Lag Baomer

Consiglio UGEIConsiglio UGEI23 maggio 2018
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Il primo fine settimana di maggio per Lag Baomer si è tenuto l’evento UGEI rinominato Spring Baomer, sponsorizzato da Masa e Junction. Di seguito il pensiero di uno dei partecipanti.

Non è facile fare un resoconto di quei quattro giorni così pieni di attività ed emozioni.
Si potrebbe provare a descrivere la location, la campagna toscana nei dintorni di Firenze, bella come un quadro, ma ovviamente non sarebbe abbastanza.
Si potrebbero elencare le attività del programma che, sebbene siano state in parte condizionate dalle nuvole, hanno reso la permanenza non solo divertente e piacevole ma anche interessante e stimolante, ma ovviamente non sarebbe abbastanza.
Anche elogiare l’organizzazione e gli organizzatori non sarebbe abbastanza, non darebbe mai pienamente merito alla passione e all’impegno che tutti loro hanno messo dentro questo evento.
L’unica cosa potrebbe essere descrivere le relazioni umane, che si sono formate durante questo fine settimana, e forse nemmeno quello sarebbe abbastanza. Qualcuno si conosceva già, qualcuno non conosceva nessuno e qualcuno conosceva solo qualcuno, ma questo breve periodo così intenso di convivenza ha fatto nascere delle amicizie, di quelle vere, e mi ha fatto provare delle emozioni, così intense, che mi porto dietro per il resto della vita. E quando poi ripenso alle risate e alle situazioni passate assieme, ovunque io sia, il mio viso si apre in un sorriso. Nessuno di quelli che ho attorno può capire: e anche provassi a spiegarglielo, non sarebbe abbastanza.
Lo Spring Baomer è stato pazzesco, e lo so che questo resoconto è illeggibile, semplicemente perché non è abbastanza.

Il nipote di Tevye il lattaio


Consiglio UGEIConsiglio UGEI22 maggio 2018
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Uno shabbaton Ugei in una comunità ebraica italiana è di solito un’occasione per avvicinarsi a una realtà ebraica, usi e bellezze locali che la maggior parte dei partecipanti non conoscono. Molto diverso è un evento di più giorni fuori da una comunità ebraica, come quello che si è svolto due settimane fa in Toscana, non lontano da Pontassieve, in un paesaggio da cartolina tra dolci pendii collinari chiazzati qua e là di papaveri rossi, cipressi e uliveti.

Sono convinto che l’estensione dell’evento da giovedì a domenica e la location isolata abbiano favorito lo sviluppo di legami di conoscenza e amicizia più di quanto facciano i più frequenti eventi Ugei di tre giorni, da venerdì sera a domenica. Un secondo aspetto significativo apprezzato dai circa 80 partecipanti da tutta Italia è stato l’ottima organizzazione, frutto non casuale di un notevole lavoro. E’ inutile dire che le variabili da tenere sotto controllo in un evento di quattro giorni sono molto numerose: tanto più va apprezzata la gestione da parte dei consiglieri Ugei. Altro motivo che ha caratterizzato la quattro giorni toscana è stata la bellezza del luogo, apprezzata anche grazie a un tempo atmosferico inaspettatamente clemente. Inoltre il programma ha incluso attività numerose e varie: giochi di socializzazione, discussioni informali su argomenti di attualità ebraica (quelli che da anni chiamiamo “caffè dilemma”), partite di calcetto e preparazione delle challot, sessioni dinamiche sulle sfide dell’ebraismo contemporaneo (per esempio quella di Junction sul pluralismo), l’usuale festa del sabato sera e la piscina a disposizione. Per non dir nulla della grigliata domenicale.

Molto significativa la presenza del presidente EUJS (l’unione europea degli studenti ebrei, che comprende la stessa Ugei) Alina Bricman, che ha tenuto una sessione sul tema “PanEuropean Judaism”, ma i momenti di approfondimento interattivo che ho preferito sono stati quelli gestiti dall’israeliana Inbar Amir “The whole world’s a stage” e soprattutto “Why tell tales”. Già, perché tutte le sessioni si sono tenute in inglese, una scelta per me vincente che ha consentito tra l’altro di coinvolgere ragazzi provenienti da Austria, Germania, Francia, Svizzera e Israele. Le esperienze raccontate da alcuni di loro hanno portato una salutare ventata di pluralismo in un ambiente, quello ebraico italiano, che anche a livello giovanile spesso rischia di chiudersi su se stesso. Conoscere gli ebraismi, con la “i” finale, diffusi altrove in Europa, insieme alle storie di successo, crescita e anche traumatiche di nostri coetanei, è invece, a mio avviso, un momento indispensabile per confrontarci non solo con idee e realtà che non conosciamo, e che magari rifiutiamo in base a informazioni per sentito dire, ma anche per trarre dal confronto stimoli capaci di mettere in discussione o eventualmente rinforzare le nostre convinzioni.

