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Consiglio UGEIConsiglio UGEI9 luglio 2018
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Con grande interesse ho letto l’opinione di Nathan Greppi pubblicata ieri su HaTikwa, giornale aperto al confronto delle idee. Leggere il suo articolo mi ha fatto molto piacere per due motivi. Innanzitutto perché Nathan ha dimostrato che, volendo, è possibile esprimere un’opinione anche molto netta con pacatezza e garbo. In una parola: affidandosi all’argomentazione e non, come capita sempre più spesso altrove, con gli insulti. Mi ha fatto piacere perché – e questo è il secondo motivo – non sono d’accordo con pressoché nulla di quanto Nathan scrive. Provo a rispondergli punto per punto.

  1. Secondo Nathan un motivo per cui l’Ucei non dovrebbe criticare le dichiarazioni del ministro dell’interno Matteo Salvini è la crescita nei consensi di cui gode secondo i sondaggi il leader della Lega. Nathan ha ragione presupponendo che qualsiasi analisi o presa di posizione politica non possa evitare di fare i conti con la realtà (in questo caso, il consenso verso Salvini nei sondaggi), e fa bene a sottolinearlo. Ma sono convinto sia completamente fuori strada quando dà per assodato che la realtà dovrebbe dettare automaticamente l’analisi politica. Perché se così fosse non dovremmo fare altro che guardare la realtà e accettarla com’è, rinunciando in partenza al tentativo di migliorarla raddrizzando le cose che non vanno e che, fino a prova contraria, possono essere migliorate. L’analisi politica deve guardare alla realtà, non legittimarla e giustificarla a priori. La conseguenza inevitabile della posizione espressa da Nathan è la cancellazione della libertà di scelta e, come suoi corollari, la santificazione del presente, la monumentalizzazione del passato e la negazione del futuro: esattamente il contrario del messaggio espresso dall’ebraismo.
  2. Ha ragione Nathan a chiarire che epiteti come “fascista” o “antisemita” non dovrebbero essere usati a cuor leggero, come insulti generici, pena la svalutazione irrimediabile del loro significato. Avvicinarsi alla posizione opposta, quella secondo cui i “fascisti” e gli “antisemiti” “non dicono sul serio”, “scherzano”, “non intendono davvero”, è però altrettanto sbagliato e ancora più pericoloso.
  3. L’attuale incapacità di Berlusconi di dare un’identità anche residuale al proprio partito famigliare, Forza Italia, e le dichiarazioni che seguono, o meglio inseguono senza raggiungere, quelle di Salvini, non devono far dimenticare che Forza Italia non fa parte della maggioranza al governo. Gli italoisraeliani che hanno espresso il proprio voto a marzo hanno preferito in misura più che proporzionale il blocco Berlusconi-Salvini-Meloni (44%: è verosimile che all’interno di questo numero ci sia una quota consistente di votanti che hanno scelto Berlusconi nonostante Salvini e Meloni) ma soprattutto il Pd e +Europa che, conteggiati insieme, hanno superato il 46%, più del doppio del risultato elettorale generale. Bisogna inoltre tenere conto del numero abbastanza modesto dei votanti.
  4. Ribadito che la Lega non è un partito fascista – anche se spesso e volentieri ai fascisti e ai neofascisti strizza l’occhio, e utilizza sovente un linguaggio cameratesco di chiamata alle armi – rimane una formazione nazionalpopulista non di destra, ma di estrema destra. I suoi modelli sono Le Pen, Orban, Putin: tutto fuorché liberali, insomma. Per non dire nulla dei cedimenti sul tema dei diritti, della scienza e il complottismo ben più che latente. Troveremo sempre una fazione o un partito peggiore di un altro. Credo, tanto per fare alcuni esempi non collegati tra loro, che Hitler sia peggio di Mussolini, Hamas peggio di Fatah, Trump peggio di Bush, l’Iran degli ayatollah peggio di quello dello Scià. Basta questo per rinunciare a criticare i secondi? Io non credo.

