elezioni

Consiglio UGEIConsiglio UGEI14 dicembre 2012
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“Sono tornata per combattere”. Non usa mezzi termini Tzipi Livni per annunciare il suo ritorno in politica dopo la sconfitta alle primarie di Kadima, vinte da Shaul Mofaz (che ora si ritrova un partito che con tutta probabilità non riuscirà a entrare alla Knesset). Tzipi Livni torna, inserendo un’ulteriore variabile a una realtà politica più frammentata che mai a causa delle continue scissioni, ma anche rinnovata grazie alla discesa in campo di nuovi candidati.

Dopo aver rifiutato offerte da ogni parte del centro-sinistra, (da Yair Lapid a Shelly Yachimovitch), la Livni ha deciso di presentarsi con un proprio partito: Hatnuah (“Il Movimento”). Dai manifesti elettorali che imbrattano ormai tutta Israele, si evincono due punti programmatici fondamentali: pace con i Palestinesi e risanamento socio-economico. Durissima è stata infatti la critica della Livni a Netanyahu all’indomani dell’approvazione dello status di stato osservatore alla Palestina da parte dell’Assemblea Generale dell’ONU. Infatti, secondo la Livni, l’unica responsabilità per l’accaduto va attribuita a Netanyahu e al suo governo, colpevoli di umiliare costantemente i Palestinesi e di essersi rifiutati di riprendere negoziazioni dirette e di negare il problema. A questo punto riprendere le trattative porterebbe però più danni che benefici, a causa di un clima internazionale estremamente sfavorevole a Israele, che ora rischia anche di essere portato davanti alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia. Un eventuale governo Livni favorirebbe la creazione di uno Stato palestinese indipendente entro confini molto vicini a quelli del ‘67.

In campo interno Hatnuah, che ha stravolto le previsioni elettorali e che sembra otterrà nove o dieci seggi strappandoli ad Avodà e Yesh Atid, non sembra disposto a concedersi ad alcuna alleanza se alla Livni non verrà data la leadership, reputando che contro Netanyahu solo Tzipi può farcela. Sebbene l’ipotesi di un governo Livni sembri lontana, l’ottenimento di una maggioranza di voti da parte del centro-sinistra non necessariamente comporterebbe la formazione di un governo a causa di un sistema di alleanze necessario complicato (che ricorda molto l’Italia degli Anni Novanta) e che sembra impossibile creare di fronte a una sinistra così divisa. Dalla parte opposta, con la fusione dei rispettivi partiti e del costante appoggio degli ultra-ortodossi di Shas, Netanyahu e Lieberman sembrano più compatti che mai ed in costante crescita nei sondaggi.

In queste condizioni, senza un solido appoggio da sinistra e con la ferma intenzione di opporsi a Netanyahu, Tzipi corre da sola su un partito che è già stato rinominato “il partito dei numeri due” in riferimento a esponenti come Amir Peretz e la stessa Livni che, non essendo riusciti a ottenere la leadership nei rispettivi partiti, hanno deciso di costituire un movimento che non porta idee programmatiche nuove rispetto al resto del centro-sinistra, ma aggiunge solamente un’ulteriore variabile di dispersione in un blocco democratico già frammentato.

 Alessia Di Consiglio


Consiglio UGEIConsiglio UGEI30 novembre 2012
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Con le elezioni sempre più vicine (gli israeliani andranno alle urne il 22 Gennaio prossimo), in Israele si inasprisce la corsa elettorale. Mentre gli ultimi sondaggi dichiarano ‘irrilevante’ Kadima, guadagna posizioni il nuovo partito Yesh Atid (C’é futuro), fondato e guidato dall’ex giornalista Yair Lapid (ci si aspetta che ottenga 15 seggi).

Nato a Tel Aviv nel 1963, sposato e padre di tre figli, Yair Lapid è un personaggio molto conosciuto in Israele, sia in quanto figlio del famoso scrittore, politico e giornalista Yosef “Tommy” Lapid, sia per essere stato il volto dei principali programmi televisivi di attualità israeliani. Oltre alla carriera di giornalista, Lapid ha scritto sette libri e recitato in alcuni film. La sua discesa in campo non sorprende tanto vista la familiarità con la politica. Tommy Lapid è stato uno dei volti più conosciuti del partito Shinui (Cambiamento); un partito di centro-destra liberale, laico e anti-religioso, che ha svolto un ruolo attivo nella politica israeliana dagli Anni Settanta fino al 2006, quando si è frammentato. Nemico giurato degli ultra-ortodossi, attivista per la separazione tra religione e stato in Israele con tutte le conseguenze del caso (matrimoni civili, operatività di tutti i servizi e le imprese durante lo Shabat, rimozione delle leggi sull’importazione di prodotti non-casher, sospensione dei sussidi alle Yeshivot ecc.), Tommy Lapid era un reduce della Shoa ed è scomparso nel 2008.