Giorgio Berruto


Consiglio UGEIConsiglio UGEI23 aprile 2018
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L’Ugei organizza un magnifico weekend nella campagna vicino a Firenze da giovedì 3 a domenica 6 maggio. Sarà un’opportunità per incontrare ospiti internazionali e discutere direttamente di questioni di attualità e di interesse comune, ma anche per prendere parte a giochi, attività sportive e tornei e sorseggiare beatamente un bicchiere di Chianti di fronte al panorama delle colline toscane.

Tra gli eventi previsti, anche tavole rotonde sui temi di leadership e public speaking. Una delle sessioni sarà condotta da Inbar Amir, nota in tutto il mondo. Alina Bricman, dell’European Union of Jewish Students, parteciperà all’evento con Samantha Levinson di Junction.

E, non da ultimo, il weekend terminerà con una grigliata di Lag BaOmer e un tour di Firenze!

Se sei iscritto a una comunità ebraica e hai tra 18 e 35 anni iscriviti subito cliccando qui >>> https://goo.gl/eycKJz
Per maggiori informazioni scrivi a Simone Israel (eventi@ugei.it)


Consiglio UGEIConsiglio UGEI22 febbraio 2018
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Immaginatevi milletrecento ragazzi, truccati, vestiti di scena e pronti a esibirsi. È quanto succede ogni anno in occasione del ‘JEWrovision’, lo spettacolo che i giovani ebrei tedeschi aspettano per mesi, e per cui si preparano ed esercitano con meticoloso impegno. Quattro ore stile Eurovision, canzoni dei Daft Punk, Lady Gaga e chi più ne ha più ne metta: i testi? Modificati, perché si riferiscano alla vita e alla tradizione ebraica. La competizione arriva a conclusione di un intero weekend passato assieme: cori, balletti, tutto a squarciagola. E l’UGEI si è trovata proprio là, circondata da ebraismo, cultura, ed entusiasmo.

Il tutto si è svolto a Dresda, città che poco più di settanta anni fa fu rasa completamente al suolo, che ha appunto ospitato dal 9 all’11 febbraio questo show un po’ assurdo e un po’ (anzi, tanto) divertente. Ma noi non eravamo lì per esibirci, bensì per partecipare alla prima edizione dell’Union Accelerator Programme, organizzato da EUJS (European Union of Jewish Students): un seminario ideato per promuovere il dialogo e la collaborazione tra le unioni giovanili ebraiche europee. Con noi c’erano Austria (JöH), i padroni di casa Germania (JSUD), Inghilterra e Irlanda (UJS) e Belgio (UEJB). Tre giorni per conoscerci meglio e stendere le basi per sostenerci di più nei prossimi eventi. Molte cose ci accomunano, e in altrettanti aspetti ci differenziamo enormemente. In termini di numeri, noi italiani siamo più simili agli austriaci, mentre gli inglesi sono talmente tanti che hanno uno staff di 15 persone pagate full-time. C’è chi è bravissimo a raccogliere fondi, chi ha sempre più di 100 persone ai propri shabbatonim, chi invece avrebbe bisogno di più sponsor, e chi di più partecipazione.

In rappresentanza delle oltre trenta unioni d’Europa (siamo in tutto 35), l’EUJS ci ha convocato in quanto parte delle organizzazioni più solide e ben organizzate. Il loro obiettivo, per i prossimi due anni, è di dare, grazie al nostro esempio, appoggio anche alle unioni che faticano ad andare avanti. Da parte dei presenti è emersa una forte responsività al problema, e un forte desiderio di essere vicino a chi sta vivendo situazioni difficili, vedi per esempio la situazione in Polonia. Ma soprattutto, ciò che emerso è la volontà di far riscoprire l’ebraismo europeo e più di ogni altra cosa di promuoverlo; un’esigenza di dare più peso alla diaspora, a chi vuole crescere i figli in Europa e creare legami ebraici nella propria città natale. Insomma, dare un’opportunità a chi non necessariamente vuole fare l’Aliyah.

