Attività UGEI

Consiglio UGEIConsiglio UGEI3 aprile 2017
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Irua – “Il pluralismo è la nostra forza, i giovani ne facciano tesoro”

IMG-20170402-WA0004Si è concluso in queste ore Irua (in ebraico, evento) il grande appuntamento dedicato ai giovani dell’Italia ebraica, organizzato dall’Area Cultura e Formazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, con la collaborazione dell’Unione giovani ebrei d’Italia e diverse associazioni ebraiche. Quattro giorni alle porte di Firenze con attività, incontri, riflessioni concentrati sul futuro dell’ebraismo e sul ruolo e le aspettative delle nuove generazioni. “In questi giorni si è respirata una bellissima atmosfera – sottolinea rav Della Rocca, direttore dell’Area Cultura e Formazione – Tutti gli incontri sono stati di altissimo profilo con un’ottima partecipazione dei ragazzi. È stato emozionante celebrare shabbat insieme, con duecento giovani provenienti da tutta Italia, con minaghim diversi, gradi di religiosità
differenti ma con valori da condividere: nonostante una diversa adesione alle mitzvot , tutti hanno cantato insieme per shabbat. Si sentiva chiaramente che i valori che condividiamo sono più forti e grandi di ciò che ci divide”. “Non si percepivano le divisioni – conferma rav Jacov Di Segni, scelto come rabbino di riferimento del gruppo e tra i più giovani rabbanim d’Italia – Come ha detto rav Della Rocca, questo appuntamento ha cercato di unire tutti e le tefillot di shabbat lo hanno dimostrato. È stata anche una delle prime volte che in Italia è stato organizzato un Tish con le storie hassidiche raccontate da Miriam Arman”.
Grande la partecipazione di ragazzi provenienti da piccole Comunità ebraiche e da realtà dove queste ultime neanche esistono: giovani provenienti da Trento fino a Sannicandro, passando per Firenze e Roma, si sono ritrovati a condividere momenti di riflessioni, come quello guidato da Daniel Segre, educatore esperto in dinamiche istituzionali, comunicazione interpersonale non violenta e in psicologia positiva, che li ha messi alla prova chiedendoli di immaginare l’ebraismo italiano nel 2025. In tantissimi di sabato hanno poi seguito il confronto tra rav Della Rocca e il medico Giuseppe Mallel, su “la sessualità dal punto di vista halakhico e medico”. “Facendo una battuta possiamo dire che il tema della sessualità attira sempre attenzione – spiega il direttore dell’Aera Cultura e Formazione dell’Unione – È una questione importante all’interno della tradizione ebraica: deve esserci in ciascun ebreo un equilibrio tra copro e spirito, non deve esserci una dicotomia tra cuore e testa ma devono andare avanti insieme. Nell’ebraismo poi il sesso non è mercificazione, dobbiamo rispettare il nostro corpo, noi stessi e gli altri”. Altro appuntamento molto seguito, l’incontro tra Daniel Funaro e Simone Mortara, moderato da Daniel Segre sul tema “L’ebraismo di fronte a nuove forme identitarie: problemi e prospettive”. “Ciascuno ha presentato la sua visione in modo coerente e pacato – sottolinea rav Della Rocca – e la cosa più importante è che c’è stato un vero dibattito, un confronto tra visioni diverse e che è sempre rimasto in una cornice di rispetto reciproco. Il mio sogno – prosegue il rav – è che questo Irua possa essere un punto di partenza per molti giovani, che hanno in passato usato i social network per aggredirsi, per ostentare e mostrare le proprie posizioni, per superare questo approccio, sedersi allo stesso tavolo e parlare. È giusto e normale che ci siano posizioni diverse, e questo pluralismo è garantito dal fatto che ci sono delle norme che ci permettono di confrontarci con un ebreo diverso, con un grado diverso di osservanza, ma comunque parte del popolo ebraico. Dobbiamo imparare di più a negoziare, a costruire ponti senza mai far venire meno i nostri paletti fondamentali”. Per Della Rocca l’appuntamento di Irua – a cui i ragazzi di Milano hanno partecipato in pochi e, sottolineano gli organizzatori, questo è un elemento che deve fare riflettere – è stato un laboratorio importante “e adesso devono essere i giovani, Ugei in testa, a raccogliere la sfida, con il supporto dell’Unione e delle Comunità, e continuare ad approfondire questi temi. Le iniziative dall’alto non possono funzionare e un Ugei forte e rappresentativa è importante per il futuro dell’ebraismo italiano”.

