Lezioni (inattese) in quel di Parma

Quest’anno gli eventi targati UGEI non si sono fermati alla tradizionale festa di Purim: in occasione del primo Yom Ha Torah (20 maggio) è stato infatti organizzato uno speciale Shabbaton in quel di Parma, che ha visto la partecipazione di circa quaranta ugeini. Un evento iniziato “col botto” con la visita guidata alla Biblioteca Palatina, che conserva una tra le più complete raccolte di manoscritti ebraici a livello mondiale. Il suo fiore all’occhiello? Un’antica Haggadà del V secolo: da rubare, come sentenziava ironicamente la guida! Ma è entrando nel vivo delle celebrazioni dello Shabbat che s’è potuto respirare appieno la suggestiva atmosfera della Sinagoga: edificio di semplice struttura ma molto accogliente, dove si può davvero a “toccare con mano” la storia di questa piccola ma antica Comunità. Non sono mancati naturalmente i momenti dedicati al turismo, con un appassionante giro per la città guidato da un simpaticissimo studente “israelo-parmigiano”, né la festa del sabato sera, organizzata in uno tra i locali più in del centro storico. Impossibile non tornare a casa dal week-end con qualche riflessione importante. L’unità e il calore respirati a Parma durante lo Shabbaton rappresentano a mio avviso la vera essenza dell’ebraismo italiano: elementi troppe volte mancanti nelle grandi Comunità, spesso minate dai conflitti interni. Le piccole Comunità italiane, insomma, non rappresentano soltanto testimonianze fondamentali della nostra Storia da preservare con cura, ma realtà vive, da cui ciascuno di noi ha qualcosa da imparare.

Simone Foà


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