Expourim a Firenze

purimCorre veloce sulla Ferrovia Leopolda il treno che mi porta a Firenze, dove per il fine settimana è previsto l’oramai storico shabbaton di Purim targato UGEI. Sembrano passati secoli dal congresso nefasto di fine 2014, svoltosi proprio nel capoluogo toscano, quando sembrava che L’Unione dei Giovani Ebrei d’Italia fosse arrivata alla fine dei suoi giorni; la settantina di partecipanti all’evento mostra al contrario un’UGEI nuova e in grande spolvero.

Dopo le celebrazioni dello Shabbat e l’ottima cena presso i locali della comunità (solo i disgraziati mangiano male a Firenze) il piatto forte dello shabbaton è rappresentato dalla giornata di sabato. Infatti il giorno seguente, dopo la tefillà della mattina e il pranzo, sono previste due particolari attività preparate dai consiglieri. Si comincia con il “Caffè dilemma”, una sorta di dibattito culturale sui temi di attualità che ci circondano: le unioni civili e i diritti delle coppie omosessuali, l’aliyah, l’assimilazione ebraica, l’informazione su Israele (hasbarà); a seguire un gioco a quiz goliardico, organizzato a squadre. Ma forse l’evento apicale dello shabbaton è rappresentato dalla festa a tema del sabato sera, vera e propria liturgia imprescindibile del Purim ugeino. Quest’anno il tema è incentrato sull’esposizione internazionale fieristica conclusasi a Milano qualche mese fa: in un noto locale serale del centro cittadino si possono così ammirare zampognari scozzesi, geishe, berberi e tante altre maschere dalle più classiche alle più boccacesche.

Il giorno seguente per i superstiti giunge il momento del commiato, non prima però di un giro turistico breve ma peculiare che parte dai simulacri della Firenze più nota fino a toccare i luoghi più particolari, come le antiche vestigia della prima sinagoga della città.

Un ringraziamento speciale va alla Comunità ebraica di Firenze per la calorosa accoglienza, senza però dimenticare l’encomiabile lavoro del Consiglio UGEI che si è prodigato per offrirci un fine settimana diverso dalla solita minestra.

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Simone Foa, milanese scappato a Livorno, in seguito a una crisi mistica. Due grandi passioni: i treni e l’hockey su ghiaccio; il resto è noia


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