Formazione al dialogo

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Forconi, blocchi, violenze e scontri. Si fatica, a memoria d’uomo, a ricordare un mese di dicembre tanto turbolento nel nostro Paese. La speranza, naturalmente, è che al tempo in cui leggerete queste poche righe quelle giornate siano alle spalle, le vie delle nostre città di nuovo sgombre ed i negozianti liberi di condurre le proprie attività. Guai, tuttavia, a sottovalutare l’allarme suscitato da quelle manifestazioni, segnate da continue piccole e grandi violenze nei confronti di commercianti, automobilisti, semplici passanti, ed anche – impossibile ignorarlo – da pulsioni razziste e neofasciste neppure troppo velate. Che fare di fronte al pericolo che gruppi e frange estreme che propugnano farneticanti idee reazionarie si rafforzino nella società e in particolare fra i nostri coetanei di fronte alle difficile prospettive sociali? A contenere le violenze e sanzionare i soprusi sono deputate, naturalmente – ci auguriamo nel modo più efficace possibile – forze dell’ordine e magistratura. Esaurita la spinta delle manifestazioni, tuttavia, a noi resta il compito di combattere a fondo ogni avanzata di pulsioni xenofobe, razziste, antisemite. A cominciare dal dialogo con chi ci sta attorno, naturalmente, e dal lavoro quotidiano nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro. Ed è proprio sulla formazione al dialogo, alla conoscenza reciproca e al riconoscimento delle differenze come miglior strategia di “prevenzione dei pregiudizi” che vorremmo impostare l’azione politico-culturale promossa dall’UGEI in questo nuovo anno, proprio a cominciare dal mondo della scuola. Insieme a tutti voi, naturalmente. Scriveteci, se volete, le vostre idee in proposito a info@ugei.it. Buon 2014 a tutti voi.

Simone Disegni (Presidente UGEI)

Questo editoriale è stato pubblicato nel numero di gennaio di Hatikwà


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