Chi si aspettava che Yair avrebbe raccolto l’eredità politica del padre è rimasto deluso. Con non poca sorpresa, Lapid ha recentemente dichiarato che il numero due della sua lista elettorale sarà Rav Shai Piron, capo dell’associazione delle yeshivot di Petach Tikva, direttore generale di Hakol Hinuch, il Movimento per l’Avanzamento dell’Educazione in Israele e fondatore dell’organizzazione sionista-religiosa Tzohar. Una mossa di marketing? Forse. Lapid deve togliersi di dosso lo stigma di suo padre per massimizzare i consensi e cosí facendo trasmette inoltre un’immagine di unione tra i gruppi sociali dopo anni di turbolenti scontri. O forse no, visto che il primo punto programmatico di Yesh Atid è far arrivare Israele tra i primi dieci paesi al mondo in materia di istruzione. Nonostante ciò, come suo padre, Lapid è ben determinato a fare in modo che anche gli ultra-ortodossi servano nell’esercito e che lo Stato smetta di elargire sussidi alle yeshivot.

Quello che sembra piacere agli israeliani di Lapid è proprio questo giocare fuori dagli schemi, marginalizzando i temi caldi della sicurezza nazionale e concentrandosi sui veri problemi dello Stato Ebraico, quelli per cui lo scorso anno centinaia di migliaia di manifestanti si sono battuti nelle strade del Paese: riduzione dei divari sociali, educazione, alloggi popolari ecc. Oltre sessanta anni di politica israeliana insegnano però che le reali chances di successo per la carica di Primo Ministro dipendono fondamentalmente da due promesse di cui il popolo israeliano ha bisogno: speranza sí, ma anche sicurezza. Per quanto riguarda la politica estera, anche Yesh Atid, come Kadima e Avodah, punta a rilanciare il negoziato con i Palestinesi, per raggiungere una soluzione con due Stati per due popoli, ma mantenendo israeliani i principali insediamenti ebraici in Cisgiordania. “Israele non deve perdere la sua maggioranza ebraica […] Senza un accordo di pace l’identità ebraica e sionista dello Stato di Israele sono in pericolo” – ha dichiarato Lapid, aggiungendo che il suo partito non si unirà a nessuna coalizione di governo se questa non garantirà la ripresa dei negoziati. Per quanto riguarda l’Iran, secondo l’ex-giornalista, l’opzione militare è ancora sul tavolo, ma deve essere considerata come l’ultima risorsa.

Intanto la rielezione di Obama in America ha ridato speranza al centro-sinistra israeliano, per il quale, nel formare una coalizione, l’apporto di Lapid potrebbe essere fondamentale e fattibile proprio in virtù di una comune visione in politica estera, sia per quanto riguarda la preferenza di una soluzione “Obamiana” del problema iraniano, sia per il rilancio dei negoziati con l’Autorità Palestinese.

Con il tramonto di Kadima e un impegno nella sicurezza e nei problemi socio-economici della società israeliana, Yesh Atid potrebbe essere il nuovo punto di riferimento per i centristi israeliani e un’alternativa ai principali partiti. Appuntamento al 22 Gennaio.

 

Alessia Di Consiglio

 


Manuel Kanahmanuel4 ottobre 2011

2min700

dal 11 al 13 Novembre si terrà a Torino il XVII Congresso Ordinario UGEI. In preparazione a tale evento e per tutti gli interessati a partecipare ai lavori congressuali riportiamo di seguito alcune “istruzioni per l’uso”. Ricordiamo che secondo lo Statuto UGEI al Congresso partecipano con diritto di voto (art. 13) tutti gli iscritti all’UGEI che ne abbiano fatto richiesta al Consiglio Esecutivo o alla Presidenza e che si siano presentati entro la prima giornata dei lavori (venerdì 11 novembre). Chi non avesse mai partecipato ad una attività dell’UGEI, per avere diritto di voto, deve farne richiesta al Consiglio Esecutivo entro quindici giorni dalla data del Congresso (consiglio@ugei.it)

 

Pagamento via bonifico intestato a:

Leone Hassan

Banca: Che Banca

IBAN: IT38B0305801604100570754912

Causale: Congresso Torino (nome e cognome)

 

Prezzi:

– 99 euro per i primi dieci iscritti entro domenica 9 ottobre  (previo invio email di conferma)

– 109 euro per chi paga tra il 10 ottobre e il 23 ottobre

– 129 euro per chi paga tra il 24 ottobre e il 31 ottobre

– 149 euro per chi paga dopo il 1 novembre e in contanti.

