Le nuove frontiere della guerra

Dopo l’attacco terroristico alle Torri Gemelle avvenuto l’undici settembre del 2001, molte cose sono cambiate: il concetto di sicurezza assieme a quello di guerra hanno subito delle profonde trasformazioni.

La sicurezza di uno Stato si basava sul presupposto che fintantoché fosse riuscito a mantenere integre le sue frontiere e a respingere gli attacchi provenienti dall’esterno dagli Stati confinanti esso sarebbe riuscito a mantenere il controllo della situazione.

Oggi gli attacchi non vengono più perpetrati da stati bensì da singole persone o gruppi che godono dell’appoggio più o meno palese di alcuni Stati.

I conflitti odierni si sviluppano in nuovi scenari come quelli del cyberspazio.

I siti web di varie agenzie e di società sono stati violati indiscriminatamente da una serie di hacker.

La guerra informatica oramai si sta diffondendo rapidamente essa fa parte della nostra quotidianità coinvolgendo tutti.

Gli effetti che si possono conseguire sono due: da un lato si fa un ampio utilizzo delle immagini e dei video per catturare l’attenzione della persone e suscitare delle profonde emozioni, dall’altro si cerca di paralizzare il nemico controllando le strutture fondamentali di un Paese.

Una cyber aggressione è in grado di produrre effetti devastanti simili ad una vera e propria guerra. Ad esempio e possibile: controllare le centrali elettriche, le raffinerie, gli oleodotti, gli scambi ferroviari ed altri punti nevralgici di una nazione.

Gli attacchi informatici permettono di aggirare tutte le difese militari convenzionali causando, così ingenti danni materiali.

La paralisi di siti web di agenzie, scuole, università, aeroporti, stazioni,banche evoca uno scenario apocalittico e produce altresì ingenti danni economici.

A poco vale la dissuasione basata sulla minaccia di ritorsioni se non si riesce ad individuare l’autore dell’attacco.

Risulta necessario capire l’origine dell’attacco in modo da poterlo fronteggiare.

Il cyberspazio oramai è considerato come un vero e proprio campo di battaglia, dove i vari Stati e le varie persone si contendono l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale a colpi di scoop più o meno fondati.

Gli Stati possono fronteggiare tale fenomeno operando su due versanti: dotandosi di adeguati strumenti informatici ed istituendo dei corpi speciali di polizia, ed istituendo un codice di diritto dell’informatica che contempli delle pesanti sanzioni contro coloro i quali si rendano colpevoli di tali reati.

Le penalità per eventuali violazioni dovrebbero essere demandate alla giurisdizione dei diversi Paesi.

 Joel Terracina


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