Attività UGEI

Consiglio UGEIConsiglio UGEI29 settembre 2016
geceee-500x306.jpg

3min550

geceeeDomenica 18 settembre, un gruppo di dodici ragazzi dell’UGEI provenienti da Torino, Milano e Padova è andato a Verona per la Giornata Europea della Cultura Ebraica. Da anni, in occasione di tale evento l’Ugei “adotta” una piccola comunità per aiutarla nello svolgimento degli eventi proposti alla cittadinanza. Si è senz’altro trattato di un’esperienza molto costruttiva, e per alcuni è stata anche l’occasione di visitare una città che non avevano mai visto. Visitare i luoghi del ghetto di Verona e apprendere la storia della comunità ebraica veronese è stato davvero interessante, e lo è stato anche assistere ai giochi di strada che vengono saltuariamente organizzati in quella città. Ci sono state inoltre distribuite le bellissime magliette nuove con il logo Ugei.

geceeNumerosi turisti, dopo aver visto i  luoghi del ghetto, hanno visitato il tempio di Verona, dove hanno ricevuto spiegazioni molto esaustive su come si svolgano le funzioni all’interno del tempio. Quasi tutti si sono dichiarati interessati ad assistere al concerto che si sarebbe svolto nel tempio più tardi, alle 21:00, e alcuni hanno anche affermato che parteciperanno con interesse alla prossima rassegna di cinema israeliano, benché non tutti i film vengano proiettati con i sottotitoli in italiano.

È possibile affermare che molti, tra coloro che hanno partecipato alla Giornata siano rimasti soddisfatti delle iniziative, e anche per coloro che, come me, sono venuti da Torino e da altre città con il proposito di aiutare con i preparativi per questo evento è stata davvero una splendida giornata. In definitiva, si può dire che la Giornata Europea della Cultura Ebraica sia stata un’ottima occasione per conoscere nuovi luoghi e arricchirsi culturalmente, da ripetere in futuro magari in un’altra città.

Elisa Steindler, 19 anni, vive a Torino e studia all'ultimo anno di liceo delle scienze umane Albert Einstein
Elisa Steindler, 19 anni, vive a Torino e studia all’ultimo anno di liceo delle scienze umane Albert Einstein

Consiglio UGEIConsiglio UGEI26 settembre 2016
htidee.jpg

6min730

 

htidee“Un giornale aperto al libero confronto delle idee”. E’ la frase stampata subito sotto la testata di Hatikwà. Chi mi conosce sa quanto valore do a questa frase. Per decenni Hatikwà – organo della Fgei prima, dell’Ugei poi – uno spazio di libero confronto lo è stato davvero, anche a costo di assumere in alcuni frangenti posizioni oggi impensabili, per esempio su Israele; ma anche oggi lo vuole essere e di fatto lo è. Hatikwà ha un sito indipendente e viene mensilmente ospitata sulla pagina del mensile dell’Ucei Pagine ebraiche che state leggendo, uno spazio angusto che vorremmo poter ampliare, ma che tuttavia ci offre la possibilità di entrare in decine di migliaia di case. Poiché il materiale prodotto ogni mese supera largamente quello che una sola pagina può ospitare, soltanto una piccola selezione del lavoro fatto viene stampata anche su carta. Non da ultimo, poiché la responsabilità finale del pubblicato sul cartaceo è in ogni caso anche del direttore di Pagine ebraiche, i contenuti da noi proposti possono in questa sede subire limitazioni e di fatto le hanno subite in più di una circostanza. Sul sito, invece, Hatikwà gode di piena autonomia.

htvecchioQuest’anno un gruppo di giovani, che è divenuto sempre più folto con il passare dei mesi, ha cercato di fare sì che “un giornale aperto al libero confronto delle idee” non fosse, in apice alla pagina, soltanto un elegante periodo, ma un cardine programmatico del nostro lavoro. Anzi, il cardine: l’unico principio formale stabile condiviso, insieme con il mutuo rispetto che ne è immediato e inevitabile corollario. Perché, se ci trasferiamo invece nel campo dei contenuti, su Hatikwà trovano spazio riflessioni di persone con idee differenti talvolta in contrasto reciproco, ma ben decise a non sottrarsi al confronto delle idee, nel pieno rispetto di quelle altrui ma senza rinunciare alle proprie. Quello che cerchiamo di fare è continuare ad allargare il cerchio di chi è disposto a dare un contributo, di chi non teme di esprimersi, di chi ha voglia di partecipare al lavoro di un laboratorio in continuo divenire.

