Quando Cenerentola era ariana

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‘C’era una volta ‘ ….. quante volte da piccoli , già sotto alle coperte, con le luci spente, ci siamo addormentati con la mamma o il papà che con grande amore e altrettanta pazienza ci raccontavano una storia? Biancaneve, Cenerentola, la Bella e la Bestia, il Gatto Mammone e tante altre ancora spesso anche inventante con grande creatività da un genitore impaziente di poter finalmente andare a riposare, dopo aver avuto la certezza che il figlio o i figli (nel nostro caso eravamo quattro) si fossero addormentati.

Con le storie si è sempre cercato di trasmettere un messaggio e non c’è bisogno di ricordare i tanto studiati Esopo o Fedro. Basterebbe, infatti, pensare ai fratelli Grimm (vissero fra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento e la loro raccolta di fiabe è una delle più celebri al mondo).
Proprio alle storie dei fratelli Grimm pensò la propaganda nazista per trasmettere i messaggi patriottici e antisemiti ai più giovani futuri membri del Terzo Reich.  Fra le tante storie raccolte dai due fratelli tedeschi cento anni prima, ce ne è una che riporta tutte le caratteristiche negative riprese dal nazismo per dipingere l’ebreo doc: ‘L’ebreo nello spineto’.

La storia è molto particolare e l’ebreo coprotagonista è rappresentato come un uomo avido, privo di scrupoli, pronto a far morire il servo pur di dimostrare la sua colpevolezza e per riavere indietro il denaro che inizialmente gli aveva regalato. Leggendo questa storia ho pensato che fra le storie riprese dalla propaganda nazista certamente sarebbe rientrata questa. Le storie prese come modello erano invece altre. Più famose. Storie che tutti noi conosciamo.

Nel film tedesco anni trenta di Cappuccetto Rosso, la  bambina veste una mantella con il simbolo della svastica nazista ed è salvata dal lupo da un uomo che veste la divisa delle SS in cui si sarebbe dovuto riconoscere il Führer, Adolf Hitler. Secondo altri invece il lupo avrebbe rappresentare l’ebreo malvagio e Cappuccetto Rosso il popolo tedesco che soffre a causa della cattiveria degli ebrei.

Oltre a Cappuccetto Rosso anche la storia di Cenerentola è stata stravolta. Il Principe Azzurro avrebbe scelto Cenerentola grazie alla sua purezza ariana a dispetto di quella delle sorellastre (forse ebree?).  La propaganda nazista non ha dimenticato neanche una delle principesse più famose fra le bambine delle ultime generazioni, Biancaneve. Nella versione nazista della fiaba, il padre di Biancaneve sarebbe stato a capo di un’armata che si sarebbe dovuta dirigere verso Est (per simboleggiare  l’invasione tedesca della Polonia).

Goebbels stesso avrebbe consigliato per una propaganda più efficace l’uso di storie conosciute a tutti. Storie appartenenti alla tradizione folkloristica tedesca. L’idea era che i bambini attraverso i messaggi trasmessi dalla propaganda avrebbero compreso un concetto molto più rapidamente di qualsiasi adulto.

Oltre alle storie dei fratelli Grimm non mancarono comunque storie create intenzionalmente per trasmettere precisi messaggi antisemiti. ‘Der Giftpilz’ (Il fungo velenoso), un libro di storie per bambini. In una storia c’è un ebreo con cattive intenzioni che cerca di portare due bambini nella sua casa regalandogli dolci (questi si salvano grazie al bimbo che chiama la polizia). In un’altra storia si spiega come riconoscere un ebreo grazie al loro naso curvo che ricorda il numero sei o grazie ai piedi piatti, agli occhi e ad altre curiose caratteristiche.  ‘I soldi sono il Dio degli ebrei’ è solo un’altra delle tante storie della raccolta spesso lette anche nelle classi elementari durante il regime nazista.

L’efficacia del metodo di trasmettere un messaggio in questo caso politico e razzista ad un bambino attraverso i racconti, fiabe e oggi anche con i cartoni animati è ancora ritenuta valida se nei programmi  trasmessi ad esempio da Al-Aqsa Tv (la stazione televisiva ufficiale di Hamas)  oltre a topolino antisemita compare un uomo mascherato da ape gigante che chiede ad una bambina cosa farebbe ad un ebreo. La risposta della bambina  ‘lo ucciderei ma non ci sono ebrei qui intorno’ attesta senza dubbio la validità del metodo.

Forse non sarebbe meglio attenersi alle versioni tradizionali delle fiabe e far crescere i bambini ignari dalle cattiverie politiche che permeano la vita degli adulti? In fondo le versioni originali di Cenerentola  o di Cappuccetto Rosso non erano male.

Sarah Tagliacozzo

 

Fonti:

Jesse Greenspan, The dark side of the Grimm Fairy Tales, History in the Headlines 2013

Ernst Hiemer, Der Giftpilz (Nuremberg, Stürmerverlag, 1938)

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