrestate dai nazifascisti: i prigionieri furono poi costretti a partire per i campi di sterminio (di 335 persone, solo 22 sopravvissero). Dopo l’8 settembre del 1943, con l’armistizio firmato dal governo Badoglio e dagli Alleati, il carcere fu luogo della lotta al nazifascismo da parte della Resistenza romana. I partecipanti sono passati attraverso l’Isola Tiberina, dove vi è l’ospedale Fatebenefratelli, il cui personale medico e infermieristico, tra cui il direttore e dottore Giovanni Borromeo e l’infermiera Dora Focolari, contribuì al salvataggio della popolazione sfollata.

La manifestazione si è conclusa in Largo 16 ottobre 1943, dove i partecipanti sono stati accolti tra gli applausi di coloro che erano in attesa del loro arrivo. In particolare è stato tributato onore a un ospite e atleta d’eccezione, Shaul Ladany, professore alla Ben Gurion University del Negev, sopravvissuto al campo di concentramento di Bergen Belsen nel 1944 quando era solo un bambino e anche al massacro avvenuto durante le Olimpiadi estive di Monaco nel 1972, quando l’organizzazione terroristica palestinese Settembre Nero attaccò la delegazione israeliana all’interno del villaggio olimpico.

Susanna Winkler, romana, studia beni culturali
Susanna Winkler, romana, studia beni culturali


UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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