Le sessioni, un lungo e proficuo processo di design thinking, sono culminate con tre progetti, che ci vedono tutti protagonisti e che l’EUJS cercherà di implementare: una app di mappatura di tutte le Union europee e dei relativi eventi possibili a cui poter partecipare; un ‘taglit’ europeo, per esplorare le varie comunità ebraiche e promuovere uno scambio tra connazionali europei; e un programma di alumni articolato e strutturato soprattutto per le attività di raccolta fondi.

E da parte nostra? Cosa abbiamo portato concretamente con noi spendibile nel breve periodo come UGEI?
Tranquilli, non abbiamo perso tempo.
Il tutto è riassumibile in due parole: Lag Baomer.
Stay tuned.

Alissa Pavia e Carlotta Michaela Jarach


Consiglio UGEIConsiglio UGEI2 giugno 2017
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I primi mesi del 2017 sono stati, per i giovani ebrei romani e non, ricchi di appuntamenti; mensilmente il gruppo JEvents ha organizzato a Roma il venerdì piacevoli serate conviviali, in cui il tempo è trascorso mangiando in compagnia e affrontando tematiche relative alla parashà della settimana. Successivamente, i giovani ebrei italiani si sono incontrati in Toscana per Irua, uno degli eventi più grandi e importanti degli ultimi anni, che ha coinvolto un gran numero di partecipanti giovani e non.

Lo scorso weekend, dal 12 al 14 maggio, un’altra occasione di incontro e conoscenza è stata lo Spring Break, che ha visto Roma riunire gli ugeini giunti da tutta Italia e non solo. Tanti sono stati i partecipanti, nonostante l’imminente arrivo della sessione estiva per i ragazzi universitari e l’approssimarsi della prova di maturità per coloro che stanno per concludere la scuola superiore. I festeggiamenti sono iniziati il venerdì sera nel bellissimo contesto di Trastevere, le riunioni e i pasti si sono svolti presso gli Asili ebraici, che per la maggior parte dei giovani ebrei romani rappresentano ricordi di infanzia e gli anni trascorsi alle scuole elementari. Il sabato è stato ricco di eventi, con il pranzo e le attività pomeridiane. Durante il Caffè dilemma si è dibattuto su temi di attualità estratti da alcuni articoli pubblicati su Hatikwà, c’è stato poi l’incontro con i ragazzi del Master Hans Jonas e l’ultima attività della giornata è consistita in un momento di conoscenza più intima grazie all’attività di dinamica di gruppo insieme a una psicologa. La giornata si è poi conclusa con una passeggiata nel cuore di Roma, dopo aver celebrato l’uscita di Shabbat tutti assieme con l’apericena nella sala di Su’Ghetto, locale di riferimento per le serate di musica ebraica degli scorsi mesi invernali. Un notevole gruppo di ragazzi romani ha deciso di unirsi ai festeggiamenti accompagnati dal buon cibo, da un drink e dalla musica di dj Dani C, che ha fatto ballare tutti… ma proprio tutti!

Dopo l’ottima riuscita della grigliata di Lag BaOmer dell’anno passato a Livorno e Vercelli, la domenica mattina la sveglia è suonata presto e, dopo un caffè per riprendersi dalla serata, il pullman è partito per Villaggio Tognazzi, tra Torvaianica e Ostia, due località di riferimento del litorale romano. I partecipanti sono stati accolti da una splendida giornata di sole e dalla musica di dj Gabri Imbimbo, famoso nelle discoteche di tutta Italia. Muniti di costumi e di crema solare, per evitare le scottature di inizio stagione, il prato attorno alla villa è stato tappezzato di teli da mare e, mentre la griglia si riscaldava, un gruppo prendeva il sole e si scattava qualche selfie, i più atletici si dedicavano alla pallavolo. Dopo un’abbondante mangiata di melanzane, peperoni e un buon panino con hamburger e ketchup, la musica si è fatta più forte e la festa che tutti aspettavano è iniziata: la schiuma è stata lanciata e tutti facevano a gara per ricoprirsene di più e a ricoprire i propri amici. I balli israeliani hanno coinvolto tutti. I più intrepidi hanno optato per il primo bagno al mare della stagione, prima che il pullman ripartisse per dirigersi alla stazione Termini per accompagnare coloro che dovevano riprendere il treno per tornare nella propria città. Tra i saluti calorosi e gli alla prossima, si aspetta con impazienza il prossimo momento per rivedersi.

Susanna Winkler, romana, studia beni culturali


UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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