Hatikwà non riprende articoli già pubblicati altrove: non ci interessa riempire un numero sempre più grande di pagine. Non è questo l’obiettivo di un laboratorio, ma una naturale conseguenza del suo avvicinamento. L’obiettivo è stare insieme, fare insieme, conoscere, riflettere, discutere insieme.

htrecenteCredo che questa sia anche una risposta a due opinioni abbastanza tipiche che circondano talvolta l’attività dell’Ugei. Sbaglia di grosso, a mio modo di vedere, chi ritiene che l’Ugei sia un’agenzia matrimoniale. Non perché le agenzie di questo genere abbiano qualcosa di sbagliato per principio, ma perché si tratta di una semplificazione fuorviante. L’Ugei è uno spazio aperto ai giovani ebrei di tutta Italia, tutti idealmente qui raccolti. Aperto a che cosa? Alla condivisione di esperienze, attività, progetti organizzati e gestiti dai giovani per i giovani. Se ci saranno persone che, dopo essersi conosciute e frequentate, decideranno di vivere insieme si tratterà di una eventualità di cui saremo tutti felici, non un preambolo e men che meno un obiettivo, una possibilità ovvia quando si entra in contatto e in amicizia con nuove persone.

La seconda vulgata da sfatare è che l’Ugei si preoccupi essenzialmente di “coca-cola e patatine”. Spesso in realtà questa obiezione viene, in modo solo apparentemente paradossale, proprio da coloro che vorrebbero che ci si occupasse soltanto di coca-cola e patatine. A me la coca-cola non piace, le patatine sì, ma il punto è che la realtà, anche in questo caso, è più complessa e non serve certamente che ripeta perché. E ben vengano le patatine, insieme a uno shabbat in compagnia, una conferenza sui diritti civili o un pomeriggio con giovani musulmani e cristiani. Oppure con Hatikwà, da scrittori o da lettori.

Giorgio Berruto, responsabile di Hatikwà, l'organo dell'Ugei. Vive e lavora a Torino
Giorgio Berruto, responsabile di Hatikwà, l’organo dell’Ugei. Vive e lavora a Torino

Consiglio UGEIConsiglio UGEI19 settembre 2016
ugeilogoo.jpg

5min560

ugeilogooCi troviamo ormai ad aver passato (abbondantemente) la metà del nostro mandato come Consiglio esecutivo UGEI e, personalmente, come presidente. Tradizionalmente, come la logica suggerisce, è il momento di definire la programmazione della seconda metà dell’anno UGEI e, soprattutto, di valutare la bontà delle politiche adottate finora, così da ripensarle, qualora necessario, per l’immediato futuro.

Senza dilungarmi più del necessario nel presentare le prossime attività segnalo il “Viaggio della Memoria”, novità nella nostra programmazione nata su proposta del Congresso tenutosi a Venezia. Altro fulcro gli sforzi da parte del Consiglio nel partecipare, insieme a giovani di varie associazioni ebraiche e singoli, all’organizzazione di Irua, shabbaton per giovani su iniziativa del DEC previsto per i prossimi mesi. Meta del Congresso di quest’anno sarà una piccola comunità. In chiusura dell’anno, dopo il successo degli anni passati, si svolgerà il campeggio invernale UJWhite.

purimm
I partecipanti all’ultima festa di Purim

Dopo questi primi mesi di attività appaiono sempre più chiare le sfide esistenti nella realtà giovanile ebraica. Possono così essere più definite le strategie adottate dall’UGEI per cercare di affrontarle.
Tra tutte è evidente il problema della dispersione. La mutata situazione giovanile, rispetto a 21 anni fa, anno della fondazione dell’UGEI, appare difficile da affrontare per come la nostra unione è strutturata. In questi anni si è infatti sviluppata una moltitudine di associazioni giovanili dalle diverse specificità, ciascuna delle quali va a esplorare una precisa area dell’ebraismo. L’ebraismo è fatto di pluralità di identità e molteplicità e deve essere nostro compito incentivarle e supportarle. All’interno di questo panorama l’UGEI ha il ruolo istituzionale di rappresentare e riunire tutti i giovani ebrei d’Italia, è ciò su cui è fondata e da cui trae la sua forza. La sfida che abbiamo davanti è quella di trovare un equilibrio tra queste due ricchezze, sfida tanto più difficile tenendo conto dell’avversione ormai trasversalmente diffusa nella società verso le istituzioni. La mia personale visione è la seguente: perché sia veramente rappresentativa è necessario modificare e incentivare l’associazione delle singole organizzazioni all’unione centrale, modificando anche, se necessario, la struttura dell’UGEI stessa in modo che le singole associazioni possano trarre dall’UGEI il beneficio che necessitano.

viaggiomemIn questo senso va la quasi totalità dei nostri sforzi, dalla costruzione di un database aggiornato dei giovani, che potrebbe essere messo a disposizione anche delle singole associazioni in futuro, alla gestione corale del progetto UCEI dei giovani nelle commissioni, le attività in partnership con le singole associazioni, la gestione del giornale che state leggendo, Hatikwà, che è sempre più volto a incentivare la pluralità di pensiero e il dibattito, proponendo diversi punti di vista rispetto a numerose questioni.  Non secondario è infine il coinvolgimento dei giovani delle comunità piccole e medie, da sempre punto di forza dell’UGEI. Non a caso abbiamo scelto una di queste, Verona, per metterci a disposizione durante la Giornata della Cultura Ebraica il 18 settembre.

