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Consiglio UGEIConsiglio UGEI6 agosto 2018
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Ore 11: la melodia di Yerushalaim shel zaav ci accompagna all’interno di Gerusalemme. La prima tappa è sul monte haTzofim, il caldo batteva sui nostri cuori scalpitanti di conoscere Yerushalaim: dopo la vista panoramica della città accompagnata da un kiddush in onore delle cose nuove, il pullman ci accompagna all’entrata della città vecchia per visitare la Torre di David, nonostante il caldo torrido. Dopo un tratto sulle mura battute dal sole arriviamo finalmente alla piazza principale del quartiere ebraico, dove abbiamo tempo per una breve pausa pranzo e un po’ di shopping.

Dopo mangiato ci dirigiamo verso la meta principale: il Muro occidentale, dove fra fotografie e preghiere ci rendiamo conto di essere in uno dei luoghi più importanti per la nostra religione. Dopo la visita al Kotel, l’autobus ci accompagna al cimitero sul monte Herzl, dove sono seppelliti gli uomini più importanti della storia ebraica e israeliana, come lo stesso Herzl, Golda Meir e Itzchak Rabin, oltre ai soldati, che hanno tra l’altro la stessa tipologia di tomba indifferentemente dal grado, che ogni giorno si battono per la libertà dello stato di Israele. A nostra opinione sono stati molto toccanti i momenti in cui abbiamo cantato l’inno israeliano davanti alla tomba del primo vero visionario dello stato ebraico e il momento in cui abbiamo cantato una canzone israeliana che parla della guerra e dei soldati che ogni giorno lasciano la famiglia per proteggere le nostre case senza esser sicuri di fare ritorno.

Amos Di Segni, Gavriel Sonnino, Sarah Tayeb


Consiglio UGEIConsiglio UGEI26 settembre 2017
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Sono già state scritte molte cose positive sul Taglit totalmente condivisibili. Nonostante ciò vogliamo comunque esprimere il nostro parere nella speranza che la nostra esperienza sia da stimolo per chi ancora non conosce tale opportunità. È un progetto che ci ha cambiato la vita, ci ha rafforzati nella nostra identità e nella consapevolezza del nostro futuro, grazie anche all’ottima organizzazione e alle stimolanti personalità dei nostri madrichim, Debora e Yehonatan e, soprattutto, all’eccellente preparazione e capacità comunicativa della nostra guida Naama.

Taglit ha rappresentato l’opportunità di scoprire Israele nella sua totalità e nelle sue mille sfaccettature; una terra piena di storia e spiritualità. Le sensazioni che abbiamo provato sono quasi indescrivibili, un contorno perfetto per momenti davvero unici.

Emozionante è stato camminare per le strade di Tzfat e respirarne l’atmosfera trascendente, immergendosi allo stesso tempo nella vitalità diffusa nelle strade di Tel Aviv.

Esaltante è stato trascorrere una notte nel deserto del Negev, guardare il cielo e rimanere stupiti dallo spettacolo unico, quasi proibito nelle città ormai troppo illuminate, parlare e ridere con i compagni di viaggio tutta la notte in attesa di iniziare la salita verso Masada, riuscire ad arrivare in cima alla rupe giusto in tempo per veder spuntare il sole, pensare alle ultime ore di vita degli ebrei che abitavano il luogo prima di commettere l’atto estremo, giurare poi in cuor nostro “mai più Masada cadrà”.

Commovente è stato entrare a Gerusalemme intonando tutti insieme “Yerushalaim shel zahav” e stupirci di quanto questa canzone cantata centinaia di volte nella nostra vita, assuma adesso un significato diverso.

Entusiasmante è stato trovarsi a mettere un bigliettino nel Kotel nella speranza che si avverino i desideri in esso scritti; immaginare di sentire il suono dello shofar all’interno del Tempio di Gerusalemme oramai inesistente, così come cantava Naomi Shemer “shofar korè behar habait bair haatika” (uno shofar risuona sul Monte del Tempio, nella Città Vecchia).

Toccante è stato giungere al monte Herzl e guardare gli occhi e l’orgoglio di una madre che si reca sulla tomba del figlio caduto per la difesa di Eretz Israel; ascoltare le storie di un popolo che vive alla giornata pronto in ogni momento a lottare per la propria terra; intonare uniti la canzone “Halicha leKesariya” sulla tomba della soldatessa e poetessa Hannah Szenes: “Eli Eli she’lo yigamer l’olam” (Dio mio, Dio mio fa che non abbiano mai fine…).

Sensazionale è stato riuscire a comprendere finalmente il miracolo che rende vivo il popolo ebraico in tutto il mondo nonostante la sua storia travagliata. È la consapevolezza di una possibile alternativa per il nostro futuro, la certezza che ovunque ci troviamo ci sarà sempre un luogo dove ci sentiremo a casa.

Taglit è molto altro ancora, ma il modo migliore per capire realmente cosa sia è viverlo nella sua interezza, senza barriere, accogliendo tutte le emozioni che può suscitare. È un viaggio che ti cambia profondamente, che ti permette di trovare un “posto” e una “famiglia”, dove poter essere ebrei a qualsiasi livello senza la paura del giudizio altrui, e, soprattutto, dove poter restare se stessi senza alcuna vergogna.

Keren Perugia e Alfie Mimun


Manuel Kanahmanuel26 agosto 2011

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In occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica 2011, dal titolo “Ebraismo 2.0: dal Talmud a Internet”, l’Ugei ha voluto predisporre una finestra virtuale per tutti coloro i quali vogliano visitare, seppure virtualmente il Kotel, o Muro Occidentale, probabilmente il luogo più importante per il popolo ebraico, dal momento che è la parte di muro del Tempio di Gerusalemme più vicina a dove sorgeva il Sancta Sanctorum.



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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