 

termine ultimo per disdire la prenotazione senza pagamento di penali: 24 ottobre

il pagamento deve avvenire entro le date stabilite dalle soglie dei prezzi

 

Ci vediamo a Torino!!

info: eventi@ugei.it

 

*ATTENZIONE: L’ISCRIZIONE E’ VINCOLANTE*

Per iscriverti fai click sul seguente link:

Iscrizione XVII Congresso UGEI

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Manuel Kanahmanuel4 ottobre 2011

5min780

Per accedere alle informazioni, fare LOG IN e cliccare successivamente sulla locandina (in fondo alla pagina)

 

Cari Ugeini,

Ques’tanno si terrà a Torino il XVII Congresso Ordinario UGEI. In preparazione a tale evento e per tutti gli interessati a partecipare ai lavori congressuali riportiamo di seguito alcune “istruzioni per l’uso”. Ricordiamo che secondo lo Statuto UGEI al Congresso partecipano con diritto di voto (art. 13) tutti gli iscritti all’UGEI che ne abbiano fatto richiesta al Consiglio Esecutivo o alla Presidenza e che si siano presentati entro la prima giornata dei lavori. Chi non abbiamai partecipato ad una attività dell’UGEI, per avere diritto di voto, deve farne richiesta al Consiglio Esecutivo entro quindici giorni dalla data del Congresso.

Che cos’è il Congresso UGEI?

Il Congresso è l’organo supremo dell’UGEI.

A cosa serve il Congresso UGEI?

Il Congresso Ordinario ha il compito di determinare l’attività UGEI dell’anno successivo pertanto rappresenta l’occasione per ogni iscritto di dare il proprio contributo all’ebraismo giovanile italiano. Nel corso dei lavori congressuali viene inoltre presentata la relazione finale del Presidente UGEI in carica che racchiude un anno di lavoro del Consiglio Esecutivo e di coloro che con esso hanno collaborato; si discute e delibera su ogni questione che il Presidente, il Consiglio Esecutivo e gli aventi diritto al voto richiedano sia esaminata, previa inserzione nell’ordine del giorno; si determina la quota annuale dovuta da ciascun iscritto; si determina il numero dei consiglieri e si elegge il Consiglio Esecutivo ed i Revisori dei Conti; si deliberano modifiche allo Statuto, ad esclusione degli artt.2 e 3, ed alle Norme applicative.

Come si svolge il Congresso UGEI?

In apertura della prima sessione il Consiglio Esecutivo nomina un Presidente pro-tempore che verifica la lista degli aventi diritto al voto.
La Presidenza pro-tempore verifica, quindi, il numero degli aventi diritto al voto presenti per la validità del Congresso e questi votano la Presidenza del Congresso, anche fra gli stessi aventi diritto.
La Presidenza deve mettere ai voti l’O.d.G. immediatamente dopo tenendo in debito conto le proposte che le sono pervenute.
La Presidenza può ammettere alle votazioni gli iscritti che, pur avendone fatta richiesta, non si siano presentati entro la prima giornata dei lavori per motivi gravi ed urgenti. Il congresso si apre con la presenza di almeno venti partecipanti aventi diritto al voto.

Per la validità delle sedute è necessaria la presenza di un terzo degli aventi diritto al voto, con un minimo di undici votanti, perciò è importante che chi si iscrive al Congresso sia poi presente alle sedute così da non compromettere lo svolgimento dei lavori.
Il Congresso può decidere di procedere, nei propri lavori, suddiviso in commissioni; in tal caso queste dovranno riferire al Congresso, riunito in sede plenaria attraverso la stesura di mozioni.
Le mozioni sono presentate per iscritto alla Presidenza dagli aventi diritto al voto, dal Consiglio Esecutivo e dalla stessa Presidenza.
Le mozioni e gli emendamenti vengono letti dal proponente e discussi dal Congresso; al termine della discussione, dopo un intervento favorevole ed uno contrario, si passa alla votazione.
Quando si è in fase di votazione, il voto non può essere interrotto, se non per motivi di ordine riguardanti la procedura del voto stesso.
Infine l’elezione dei membri del Consiglio Esecutivo e dei Revisori dei conti rappresenta solitamente il momento conclusivo del Congresso Ordinario. Anche in questo caso è necessaria la presenza di almeno un terzo degli aventi diritto al voto. Si invitano coloro i quali abbiano intenzione di collaborare con l’UGEI a partecipare attivamente ai lavori congressuali ed eventualmente presentare la propria candidatura al Consiglio Esecutivo 2012.

In conclusione, vi ricordiamo che per iscriversi al XVII* Congresso ordinario Ugei e per avere la possibilità di essere accreditati per le votazioni, visitate il sito www.ugei.it

Grazie

Il consiglio esecutivo UGEI

 

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Consiglio UGEIConsiglio UGEI4 gennaio 2010

1min750

4 Gennaio 2010

Giuseppe Massimo Piperno è il nuovo presidente dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia.

Il consiglio esecutivo dell’UGEI, eletto al congresso riunitosi dal 29  novembre al 1 gennaio a Milano, ha espresso con voto unanime la sua candidatura.

Giuseppe Massimo Piperno , 22 anni, romano, laureato in Economia aziendale all’università Bocconi di Milano, nel precedente consiglio ha ricoperto il ruolo di Responsabile Politico. Rimarrà in carica fino al prossimo primo gennaio 2011.



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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