Intervista all’on. Fiamma Nirenstein

In seguito alle gravi dichiarazioni rilasciate dal Presidente del GMI Omar Jibril su Israele, in occasione della manifestazione Unexpected Israel, tenutasi a Milano, si è subito levata la voce di condanna dell’Ugei.

La risposta del Presidente Daniele Massimo Regard ha sollevato un vivace dibattito all’interno dell’ebraismo italiano.

Qui di seguito riportiamo l’intervista all’On. Fiamma Nirenstein, che ha accettato di rispondere ad alcune domande sulla questione e sui rapporti tra Israele, ebraismo ed Europa.


 

Cosa ne pensa delle ultime affermazioni da parte degli esponenti del gruppo Giovani Musulmani Italiani,riguardo Unexpected Israel ?

Ciò che colpisce di più è il linguaggio. Un linguaggio carico di menzogne, così aggressive e piene di cultura dell’odio. Una cultura quasi omicida nei confronti  d’Israele. Si capisce che questi ragazzi non sanno niente, penso che siano stati indottrinati, che sia colpa di adulti irresponsabili che li hanno riempiti di false informazioni, di bugie e che, quindi, loro s’immaginino gli ebrei e Israele secondo gli stilemi più classici dell’antisemitismo. Come ad esempio, il Blood Libel(“Oltraggio del sangue”,  l’accusa rivolta agli ebrei di praticare omicidi allo scopo di utilizzare il sangue per i riti, NdA) che vede in Israele e negli ebrei degli assassini di bambini e innocenti. Assassini che non cercano altro che la loro morte. Credo quindi che siano antisemiti inconsapevoli, che siano stati strumentalizzati da una cultura dell’odio che ne ha fatto degli ignoranti e delle persone pronte a tutto. Ciò che mi fa impressione di questa vicenda è la possibilità che dei ragazzi possano essere  privi di curiosità e pieni di odio.

Attraverso un’ordinanza  la Scozia è diventato il primo stato europeo a bandire libri israeliani nelle biblioteche pubbliche. Cosa rappresenta questa scelta?

E’ l’orribile costume antidemocratico del boicottaggio, che cancella invece che discutere, condanna gli ebrei a una morte culturale, economica o scientifica. Dico gli ebrei perché, in questo caso, non possiamo dire gli israeliani. Loro cosa ne sanno degli scrittori israeliani apprezzati da tutto il mondo. Perché li devono bandire? Perché ciò significa: condannare i prodotti alla non esistenza. Un gesto di cancellazione dello stato d’Israele. Se veramente volessero fare sparire ciò che Israele produce, dovrebbero privarsi dei telefonini, far sparire vaccini, medicine e cure indispensabili per malattie quali Alzheimer o il cancro. Inoltre dovrebbero far sparire il sistema d’irrigazione a goccia, grazie al quale si ciba l’Africa. Quindi queste persone dovrebbero avere il coraggio di privarsi di un milione di cose che giudica indispensabili.

Perché tale decisione non ha destato scalpore nell’opinione pubblica europea?

Non ha destato scalpore perché l’Europa è intessuta di antisemitismo. Basta pensare a quando il giornale svedese “Aftonbladet” ha scritto che i soldati israeliani uccidevano per poi vendere gli organi. L’Europa è piena di antisemitismo. Ma anche l’Italia non scherza. Ritengo che i dati del CDEC parlino chiaro, dai quali  risulta che l’84% della popolazione non conosce personalmente alcun ebreo, che il 15% circa dichiara di averne conosciuti alcuni e che solo lo 0,9% sostiene di conoscerne molti. Per il 26% “gli ebrei sono più leali verso Israele che verso il loro paese”, per oltre il 26% “gli ebrei si sono trasformati da un popolo di vittime in un popolo di aggressori”. E ancora “gli ebrei non sono italiani fino in fondo” per il 23,1% del campione mentre “gira e rigira i soldi sono sempre in mano agli ebrei” è un’affermazione condivisa dal 24,5% degli intervistati. Senza dimenticare il difficile tema dell’antisemitismo d’importazione araba.

Il 25 giugno del 2006 è stato rapito Gilad Shalit. Sono passati 5 lunghi anni. Ritiene sia stato fatto abbastanza per la sua liberazione?

Quella di Gilad è una tragedia che mi perseguita e angoscia quotidianamente. Lo stato d’Israele fa di tutto per aver indietro Gilad, non dobbiamo dare la colpa a noi stessi. La colpa è di chi lo ha rapito: Hamas. Un’organizzazione  terroristica che scrive nella sua carta di fondazione che gli ebrei devono essere odiati e uccisi e che, più di una volta, ha dichiarato di voler distruggere Israele. Un’organizzazione che non ha nessun riguardo nei confronti dei diritti dell’uomo. Israele ha fatto di tutto ma certo con delle cautele, per non mettere in pericolo la vita dei suoi cittadini. Pensare che quel ragazzo è rinchiuso da 5 anni fa rabbrividire qualsiasi persona normale. Il problema è che Hamas  non è composta da persone normali ma da terroristi.

Cosa significa la Primavera Araba per Israele?

In breve penso che se la “Primavera Araba” dimostrerà  di volgersi verso la democrazia, sarà per Israele un dono meraviglioso. Perché queste smetterebbero di propagandare l’odio verso lo stato d’Israele che in passato i dittatori di queste nazioni hanno strumentalizzato per mantenersi al potere. Per adesso ci sono buoni segnali. Fra questi l’Egitto, che spero voglia mantenere il  patto di pace con Israele e dove mi auguro che i fratelli musulmani non prendano potere.

In qualità di Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera, potrebbe illustrarci la posizione italiana riguardo la partenza della Freedom Flotilla 2- Stay Human?

Mi sono spesa in prima persona a riguardo, tramite un’interrogazione al Governo Italiano per domandare come si volesse agire per sospendere il traffico Flotilla. Il Governo  Italiano s’impegna a fare il possibile per chiudere questa vicenda. L’ONU stesso ha dichiarato che questa Flotilla non deve partire, posizione condivisa dall’America. Persino il governo Turco, il più accanito sostenitore della Freedom Flotilla, si è tirato indietro e chiede alla nuova spedizione di non partire.

Benedetta Rubin


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