Arièl Nacamulli, nato a Roma, studente al Politecnico di Milano
Arièl Nacamulli, nato a Roma, studente al Politecnico di Milano

Consiglio UGEIConsiglio UGEI14 settembre 2016
summeru.jpg

3min460

summeruLo ammetto: non amo le vacanze organizzate. Non vado matto per i villaggi turistici; vere e proprie “prigioni” di villeggiatura, dove “ti obbligano” a divertirti a colpi di zumba, acqua gym e balli latinoamericani. Non sopporto l’idea di stare chiuso all’interno di una struttura anonima e fredda, dove la località non fa alcuna differenza, che si tratti di Palazzolo sull’Oglio o Podgorica.

E allora perché scegliere la Summer U, che all’apparenza non diverge più di tanto dai parametri sopra enunciati? Non potendo essere troppo aggressivo (altrimenti corro il rischio della censura) dirò che quest’anno la Summer non è stata poi così terribile.

Innanzitutto la location italica merita un plauso: una singolare struttura alberghiera di categoria, inerpicata sui monti Cimini, ai piedi del lago di Vico. Purtroppo non si può dire la stessa cosa del servizio di ristorazione, che eguagliava gli standard di una compagnia aerea low-cost del quarto mondo.

summeruMa di sicuro la riuscita della vacanza è da attribuire al viscerale ruolo dello staff, che si è prodigato per offrirci un menù della giornata il più completo possibile e mai banale, dalla color run ai giochi aperitivo, dalla guerra a cuscinate alle feste a tema serali, veri e propri fiori all’occhiello della vacanza.

E poi vogliamo mettere in dubbio il ruolo sociale della Summer U, soprattutto per un giovane ebreo italiano come me, iscritto a una piccola comunità ebraica, chiusa e arroccata su se stessa, dove l’età media è di almeno cinquant’anni? Di sicuro, passare una settimana estiva in compagnia di coetanei provenienti da diversi paesi d’Europa e del mondo, male non fa (e poi con cinquanta euro in più dicono che ti trovano pure moglie!).

Per concludere, giovane ebreo italiano che passi e leggi le mie righe, vai alla prossima Summer U e non te ne pentirai.

Simone Foa, milanese scappato a Livorno, in seguito ad una crisi mistica. Due grandi passioni: i treni e l'hockey su ghiaccio; il resto e' noia
Simone Foa, milanese scappato a Livorno, in seguito a una crisi mistica. Due grandi passioni: i treni e l’hockey su ghiaccio; il resto è noia

Consiglio UGEIConsiglio UGEI12 settembre 2016
viaggiomem-500x353.jpg

3min640

viaggiom2È inutile nasconderlo: noi del Consiglio in questo viaggio crediamo molto. Il nostro obiettivo è stato fin da subito quello di creare un viaggio assolutamente particolare, che non si fermasse alla semplice (seppur importante) emozione. Ciò che vogliamo è fornire un’esperienza completa, capace di dare qualcosa in più anche a ragazzi come noi, che fin da piccoli rivolgiamo e un’attenzione particolare a queste tematiche. Il progetto non vorrebbe concludersi con il volo di ritorno, ma prevede  anche incontri dopo il viaggio per rendere i partecipanti in grado di raccontare, di diffondere i messaggi fondamentali che noi, nipoti dei testimoni oculari, dobbiamo imparare a trasmettere, raccogliendo il testimone del ricordo da chi, per evidenti e tristi ragioni anagrafiche, non potrà continuare a farlo ancora per molto.

Altro motivo per cui crediamo fortemente in questo viaggio è l’idea di gruppo. Molti di noi hanno una storia familiare da condividere, in grado di unire emotivamente ancora di più i partecipanti e che può rendere i ragazzi, già durante il viaggio, figure attive, pronte ad ascoltare, ma anche a dire la loro, portando la propria esperienza.

Ad accompagnarci in questa esperienza il prof. Andrea Bienati, uno dei maggiori esperti di didattica della Shoah che si è gentilmente offerto fin da subito di dare il proprio contributo per questa iniziativa. Il viaggio, che toccherà Cracovia, Oswiecim e Varsavia, offrirà momenti di riflessione oltre che visite alla ricerca del lato ebraico della Polonia prima e dopo la guerra. Partiremo la mattina di giovedì 27 ottobre da Roma e torneremo martedì 1 novembre.

Sarà, insomma, un’occasione da non perdere, per vivere in modo kasher un’esperienza che raccomandiamo a tutti.

Di seguito il link per iscriversi. Affrettatevi, i posti sono limitati!

https://goo.gl/forms/NIeeKwv96ruxR0Y63

viaggiomem

Filippo Tedeschi, torinese, è vicepresidente Ugei
Filippo Tedeschi, torinese, è vicepresidente Ugei


UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


Contattaci