Da Moked.it

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Consiglio UGEIConsiglio UGEI16 marzo 2017
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voulezvousSi è da poco concluso il fantastico weekend organizzato dalla nuova associazione giovanile JEvents insieme all’UEJF che ha visto la partecipazione di 42 ragazzi al quarto appuntamento della cena “ShabbaTogether” di venerdì 3 marzo al Tempio dei Giovani, per la prima volta organizzato grazie al contributo dell’UGEI che visti i successi dei precedenti eventi ha creduto negli organizzatori e ha voluto aiutarli a rendere memorabile questo week end. Guest star, un gruppo di ebrei francesi che ha aderito volentieri a questa iniziativa e non ha voluto mancare al “Drink&Dance” party di sabato 4 marzo nel locale Antigallery a Monti. Più di 65 i ragazzi intervenuti, italiani e francesi ormai integrati tra loro, pronti a trascorrere il sabato sera con gli amici tra fantastici drink e l’immancabile musica del DJ Daniel Meghnagi: insomma una bella occasione per divertirsi e conoscere persone nuove.

jeventsIl gruppo JEvents nasce solo qualche mese fa: i suoi fondatori Benedetto Sacerdoti, Giulio Sestieri e Daniel Meghnagi sentivano l’esigenza di dare il proprio contributo alla vita sociale comunitaria e organizzare qualcosa che potesse essere non un singolo evento ma una serie di incontri per permettere ai ragazzi dai 18 ai 35 anni di fare nuove amicizie e che mensilmente si potesse ripetere aggiungendo di volta in volta tanti piccoli dettagli… il tutto in maniera assolutamente volontaria.

Nasce quindi JEvents che parte con l’idea di trascorrere uno shabbat insieme: “ShabbaTogether”, un evento che cerca di coinvolgere più persone possibile passando per i diversi templi di Roma e invitando ogni volta un rav che nel corso della serata possa dare il suo contributo culturale facendo una derashà sulla parashà della settimana e insegnando un canto, il cosiddetto “momento musicale”.

tempiogLe cene di Shabbat sono iniziate proprio al Tempio dei Giovani con rav Amedeo Spagnoletto e con 30 partecipanti, per poi raggiungere il top con la cena insieme ai ragazzi del progetto Hans Jonas al Pitigliani con rav Colombo, portando l’affluenza a oltre 60 ragazzi. Non sono mancati gli apericena, come quello da Su’ghetto subito dopo le vacanze invernali, o serate “Drink&Dance”; insomma con un minimo compenso si può godere di una serata completa all’insegna della musica e del divertimento, senza dimenticare lo straordinario lavoro degli uomini della sicurezza e delle signore della mensa scolastica che forniscono sempre ottimo cibo e ottimi dolci per le cene dello Shabbat.

Il gruppo non ha intenzione di fermarsi qui: i ragazzi lavorano senza sosta per proporre nuove idee, nuovi progetti, nuovi incontri che permetteranno ai giovani ragazzi romani di conoscersi e costituire nuovi gruppi di amici all’insegna del divertimento. Non ci resta che aspettare di sapere quale sarà la prossima serata JEvents.

Giorgia Calò vive a Roma, si sta laureando in Lettere classiche alla Sapienza, scrive su Shalom e su altre testate. Le piacerebbe diventare giornalista
Giorgia Calò vive a Roma, si sta laureando in Lettere classiche alla Sapienza, scrive su Shalom e su altre testate. Le piacerebbe diventare giornalista

Consiglio UGEIConsiglio UGEI2 marzo 2017
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Un momento dello Shabbaton Ugei a Napoli: minian a Rosh Chodesh (capomese) dopo molti anni
Un momento dello Shabbaton Ugei a Napoli: minian a Rosh Chodesh (capomese) dopo molti anni

Come ebreo e argentino non potevo stare fermo, sono arrivato in Italia a settembre per finire la laurea magistrale in Ingegneria Civile all’università di Salerno.

