felice almansi

Consiglio UGEIConsiglio UGEI15 aprile 2018
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“Cassetta della nonna” c’è scritto, piccolo piccolo, sulla targhetta delle minuscole chiavi tubolari. Qui nella cantina della zia, una cantina grande, come quelle delle vecchie case, di casse ce ne sono diverse, ma nessuna è chiusa a chiave, tranne quella su uno scaffale lassù in alto, rettangolare e disadorna, coperta dalla polvere di anni, di decenni forse. La tiro giù con attenzione, per evitare di rovesciarmi addosso un groviglio di ragnatele antiche e di sporco, ed eccola qui. Proviamo le chiavi.

Due morbidi sacchi di tela fine leggermente consunta con appuntati sopra due biglietti scritti a mano con bella grafia femminile matura. Sfilo gli spilli arrugginiti, leggo: “Divisa da ufficiale del mio adorato Felice – felice di correre ai pericoli della guerra”, “Divisa da garibaldino del mio adorato Aldo umanitario”. Sciolgo le cordicelle, apro i pacchetti. Sono uniformi militari. La prima è di Felice Almansi, morto in trincea nel 1917, probabilmente di spagnola. La seconda del fratello Aldo, volontario in Grecia con Ricciotti Garibaldi, caduto nel 1914. Ci sono anche i berretti militari, incartati con giornali che portano la data: anno XIV, dunque 1936. La camicia rossa di Aldo, con la fascia bianca della croce rossa, è avvolta con tutti gli altri indumenti nella bandiera garibaldina. Tranne qualche strappo sugli involucri di tela e i berretti sformati, è tutto in perfette condizioni, certo grazie alla cura con cui la madre dei giovani, Fortuna Formiggini, ha conservato quello che la patria le rendeva, insieme al pallido, davvero pallido onore di essere l’unica donna di tutta Scandiano, tra Reggio Emilia e Modena, ad aver perso entrambi i figli maschi nella Grande guerra. In nome della patria, quella stessa patria che solo pochi anni dopo, con le leggi razziste del 1938, avrebbe tradito in modo irrimediabile chi, ebreo, per essa aveva combattuto. Soltanto cento anni fa: un tempo che sembra lontanissimo, sul punto di svanire e forse anche già svanito altrove ma non qui, in questa cantina.

Giorgio Berruto

Da Moked.it

La lapide in memoria di Felice Almansi nel cimitero ebraico di Scandiano


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L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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