Giorgio Berruto

Questo articolo è una risposta all’opinione di Nathan Greppi pubblicata ieri 8 luglio su HaTikwa, che per comodità di consultazione riproduciamo anche di seguito [NdR]:

UCEI, rom e migranti: 4 motivi per NON attaccare Salvini

Nelle ultime settimane si è molto parlato, sia nei mass media che sui social, delle prese di posizione del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, in particolare per quanto riguarda i rom e i barconi che portano i migranti. Posizioni che hanno suscitato prese di posizione contrarie da parte dell’UCEI, oltre che della senatrice Liliana Segre. Ma siamo sicuri che attaccare Salvini sia la cosa giusta? Qui sotto proviamo a elencare 4 motivi per cui osteggiarne le azioni può essere un errore:

1 Nonostante tutti gli attacchi che la Lega ha ricevuto da più direzioni, i sondaggi parlano chiaro: secondo l’istituto Swg, il Carroccio è passato dal 17% delle elezioni politiche al 29,2% come gradimento. Inoltre, il centrodestra è riuscito a prendere città e province dove dalla fine della Guerra erano stati eletti sempre e solo politici di sinistra (come Genova, Siena e Sesto San Giovanni). Ma il dato che più fa pensare riguarda un sondaggio Ipsos realizzato per il Corriere della Sera: infatti, è emerso che il modo in cui Salvini ha gestito l’affare Aquarius non ha ricevuto consenso solo dagli elettori di destra o 5 Stelle, ma anche da un terzo degli elettori del PD. In altre parole, prendendo posizione contro chi ha dalla sua parte la maggioranza degli italiani, l’UCEI rischia di suscitare reazioni ostili verso gli ebrei.

2 Qui devo passare a parlare di esperienze dirette: infatti, chi ha frequentato licei di provincia, e ha conosciuto i giovani che votano la Lega o i 5 Stelle, sa bene che etichettare come “fasciste” determinate posizioni non porta alcun risultato; anche quando parlavo con i miei compagni di classe delle posizioni di Grillo sugli ebrei e Israele, nella maggior parte dei casi a loro non importava. E questo non perché fossero antisemiti: la maggior parte di loro non aveva mai visto prima un ebreo, e quando lo scoprono le prime reazioni sono di stupore o indifferenza, ma mai di odio.

3 Prendere posizione contro una determinata fazione politica può essere divisivo anche per gli stessi ebrei italiani: infatti, è risaputo che da anni una parte consistente di essi è politicamente vicina a Berlusconi, tanto che il 4 marzo il 44% degli italiani residenti in Israele ha votato per lui, e che nel 2008 tale percentuale saliva al 73%. Inoltre, anche tra gli ebrei c’è chi teme l’immigrazione islamica, a causa della quale in Francia gli atti antisemiti sono in costante aumento. Una preoccupazione tale che persino il presidente UCEI Noemi Di Segninel settembre 2017, parlando dei migranti ha detto che non dobbiamo essere indifferenti, ma neanche “coprirci di buonismo”.

4 Infine, e questa è forse la ragione più importante, perché la Lega ha catalizzato voti che, se essa non esistesse, andrebbero a partiti veramente neofascisti come CasaPound e Forza Nuova. E forse è anche grazie al fatto che il Carroccio non è più un partito solo del nord che alle Regionali del Lazio CasaPound si è fermata al 2%. In questo caso, chi non ama la Lega dovrebbe perlomeno ricorrere alla logica del “meno peggio”.

Nathan Greppi


Consiglio UGEIConsiglio UGEI21 ottobre 2016
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extracomQuante volte, in tempi moderni, ci sarà capitato di sentire la parola extracomunitario? Forse abbiamo perso il conto, data l’attualità e la grande frequenza dei fenomeni che hanno a che fare con questo termine. E’ bene allora soffermarci sul significato reale di questa parola: se la scindiamo in due parti la vediamo composta di “extra” e “comunitario”, dunque esterno alla comunità, dove per comunità si intende l’allora Comunità Europea, oggi denominata Unione Europea.

