L’Ugei in piazza con la Brigata

25aprileSu una cosa non si può che essere d’accordo: era importante esserci per celebrare il 25 aprile. Bisognava esserci tutti, ognuno col proprio cappello, con la propria diversità, ma uniti dallo stesso intento. Purtroppo però c’è qualcuno che a Milano, ieri (e negli anni passati), era appositamente in piazza per altri motivi. I soliti gruppi di violenti dei movimenti per la Palestina, pronti a far partire insulti antisionisti al passaggio della Brigata Ebraica, tralasciando completamente il senso di ciò che si stava celebrando. Da qui la necessità, anche da parte dell’UGEI di dover prendere una posizione, quella di sfilare con lo striscione “con la Brigata ebraica, contro ogni fascismo”. Lo abbiamo fatto convinti del pieno sostegno e della tutela di tutte le forze dell’ordine, ma sicuramente in un clima che non è quello che ci si vorrebbe attendere in una giornata del genere. Voleva essere una festa, e in parte lo è stata, ma la ferita resta, anche se è alleviata dai molti applausi che hanno accompagnato il passaggio della Brigata stessa, del nostro striscione e di quelli delle altre sigle che accompagnavano la Brigata.

Ci ritroviamo ancora nella festa di Pesach, ma già in quel periodo, l’omer, che lega idealmente la festa dell’uscita dall’Egitto con Shavuot, la festa che celebra la concessione delle tavole del patto. Durante l’omer quindi possiamo osservare l’evoluzione di Am Israel, che da schiavo in terra d’Egitto si ritrova popolo libero con le proprie leggi. Non possiamo fare altro che pensare che finirà questo periodo in cui siamo costretti a subire la logica imposta da quei facinorosi di Milano, che ci vogliono portare sul campo della sfida sionista/antisionista, e che un giorno potremo essere ebrei liberi di festeggiare il nostro 25 aprile in serenità, per ricordare e celebrare tutti coloro i quali si sono sacrificati per renderci italiani democratici.

Filippo Tedeschi, torinese, è vicepresidente Ugei

Filippo Tedeschi, torinese, è vicepresidente Ugei


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