gilad shalit

Consiglio UGEIConsiglio UGEI23 giugno 2010

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MO: GIOVANI EBREI, CITTA’ ITALIANE SENZA LUCI PER SHALIT
MO: GIOVANI EBREI, CITTA’ ITALIANE SENZA LUCI PER SHALIT L’APPELLO DOPO L’INIZIATIVA DI ROMA E MILANO (ANSA) – ROMA, 22 GIU – ”Rivolgiamo un invito a tutte le citta’ d’Italia affinche’ seguano l’esempio di Roma e Milano spegnendo le luci del loro monumento simbolo il 24 giugno per Shalit”. Lo dicono, in una nota congiunta, Giuseppe Massimo Piperno e Angelo Moscati    , rispettivamente presidenti dell’Unione GiovaniEbrei d’Italia e del Bene’ Berith Giovani. ”Siamo grati ai sindaci Alemanno e Moratti – spiegano – che hanno immediatamente accolto la nostra richiesta di spegnere le luci del Colosseo e del Castello Sforzesco per richiedere la liberazione di Gilad Shalit, ormai da quattro anni nelle mani dei terroristi di Hamas”. ”A Roma alle ore 21.30 – ricordano ancora sottolineando l’adesione di Padl, Pd e molte altre associazioni ebraiche e non – e’ prevista una grande manifestazione sotto l’arco di Costantino che vedra’ la presenza del ministro Ronchi, del sindaco Alemanno, del presidente della Provincia Zingaretti, dell’on. Cesa, del presidente della Comunit… Ebraica di Roma Riccardo Pacifici, del direttore del Foglio Giuliano Ferrara e del padre di Gilad, Noam Shalit”.

 

MO: FINI; IN ISRAELE DA AMICO, MA TURCHIA NON E’ NEMICA/ANSA

 

MO: FINI; IN ISRAELE DA AMICO, MA TURCHIA NON E’ NEMICA/ANSA VISITA A GERUSALEMME, PREOCCUPAZIONI PER FLOTTIGLIE E NEGOZIATI (ANSA) – GERUSALEMME, 23 GIU – La Turchia non puo’ essere liquidata come un nemico dell’Occidente, ne’ come un partner perduto per la causa della sicurezza d’Israele malgrado le molte frizioni recenti. E’ questo il messaggio trasmesso oggi a Gerusalemme dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, ricevuto in Israele da amico ormai riconosciuto e con tutti gli onori a sette anni dal viaggio che segno’ una tappa di svolta nella sua vicenda politica e in quella della destra italiana. Giunto ieri nella regione per una visita di tre giorni che domani lo portera’ anche in Cisgiordania, a colloquio con il presidente e il premier dell’Autorita’ nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen e Salam Fayyad, Fini ha avuto incontri a tutto campo con i vertici israeliani. Passando in rassegna i temi piu’ caldi dello scacchiere mediorientale: dalle preoccupazioni per un processo di pace che langue alle ripercussioni del sanguinoso blitz israeliano contro la nave turca Mavi Marmara; dal paventato arrivo di altre flottiglie intenzionate a sfidare il blocco navale della Striscia di Gaza al ”lungimirante allentamento” dell’embargo terrestre deciso da Israele nei confronti dell’enclave palestinese controllata da Hamas; dalle comuni inquietudini legate al dossier nucleare iraniano (un Paese ”in procinto di avere l’arma atomica” le cui minacce all’esistenza dello Stato ebraico ”non vanno banalizzate”, ha detto Fini) alla sensazione israeliana di non vedere ”le proprie ragioni” comprese dal mondo, occidentale e non. Temi che la terza carica dello Stato ha affrontato con il premier Benyamin Netanyahu (Likud, destra) subito dopo il suo arrivo e che ha ripreso oggi con il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, con lo speaker della Knesset e suo omologo Reuven Rivlin, con la leader dell’opposizione centrista Tzipi Livni (Kadima). E che – dopo la tappa della memoria allo Yad Vashem, il museo memoriale della Shoah che nel 2003 gli aveva ispirato le parole sul fascismo ”male assoluto” della storia – discutera’ domani anche col presidente Shimon Peres, prima di spostarsi a Ramallah sul fronte palestinese. Accolto con espressioni di calorosa amicizia alla Knesset, Fini si e’ richiamato ai ”comuni valori di democrazia e liberta”’ fra Italia e Israele e si e’ visto confermare ”il giudizio lusinghiero” sulla politica italiana di sostegno allo Stato ebraico nei ”momenti salienti”. Ma non ha mancato di pungolare gli interlocutori israeliani sul tema, divenuto urticante negli ultimi mesi, dei rapporti con la Turchia: lasciando intendere di non condividere il diffuso convincimento della leadership di Gerusalemme secondo cui la recente vicenda della flottiglia e l’asserito ”avvicinamento di Ankara a Teheran” rappresenterebbero una prova del fatto che la Turchia ”non dia piu’ garanzie rispetto alla sicurezza di Israele”. O addirittura che il governo di Tayyip Recep Erdogan preferisca ormai fare sponda ”all’asse del male” – come ha sostenuto polemicamente nel suo indirizzo di saluto lo speaker Rivlin – piuttosto che all’Occidente. Una visione alla quale Fini contrappone la consapevolezza della necessita’ di un maggiore impegno per tenere aperto il dialogo. A cominciare dall’Ue, cui il presidente della Camera chiede di uscire dall’incertezza e dai ripensamenti e di non lasciare Ankara in ”un limbo”: dando di l’impressione di voler tenere adesso chiuse le proprie porte alla Turchia – dopo aver a lungo promesso una sorta di ”nulla osta”, seppure in una prospettiva di tempi non brevi – solo perche’ si tratta di ”un grande Paese musulmano”