In Argentina ogni anno si fa un incontro di ebrei dove ci conosciamo, facciamo amicizia, scambiamo idee su concetti della Torà, parliamo di che cosa vogliamo fare nel nostro futuro o semplicemente della nostra vita in comunità.

Per venire in Italia a studiare purtroppo ho dovuto lasciare persone importanti per me, i miei genitori, zii e cugini, amici, ecc. ma non volevo lasciare la vita comunitaria, interagire con altri ebrei e passare uno shabbat al tempio.

Alcuni dei partecipanti
Alcuni dei partecipanti

È per questo che prima di cominciare a studiare la prima cosa che ho fatto è stata entrare su facebook e cercare “Judios en Italia”, ma sono rimasto deluso perché ho trovato pochissima informazione e non sapevo come ottenere contatti, sapendo che nel sud è abbastanza difficile trovare ebrei e anche con la difficoltà della lingua.

Mi sento adesso fortunato per aver trovato l’Ugei, un insieme stupendo di giovani, che nella prima attività a cui ho partecipato già mi ha fatto sentire parte del gruppo.

Abbiamo condiviso un fine settimana a Napoli e con tefillà, lezioni e divertimento abbiamo costruito un rapporto molto stretto che fa bene all’anima.

David Goldman, di Tucuman (Argentina), studia Ingegneria Civile a Salerno
David Goldman, di Tucuman (Argentina), studia Ingegneria Civile a Salerno

Consiglio UGEIConsiglio UGEI21 febbraio 2017
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3d white people with forbidden signImmaginate di essere venuti a Roma per assistere a un evento culturale ebraico. Immaginate di aver colto l’occasione per fermarvi anche a un aperitivo organizzato dall’UGEI per la sera stessa; vi siete prenotati, i posti erano disponibili, avete chiesto a un vostro amico di ospitarvi per la notte.

La mattina stessa dell’evento, tuttavia, vi viene riferito che non potrete partecipare all’apericena perché vostro padre è ebreo, ma vostra madre no. Chiamate il vostro amico, lo informate della situazione, il biglietto del treno ormai è acquistato per la mattina seguente. Cercate insieme di contattare, di capire cosa è successo.

Immaginate, per tutta la giornata, di essere appesi ad un filo: siete ebrei? Non siete ebrei? Potete partecipare a un’apericena – badate bene, non una funzione religiosa, ma una semplice cena con amici organizzata in un locale che non mi risulta impedisca l’accesso ai non ebrei – o dovrete rimanere da soli? E per il futuro come vi dovrete considerare?

Immaginate di sentirvi ebrei, ma di non potervi definire tali, di essere costretti a lottare ogni giorno contro l’antisemitismo da soli, senza potervi appoggiare alla comunità ebraica come facciamo tutti, senza poter contare sull’aiuto di nessuno. Immaginate di essere esclusi sia dai non ebrei sia dagli ebrei, perché vi trovate in un limbo, non siete ebrei del tutto ma non siete nemmeno del tutto goyim.

inclusioneImmaginate questa situazione, e chiedetevi quanto tempo ci mettereste voi a decidere che, dopotutto, il gioco non vale la candela, che non ha senso lottare così tanto per proseguire un percorso di conversione e cercare di rientrare in una comunità per la quale al momento siete solo un esponente di serie B.

Immaginiamo perché vorremmo non dover parlare di eventi realmente accaduti; perché se fosse davvero successa una cosa simile, se il 12 febbraio 2017 fosse stata esclusa per questi motivi una ragazza da un evento UGEI con un preavviso quasi nullo, se pur di impedire a questa ragazza di partecipare si fosse rinunciato alla presenza di altre due persone (ebree doc, naturalmente), a mio avviso si tratterebbe di un evento gravissimo che dovrebbe suscitare lo sdegno di tutti.

