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Consiglio UGEIConsiglio UGEI1 agosto 2012
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E’ giunta proprio in questi giorni all’approvazione in Senato la riforma del Lavoro di cui si discute ormai da mesi. L’articolo 18 e gli esodati, ma soprattutto Elsa Fornero, Ministro del Lavoro con delega alle Pari Opportunità, sono stati al centro dell’attenzione mediatica, e proprio per questo l’Ugei ha voluto fortemente incontrare il ministro più discusso del governo Monti. Tema del dibattito, svoltosi a Milano il 18 giugno nella sede dell’Adei Wizo, il ruolo delle donne nell’odierna società italiana e nel mondo lavorativo in particolare. Nonostante l’art. 37 della nostra Costituzione affermi chiaramente che “la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore”, è questa una tutela accordata solo a parole o lo è anche nei fatti? A che punto del percorso siamo? Quanta la strada fatta e quanta quella ancora da compiersi? Quali i passi in avanti che vengono compiuti con la riforma al voto?

A queste ed altre domande hanno tentato di dare risposta le ospiti del nostro convegno, magistralmente coordinate dalla giornalista Eleonora Voltolina. Prima fra tutte, il Ministro Fornero ha etichettato la “sua” riforma, fortemente voluta dal Governo Tecnico, con due aggettivi: “inclusiva e dinamica”, per un mercato del lavoro che risponda appieno a queste caratteristiche. Oggi il mondo del lavoro tende a privilegiare i lavoratori maschi adulti e a escludere o marginalizzare gli altri, in particolare i giovani e le donne. Questa riforma – ha spiegato Fornero – ha l’obiettivo di dotare il mondo del lavoro di una buona flessibilità, evitando una maggiore licenziabilità.

A confrontarsi sui possibili effetti della riforma erano presenti anche Sara Giudice, rappresentante del movimento Zeropositivo, che ha sostenuto la necessità dell’applicazione di criteri meritocratici per l’accesso al mondo del lavoro, Annalisa Chirico, giornalista di Panorama, critica nei confronti della riforma di cui però ha apprezzato il tentativo di flessibilizzazione del mercato dei lavoro, Dounia Ettaib, rappresentante delle Donne Marocchine in Italia che ha parlato delle difficoltà ancora maggiori che incontrano le donne immigrate in Italia nella ricerca di un’occupazione, e Marina Terragni, che ha illustrato la straordinaria capacità delle donne di prendersi cura dell’altro – sia esso un figlio o uno Stato – ricordando una celebre espressione di Margaret Thatcher: “In politica se vuoi che qualcosa venga detto, chiedi ad un uomo. Se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedi ad una donna”

Le donne non devono certo aspettarsi privilegi per il loro sesso, ma neppure adattarsi al pregiudizio e alla discriminazione. Devono imparare a competere non in quanto donne ma in quanto esseri umani, ed è nostra intenzione continuare a sostenerle in questa avventura.

 Sara Astrologo


Consiglio UGEIConsiglio UGEI1 luglio 2012
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Quest’anno gli eventi targati UGEI non si sono fermati alla tradizionale festa di Purim: in occasione del primo Yom Ha Torah (20 maggio) è stato infatti organizzato uno speciale Shabbaton in quel di Parma, che ha visto la partecipazione di circa quaranta ugeini. Un evento iniziato “col botto” con la visita guidata alla Biblioteca Palatina, che conserva una tra le più complete raccolte di manoscritti ebraici a livello mondiale. Il suo fiore all’occhiello? Un’antica Haggadà del V secolo: da rubare, come sentenziava ironicamente la guida! Ma è entrando nel vivo delle celebrazioni dello Shabbat che s’è potuto respirare appieno la suggestiva atmosfera della Sinagoga: edificio di semplice struttura ma molto accogliente, dove si può davvero a “toccare con mano” la storia di questa piccola ma antica Comunità. Non sono mancati naturalmente i momenti dedicati al turismo, con un appassionante giro per la città guidato da un simpaticissimo studente “israelo-parmigiano”, né la festa del sabato sera, organizzata in uno tra i locali più in del centro storico. Impossibile non tornare a casa dal week-end con qualche riflessione importante. L’unità e il calore respirati a Parma durante lo Shabbaton rappresentano a mio avviso la vera essenza dell’ebraismo italiano: elementi troppe volte mancanti nelle grandi Comunità, spesso minate dai conflitti interni. Le piccole Comunità italiane, insomma, non rappresentano soltanto testimonianze fondamentali della nostra Storia da preservare con cura, ma realtà vive, da cui ciascuno di noi ha qualcosa da imparare.

Simone Foà


Manuel Kanahmanuel12 luglio 2011

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