colosseo

Consiglio UGEIConsiglio UGEI29 giugno 2010

4min680

Cari amici,

è grande la soddisfazione, questa sera, nel vedere così tanta gente unita per una sola causa.

Desidero esprimere un caloroso ringraziamento al Sindaco Alemanno che ha accettato immediatamente la proposta formulata da Unione Giovani Ebrei d’Italia insieme agli amici del Benè Berith Giovani.

E insieme a voi desidero ringraziare tutti i volontari che hanno lavorato giorno e notte per rendere possibile la realizzazione di questo evento.

Un ringraziamento va anche al Presidente della Provincia di Roma Zingaretti, al Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, al Ministro Ronchi, all’Onorevole Cesa, al Presidente della Comunità ebraica Riccardo Pacifici e a tutte le autorità presenti, che ci hanno supportato in questa iniziativa in nome del più elementare dei diritti umani: la libertà.

E’ questa una battaglia che porteremo avanti con tutte le nostre forze finché non avremo raggiunto l’obiettivo di riavere a casa nostro fratello Gilad Shalit.

Preferiamo non soffermarci sugli assenti, sulle solite organizzazioni umanitarie che non sono mai, e per nessun motivo, dalla parte di Israele.

Caro Noam, ora arrivo a te che più di tutti meriti il nostro sostegno, perché l’unica assenza che veramente sentiamo è quella del nostro fratello Gilad che oggi non può ancora vedere quanto è grande l’affetto che Roma prova per lui. Siamo consapevoli che il nostro sforzo non si può fermare qui. Dobbiamo sostenere la tua causa, la nostra causa, con ogni mezzo a disposizione e per questo ci prodigheremo affinché tu possa avere le risorse per continuare la tua opera.

Il motivo per cui noi oggi, giovani ebrei d’Italia, siamo qui a manifestare per Gilad, non risiede solo nel nostro amore incondizionato per Israele, ma perché sostenere la causa di Gilad vuol dire sostenere il percorso verso la pace.

Perché nel sostenere Gilad, confermiamo il senso di giustizia, che è vivo nelle nostre coscienze di ebrei e di italiani, che risiede nella tradizione della cultura ebraica e, allo stesso tempo, nella storia del Risorgimento italiano.

Per queste ragioni, con l’avvicinarsi dei 150 anni dell’Unità d’Italia, chiediamo al Governo Italiano e alle autorità presenti di far sì che nell’ambito delle manifestazioni per celebrare lo storico anniversario, si trovi il modo per ricordare che Gilad, cittadino onorario romano e quindi italiano, è tenuto prigioniero in sprezzo di tutte le norme del diritto internazionale.

Il nostro “connazionale”, il giovane Gilad, è da quasi 1.500 giorni che non vede la luce del sole.

La nostra speranza è che oggi questa manifestazione possa avvicinare la liberazione di Gilad e che lo sforzo congiunto di Roma, Gerusalemme, Torino, Zurigo e Milano possa aiutare a far tornare Gilad a casa dalla sua famiglia. La nostra speranza è che fra un anno non ci si ritrovi qui per richiedere ancora la sua liberazione. Ai clamori dei microfoni, vi assicuriamo, preferiamo il silenzio della pace per il popolo d’Israele.

Il saluto che ora vi pongo è quello che solitamente facciamo nella Pasqua Ebraica, “Beshanna abba

BiYerushaliam”, “L’anno prossimo a Gerusalemme”. Permettetemi un’aggiunta: “Beshanna abba BiYerushaliam im Gilad”, “L’anno prossimo a Gerusalemme con Gilad!”

