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Consiglio UGEIConsiglio UGEI15 novembre 2017
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Ci hanno appena lasciato due importanti figure del secondo Novecento, due grandi uomini, leader carismatici delle loro comunità: rav Giuseppe Laras e lo Shaykh Abd al-Wahid Pallavicini. Due uomini diversi per storia, per il modo in cui sono giunti alla loro fede, ma accomunati dall’impegno speso negli anni nel dialogo interreligioso.

Lo hanno fatto in modi diversi: Pallavicini in una chiave più ecumenica, Laras forse in chiave più politica o perlomeno più pratica, ma entrambi con lo stesso impegno e con la stessa passione.

Come giovani ebrei siamo chiamati a continuare sulla strada segnata da questi due grandi maestri cercando di cogliere da entrambi il meglio delle loro visioni per questo dialogo. Il dialogo religioso va fatto se questo risulta essere un dialogo utile, costruttivo di qualcosa di tangibile e non un mero esercizio di erudizione teologica. Tramite il dialogo dobbiamo costruire ponti, capisaldi comuni che ci permettano di avvicinarci e creare punti d’incontro tra le diverse comunità. Questa prima fase è la base di partenza del dialogo, quella che porta al rispetto reciproco, condizione essenziale per poter giungere alla seconda fase, quella più complicata ma più importante: quella in cui si mettono sul tavolo i punti che invece non sono condivisi a livello culturale, teologico, o anche politico. È nella condivisione pacata, e mediata dal rispetto precedentemente costruito, che si può pensare di discutere di ciò che invece non ci accomuna, restando quindi diversi, consapevoli che nelle nostre diversità risiede la nostra ricchezza.

Solo tramite il rispetto del prossimo è possibile poi discutere dei veri problemi di questa nostra società.

Filippo Tedeschi, torinese, è vicepresidente Ugei

Consiglio UGEIConsiglio UGEI7 novembre 2017
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Napoli, Roma, Genova, Milano e Torino. Sono le cinque città in cui l’Unione dei Giovani Ebrei d’Italia (Ugei) nel corso di quest’anno ha organizzato eventi di tre giorni, dal venerdì alla domenica. In una parola: shabbatonim. Napoli a fine febbraio, Roma per Lag Ba’omer a maggio, Genova in occasione della Giornata europea della cultura ebraica, a settembre. A cui aggiungere la quattro giorni di Irua in Toscana, un progetto realizzato grazie all’organizzazione Ucei, il Viaggio della Memoria a Dachau e Mauthausen che si è concluso ieri, la costante attività del nostro organo Hatikwà, “un giornale aperto al confronto delle idee”, e molto altro.

Saremo a Milano dal 17 al 19 novembre, e le iscrizioni per chi viene da fuori sono ancora aperte (ma i posti sono molto limitati!) al costo eccezionale di 30 euro. Sabato sera si prevede festa grande in modalità Silent Disco. Il congresso annuale Ugei, invece, si svolgerà a Torino nei giorni di Chanukkà, dal 15 al 17 dicembre. Anche in questo caso non mancheranno i momenti di svago, ma sarà soprattutto l’occasione per un confronto su quanto fatto quest’anno e ci sarà ampio spazio per dibattito e proposte nuove, oltre che per il rinnovo delle cariche esecutive. Anche per il congresso le iscrizioni sono aperte, noi stiamo definendo gli ultimi dettagli e l’entusiasmo è alto. Infine una nota personale. E’ un piacere e una soddisfazione che la città in cui si svolgerà il congresso sia Torino, che per me è un po’ come uno shtetl, la comunità in cui da poco più di tre anni mi sento a casa pur provenendo da un’altra regione. E allora non posso non pensare a numerose persone che conosco, e anche a me stesso, che fino a pochi anni fa degli eventi Ugei non volevano saperne, e infatti non ne sapevano nulla. Poi hanno provato. E, molto spesso, non hanno più smesso.

Leggi i dettagli e iscriviti subito!
Milano
Torino

Giorgio Berruto

Da Moked.it


Consiglio UGEIConsiglio UGEI3 agosto 2017
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Di seguito la rassegna stampa in riferimento al comunicato Ugei inoltrato il 27 luglio scorso, a proposito delle scritte naziste che hanno imbrattato il Memoriale della Shoah di Milano.

