giovane kehilà

Consiglio UGEIConsiglio UGEI3 marzo 2017
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Il campus dell'Università di Tel Aviv
Il campus dell’Università di Tel Aviv

Riprendiamo con piacere il comunicato scritto da Giovane Kehilà a proposito della mozione approvata dal Consiglio degli studenti dell’Università di Torino. Una mozione unilaterale che chiede il boicottaggio accademico di Israele, di cui la stampa italiana ha reso conto in questi giorni (per esempio La Repubblica). E’ tuttavia significativo che la mozione non abbia ottenuto l’unanimità.

Giovane Kehilà, l’organizzazione rappresentante dei giovani italo-israeliani, accoglie con favore la notizia che – nonostante il clima di intimidazione continuo instaurato a Torino da gruppi come “Invicta Palestina” e “Progetto Palestina” – la mozione portata avanti dalla lista “Studenti Indipendenti” al Consiglio degli Studenti dell’Università di Torino per chiedere l’adesione dell’Istituzione accademica al movimento BDS (Boicottaggio – Disinvestimento – Sanzioni) non è riuscita a raccogliere l’unanimità dei voti dei consiglieri, grazie al coraggio di cinque voci dissidenti che non si riconoscono in una campagna ideologica che lungi dal voler davvero impegnarsi per risolvere in termini propositivi il conflitto israelo-palestinese creando occasioni di dialogo e confronto tra le parti in causa ha come unico obiettivo quello di delegittimare, isolare e distruggere la democrazia israeliana.

La mancata unanimità del consenso verso gli obiettivi criminali del movimento promosso dalle carceri israeliane dal terrorista palestinese Marwan Barghuthi, pluriomicida condannato a cinque ergastoli, per quanto ci riguarda è la vera notizia. Noi, i giovani italo-israeliani, continueremo a tendere la mano e a tenere aperte le porte a tutti i giovani connazionali che senza pregiudizi vorranno vivere l’esperienza di un periodo di studio e ricerca in un Paese complesso e affascinante come Israele, le cui Università sono e continueranno ad essere un luogo di incontro e democrazia tra culture, popoli e fedi diverse aperte all’apporto di studenti provenienti da ogni parte del mondo. Chiediamo pertanto al Rettore Ajani e al Senato Accademico dell’Università degli Studi di Torino di respingere l’appello di adesione alla campagna d’odio contro la democrazia israeliana e di unirsi a noi, i giovani italo-israeliani, per costruire ponti e abbattere muri.

Giovane Kehilà


Consiglio UGEIConsiglio UGEI12 febbraio 2017
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I giovani italoisraeliani preoccupati per le dichiarazioni di Marine Le Pen sulla doppia cittadinanza 
I giovani italoisraeliani sono preoccupati per le dichiarazioni di Marine le Pen in tema di doppia cittadinanza. Lo esprime con un comunicato la “Giovane Kehilà”, l’organizzazione giovanile dei giovani italiani in Israele, in cui si porta solidarietà ai francoisraeliani e alla comunità ebraica francese e si condannano le dichiarazioni della presidente e candidata all’Eliseo del Front National Marine Le Pen.
“La candidata del Front National all’Eliseo Marine Le Pen, fedele al suo stile, tenta di sobillare gli animi di quell’elettorato che ha fatto la triste fortuna sua e di suo padre puntando il dito contro i possessori di doppia cittadinanza, e chiamando –  guarda la coincidenza – direttamente in causa i francoisraeliani, affermando che in caso di sua elezione alla presidenza saranno chiamati a scegliere quale delle due cittadinanze mantenere” si legge nel comunicato, che poi afferma “non potevamo aspettarci altro, da una candidata che ha più volte suggerito agli ebrei francesi di non indossare la kippah nei luoghi pubblici per non diventare oggetto di aggressione antisemita – come dire a una ragazza di non indossare la minigonna per non essere stuprata – e che si propone di mettere al bando, se mai sarà eletta, la macellazione kasher. Marine mette la cipria alla sua ‘nuova destra’, ma nonostante i toni più pacati e il lifting operato al suo partito ha la stessa faccia e anima del padre. La faccia e l’anima dell’estrema destra e della xenofobia. Esprimiamo la nostra solidarietà alla Comunità ebraica francese, che in queste ore ‘qualcuno’ accusa sottilmente di ‘doppia fedeltà’ e ai nostri compatrioti giovani francoisraeliani, loro malgrado oggetto in queste ore di campagna e manovre elettorali”.
Il comunicato conclude che “la Giovane Kehilà, in quanto organizzazione di giovani fieri della propria identità italiana e israeliana, continuerà a battersi per il diritto di ogni ebreo a fare aliyah senza ripercussioni sui suoi diritti e sulla sua sicurezza e affinché certe suggestioni neofasciste non trovino mai ascolto e ribalta nell’arena politica in Italia”.
Per maggiori informazioni:  
Dario Sanchez, portavoce
Michael Sierra, coordinatore generale: Giovane.Kehila@gmail.com  
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L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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