MO: SHALIT, TORINO ‘SPEGNE’ LA MOLE PER SOLIDARIETA’ (ANSA) – TORINO, 23 GIU – La citta’ di Torino aderisce alla richiesta della Comunita’ ebraica di Torino, che chiede di spegnere per quindici minuti l’illuminazione della Mole Antonelliana nella serata del 24 giugno, per richiamare l’attenzione sulla detenzione del caporale israeliano Gilad Shalit, che il 25 giugno 2006, a soli 19 anni, fu rapito sul territorio di Israele da un gruppo di guerriglieri palestinesi e da quattro anni e’ prigioniero. A Roma, citta’ di cui Shalit e’ cittadino onorario, si spegneranno le luci del Colosseo. Con l’adesione a questa richiesta, giunta in un momento di particolare tensione per i noti fatti delle ”Freedom Flottilia”, con l’uccisione di quattordici persone che tentavano di portare aiuti umanitari a Gaza, la Citta’ vuole altresi’ richiamare l’attenzione sulla grave situazione in Medio Oriente, auspicando una rapida ripresa del processo di pace. Il ”gruppo amici di Shalit” terra’ una manifestazione di solidarieta’ a Torino in corso Cairoli angolo via dei Mille. (ANSA).

MO: HAMAS, SHALIT SEGUE IL CALCIO, HA TIFATO FRANCIA / ANSA SCETTICISMO IN ISRAELE; QUASI PRONTA MARCIA DI PROTESTA (di Aldo Baquis) (ANSA) – TEL AVIV, 23 GIU – Nel giorno in cui Hamas ha seccamente respinto una nuova richiesta della Croce rossa internazionale di visitare Ghilad Shalit a Gaza, un giornale vicino al movimento islamico palestinese ha affermato che il prigioniero israeliano trascorre le giornate davanti ad una televisione e segue da vicino la Coppa del Mondo. Nei quattro anni di prigionia Hamas ha totalmente isolato Shalit dal resto del mondo – nel timore di un blitz militare israeliano – ed e’ sempre stato molto parco nel fornire alcuna notizia sulle sue condizioni. L’articolo pubblicato ieri su a-Risala, un giornale vicino a Hamas, ha dunque destato interesse perche’ inaspettatamente forniva, e di propria iniziativa, alcuni dettagli sulla vita del prigioniero. Il tono del giornale e’ quello dei film propagandistici gia’ diffusi in merito da Hamas. A-Risala sostiene che Shalit si sente abbandonato dal governo israeliano e che per risollevarsi ha seguito il Campionato mondiale di calcio. Essendo anche cittadino francese, le sue simpatie – secondo il giornale – sono andate appunto alla Francia. Ma la secca sconfitta con il Messico lo ha amareggiato. Forse nella sensazione di trovarsi di fronte ad un espediente di guerra psicologica, i giornali israeliani hanno ignorato del tutto (ad eccezione dell’edizione online di Haaretz) le informazioni di a-Risala. Da giorni i principali tabloid di Israele – Yediot Ahronot e Maariv – riferiscono invece con grande partecipazione dei preparativi di una marcia che la famiglia Shalit si accinge ad intraprendere con il quarto anniversario della cattura del ragazzo, il 25 giugno. ”Non torniamo a casa senza Ghilad” hanno detto in una conferenza stampa i genitori Noam e Aviva, che progettano di marciare