Agenpress: Scritte naziste al Memoriale di Milano, UGEI: “Verbale o fisica, non possiamo più tollerare questa violenza”

La lodevole iniziativa del Memoriale della Shoah di Milano, che dal 2015, in collaborazione con la Comunità ebraica e la Comunità di Sant’Egidio, ospita decine di profughi e richiedenti asilo, è stata imbrattata da scritte nazifasciste.

“Questa vigliaccheria è un’ulteriore conferma dell’odio razzista, sempre più presente nei social network, espresso con frasi estremamente violente, soprattutto negli ultimi giorni – sottolinea il Presidente Ariel Nacamulli, rincarando – siamo inorriditi dalle scritte comparse. Non possiamo più tollerare questa violenza, verbale o fisica. Se ancora abbiamo a cuore libertà e democrazia, dobbiamo opporci e arginarla.”

Il Consiglio UGEI – Unione Giovani Ebrei d’Italia

Agensir: Shoah: scritte naziste al Memoriale di Milano. Ugei, “verbale o fisica, violenza da arginare”

L’iniziativa del Memoriale della Shoah di Milano, che dal 2015, in Stazione Centrale, in collaborazione con la Comunità ebraica e la Comunità di Sant’Egidio, ospita decine di profughi e richiedenti asilo, è stata imbrattata da scritte nazifasciste, inneggianti a Hitler, Mussolini, con insulti agli immigrati. Un oltraggio a uno degli angoli di storia di Milano, cui reagisce il Consiglio Ugei (Unione giovani ebrei d’Italia). “Questa vigliaccheria è un’ulteriore conferma dell’odio razzista, sempre più presente nei social network, espresso con frasi estremamente violente, soprattutto negli ultimi giorni – sottolinea il presidente Ariel Nacamulli –. Siamo inorriditi dalle scritte comparse. Non possiamo più tollerare questa violenza, verbale o fisica. Se ancora abbiamo a cuore libertà e democrazia, dobbiamo opporci e arginarla”.

Affaritaliani: Scritte naziste al Memoriale di Milano, UGEI: non possiamo tollerare violenza

L’iniziativa del Memoriale della Shoah di Milano, che dal 2015, in collaborazione con la Comunità ebraica e la Comunità di Sant’Egidio, ospita decine di profughi e richiedenti asilo, è stata imbrattata da scritte nazifasciste.

“Questa vigliaccheria è un’ulteriore conferma dell’odio razzista, sempre più presente nei social network, espresso con frasi estremamente violente, soprattutto negli ultimi giorni – sottolinea il Presidente Ariel Nacamulli, rincarando – siamo inorriditi dalle scritte comparse. Non possiamo più tollerare questa violenza, verbale o fisica. Se ancora abbiamo a cuore libertà e democrazia, dobbiamo opporci e arginarla.”

Le ultime notizie: Scritte naziste al Memoriale di Milano, UGEI: non possiamo tollerare violenza

Scritte naziste al Memoriale di Milano, UGEI: non possiamo tollerare violenza L’iniziativa del Memoriale della Shoah di Milano, che dal 2015, in collaborazione con la Comunità ebraica e la Comunità di Sant’Egidio, ospita decine di profughi e richiedenti asilo, è stata imbrattata da scritte nazifasciste. “Questa vigliaccheria è un’ulteriore conferma dell’odio razzista, sempre più presente nei social network”.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI4 giugno 2017
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René Magritte, “Decalcomania”

Mia nonna Flora mi ha spesso raccontato di uno scambio di battute intercorso tra sua madre Ida, z’l, e un suo amico. “La mamma diceva: – Io sono italiana-ebrea; Raul invece: – Io sono ebreo-italiano”. Così, in una semplice conversazione, si annidano i differenti modi di intendere l’identità ebraica in rapporto a quella nazionale. Come noto nel Talmud Bavli appare il principio Dina de-malkuta dina (La legge del paese è legge). Se le declinazioni halakiche di questo principio sono materia rabbinica è tuttavia possibile riconoscervi la capacità da parte del diritto ebraico di articolare la propria identità di comunità minoritaria in accordo con il profilo della maggioranza ospitante. In tal senso questo principio è stato letto alla luce di Geremia (29, 7) “ricercate la pace della città dove vi ho esiliato (…)” – da cui l’uso, interrotto in Italia a seguito delle Leggi Razziali, di inserire nelle tefillot la preghiera per lo Stato di cui si è cittadini.

