Should I Stay or Should I Go? Bruxelles

Capitale del Belgio e delle austere istituzioni europee. Patatine fritte, birra e cioccolata gli orgogli nazionali. Una minuscola statua, il Manneken Pis, il monumento simbolo della città. Insomma, non si può certo dire che Bruxelles sia un posto di cui ci si innamori a prima vista. Non troverete le atmosfere romantiche parigine o i ritmi underground di Londra, ciò nonostante gli spiriti più coraggiosi sapranno ignorare il tempaccio (la consultazione del meteo è vivamente sconsigliata) e il brusio dei luoghi comuni, per conoscere una città che dentro di sé ne contiene molte altre.

D’altronde adottare un basso profilo e moderare le aspettative è il metodo infallibile per lasciarsi meravigliare da questa città. Sorprese riservate solo a chi la città decide di viverla, sia ben chiaro, accettandone i ritmi un po’ distanti da quelli del nostro bel paese. Armatevi dunque di santa pazienza e lasciatevi cullare dalla calma belga! In fondo se una romana DOC ha cominciato ad usare la bicicletta in città dopo anni di maniacale amore per il proprio scooter, chiunque altro può farcela.

Ed è così che ci si ritrova a gustare un’ insospettata cultura musicale, fatta di gruppi emergenti e maratone di musica jazz in giro per i quartieri della città, il tutto accompagnato dalla famosa birra belga, di cui bisogna riconoscere la qualità e il prezzo a buon mercato.

Passeggiando per la piazza Saint Boniface ci si può imbattere in una graziosa bottega di abiti fai da te, dov’ è possibile noleggiare una postazione fornita di stoffe e macchina da cucire vecchio stile, per creare il proprio pezzo esclusivo ed inimitabile. Occhio all’agenda e non vi sfuggirà la possibilità di visitare le serre reali di Laeken, un giardino magnifico e surreale aperto ai visitatori solo pochi giorni l’anno. Se è arrivato il momento per un po’ di relax, un salto nella libreria francofona Filigranes è d’obbligo e alla lettura, potrete unire anche un caffè ed una fetta di torta.

Alla vita belga si alterna un via vai di studenti Erasmus, stagisti, giovani laureati e talentuosi professionisti che approdano qui ogni anno richiamati dal mercato del lavoro europeo. Le frustrazioni legate alla penosa ricerca di un lavoro nel proprio Paese di origine si dimenticano in fretta nell’energico tran-tran degli expat (così ci chiamano!).

L’aperitivo a Place du Luxembourg ai piedi del Parlamento Europeo il giovedì sera è un must al quale è difficile sottrarsi, così come lo spritz il mercoledì sera nel quartiere di Chatelain un richiamo irresistibile. Sono migliaia i giovani stranieri che affollano la città, entusiasti della loro esperienza internazionale ma pur sempre con un pizzico di nostalgia di casa.

Sarà forse questa nostalgia che ha fatto di Bruxelles una città-fiera di culture, religioni e tradizioni locali da tutto il mondo.

La vita ebraica non è da meno. Quando il venerdì sera la voglia di shabbat in famiglia ci getta un po’ nello sconforto basta scegliere tra le molteplici opportunità. Bruxelles perderebbe la sua allure se non vi fossero rappresentate anche tutte le sfumature di ebraismo. Ortodossi, chabad, reformer, laici, il mercato non potrebbe essere più vasto. Basta sapersi guardare intorno e sembrerà di sentirsi a un passo da casa.

 Melissa Sonnino


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