centinaia di chilometri dalla loro abitazione di Mitzpe Hila, al confine con il Libano, fino a Gerusalemme. La’ chiederanno al premier Benyamin Netanyahu che dia il via libera ad uno scambio di prigionieri con Hamas. Ma Netanyahu e’ con le spalle al muro. Gia’ mesi fa, a quanto risulta, ha accettato di liberare centinaia di palestinesi responsabili di gravi attentati terroristici: ma a condizione che 120 di essi siano espulsi per lo piu’ all’estero e in parte minore dalla Cisgiordania a Gaza. Il meditatore tedesco Gerhard Konrad, secondo fonti giornalistiche israeliane, ha appreso da Hamas che al massimo e’ possibile accettare che 20 di costoro siano confinati per un certo periodo a Gaza ”che e’ pur sempre Palestina”. Ma di espulsioni all’estero, Hamas non vuole sentir parlare. E da mesi Hamas mantiene un silenzio totale, nella speranza che Netanyahu ceda alle pressioni interne. Accettare la visione di Hamas significa, agli occhi di Netanyahu, riversare in Cisgiordania cento responsabili delle braccio armato di Hamas che anelano a riprendere la lotta e gli attentati. Significa destabilizzare l’Anp di Abu Mazen e rischiare una nuova ondata di attentati terroristici nelle retrovie di Israele. Un’ipoteca dunque molto grave per il futuro, anche se oggi la opinione pubblica interna vorrebbe che cedesse alle richieste di Hamas, pur di recuperare Shalit. (ANSA). XBU 23-GIU-10 17:59 NNN

MO:ALEMANNO-PACIFICI,DOMANI LUCI COLOSSEO SPENTE PER SHALIT

 

MO:ALEMANNO-PACIFICI,DOMANI LUCI COLOSSEO SPENTE PER SHALIT (ANSA) – ROMA, 23 GIU – Una serata a sostegno della liberazione di Gilad Shalit a quattro anni dal suo rapimento: alla mezzanotte israeliana, le 23.00 in Italia, le luci del Colosseo verranno spente per chiedere l’immediata liberazione del soldato israeliano prigioniero di Hamas, rapito il 25 giugno 2006 durante una missione di pace in territorio israeliano. Lo hanno annunciato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e il presidente della Comunita’ ebraica di Roma, Riccardo Pacifici. L’appuntamento e’ per domani, alle ore 21.30, ingresso dall’Arco di Costantino. La manifestazione, alla quale sara’ presente il padre di Gilad, e’ promossa dalle associazioni giovanili Bene’ Berith Giovani e Ugei (Unione Giovani Ebrei Italiani) per un loro coetaneo. ”All’evento sono invitati tutti i cittadini – commentano Alemanno e Pacifici -. L’obiettivo e’ quello di unire le forze e sensibilizzare l’opinione pubblica per riportare Gilad a casa, nonche’ per rilanciare il processo di pace in Medio Oriente”. (ANSA). ST 23-GIU-10 14:17 NNN


Consiglio UGEIConsiglio UGEI23 giugno 2010

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SHALIT, ALEMANNO-PACIFICI: GIOVEDÌ LUCI SPENTE AL COLOSSEO PER CHIEDERE LA LIBERAZIONE

Una serata a sostegno della liberazione di Gilad Shalit a quattro anni dal suo rapimento. L’appuntamento è per giovedì prossimo, 24 giugno, alle ore 21.30 (ingresso dall’ Arco di Costantino).