Ebbene sì, abbiamo capito correttamente: uno statunitense, un canadese, un russo, un giapponese o un australiano hanno tutti una cosa che li lega, ovvero che sono extracomunitari. Eppure, se per le strade di Roma incontrassimo questo allegro gruppetto internazionale non ci passerebbe mai per la testa di dire: “Toh guarda, ecco cinque extracomunitari”. Domandiamoci il perché di tutto questo, l’origine dell’accezione che diamo a questa parola.

Si tratta della commistione di tre aspetti: il fenomeno dell’immigrazione, la politica dei partiti razzisti e xenofobi e la distorsione mediatica.

leganordIl fenomeno migratorio è noto da anni per aver interessato e interessare in modo massiccio il nostro paese, facilmente accessibile dal Nord Africa, così come dai paesi balcanici, tra tutti l’Albania. Perciò, essendo gli individui nordafricani o balcanici (eccezion fatta per sloveni e croati) extracomunitari, il termine ha iniziato a definire coloro che immigrano in Italia e nell’UE, sia che poi si regolarizzino ottenendo il permesso di soggiorno, sia a maggior ragione che ciò non avvenga.

A dare ossigeno al fuoco, ci pensano i leader dei partiti di estrema destra, su tutti la Lega Nord. Gli slogan che vengono più frequentemente proposti, a partire dai vertici del partito fino ai cittadini comuni, sempre più spesso tramite i social network, sono: “Gli extracomunitari ci rubano il lavoro” o “Gli extracomunitari sono ladri e spacciatori”, dove per extracomunitari si intende in realtà una stretta cerchia degli stessi: nordafricani (marocchini, algerini e tunisini su tutti) e albanesi. Paradossalmente nella mente dei più razzisti vi sono anche i rumeni, dal momento che la Romania dal 2007 è parte dell’Unione Europea e la definizione di extracomunitari nei confronti dei suoi cittadini non vale più. In misura minore il termine viene utilizzato anche per indicare cittadini stranieri di altre nazionalità come senegalesi o filippini.

A completare l’opera provvedono i media nel riportare una notizia. Faccio un esempio: qualora avvenga un incidente automobilistico, e alla guida ci sia stato un italiano, un francese, un tedesco oppure un canadese, di solito non viene specificata la nazionalità di colui che ha causato l’incidente. Tutto cambia però se il conducente del veicolo è marocchino o albanese: in questo caso viene esplicitata la provenienza. Ma, onestamente, c’è un motivo specifico per cui è necessario? Cambia qualcosa se l’incidente è provocato da un italiano o da un marocchino? In un caso è un reato di serie B e in un caso è un reato di serie A? Assolutamente no, non c’è alcuna differenza. Il reato è esattamente lo stesso. Si deduce che l’unica spiegazione possibile è che ormai nel rapporto tra il mezzo di informazione e colui che riceve la notizia ci sia sempre la necessità di mettere sotto i riflettori della cattiva luce il cittadino non italiano che commette un reato. Si dà a colui che ascolta la notizia una ragione in più per odiare, per ripudiare. E questo che cos’è se non razzismo? È molto importante interrogarsi al giorno d’oggi sul potere che hanno i media, specialmente la televisione.

ukpassportÈ tempo di tornare a riflettere sul significato corretto delle parole, specialmente su una parola delicata come questa. D’altra parte dopo che il 51% dei britannici ha scelto di lasciare l’Unione Europea, anche l’intero popolo del Regno Unito sarà presto nel novero degli extracomunitari, con buona pace dei vari leader di destra.

 

Simone Bedarida
Simone Bedarida


UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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