keren hayesod

Consiglio UGEIConsiglio UGEI26 luglio 2017
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Primo giorno ufficiale del Taglit: partenza la mattina presto dal kibbutz Tirat Tzvi per raggiungere la prima meta, la riserva naturale che si trova nell’area chiamata Banias. Questo nome deriva dalla pronuncia araba di “Panias”, ovvero i templi dedicati al dio Pan, dio degli animali, del vino e dell’amore. Nella zona sono rimaste poche nicchie di questi templi oltre alle rovine romane risalenti a un periodo successivo. La presenza di tali civiltà era giustificata dalla gran presenza d’acqua, generalmente rara da trovare in quei luoghi e per questo motivo usata molto anche oggi.

Spaventati dal caldo, abbiamo cominciato la camminata sostenuti dalla speranza di trovare un angolo d’ombra e dalla possibilità di alleviare lo sforzo condividendolo con gli altri partecipanti tra risate e foto, circondati da un paesaggio pervaso da un’atmosfera spirituale. Dopo un’oretta di camminata  abbiamo finalmente raggiunto la meta tanto aspettata: la suggestiva cascata del luogo. L’atmosfera pacifica che si avvertiva, il fascino della forza rigeneratrice dell’acqua, in grado di plasmare il paesaggio tendenzialmente arido, ha impressionato tutti noi, nonostante i bellissimi scenari che spesso vediamo in Italia.

Da lì ci siamo avviati verso la seconda tappa: il fiume Snir, su cui abbiamo fatto rafting, un’attività che si potrebbe dire d’obbligo per ogni israeliano. Divisi in gruppi misti, abbiamo cominciato a remare, rinfrescati dall’acqua, andando inevitabilmente a scontrarci l’uno contro l’altro. Ancora una volta le difficoltà del percorso ci hanno portati a collaborare e conoscerci. Possiamo quindi dire che il leitmotif dello scroscio dell’acqua ci ha accompagnati nel corso di tutta la giornata, sottolineando la sua importanza come fonte di vita.

Dopo essere tornati al kibbutz e aver cenato, abbiamo riflettuto insieme sui diversi valori che caratterizzano la cultura ebraica e sulla loro influenza nelle nostre vite. Molto interessante è stato vedere il confronto tra persone con vissuti ed esperienze religiose e culturali molto differenti, in quanto ci ha insegnato a trovare la forza di tali valori nel dialogo e nell’accettazione dell’opinione altrui. Ringraziamo Keren Hayesod per averci dato l’opportunità di conoscerci conoscendo Israele.

Diletta Sacerdoti, Tamar Levi e Alfie Mimun

Consiglio UGEIConsiglio UGEI22 dicembre 2016
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masaMasa, che in ebraico significa viaggio, è il nome di un’organizzazione ebraica presente in tutto il mondo che, con innumerevoli programmi e consistenti borse di studio, dà la possibilità ai giovani ebrei tra i 18 e i 30 anni di vivere un’esperienza di studio, lavoro, tirocinio o volontariato in Israele non come ospiti in un paese straniero ma come locali.

Masa ha scelto di collaborare con l’UGEI principalmente per due motivi: supportare le iniziative dell’UGEI e rendere sempre più vivi e stimolanti eventi, congressi e feste e per conoscere più da vicino volti e sorrisi degli ugeini delle piccole comunità per poi rimanere in contatto e dare la possibilità a tutti di conoscere e scoprire quali programmi Masa ha da offrire.

masa2Masa, in collaborazione con l’agenzia ebraica ed il Keren Hayesod, offre sussidio e supporto per programmi accademici nelle migliori università israeliane, stage in aziende affermate, corsi professionali in varie città sparse in tutto il territorio per offrire una formazione professionale basata sull’apprendimento sul campo o programmi di volontariato per crescere a livello personale, uscire dalla propria comfort zone, aprire gli orizzonti imparando a contare su se stessi e vivendo un’esperienza in condivisione con ragazzi ebrei da tutto il mondo.

Masa offre moltissime opportunità per vivere un periodo medio-lungo in Israele e tra gli obiettivi che cerca di conseguire c’è quello di dare una spinta verso l’alto alla carriera di chi partecipa, sia nel caso in cui si scelga di fare l’aliyah sia nel caso in cui si sceglie di tornare nella propria comunità in Italia ed emergere come un potenziale leader.

Se un ragazzo decide di andare a vivere da solo in una nuova città, questo lo fa sicuramente maturare, ma se un ragazzo ebreo decide di andare a vivere un’esperienza in una nuova città, in Israele, questo potrebbe valorizzare la sua identità ebraica e il pensiero personale, per poi tornare in Italia ed essere naturalmente più predisposto a creare la leadership di domani.

Mi chiamo Sara Salmonì e nel 2010/11 ho partecipato a un programma Masa, se non lo avessi fatto ora molte cose sarebbero diverse e nessuno avrebbe letto questo mio articolo.

Prenditi un minuto e chiediti se ne vale la pena.

FB: Masa Italia

Email: masaitalia@masaisrael.org

Michela: 3928891103

Sara Salmonì (qui con Michela Misano), un minuscolo genio del barocco moderno metropolitano. Sogna il Brasile ma non può vivere lontana dalle fettuccine
Sara Salmonì (qui con Michela Misano), un minuscolo genio del barocco moderno metropolitano. Sogna il Brasile ma non può vivere lontana dalle fettuccine


UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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