EUJS

Consiglio UGEIConsiglio UGEI18 giugno 2017
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Da una settimana si è concluso il AJC Global Forum in Washington DC, kermesse americana dell’American Jewish Committee, organizzazione da sempre impegnata nella difesa degli ebrei in tutto il mondo e nella Advocacy per Israele, a cui quest’anno ha preso parte una ampia delegazione di giovani attivisti dell’European Union of Jewish Students (EUJS), fra cui io stesso come consigliere dell’Unione dei Giovani Ebrei d’Italia.

La delegazione, composta da quaranta giovani provenienti da venticinque paesi europei, ha affrontato una due-giorni di confronto e presentazione delle varie realtà ebraiche presenti in ciascun paese e acquisito importanti strumenti per affrontare al meglio il Global Forum, in cui sono stati chiamati a tenere due sessioni di dibattito sulla situazione politica ed ebraica in ciascun paese.

Ciascuna sessione, organizzata in tavole rotonde, ha affrontato diverse tematiche: la realtà ebraica in ciascun paese, l’antisemitismo, la crescita del BDS (Boycott Divestment Sanctions, movimento anti israeliano) nelle università, la rinascita dei movimenti nazionalisti e populisti, la minaccia islamista legata alle migrazioni. Non sono mancati poi gli incontri vis-a-vis con partecipanti al forum, complessivamente oltre 2500, interessati ad approfondire ulteriormente i temi affrontati.

La kermesse ha poi visto un susseguirsi di dibattiti e conferenze che spaziavano dal dibattito interreligioso, fra le quali anche un ifthar, tipica cena islamica al termine della giornata di digiuno durante il mese del Ramadan ospitata dall’ambasciata indonesiana, alla situazione politica in Europa, da Israele alle nuove minacce antisemite.

David Harris, direttore dell’AJC

Di grande impatto sono state inoltre le sessioni plenarie, in cui importanti personaggi hanno ripreso il tema della kermesse “The Power to Act”, riallacciando i fili di discussione delle varie conferenze. Particolare coinvolgimento ha caratterizzato le sessioni di apertura e chiusura che hanno visto, tra gli altri, i discorsi dell’ambasciatore italiano Armando Varricchio, dei ministri e presidenti di Giappone, Cipro, Romania, Austria, i dibattiti fra ospiti del calibro di Tzipi Livni e Bernard-Henri Lévy, e i premi consegnati a persone di particolare levatura morale, come l’imam, il sacerdote e il rabbino di Haifa impegnati in una reciproca assistenza.

Di grande impatto emotivo anche i discorsi di apertura e chiusura tenuti da David Harris, direttore del AJC, che ha ricordato il cinquantesimo anniversario dello scoppio della Guerra dei Sei Giorni, la drammatica espulsione di centinaia di migliaia di ebrei dai paesi musulmani a seguito della guerra del ’67, fra cui la comunità libica che ha trovato accoglienza in Italia, e l’impegno da sempre profuso da parte dell’organizzazione in difesa degli ebrei in tutto il mondo, nella lotta all’antisemitismo e nella promozione di Israele nelle sedi internazionali. Speciale menzione ha poi ricevuto il nostro paese: l’Italia è stata ringraziata per il prezioso supporto all’organizzazione e alle comunità ebraiche. Lunga è la storia che lega infatti l’AJC e il nostro paese, a cominciare dagli anni del dopoguerra in cui l’AJC ha fatto imbarcare centinaia di sopravvissuti ai campi di concentramento e sterminio nazisti attraverso i porti italiani, per poi proseguire verso il nuovo stato di Israele, Sud e Nord America, per poi aiutare negli anni settanta gli ebrei provenienti dai paesi oltre la cortina di ferro a imbarcarsi verso la libertà dai porti nel Lazio, fino all’importante voto contrario dell’Italia in una vergognosa votazione contro Israele all’Unesco, che ha convinto la Germania a fare altrettanto.

L’attenzione e l’affetto riservati al nostro paese sono stati ricambiati con una cena privata presso la residenza dell’ambasciatore italiano, alla quale hanno presenziato anche David Harris, l’ambasciatrice AJC presso l’Italia e la Santa Sede e io stesso. Durante la cena, rispondendo a una mia domanda, l’ambasciatore ha evidenziato il ruolo importante che le comunità ebraiche possono giocare nel contenimento della minaccia islamista e nel contrasto dei movimenti nazionalisti e populisti.

Ho sollevato nuovamente questi due temi nel corso di incontri privati con lo staff di due senatori degli Stati Uniti, nella giornata conclusiva della kermesse, toccando anche il delicato tema dell’accordo internazionale TTIP, nel corso dell’incontro con il team della senatrice del Michigan Stabenow, particolarmente attenta ai temi legati all’agricoltura.

