Libri che… “Ragazze mancine”

 Ragazze MancineLibri che…

 

Quando penso a tutti i libri che mi restano da leggere, ho la certezza d’essere ancora felice” Pierre-Jules Renard.

 libri che… ci sono piaciuti e speriamo piaceranno anche a voi

libri che… vi faranno dimenticare dell’orologio e di tutte le cose che avete da fare

libri che… vi faranno passare in fretta un viaggio in treno o un’attesa dell’autobus

libri che… avreste voglia di rileggere mille volte

libri che… vi faranno ridere da diventare tutti rossi

libri che… kleenex alla mano, perchè vi trascineranno in una valle di lacrime

libri che… non riuscirete ad andare a dormire fin quando non li avrete finiti

libri che… lo deciderete voi, dopo averli letti.

Questa è una rubrica che tentativamente vi farà dimenticare dei vostri smartphone per cinque minuti. Chiudete Facebook e Twitter. Mettetevi comodi e ascoltate i nostri consigli di lettura. Se vi verrà voglia, correte in libreria a comprare il libro che vi abbiamo consigliato. Se siete fortunati, lo trovate nella biblioteca della vostra città. E, se vi sarà piaciuto, imprestatelo a chi volete bene.

Attenzione: questa è una pratica che potrebbe portare giovamento quotidiano alle vostre menti e ai vostri cuori.

Ragazze Mancine

 Non credo sia tecnica giornalistica diffusa e condivisa ma sento di dover iniziare questo articolo con un “uffa”.

Ebbene sì, questo ho pensato dopo aver letto le 288 pagine del libro di Stefania Bertola. Sì, perché “Ragazze Mancine” è uno di quei libri che ti scoccia finire. Ti scoccia leggerne le ultime righe, chiuderlo e ritornare alla dura realtà. Ti scoccia sapere che prima di leggere altre pagine così incredibilmente surreali e divertenti, dovrai (ahimè, ahinoi) aspettare molto tempo o eventualmente metterti a frugare negli scaffali di tutte le librerie della tua città.

La verità è che vorrei non aver mai letto “Ragazza mancine” per assaporare di nuovo quelle risate che vengono dalla pancia fino a fare scendere anche le lacrime.

Sarà che sono una ragazza anch’io, sarà che Stefania Bertola è torinese come me e sarà che la Torino che fa da sfondo a tutti i suoi libri è così reale ma, insomma ormai l’avrete ben capito, questo libro mi è piaciuto da impazzire.

E’ la storia della sfortunata anzi no, lo dico alla piemontese, della sfigatissima Adele, madama torinese tanto snob quanto inetta che viene abbandonata dal marito con un post-it. E, se il marito l’ha lasciata, non così i debiti di lui, che la costringono ad abbandonare il suo conto in banca e tutti i suoi averi. Da un giorno all’altro dunque, la nostra eroina, che di eroico ha ben poco, lascia la sua magione, i suoi profumi alla calendula e le sue lezioni di yoga, per cercare un mestiere o una qualsiasi maniera di non finire per strada.

E proprio un’autostrada imbocca, alla ricerca di un canile, dove lasciare il cane bielorusso dell’amante del marito, unico bene che il consorte è riuscito a lasciarle.

La linearità della storia è ben presto sconvolta dall’arrivo di Eva e da sua figlia che ha il nome del personaggio di una soap opera. Adele ed Eva in comune non hanno niente, a parte appunto essere mancine. Sono però entrambe due donne in fuga: Adele, da una vita di sfarzi e niente sforzi; Eva, da una donna che vuole riprendersi il medaglione che lei ha al collo.

Con questo espediente che ha le tinte del romanzo giallo, la Bertola dà il via alla danza letteraria.

Così nella città della Mole e del bicerìn, si sviluppa e avviluppa un’intricata trama e una chilometrica galleria di personaggi che compaiono tra le righe e conosciamo pian piano, tra un capitolo e l’altro, tra un imprevisto e l’altro. Dal rubacuori Manuel, al romantico ma un po’ inesperto Cristiano, i quali daranno vita a flirt e innamoramenti.

Consigli pratici.

Autrice: Stefania Bertola

Pagine: 288.

Prezzo: 18,50 euro.

Casa Editrice: Einaudi.

E’ indubbiamente un libro da ragazze, da donne, insomma da persona di genere femminile la cui età spazia dai 14 ai 99 anni; è un libro che provoca dipendenza e buon umore immediato, a tratti può causare dolori addominali dati dall’eccessivo riso.

E’ un libro che passerà di mano in mano, da voi alle vostre amiche, alle amiche delle vostre amiche: avrete voglia di farlo leggere a tutti.

E’ un libro “che accende l’allegria e non la spegni più”.

Rebecca Pakin


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