Il gioco delle idee – vi presento Hatikwà

 

htidee“Un giornale aperto al libero confronto delle idee”. E’ la frase stampata subito sotto la testata di Hatikwà. Chi mi conosce sa quanto valore do a questa frase. Per decenni Hatikwà – organo della Fgei prima, dell’Ugei poi – uno spazio di libero confronto lo è stato davvero, anche a costo di assumere in alcuni frangenti posizioni oggi impensabili, per esempio su Israele; ma anche oggi lo vuole essere e di fatto lo è. Hatikwà ha un sito indipendente e viene mensilmente ospitata sulla pagina del mensile dell’Ucei Pagine ebraiche che state leggendo, uno spazio angusto che vorremmo poter ampliare, ma che tuttavia ci offre la possibilità di entrare in decine di migliaia di case. Poiché il materiale prodotto ogni mese supera largamente quello che una sola pagina può ospitare, soltanto una piccola selezione del lavoro fatto viene stampata anche su carta. Non da ultimo, poiché la responsabilità finale del pubblicato sul cartaceo è in ogni caso anche del direttore di Pagine ebraiche, i contenuti da noi proposti possono in questa sede subire limitazioni e di fatto le hanno subite in più di una circostanza. Sul sito, invece, Hatikwà gode di piena autonomia.

htvecchioQuest’anno un gruppo di giovani, che è divenuto sempre più folto con il passare dei mesi, ha cercato di fare sì che “un giornale aperto al libero confronto delle idee” non fosse, in apice alla pagina, soltanto un elegante periodo, ma un cardine programmatico del nostro lavoro. Anzi, il cardine: l’unico principio formale stabile condiviso, insieme con il mutuo rispetto che ne è immediato e inevitabile corollario. Perché, se ci trasferiamo invece nel campo dei contenuti, su Hatikwà trovano spazio riflessioni di persone con idee differenti talvolta in contrasto reciproco, ma ben decise a non sottrarsi al confronto delle idee, nel pieno rispetto di quelle altrui ma senza rinunciare alle proprie. Quello che cerchiamo di fare è continuare ad allargare il cerchio di chi è disposto a dare un contributo, di chi non teme di esprimersi, di chi ha voglia di partecipare al lavoro di un laboratorio in continuo divenire.

Hatikwà non riprende articoli già pubblicati altrove: non ci interessa riempire un numero sempre più grande di pagine. Non è questo l’obiettivo di un laboratorio, ma una naturale conseguenza del suo avvicinamento. L’obiettivo è stare insieme, fare insieme, conoscere, riflettere, discutere insieme.

htrecenteCredo che questa sia anche una risposta a due opinioni abbastanza tipiche che circondano talvolta l’attività dell’Ugei. Sbaglia di grosso, a mio modo di vedere, chi ritiene che l’Ugei sia un’agenzia matrimoniale. Non perché le agenzie di questo genere abbiano qualcosa di sbagliato per principio, ma perché si tratta di una semplificazione fuorviante. L’Ugei è uno spazio aperto ai giovani ebrei di tutta Italia, tutti idealmente qui raccolti. Aperto a che cosa? Alla condivisione di esperienze, attività, progetti organizzati e gestiti dai giovani per i giovani. Se ci saranno persone che, dopo essersi conosciute e frequentate, decideranno di vivere insieme si tratterà di una eventualità di cui saremo tutti felici, non un preambolo e men che meno un obiettivo, una possibilità ovvia quando si entra in contatto e in amicizia con nuove persone.

La seconda vulgata da sfatare è che l’Ugei si preoccupi essenzialmente di “coca-cola e patatine”. Spesso in realtà questa obiezione viene, in modo solo apparentemente paradossale, proprio da coloro che vorrebbero che ci si occupasse soltanto di coca-cola e patatine. A me la coca-cola non piace, le patatine sì, ma il punto è che la realtà, anche in questo caso, è più complessa e non serve certamente che ripeta perché. E ben vengano le patatine, insieme a uno shabbat in compagnia, una conferenza sui diritti civili o un pomeriggio con giovani musulmani e cristiani. Oppure con Hatikwà, da scrittori o da lettori.

Giorgio Berruto, responsabile di Hatikwà, l'organo dell'Ugei. Vive e lavora a Torino

Giorgio Berruto, responsabile di Hatikwà, l’organo dell’Ugei. Vive e lavora a Torino


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