Leggere “Con lo sguardo alla luna” (2) – crocevia di percorsi

Roberto Della Rocca - Con lo sguardo alla luna - Giuntina 2015

Roberto Della Rocca – Con lo sguardo alla luna – Giuntina 2015

Un crocevia di percorsi che si stendono verso molteplici direzioni: questo è “Con lo sguardo alla luna”, il recente libro di rav Roberto della Rocca pubblicato da Giuntina. Quella ebraica è una civiltà lunare, lontana dagli splendori solari di molte altre esperienze che oggi, tramontate ormai da secoli e millenni, trovano spazio nei musei. Perché la civiltà ebraica si sviluppa nel deserto, dalla mancanza, dall’incompletezza, dal negativo che la relazione con l’altro, l’infinito, irriducibile Altro apre.

Quella ebraica prenderà allora le forme di una pratica viva, quotidiana, lontana dall’archeologia, dal monumentalismo museale, dall’immobilità e completezza dell’idolo. Per questo, scrive rav della Rocca, Mosè che rompe le tavole ai piedi del monte Sinai è simbolo di lotta all’idolatria: quelle stesse tavole che, se trasformate in immobile oggetto di adorazione, avrebbero costituito un idolo più forte di un vitello d’oro fuso, una nuova discesa verso le tenebre dell’Egitto.

Disegnodi Stefano Levi Della Torre

Disegno di Stefano Levi Della Torre

Rifuggire la fissità significa anche vivere nel tempo, in quel santuario invisibile perfezionato dalla tradizione rabbinica dopo la distruzione del tempio fisico di Gerusalemme e al cui interno si struttura la pratica quotidiana. Anche in questo caso l’astro notturno ha una parte decisiva nella scansione dei mesi e, insieme al ciclo settimanale, imprime un moto ricorsivo e ascendente in cui trova sviluppo l’intera vita ebraica.

Si scindono in queste e in molte altre direzioni le riflessioni di rav della Rocca, significativamente organizzate in tre sezioni sul significato del tempo, il valore della parola e l’universo dell’etica. Una pluralità di vie che si intrecciano sotto la luce bianca e soffusa della luna.

Su “Con lo sguardo alla luna” anche Michael Sierra ha scritto una breve recensione.

Giorgio Berruto, responsabile di Hatikwà, l'organo dell'Ugei. Vive e lavora a Torino

Giorgio Berruto, responsabile di Hatikwà, l’organo dell’Ugei. Vive e lavora a Torino


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