La missione si è poi conclusa con importanti follow-up che si terranno nelle prossime settimane fra le organizzazioni giovanili ebraiche di alcuni paesi europei per pianificare insieme momenti di aggregazione e confronto che vedranno proprio il nostro paese come promotore. Fra i paesi coinvolti compare anche l’organizzazione ebraica studentesca del Regno Unito che ha voluto così rimarcare il proprio sentimento di appartenenza europeista, nonostante l’imminente uscita dalla comunità europea del proprio paese.

Benedetto Sacerdoti


Consiglio UGEIConsiglio UGEI23 novembre 2012
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Chi, come me fino ad un paio di settimane fa, ritiene l’EUJS un’associazione il cui unico scopo è l’organizzazione di weekend all’insegna del divertimento e della ricerca di un partner, si sbaglia di grosso! Dal 30 ottobre al 4 novembre, infatti, si è tenuto a Marrakesh un seminario interreligioso di altissimo livello, al quale ho partecipato insieme ad una decina di giovani ebrei provenienti da tutto il mondo ed un gruppo di ragazzi musulmani, per lo più marocchini.

Il programma del seminario era vario: abbiamo discusso temi scottanti, come le recenti violenze scatenate dal filmato su Maometto, ma abbiamo anche visitato i luoghi di culto di Marrakesh. Nelle sinagoghe e nel cimitero ebraico ci ha fatto da guida Yassar, un ragazzo musulmano del gruppo che da anni si occupa di studi ebraici. Insieme abbiamo anche trascorso lo Shabbat durante il quale alla nostra tavola, tra i piatti tipici degli ebrei marocchini, non poteva mancare una dafina in versione originale!

Gli organizzatori dell’EUJS hanno scelto il Marocco come sede per l’evento, proprio per la sua storia di massima tolleranza nei confronti dei cittadini ebrei. La scelta non poteva essere più azzaccata, infatti sentire le parole degli ebrei di Marrakesh, cosi fortemente attaccati alla loro terra è stato emozionante: “Alcuni ebrei sono partiti per raggiungere i loro figli in Europa o in Israele, ma poi sono tornati perché non riuscivano a costruirsi una nuova routine in quei paesi. Ora siamo noi a prenderci cura di questi anziani”, racconta il presidente della comunità Jacki Kadoch.

Al seminario ho avuto modo di conoscere persone davvero interessanti, come Ghassan, presidente dell’associazione di studenti musulmani “Mimouna”, che si propone di promuovere la conoscenza del patrimonio ebraico marocchino. Da quattro anni ormai, i giovani di questa associazione organizzano il “Jewish Maroccan Day”, attirando un vasto pubblico tra la popolazione marocchina.

L’associazione “Mimouna” presenta l’ebraismo marocchino come modello per una coesistenza di ebrei e musulmani in un paese arabo. In questi giorni difficili per il Medio Oriente, pensare a questo modello non può che essere di conforto e di esempio.

Noemi Disegni


Manuel Kanahmanuel22 settembre 2011
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Come vi avevamo anticipato in queste pagine, questa estate, nel corso della Summer University tenutasi a Salonicco, si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Presidium (un Parlamento) e della presidenza della EUJS.

La delegazione italiana, composta da Amalia Luzzati, Benedetto Sacerdoti, Giuditta Bassous e capitanata dal Presidente Ugei Daniele Massimo Regard ha raggiunto l’obbiettivo di far eleggere Tana Abeni quale rappresentante italiana in seno al Presidium.

Tana ha militato per anni fra le fila dell’Ugei, giungendo a svolgere il ruolo di Vice Presidente, la sua personalità dirompente e le sue qualità organizzative hanno convinto i votanti che l’hanno scelta per ricoprire la carica di Vice-Presidente del Presidium.

Nella stessa occasione è stata eletta Presidente della EUJS Andi Gergely, ungherese laureata in Intercultural Business Administration alla Lauder Business School di Vienna.

Noi abbiamo avuto il piacere di conoscere Andi di persona nel corso degli eventi Ugei, piacere che abbiamo pensato di condividere con voi attraverso un’intervista che trovate integrale sul sito di Hatikwa e di cui di seguito riportiamo alcuni brani.

Quando e come hai iniziato il tuo coinvolgimento nelle organizzazioni ebraiche?

Ho iniziato a 9 anni, i miei genitori mi portarono all’Hashomer Hatzair a Budapest. In Ungheria questa organizzazione si concentra nel rafforzare l’identità ebraica dei ragazzi, da loro la capacità di pensare in modo critico e di essere attivi nelle comunità. Crescendo sono diventata una madrichà e la mia missione è stata di tramettere quei valori alle generazioni future.

Puoi raccontarci le esperienze che ti hanno formato?

