presidente

Manuel Kanahmanuel17 aprile 2011

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"Di fronte alle notizie ed alle immagini che ci giungono dalla Libia non si puo' restare in silenzio. L'escalation di violenza che ha portato in questi giorni a migliaia vittime deve immediatamente trovare ferma condanna da parte del nostro governo". Lo dichiara in una nota il presidente dell'Unione Giovani Ebrei d'Italia, Daniele M. Regard. "Come giovani ebrei - aggiunge Regard - abbiamo il dovere di ascoltare i nostri coetanei libici che rivendicano la fine della dittatura del colonnello Gheddafi e auspichiamo, grazie anche ad una presa di posizione del governo italiano, si giunga presto ad una situazione di stabilita' e democrazia".

 


Manuel Kanahmanuel17 aprile 2011

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“Come ebrei e come italiani non possiamo che sperare nella liberazione di Arrigoni al più presto possibile.” afferma in una nota diffusa in serata Daniele Regard, presidente dell’Unione dei Giovani Ebrei d’Italia.  “La sua mai celata avversità ad Israele – prosegue Regard – non può in nessun caso fermarci dal condannare questo rapimento. Al contrario, ci auspichiamo che le associazioni umanitarie e l’opinione pubblica facciano pressione sul nostro ministro degli esteri Frattini perché si adoperi per far rilasciare Arrigoni, ed insieme a lui Gilad Shalit, il caporale israeliano rapito, da quattro anni nelle mani di Hamas, le cui condizioni di detenzione sono contrarie alle leggi internazionali umanitarie.”


Manuel Kanahmanuel14 febbraio 2011

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“Come giovani e come religiosi abbiamo il dovere di ricordare quello che è stato il momento più buio del XX secolo per far sì che non abbia ad accadere mai più. Abbiamo ricevuto un testimone pesantissimo e sarà nostro compito mantenere viva la memoria di chi ha vissuto questa tragedia. Scriviamo questo comunicato congiuntamente per ribadire che, quando si parla di ricordare la Shoah e di condannare quello che pochi decenni fa è accaduto nella civile e colta Europa, abbiamo il pressante dovere morale di essere tutti d’accordo, indipendentemente dalla militanza politica o dalla credenza religiosa. Ribadiamo inoltre l’impegno a lavorare e sostenerci fraternamente per prevenire ed evitare nel presente e nel futuro situazioni di discriminazione su base religiosa, dando alla società un contributo ispirato ai valori universali della fede nell’unico Dio pur nella diversità delle forme religiose cui apparteniamo”. Lo dichiarano in un una nota congiunta il presidente dell’Unione dei Giovani Ebrei d’Italia, Daniele Massimo Regard, ed il responsabile della Sezione Giovani della CO.RE.IS. (Comunità Religiosa Islamica) Italiana, ‘Isa Abd al Haqq Benassi.”


Consiglio UGEIConsiglio UGEI6 gennaio 2011

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Vorrei esprimere alla Chiesa Cristiana Copta di Egitto, come pure alle varia Comunità Copte presenti in Italia, a nome del Consiglio Ugei e di tutti i giovani ebrei italiani, i più accorati sentimenti di vicinanza e di solidarietà, unendomi al cordoglio per le vittime dell’attentato.
A quest’atto esecrando, crudele e vile segue doverosamente la pressante e comune richiesta di giustizia.
In aggiunta ai sentimenti di riprovazione e di condanna, credo si sia ineluttabilmente obbligati a interrogarci in maniera radicale sulle modalità della convivenza umana, come pure sull’effettivo contributo positivo che possono offrire ad essa le religioni.
L’unica risposta condivisibile e valida che l’umanità è riuscita sinora a darsi resta, a nostro avviso, il rispetto e la tutela dei diritti umani.
I diritti dell’uomo sono il “minino etico” per edificare e mantenere in buona salute una società. I diritti umani inoltre devono oggi sempre più essere necessariamente intesi come quell’ “etica minima” che tutte le religioni devono fare urgentemente propria, ritrovandola come radice costitutiva autentica del loro stesso essere e della morale che predicano.
Senza il fondamentale riferimento al rispetto e alla tutela dell’altro uomo, chiunque questi sia, segno visibile del Dio invisibile, la predicazione può degenerare in discriminazione e violenza, la religione in blasfemia e fanatismo, la convivenza in guerra.
Ebrei, cristiani e musulmani, tutti ben sappiamo che la parola “pace” (“Shalom” nella Bibbia, “Salam” nel Corano) è sia segno di benedizione sia particolare manifestazione dell’essere stesso di Dio. Ogni atto di violenza, quindi, non solo ci allontana da noi stessi e dal nostro prossimo, ma da Dio medesimo.
La pace, l’accoglienza e il rispetto del prossimo sono quindi l’urgente e grande responsabilità morale e religiosa che i tre grandi monoteismi devono obbligatoriamente assumersi oggi.


Daniele Massimo Regard
Presidente UGEI


UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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