Alla mezzanotte israeliana (le 23.00 in Italia) le luci del Colosseo verranno spente per chiedere l’immediata liberazione del soldato israeliano prigioniero di Hamas, rapito il 25 giugno 2006 durante una missione di pace in territorio israeliano. Lo comunicano il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici.

La manifestazione, alla quale sarà presente il padre di Gilad, è promossa dai movimenti giovanili Bnei Brit Giovani e UGEI (Unione Giovani Ebrei Italiani).

“All’evento sono invitati tutti i cittadini – commentano Alemanno e Pacifici – L’obiettivo è quello di unire le forze e sensibilizzare l’opinione pubblica per riportare Gilad a casa nonché per rilanciare il processo di pace in Medio Oriente”.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI9 giugno 2010

5min200

 

IL PESCIOLINO SI MANGIERA’ LO SQUALO.

Roma. Colosseo. Una folla di circa 5000 persone sventola le bandiere di Israele al vento, per combattere l’indifferenza, per onorare la vita, per ricordare il valore dei diritti internazionali, per rompere il muro del silenzio, per far tornare Gilad Shalit, finalmente, libero. Il ventenne cittadino onorario di Roma, è rinchiuso da1460 giorni, tra quattro mura di una cantina di Hamas, è isolato dal mondo, senza aver fatto niente e quattro anni sono davvero troppi, lo sono per lui e per i genitori, che ricordano il giovane figlio, come un soldato di leva, visto per l’ultima volta, in un giorno di visita alla base militare in cui tra abbracci, sorrisi e risate, erano anche riusciti a scattare qualche foto ricordo. Quel ragazzo aveva un futuro davanti, finchè non gli è stata strappata la libertà. Ora invece, c’è Noam Shalit a parlare per lui, un uomo che dal 2006 non ha fatto altro che avere incubi e soffrire per la scomparsa del figlio. E come un padre soffre per un figlio, un popolo soffre per un fratello, e una nazione soffre per un soldato. A soli nove anni, Gilad, scriveva la fiaba di uno squalo e un pesciolino, che abattono le diversità e imparano a giocare insieme, senza sapere che una volta trovatosi nei panni del piccolo e indifeso pesciolino, gli squali non avrebbero avuto la minima intenzione di giocare con lui. Bisogna perciò reagire a tanta crudeltà, Israele non resta inerme, è pronta a lasciare mille terroristi per un soldato che non ha fatto niente, perchè questo è il modo in cui questa nazione intende la vita. Dunque, la gente si raccoglie attorno allo spegnimento dell’emblema della capitale, in ricordo di un innocente, per invocare il suo ritorno, mentre il padre è davanti alla folla ed è retto, fiero e presente nonostante il dolore. Lo sono anche il sindaco di Roma Alemanno, il presidente della regione Lazio Polverini, il presidente della provincia di Roma Zingaretti, il ministro delle politiche comunitarie Ronchi, il presidente della comunità ebraica Pacifici, il rabbino capo Di Segni, il giornalista Giuliano Ferrara; ma sopratutto i giovani della comunità ebraica, raccolti dalle associazioni Unione Giovani Ebrei d’Italia e Bene Berit giovani, che hanno organizzato la manifestazione. Tutti loro insieme, le loro forze sommate, fanno molto più dei numerosi “pacifinti”, come Amnesty International o Emergency, i quali hanno rifiutato di contribuire con aiuti umanitari e hanno negato ad un padre la possibilità di far arrivare una lettera di rassicurazione al figlio. Eppure Israele non sarà mai sola, Gilad non lo sarà mai, perché se anche quelle pareti che lo rinchiudono rendono il suo urlo muto, esso rieccheggia fino a noi, ed è grido che dice: “Ridatemi la libertà”, è un appello che prende forma grazie a queste iniziative, grazie alla foto del ragazzo in campidoglio che tiene lontano gli ipocriti e i pacifisti a senso unico. Ma se non si ama la verità e la giustizia, se non si ha il rispetto degli altri popoli, non si ha il diritto di parlare di pace, mentre essa dovrebbe assillare costantemente le nostre coscenze, smuovere gli animi, perché se Israele è minacciata, lo è tutto l’occidente e allo stesso modo, il mondo intero.