Negli ultimi anni sono stata attiva e coinvolta in diversi eventi ebraici internazionali per studenti. Per esempio ho fatto parte del team della WING e ho partecipato all’organizzazione della Muslim Jewish Conference. Quest’ultima riunisce, giovani ebrei e musulmani provenienti da tutto il mondo, lo scopo è che imparino  l’uno dall’altro, ma soprattutto che si crei un dialogo sostenibile tra comunità ebraiche e musulmane. Il mio coinvolgimento mi ha portata a collaborare con l’EUJS a maggio di quest’anno nel corso di un seminario interreligioso in Marocco è stata la prima volta che ho lavorato con l’EUJS, un’esperienza che mi ha insegnato, ispirato, divertito.

Da dove nasce la decisione di candidarti?

La ragione per cui ho deciso di candidarmi alla presidenza non è facile da spiegare e ha diversi motivi. Trovo che questa organizzazione rappresenti un’opportunità per i giovani per scoprire il loro potenziale, che dia ai ragazzi che vi partecipano la possibilità di conoscersi e sviluppare progetti congiunti. Ho personalmente stretto amicizie e fatto importanti esperienze grazie all’EUJS, alcune hanno anche rimesso in discussione alcuni miei punti di vista.

Quali sono le tue idee e speranze per la presidenza?

La mia missione all’EUJS è di creare seminari e conferenze che siano coinvolgenti e che facciano imparare allo stesso tempo, coinvolgendo i partecipanti e ispirandoli a mettere in pratica le loro idee tornati a casa. Inoltre insieme a tutto il consiglio vogliamo rinnovare la connessione tra i gruppi locali e l’EUJS, coinvolgendoli nella organizzazione della attività internazionali. Con me ho 8 incredibili consiglieri ed un direttore esecutivo che si sentono legati a questa organizzazione e sono pronti alla nuova ed eccitante sfida dei prossimi due anni!

Debora Sadun


Manuel Kanahmanuel22 settembre 2011

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Il Congresso si avvicina, fra poco più di un mese ci ritroveremo a Torino, per discutere di mozioni e per votare i nuovi consiglieri. Abbiamo pensato di iniziare ad informarvi fin da ora sugli aspetti tecnici che comporta la partecipazione al Congresso, in modo tale che possiate godere appieno di questa eccezionale esperienza. Il tratto comune che caratterizza le attività Ugei è la possibilità di incontrare nuove persone, di creare legami inaspettati.

Fra questi quello con Andi Gergely, Presidentessa EUJS fresca di nomina, che entrerà in carica da Gennaio. Io e Debora Sadun abbiamo avuto il piacere conoscerla in Marocco, nel corso di un seminario sul dialogo interreligioso e vorremmo presentarvela attraverso l’intervista di questo mese.

Ultima nota dolce è la notizia dell’elezione di Tana Abeni alla Vice Presidenza del Presidium EUJS.

Per descrivere Tana avrei una infinita lista di aggettivi positivi, tanti da sconfinare e invadere l’intero Pagine Ebraiche.

Segnatevi le date dell’11-12-13 Novembre, non ve ne pentirete.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI24 luglio 2011

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Luglio è tempo di pianificare le vacanze. HaTikwa vi offre la possibilità di gettare uno sguardo sul più grande evento estivo ebraico la Summer University e sul rinnovo del consiglio EUJS ma anche di pianificare una domenica insieme ad Ugei ed Efes 2 in quel di Milano. Una bella attività per salutarci prima di partire, chi alla volta di Israele chi in giro per il mondo. La speranza è che ci portiate con voi sotto l’ombrellone o in montagna dove potrete leggere parte dell’intervista ad A.B. Yehoshua pubblicata su questa pagina, troverete la conclusione sul sito del nostro giornale.

Mi permetto di esprimere il grande orgoglio per questa opportunità e la mia gratitudine e stima nei confronti di Benedetto Sacerdoti e di Emily Roubini che hanno raccolto le parole dello scrittore israeliano. Senza lo spirito di iniziativa dei due non avremmo l’intervista.

Questa pagina arriva mentre il consiglio Ugei 2011 si trova a metà del suo mandato. La speranza è quella di avervi fatto divertire, ragionare, discutere e di avervi fatto sollevare. Le opinioni nell’ebraismo italiano, si sa, sono tante e a volte discordi ma il fascino di questo mondo è proprio la sua fluidità, la capacità di trasformare i motivi di scontro in momenti di dialogo. La voglia di partecipare e la necessità di esprimere un’opinione sono i pilastri su cui si fonda l’esperienza all’interno dell’Ugei. Rinnoviamo quindi l’invito a coloro che volessero collaborare con Hatikwa a mandarci i loro spunti, opinioni e suggerimenti. Del resto si tratta di “un giornale aperto al libero confronto delle idee”. Vi aspettiamo da Agosto.



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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