Io (madre ebrea, padre non ebreo) non trovo una grande differenza tra me e una persona come quella descritta sopra. Nel caso specifico una persona che si interessa di ebraismo e desidera partecipare attivamente alla vita giovanile ebraica, una persona che, se avesse potuto, avrebbe fatto il bar/bat mitzvah, una persona che spesso ha informato me di eventi culturali ebraici di cui neppure ero a conoscenza.

Ma se escludere è meglio di includere, se si preferisce limitare l’accesso e la cultura ebraica ai soli ebrei, se si rinuncia ad avvicinare chi si trova ai margini, forse perché faticoso, forse perché più difficile farlo senza ricevere critiche, non si rischia forse di porre queste persone in una posizione di isolamento dalla quale non potranno né vorranno più uscire? Non rischiamo, per continuare a conservare la “purezza ebraica”, di perdere risorse, valori e idee che potrebbero arricchire l’ebraismo senza alterarne in alcun modo le basi?

Giulia Simonetti, 22 anni, studia lettere classiche a Roma, ama scrivere e leggere e trova difficile sintetizzare il resto in poche righe.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI15 febbraio 2017
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ujwhite2016Anche quest’anno, di buon rito, ho rinunciato al ballo liscio e al brindisi analcolico della bocciofila di Migliarino Pisano, per unirmi all’armata ugeina, diretta sulle piste olimpiche di Torino 2006. Un alberguccio della ridente Cesana Torinese ha accolto una cinquantina di partecipanti, sciatori e non, sotto l’egida UJWhite, l’attuale brand che indentifica l’intramontabile campeggio invernale dell’Unione giovanile ebraica del Bel Paese.

Siamo ai piedi di uno tra i comprensori sciistici più estesi d’Italia, con oltre quattrocento chilometri di piste a disposizione; inutile dire che chi non scia ha sbagliato vacanza, o quasi. Ma non tutti gli sciatori sono uguali: c’è chi alle nove del mattino è già sulla cima del Monte Fraiteve, sci Atomic, modello super G Vancouver 2010 e calzamaglia in kevlar, disegnata da AnsaldoBreda, in rampa di lancio per una discesa di quindici chilometri; altri invece preferiscono cinque selfie all’arrivo del primo skilift e una giornata passata al rifugio, tra tris di polente e bombardini, come se piovesse.

ujw16Con l’arrivo del buio i vancanzieri tornano in albergo: c’è il tè delle cinque e la partita a Junglespeed, un singolare gioco di carte che provoca la schizofrenia e l’artrosi agli arti superiori, nella migliore delle ipotesi. Della cena non ci si può lamentare, anche se c’è chi rimpiange la cucina agordina degli anni passati. Finalmente arriva il momento della festa serale: va sottolineata in particolare la notte di San Silvestro, dove Spotti Fai, un blasonato disc jockey filippino, chiuso dentro uno smarthphone, ci ha fatto ballare per tutta la notte.

Chiudo qui le battutacce alla Enrico Montesano e mi accingo ai ringraziamenti, rivolti a tutto lo staff UJ-White certo o presunto, che si è prodigato per offrirmi il mio settimo campeggio invernale targato UGEI. Potrei anche tirare fuori qualche critica, sottolineando la bassa partecipazione (vi ricordate le duecento teste del 2011?) e l’organizzazione delle attività un po’ grossolana, rispetto ai campeggi passati. Tuttavia scelgo di rimanere tiepido, perché non vorrei che il direttore del periodico che state leggendo, d’accordo col consiglio esecutivo UGEI, mi riservi il trattamento suggerito dal più famoso ragioniere d’Italia, facendomi a pezzi e spedendomi con la posta prioritaria a Voghera!

Simone Foa, milanese scappato a Livorno, in seguito ad una crisi mistica. Due grandi passioni: i treni e l'hockey su ghiaccio; il resto e' noia
Simone Foa, milanese scappato a Livorno, in seguito ad una crisi mistica. Due grandi passioni: i treni e l’hockey su ghiaccio; il resto e’ noia


UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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