ROMA 24 GIUGNO 2010

Giuseppe Massimo Piperno

PRESIDENTE UGEI Unione Giovani Ebrei d’Italia


Consiglio UGEIConsiglio UGEI28 giugno 2010

3min550
Piperno e Moscati: tutte le città d’Italia spengano un monumento per Shalit
   
Rivolgiamo un invito a tutte le città d’Italia affinché seguano l’esempio di Roma e Milano spegnendo le luci del loro monumento simbolo il 24 giugno per Shalit -affermano in una nota congiunta Giuseppe Massimo Piperno e Angelo Moscati, rispettivamente Presidente dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia e del Benè Berith Giovani- siamo grati ai Sindaci Alemanno e Moratti che hanno immediatamente accolto la nostra richiesta di spegnere le luci del Colosseo e del Castello Sforzesco per richiedere la liberazione di Gilad Shalit, ormai da quattro anni nelle mani dei terroristi di Hamas. A Roma alle ore 21.30 è prevista una grande manifestazione sotto l’arco di Costantino che vedrà la presenza del Ministro Ronchi, del Sindaco Alemanno, del Presidente della Provincia Zingaretti, dell’on. Cesa, del Presidente della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Pacifici, del Direttore del Il Foglio Giuliano Ferrara e del padre di Gilad, Noam Shalit.
 
Queste le associazioni che hanno aderito:
 
Giovane Italia (PDL) Giovani democratici (PD), Il Foglio, Partito Repubblicano Italiano ,Giovani UDC Roma, Sinistra per Israele, Forum nazionale giovani, Associazione Romana Amici D’Israele, Informazione Corretta, American Jews Committe, Fondazione De Fonseca, Keren Kayemet LeIsrael, Assessorato ai giovani UCEI, Federazione delle Associazioni Italia – Israele, Associazione Medica Ebraica d’Italia, Sohnut Italia – Agenzia ebraica per Israele, Giovani Per il Futuro, Keren Hayesod, Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele, Comunità di Sant’Egidio, Benè Akiva Roma, L.U.I.S.S. Roma, A.N.P.I

 

 


Consiglio UGEIConsiglio UGEI23 giugno 2010

1min490

M.O., Roma spenge il Colosseo per Gilad Shalit

Il 24 giugno alle ore 23.00 (corrispondenti alla mezzanotte israeliana) in occasione dell’anniversario della cattura di Gilad Shalit, le luci del Colosseo si spegneranno in segno di protesta per chiederne la liberazione. Il soldato israeliano, cittadino onorario di Roma è da quattro anni nelle mani di Hamas.
L’appuntamento è previsto per le ore 21.30 all’Anfiteatro Flavio e vedrà gli interventi di rappresentanti di maggioranza e opposizione. Alla cerimonia interverrà oltre al Sindaco di Roma Gianni Alemanno, al Presidente della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Pacifici e ai Presidenti dei due movimenti giovanili, Giuseppe Piperno per l’UGEI e Angelo Moscati per il Benè Berith Giovani, il Ministro per le politiche comunitarie Andrea Ronchi, un rappresentante del PD( ancora da decidere) e l’.On Lorenzo Cesa per l’UDC. Durante la serata interverrà il padre di Gilad, Noam che ringrazierà l’Italia e Roma per il sostegno e la vicinanza, nonché per la richiesta immediata di liberazione.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI23 giugno 2010

1min600

SHALIT, ALEMANNO-PACIFICI: GIOVEDÌ LUCI SPENTE AL COLOSSEO PER CHIEDERE LA LIBERAZIONE

Una serata a sostegno della liberazione di Gilad Shalit a quattro anni dal suo rapimento. L’appuntamento è per giovedì prossimo, 24 giugno, alle ore 21.30 (ingresso dall’ Arco di Costantino).

Alla mezzanotte israeliana (le 23.00 in Italia) le luci del Colosseo verranno spente per chiedere l’immediata liberazione del soldato israeliano prigioniero di Hamas, rapito il 25 giugno 2006 durante una missione di pace in territorio israeliano. Lo comunicano il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici.

La manifestazione, alla quale sarà presente il padre di Gilad, è promossa dai movimenti giovanili Bnei Brit Giovani e UGEI (Unione Giovani Ebrei Italiani).

“All’evento sono invitati tutti i cittadini – commentano Alemanno e Pacifici – L’obiettivo è quello di unire le forze e sensibilizzare l’opinione pubblica per riportare Gilad a casa nonché per rilanciare il processo di pace in Medio Oriente”.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI9 giugno 2010

5min580

 

IL PESCIOLINO SI MANGIERA’ LO SQUALO.

