Finirà mai tutto questo? Eden Atias, ennesima vittima del terrorismo Palestinese

Riceviamo e pubblichiamo:

 

– Mercoledì, 13 novembre 2013. Il sole ad Afula, città del Nord della Galilea, stava per fare la sua comparsa in quella che sarebbe stata una giornata come le altre, quando Eden Atias, soldato israeliano, 19 anni appena compiuti, stava dormendo all’interno di un bus in servizio per le strade della piccola cittadina israeliana. Ad un tratto il suo carnefice Hussein Sharf Ghawadra, di due anni più giovane, salendo sul bus ha iniziato ad infliggergli ripetutamente diverse pugnalate al collo lasciando il suo corpo senza vita. Così, i sogni, le speranze e la vita di un ragazzo che aveva preso il servizio militare da sole tre settimane nell’Esercito Israeliano, sono andati in fumo. L’ attentatore è stato arrestato poche ore dopo dalle autorità, e ha confessato di aver commesso l’atto terroristico per vendicare la reclusione di alcuni suoi parenti nelle carceri israeliane, anche loro rei di aver commesso negli anni passati atti di terrorismo contro civili Israeliani. L’omicidio di Eden Atias ha suscitato enorme commozione in tutto lo Stato d’Israele, e diverse sono state le manifestazioni di protesta nei confronti del Governo il quale da diversi mesi sta attuando lil rilascio di numerosi terroristi Palestinesi,sulla base di una politica di distensione. Migliaia sono state le persone che hanno assistito alla cerimonia funebre del soldato eseguita la sera stessa al cimitero comunale di Nazareth.

Una domanda sorge allora spontanea: come può essere possibile che per mano di un terrorista, un ragazzo di 18 anni abbia dovuto abbandonare la sua vita durante il sonno, per di più nel sui territorio? Una Terra che egli stesso stava servendo da pochi mesi, e che si impegna da tempo a rilasciare centinaia di terroristi. Carnefici pronti ad uccidere, gente comune, giovani ragazzi.

Andrea Pontecorvo


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