Maggiorenne con stile

Il diciottesimo Congresso ordinario dell’Ugei, nell’eterna bellezza di Firenze, si è concluso. I diciott’anni sono sempre stati importanti, anche nella vita di chi in maniera masochista non festeggia i compleanni. Come da tradizione i diciotto si celebrano in bilico tra divertimento e riflessione, abiti da indossare e discussioni. Si cresce, ma non per questo si rinuncia a un po’ di sano divertimento e di gioia ridanciana.

Questa atmosfera ha raccolto 150 giovani italiani accorsi dalle varie comunità, chi spensierato, chi traumatizzato da ansia da campeggio (ogni riferimento alla sottoscritta è puramente casuale). Chi si aspettava lo ‘sfascio’ adolescenziale e chi non vedeva l’ora di alzare la mano per votare mozioni e sentirsi almeno per un week-end la classe dirigente del futuro. Ad aprire i lavori il sindaco Renzi, il quale ha sicuramente racimolato un cospicuo gruppo di renziane tra le ragazze, un po’ per la presenza (“Dal vivo è più carino, mica ha i nei!”), un po’ per il fascino da homo novus, lasciando però qualche perplessità nei tassisti fiorentini che ci hanno scarrozzati.

Tra canti, balli da baccanti e convivialità, lo Shabbath ha lasciato posto al Galà, preceduto, come ogni festa di diciott’anni che si rispetti, da momenti di panico sublime: “I miei capelli mi fanno sembrare un cocker”, “Basta ci vado in pigiama”, “Le scarpe di ricambio le metto nella busta della spesa”, “Il pullman parte e indosso ancora le pantofole con il pelo”. Così anche i più militanti si sono imbellettati per momenti di socialità dal medio tasso alcolico. Attimi di aggregazione sono fioccati, con l’apice massimo durante l’omaggio reso a Pupo. Su di noi: salutiamo quel briciolo di dignità rimasta almeno per stasera. Gli antropologi se la riderebbero a fare una ricerca etnografica SU DI NOI.

Ma… rullo di tamburi: i tempi sono maturi, la votazione per il consiglio deve essere fatta. Allora pur assonnati e con i piedi doloranti ci si prepara a una domenica di passioni. La sala si riempie, aggeggi elettronici alla mano, molti in prima linea e tensione da votazione. Obama o Romney? Primarie? Qui i giovani ebrei italiani si danno da fare e devo ammettere che, lungi da facili ironie, un gran numero di persone perora le proprie cause con un furor antico e lodevole. Tra spogli, ballottaggi, treni che partono, il Presidente del Congresso Shemuel Lampronti coaudiuvato da Debora Sadun e Marta Olifson controlla in maniera certosina i procedimenti. Si arriva ai nove nomi. Una scheda annullata, il ‘Billy ti amo’ di qualcuno è stato severamente punito dalla professionale Francesca Matalon a capo degli scrutinatori.

Ora non serve che passare in rassegna il Consiglio del 2013. Tra le vecchie leve: Alessandra Ortona, studentessa di Milano, anima di un incontro con il ministro Fornero con una trafila di sostenitori che si sono fatti sentire durante il week-end. Raffaele Naim, classe ’92 di Roma, che ha portato a casa molti successi con iniziative nella capitale. Gady Piazza, studente in crisi di Milano, provocatore divertito e madrich di successo (anche amico insostituibile, wow ho amici nei piani alti!). Sara Astrologo studentessa di giurisprudenza, animo infaticabile ed effervescenza naturale. Moshe Polacco, il grande vincitore incoronato con 52 voti, dallo spiccato spirito organizzativo e loquela ammirevole. Torna a gran voce Benedetto Sacerdoti, studente e lavoratore attivo, ugeino DOC ed economo nuovo di zecca. Susanna Calimani, veneziana cosmopolita che fin dalle mozioni delle commissioni dimostra spirito critico e idee lucide e chiare viene votata senza alcuna titubanza. Per finire, due nuove voci sono pronte a levarsi: coetanee rispettivamente di Milano e Roma, Fiammetta Rimini, giovane studentessa di biotecnologie e di chiara fama (“Fiamma riesce ad essere amica di tutti” dice una insider) e Giorgia Campagnano, da sempre attiva nel gruppo giovanile Bené Akiva, canterina e poliglotta.

Il Congresso finisce con un nuovo inizio. Il Presidente uscente Daniele Regard saluta con una lacrima di commozione i suoi numerosi supporters, come l’immagine della consegna della fascia da parte della vecchia Miss Italia. Buon compleanno Ugei e ricordati della canzone del buon vecchio Jovanotti: “Sei maggiorenne oggi eh e che cosa è cambiato? Che puoi firmare le giustificazioni quando avrai bigiato /ma nella scuola quella senza i libri non ti serve a niente/ perché da oggi devi stare attenta a tutta questa gente/ che ti riempie la testa di cose/ di facce e di miti/ che non potrai veramente sapere a che cosa sono serviti “.

Rachel Silvera


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