Roma. Colosseo. Una folla di circa 5000 persone sventola le bandiere di Israele al vento, per combattere l’indifferenza, per onorare la vita, per ricordare il valore dei diritti internazionali, per rompere il muro del silenzio, per far tornare Gilad Shalit, finalmente, libero. Il ventenne cittadino onorario di Roma, è rinchiuso da1460 giorni, tra quattro mura di una cantina di Hamas, è isolato dal mondo, senza aver fatto niente e quattro anni sono davvero troppi, lo sono per lui e per i genitori, che ricordano il giovane figlio, come un soldato di leva, visto per l’ultima volta, in un giorno di visita alla base militare in cui tra abbracci, sorrisi e risate, erano anche riusciti a scattare qualche foto ricordo. Quel ragazzo aveva un futuro davanti, finchè non gli è stata strappata la libertà. Ora invece, c’è Noam Shalit a parlare per lui, un uomo che dal 2006 non ha fatto altro che avere incubi e soffrire per la scomparsa del figlio. E come un padre soffre per un figlio, un popolo soffre per un fratello, e una nazione soffre per un soldato. A soli nove anni, Gilad, scriveva la fiaba di uno squalo e un pesciolino, che abattono le diversità e imparano a giocare insieme, senza sapere che una volta trovatosi nei panni del piccolo e indifeso pesciolino, gli squali non avrebbero avuto la minima intenzione di giocare con lui. Bisogna perciò reagire a tanta crudeltà, Israele non resta inerme, è pronta a lasciare mille terroristi per un soldato che non ha fatto niente, perchè questo è il modo in cui questa nazione intende la vita. Dunque, la gente si raccoglie attorno allo spegnimento dell’emblema della capitale, in ricordo di un innocente, per invocare il suo ritorno, mentre il padre è davanti alla folla ed è retto, fiero e presente nonostante il dolore. Lo sono anche il sindaco di Roma Alemanno, il presidente della regione Lazio Polverini, il presidente della provincia di Roma Zingaretti, il ministro delle politiche comunitarie Ronchi, il presidente della comunità ebraica Pacifici, il rabbino capo Di Segni, il giornalista Giuliano Ferrara; ma sopratutto i giovani della comunità ebraica, raccolti dalle associazioni Unione Giovani Ebrei d’Italia e Bene Berit giovani, che hanno organizzato la manifestazione. Tutti loro insieme, le loro forze sommate, fanno molto più dei numerosi “pacifinti”, come Amnesty International o Emergency, i quali hanno rifiutato di contribuire con aiuti umanitari e hanno negato ad un padre la possibilità di far arrivare una lettera di rassicurazione al figlio. Eppure Israele non sarà mai sola, Gilad non lo sarà mai, perché se anche quelle pareti che lo rinchiudono rendono il suo urlo muto, esso rieccheggia fino a noi, ed è grido che dice: “Ridatemi la libertà”, è un appello che prende forma grazie a queste iniziative, grazie alla foto del ragazzo in campidoglio che tiene lontano gli ipocriti e i pacifisti a senso unico. Ma se non si ama la verità e la giustizia, se non si ha il rispetto degli altri popoli, non si ha il diritto di parlare di pace, mentre essa dovrebbe assillare costantemente le nostre coscenze, smuovere gli animi, perché se Israele è minacciata, lo è tutto l’occidente e allo stesso modo, il mondo intero.

Micol Debash

24 giugno ore 21.30, Colosseo, Roma. Il monumento più importante della Capitale ha spento le sue luci in segno di protesta per chiedere la liberazione del soldato israeliano Gilad Shalit. L’evento è stato promosso dall’Unione Giovani Ebrei d’Italia e dal Benè Berith Giovani che non possono dimenticare la sorte del loro fratello, ormai da quattro anni nelle mani dei terroristi di hamas

Altre città hanno sposato l’iniziativa promossa dall’Ugei: Milano ha spento il Castello Sforzesco, Torino la propria Mole Antonelliana, Gerusalemme la Cinta Muraria, Varese, e alcune Cattedrali Svizzere.

Discorso Giuseppe Massimo Piperno, Presidente UGEI

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L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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