Forse anche tali presupposti, in rapporto (non sempre pacifico) con i processi di emancipazione, hanno fatto si che le minoranze ebraiche dell’Europa occidentale partecipassero a pieno titolo a plasmare le rispettive identità nazionali, sia sotto il profilo culturale che politico. Mi pare che tanto nelle parole di Ida quanto in quelle di Raul sia riscontrabile questo non univoco lascito dell’incontro tra principi della tradizione e le istanze dell’emancipazione. Un lascito che continuava a plasmare la percezione di sé da parte ebraica, anche quando questa si era vista tradita dal proprio paese, come era il caso dei protagonisti del dialogo, avvenuto nella Milano dell’immediato dopoguerra.

Mino Ceretti, “Uomo allo specchio rotto”

Quale che fosse l’ordine dei termini (ebreo, italiano) rimaneva che la loro identità ebraica era, come ebbe modo di dire Dewey in riferimento a quella statunitense, un’identità “con il trattino”, costituita da due poli, tra loro in rapporto e tra loro distinti, tale da preservare dalla retorica dell’autenticità, di un’identità univoca e omogenea. Un accidente della storia dovuto a un esilio non scelto. Oppure, un aspetto peculiare a un popolo che si forma nell’esilio e che, come ha indagato in diverse occasioni Donatella Di Cesare, porta tale condizione nella terra affidatagli, dove all’autodeterminazione politica – all’affermazione di sé – si accompagna la consapevolezza, proveniente tanto da racconti familiari quanto dalla coscienza biblica, di esser stati stranieri; di non essere, per quanto sabra, intrinsecamente autoctoni. Ovvero di essere israeliani-ebrei, o ebrei-israeliani.

Cosimo Nicolini Coen

Da Moked.it


Consiglio UGEIConsiglio UGEI5 febbraio 2017
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isrdayShalom!

Siete emozionati!? Io sì!! Anche quest’anno torna l’Israel Day!

Se non sapete che cos’è, ecco di seguito alcune informazioni generali e anticipazioni, ma per capire bene in che consiste questo evento non resta che fare una sola cosa: venire e vedere con i propri occhi!

Israel Day è l’appuntamento dell’anno e l’unica occasione per sapere quel che può offrirti il nostro (“secondo”, solo per alcuni) paese: sarà possibile, oltre a ricevere informazioni o prendere contatti sul processo dell’aliya, consultare materiale informativo e avere colloqui privati con i rappresentanti dei diversi programmi Masa, come quelli dedicati alle università, ai tirocini e all’hachsara.

masaaInfatti questo evento in Italia è parte del Masa Europe on Tour, il viaggio nelle città europee che stanno facendo numerosi esponenti israeliani per presentare i propri programmi. Tra di loro avremo il piacere di conoscere e di parlare con i rappresentanti del Technion, della Hebrew University, dell’Università di Haifa e dell’Arava per quanto riguarda il mondo dell’accademia, ma anche con altri per il mondo del tirocinio e del volontariato, come i rappresentanti del programma personalizzato Maslul Ishi, dell’esperienza del Kibutz Ulpan, della compagnia di danza contemporanea, di Aadvark, di Destination Israel, di Israel Experience e così via…

L’evento si svolgerà il pomeriggio nelle scuole ebraiche di Milano, il 22 febbraio, e di Roma, il 23 febbraio, e continuerà la sera in due locali molto graziosi nelle rispettive città, dove mangeremo e berremo assieme. L’evento serale sarà rivolto, in particolare, a tutti coloro che hanno già iniziato o addirittura finito un percorso universitario e stanno cercando nuove strade o nuovi sbocchi, che siano master, tirocini o altri corsi.

Inoltre è molto importante sapere che grazie al prezioso contributo UCEI, che coprirà i costi dei biglietti ferroviari, anche i ragazzi delle piccole comunità potranno raggiungere una delle due città dove si svolgerà l’evento e parteciparvi.

Quindi niente scuse: siete tutti invitati all’Israel Day!

Qui il link per la registrazione: http://join.masaisrael.org/Italy2017

Ci vediamo presto!

Michela

masaitalia@masaisrael.org

+393928891103

Michela Misano, 25 anni, romana, coordinatrice di Masa Italia e in mezzo a così tanti altri progetti e programmi che è difficile parlarne in poche righe
Michela Misano, 25 anni, romana, coordinatrice di Masa Italia e in mezzo a così tanti altri progetti e programmi che è difficile parlarne in poche righe

 

 



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L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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