Micol Debash

24 giugno ore 21.30, Colosseo, Roma. Il monumento più importante della Capitale ha spento le sue luci in segno di protesta per chiedere la liberazione del soldato israeliano Gilad Shalit. L’evento è stato promosso dall’Unione Giovani Ebrei d’Italia e dal Benè Berith Giovani che non possono dimenticare la sorte del loro fratello, ormai da quattro anni nelle mani dei terroristi di hamas

Altre città hanno sposato l’iniziativa promossa dall’Ugei: Milano ha spento il Castello Sforzesco, Torino la propria Mole Antonelliana, Gerusalemme la Cinta Muraria, Varese, e alcune Cattedrali Svizzere.

Discorso Giuseppe Massimo Piperno, Presidente UGEI

Comunicati Stampa

Articoli


Consiglio UGEIConsiglio UGEI3 giugno 2010

5min210
Here are some of the facts:
Reproduced from: Standwithus.com
  • Israel transfers about 15,000 tons of supplies and humanitarian aid every week to the people of Gaza.
  • Lawyers representing the family of Gilad Shalit, the kidnapped Israeli soldier held in isolation, had asked the protestors to take aid for him, they refused.
  • Israel offered the ship to dock in Ashdod port and they would transfer the aid to Gaza. This offer was made again and again – they refused.
  • Israel has said that it will deliver any humanitarian aid that was in the boats to Gaza, as it does daily.
  • Israel left Gaza in hopes of peace in 2005 and in return received more than 10,000 rockets and terrorist attacks. Israel has sought peace and compromise with its neighbors for all of its 62 years and it will continue to do so.
  • Israel maintains a maritime blockade to ensure that weapons are not brought in by Hamas to use in attacks against Israel.
  • “We fully intend to go to Gaza regardless of any intimidation or threats of violence against us, they are going to have to forcefully stop us,” said one of the flotilla’s organizers.
  • In the past, terrorist sympathizers have used aid deliveries to smuggle items like potassium nitrate in sugar sacks and used it to make bombs. Israel cannot afford to let goods get to Hamas unchecked.
  • Five boats were boarded, the protestors complied and they were safely let to shore.
  • One boat – the Mavi Marmara – did not comply. That is the boat where the violence took place.
  • This was meant to provoke – it was funded and organized by a Turkish Islamist organization (IHH) that has links to fundamentalist jihadi groups. The ship was flying under the Turkish flag.
  • Those on board carried out pre-planned violence, armed with knives and metal bars, each soldier being attacked by a mob of a dozen extremists. They threw one soldier off the top deck of the ship.
  • The Israeli government maintains that allowing the illegal flotilla to reach Hamas would have opened a corridor of smuggling of weapons to Gaza and resulting in civilian deaths.
  • Using the Arabic term ‘intifada,’ Hamas spokesman Sami Abu Zuhri said “We call on all Arabs and Muslims to rise up in front of Zionist embassies across the whole world.
  • As the flotilla made its way to meet him in Gaza, Hamas leader Ismail Haniyeh said this week: “If the ships reach Gaza it is a victory; if they are intercepted, it will be a victory too”.
  • Turkey permitted the Marmara to fly under its flag. Turkey knew that the IHH (Turkish Humanitarian Relief Foundation) had organized the Flotilla, and supports the genocidal terrorist organization Hamas, several Jihadist organizations in Bosina, Syria, Iraq, Libya, and elsewhere, and has ties with Al Qaeda. But Turkey did not prevent the Flotilla from disembarking and attacking Israel’s sovereign right to protect itself from terrorists attempting to enter Gaza. Now Turkey is condemning Israel for the unfortunate casualties, and is leading the charge to condemn Israel at the U.N. It is Turkey that should be condemned by the United Nations for its role in this brutal trap set for Israelis.
  • Hamas is responsible for the suffering of both Palestinians and Israelis. Their racist charter calls for Islamic domination; their stance is unchanged and they repress any Palestinians that try and counter their regime.
  • Any police force in the world would respond to aggression; the provocation is the reason for this regrettable outcome. No country would allow illegal entry of any vessel into their waters without a security check.

 

Neil Lazarus
Middle East Current Affairs, Public Diplomacy and Effective Communication Training


UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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