gad nacamulli

Consiglio UGEIConsiglio UGEI3 luglio 2016
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profughiGiornalmente sento commenti razzisti e intolleranti nei confronti dei migranti, alle volte, purtroppo, pure da persone della nostra comunità. Mi sono quindi chiesto, da ebreo, quali siano i ragionamenti da fare prima di arrivare ad attaccarli così aspramente.

Primo su tutti è il discorso sul razzismo; la domanda più banale che mi sono posto è: un ebreo può essere razzista? No, ovviamente!

L’errore che alcune volte si fa (ahimè) è quello di essere contro il razzismo solo quando ci riguarda direttamente, e non quando riguarda altre minoranze. L’insegnamento che dovremmo cogliere dalla storia è che non bisogna mai generalizzare, ma piuttosto valutare la singola persona per come si esprime e per come agisce. A questo proposito mi sento di affermare con tranquillità e sicuro di ciò che segue che buona parte dei migranti arriva nel nostro paese in buona fede, fuggendo da dittature terrificanti e integraliste, nelle quali queste persone sarebbero state, in alcuni casi, incarcerate o giustiziate. È purtroppo una possibilità il fatto che alcuni non aventi effettivo diritto di arrivare in Italia come profughi politici, approfittino delle agevolazioni (ma c’è anche chi lo fa per le agevolazioni destinate ai disabili, non per questo mi sento di dire che vadano abolite).

profughiebreiUn secondo punto da prendere in considerazione è il motivo della loro fuga, che dovrebbe farci riflettere sulle analogie con la nostra storia, per esempio agli ebrei che sono dovuti fuggire durante le persecuzioni della seconda guerra mondiale. Dobbiamo quindi tenere ben presente che i migranti fuggono da tirannie e morte probabile, dovute a una situazione politica a dir poco instabile e problematica. In ogni caso credo sia importante evitare qualunque forma di razzismo nei confronti di chi migra alla ricerca di un futuro migliore per se stesso e per le generazioni a venire.

Due versetti della parashà Kedoshim, che abbiamo letto sabato 14 aprile (6 Iyar 5776) danno un fondamento ebraico ai concetti espressi finora: “E quando un forestiero faccia dimora con voi nel vostro paese, non dovete fargli sopruso. Il forestiero dimorante con voi dev’essere per voi uguale ad un vostro indigeno, ed amerai per lui quel che ami per te; poiché (anche voi) siete stati forestieri nella terra d’Egitto. Sono io, il Signore, Dio vostro”.

In conclusione, credo sia importante affermare che di fronte agli accadimenti degli ultimi anni riguardanti questi flussi migratori provenienti dal mare, come ebrei non possiamo star fermi a guardare, e tantomeno scegliere il razzismo come risposta.

Gad Nacamulli, di Roma, frequenta il liceo scientifico
Gad Nacamulli, di Roma, frequenta il liceo scientifico

Consiglio UGEIConsiglio UGEI19 aprile 2016
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grilloÈ stato già discusso su Hatikwà riguardo alla disinformazione ai danni di Israele, e vorrei cogliere la palla al balzo per parlare del MoVimento 5 Stelle. Sono passati ormai tre anni dalle elezioni del 2013 che videro per la prima volta il partito di Beppe Grillo scuotere la politica italiana conquistando il 25% dei voti. Da ebrei noi tutti abbiamo il dovere di analizzare attentamente qualunque movimento o partito che abbia un considerevole numero di consensi. Mi prendo quindi tutte le responsabilità per i concetti che andrò ad esporre nell’articolo.

È piuttosto interessante notare come nel programma delle elezioni del 2013 dei 5 Stelle non fosse  nemmeno citata la politica estera; perciò mi chiedo, da sostenitore di Israele: che cosa ne penseranno del conflitto israelo-palestinese? Prima delle elezioni non ci era dato saperlo, ma dopo tre anni in cui non sono mancate le dichiarazioni possiamo finalmente definire il MoVimento 5 Stelle come un partito antisionista.

Ma andiamo con ordine, in modo da poter fare un’analisi abbastanza concreta e non priva di fondamento. A occuparsi del conflitto israelo-palestinese per conto dei pentastellati è in primo luogo l’on. Manlio Di Stefano. Il 31 luglio 2013 l’onorevole Di Stefano in un comunicato pubblicato su Facebook fa sapere alla comunità ebraica che il MoVimento non intende assumere una posizione filopalestinese o filoisraeliana.

Manlio Di Stefano
Manlio Di Stefano

In un lungo articolo nel blog di Beppe Grillo, datato luglio 2014, l’onorevole Di Stefano azzarda una lezione storiografica nella quale esibisce il suo antisionismo dando informazioni distorte e una conclusione piuttosto fantasiosa, oltre che lontana dai fatti. Per riassumere, nel racconto cronologico degli eventi più importanti che caratterizzano il conflitto, Di Stefano sembra non avere dubbi riguardo alla colpevolezza di Israele in ogni singolo dettaglio, contraddicendo le sue stesse parole scritte l’anno prima e schierandosi apertamente a favore del terrorismo palestinese. Lo stesso on. Di Stefano ha successivamente appoggiato il movimento BDS tramite un post su Facebook, condividendo un video-propaganda della campagna di boicottaggio nei confronti di Israele, dando la conferma finale (per chi ancora avesse dei dubbi) che il M5S ha preso la sua posizione e che questa è piuttosto sbilanciata.

Lo storpiare i fatti storici per dimostrare false verità è sintomo di una prevenzione che non può che essere malvista da chiunque osservi con occhio critico. La domanda sorge quindi spontanea: per quale motivo il MoVimento ha deciso di procedere così meschinamente dando false informazioni con il tentativo di demolire l’immagine di Israele? Il dubbio che mi pongo è che quell’invisibile linea che divide antisionismo e antisemitismo nel caso del M5S non esista, e che il primo sia solo una maschera per nascondere il secondo.

grilloleviQuesta conclusione che potrà sembrarvi azzardata non è però campata per aria: vi ricordate quando Grillo ebbe il coraggio di storpiare la poesia di Primo Levi per le sue campagne politiche? Alla richiesta di scuse il signor Beppe Grillo ha avuto il coraggio di tirare fuori i famosi complotti della lobby giudaico-massonica, insinuando che dietro a De Benedetti ci sia non si sa bene quale subdolo gruppo di ebrei che cercano di controllare il mondo. Questo ricorrere alla teoria del complotto è alla base dell’antisemitismo, e il fatto che lo stesso Grillo, a capo del movimento, utilizzi determinate argomentazioni, ci deve come minimo far riflettere.

Gad Nacamulli, di Roma, frequenta il liceo scientifico
Gad Nacamulli, di Roma, frequenta il liceo scientifico


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L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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