Nel vasto mondo: giovani ebrei israeliani e americani sempre più diversi

Riprendiamo l’interessante articolo di Sergio Della Pergola su tendenze che interessano la popolazione giovanile nelle due comunità ebraiche più numerose: Israele e Stati Uniti. I dati sono ricavati dalle recenti indagini dell’Istituto Pew.

I giovani nati negli anni ’80 e ’90 che hanno varcato la soglia del 20° secolo durante la loro infanzia sono chiamati in gergo sociologico i Millennials – i Millenari. Questi giovani adulti, oggi venti-trentenni, sono al centro di molte ricerche sui valori sociali, sulle idee politiche e sull’identità religiosa. Per quanto riguarda i giovani adulti ebrei, è interessante effettuare dei confronti sulla base dei dati forniti dalle recenti indagini dell’Istituto Pew nelle due principali comunità ebraiche: Israele e gli Stati Uniti.

Va notato innanzitutto che le esperienze di vita sono alquanto diverse in quanto in Israele esiste il servizio militare e a 30 anni la maggioranza lavorano e sono già sposati con figli, mentre in America e negli altri paesi occidentali i giovani studiano magari più a lungo, fanno maggiore fatica a trovare impiego, si sposano molto più tardi e hanno meno figli. Col passare del tempo, e confrontando i più anziani con i più giovani, in seguito all’incessante aumento nei matrimoni interreligiosi, negli Stati Uniti si nota un crescente divario fra il numero dei giovani con una chiara identità ebraica e quello dei discendenti da famiglie di origine ebraica ma oggi con un’identità composita o non ebraica. In Israele il fenomeno è ancora abbastanza marginale. Negli Stati Uniti il maggiore o minore senso di appartenenza ebraica si manifesta attraverso nette differenze che coinvolgono molti indicatori di tipo religioso, culturale o sociale (come per esempio il numero di amici o vicini ebrei che una persona ha). Ma gli uni e gli altri aderiscono in misura piuttosto simile ai valori etici e civili predominanti nella società americana.

In entrambi i paesi si nota tra i più giovani un aumento della proporzione di maggiormente religiosi che in buona parte riflette la più alta natalità degli anni precedenti negli ambienti delle rispettive famiglie di origine. Il livello di osservanza religiosa è comunque molto maggiore in Israele che negli USA. Negli Stati Uniti, d’altra parte, l’adesione alla religione ebraica avviene in gran parte attraverso le denominazioni conservativa e riformata che in Israele sono presenti in misura estremamente marginale. Anche l’identificazione con l’ebraismo in quanto popolo, dunque in un senso più generale e secolare, appare in aumento fra i giovani in entrambi i paesi. In Israele è in corso una crescente adesione a posizioni nazionaliste che non emerge negli Stati Uniti dove invece è maggiore l’attenzione alle questioni etiche e civili in senso liberale progressista.

In connessione con ciò si sta quindi sviluppando un crescente distacco e allontanamento fra le identità politiche dei giovani ebrei nei due paesi. Ciò è particolarmente visibile per quanto riguarda le opinioni espresse sul conflitto arabo-israeliano. Gli israeliani sono sempre più convinti delle ragioni di Israele, gli americani sempre meno. Questi risultati offrono spunti interessanti e anche qualche preoccupazione per chi voglia cercare di sviluppare un dialogo costruttivo fra le diverse componenti del mondo ebraico a più lungo termine.

Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme

(da Moked.it)


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