Attività UGEI

Consiglio UGEIConsiglio UGEI22 giugno 2018
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Quali sono i veri numeri di cui parliamo? E quali le iniziative in Lombardia?

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato l’Unione Giovani Ebrei d’Italia e JOI Jewish Open & Inclusive organizzano una serata di confronto con esperti del settore.

Interverranno Michele Bolco, Claudio Berlini e Usman Bojang di VersoProbo e Fanni Gerli di Naga.

Modera Stefano Jesurum. Introducono David Bidussa e Carlotta Jarach.

26 giugno 2018, ore 19:00
Magazzino Musica
via Soave 3, Milano (MM3, P.ta Romana)


Consiglio UGEIConsiglio UGEI13 giugno 2018
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Appena ho visto che l’UGEI offriva l’opportunità di andare dieci giorni negli USA ne ho subito approfittato. Ho così deciso di rispondere al bando presentato ai giovani ebrei italiani da ADL, Anti-Defamation League, per partecipare alla delegazione europea: non conoscevo ADL prima d’ora, ma dopo una breve ricerca non ho avuto esitazioni. ADL infatti nello specifico è un’organizzazione non governativa internazionale ebraica con sede negli Stati Uniti che si occupa, tra le tante cose, di combattere l’antisemitismo e tutte le forme di pregiudizio religioso soprattutto attraverso istruzione ed educazione. Proprio per questo obiettivo, hanno organizzato il programma “First Responders Programme”, ovvero come salvaguardare la cultura ebraica e saper interagire con reazioni antisemite all’interno della propria comunità d’appartenenza. Sentivo di dover partecipare, perché penso che saper contrastare e difendere la propria comunità da discriminazioni razziste e antisemite sia molto importante e soprattutto poter trasmettere ad altri cosa ho imparato durante questa esperienza sia di rilevante importanza.

Sono tornato ormai da Washington un mese fa, e non esito a dire che sono stati semplicemente dieci giorni fantastici. Da questo viaggio porto con me molte cose tra cui l’esperienza di poter dire di aver visto gli Stati Uniti con occhi diversi da quelli del classico turista. La conferenza più interessante alla quale ho partecipato è senz’altro quella all’interno di Capitol Hill. Entrare all’interno del parlamento americano e poter esprimere la propria identità ebraica e soprattutto parlarne con parlamentari e senatori non è certamente una cosa da tutti i giorni. Mi è piaciuta soprattutto perché si nota che negli Stati Uniti è diffusa una forte identità ebraica: inoltre, parlare con senatori americani è senz’altro un’esperienza molto particolare e affascinante di cui pochi possono usufruire. Sono ufficialmente entrato a far parte di un gruppo di persone provenienti da tutta Europa e anzi alla fine dell’esperienza posso dire di aver trovato una seconda famiglia. Tutt’ora ci teniamo in contatto e abbiamo dei progetti insieme. Penso che lo scopo di questa esperienza fosse proprio questo, unire varie comunità provenienti da tutto il mondo e far sì che collaborino in futuro.

Questa esperienza è stata per me molto formativa dal punto di vista ebraico perché mi fa capire che non siamo soli e che ogni nazione ha problemi di antisemitismo che vengono contrastati in maniera diversa ma soprattutto che ci sono realtà come ADL che si occupano di aiutare e proteggere l’identità ebraica. Ti senti di far parte di qualcosa. Grazie all’UGEI ho così potuto approfondire la conoscenza e l’incontro con le altre unioni giovanili europee per elaborare briefing su come comportarsi in periodi storici e sensibili come questi. Penso che non sia un’opportunità da perdere, ma non è per tutti. Bisogna davvero avere a cuore la propria comunità e conoscerla bene, in modo da farla conoscere anche ad altri. Se verrà riproposto, consiglio a chiunque parta di essere molto motivato perché non è una vacanza ma quasi un lavoro, ma è sicuramente molto formativo da tutti i punti di vista.

Ruben Veneziani 
abita a Roma e studia ingegneria delle telecomunicazioni alla Sapienza


Consiglio UGEIConsiglio UGEI23 maggio 2018
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Il primo fine settimana di maggio per Lag Baomer si è tenuto l’evento UGEI rinominato Spring Baomer, sponsorizzato da Masa e Junction. Di seguito il pensiero di uno dei partecipanti.

Non è facile fare un resoconto di quei quattro giorni così pieni di attività ed emozioni.
Si potrebbe provare a descrivere la location, la campagna toscana nei dintorni di Firenze, bella come un quadro, ma ovviamente non sarebbe abbastanza.
Si potrebbero elencare le attività del programma che, sebbene siano state in parte condizionate dalle nuvole, hanno reso la permanenza non solo divertente e piacevole ma anche interessante e stimolante, ma ovviamente non sarebbe abbastanza.
Anche elogiare l’organizzazione e gli organizzatori non sarebbe abbastanza, non darebbe mai pienamente merito alla passione e all’impegno che tutti loro hanno messo dentro questo evento.
L’unica cosa potrebbe essere descrivere le relazioni umane, che si sono formate durante questo fine settimana, e forse nemmeno quello sarebbe abbastanza. Qualcuno si conosceva già, qualcuno non conosceva nessuno e qualcuno conosceva solo qualcuno, ma questo breve periodo così intenso di convivenza ha fatto nascere delle amicizie, di quelle vere, e mi ha fatto provare delle emozioni, così intense, che mi porto dietro per il resto della vita. E quando poi ripenso alle risate e alle situazioni passate assieme, ovunque io sia, il mio viso si apre in un sorriso. Nessuno di quelli che ho attorno può capire: e anche provassi a spiegarglielo, non sarebbe abbastanza.
Lo Spring Baomer è stato pazzesco, e lo so che questo resoconto è illeggibile, semplicemente perché non è abbastanza.

Il nipote di Tevye il lattaio


Consiglio UGEIConsiglio UGEI22 maggio 2018
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Uno shabbaton Ugei in una comunità ebraica italiana è di solito un’occasione per avvicinarsi a una realtà ebraica, usi e bellezze locali che la maggior parte dei partecipanti non conoscono. Molto diverso è un evento di più giorni fuori da una comunità ebraica, come quello che si è svolto due settimane fa in Toscana, non lontano da Pontassieve, in un paesaggio da cartolina tra dolci pendii collinari chiazzati qua e là di papaveri rossi, cipressi e uliveti.

Sono convinto che l’estensione dell’evento da giovedì a domenica e la location isolata abbiano favorito lo sviluppo di legami di conoscenza e amicizia più di quanto facciano i più frequenti eventi Ugei di tre giorni, da venerdì sera a domenica. Un secondo aspetto significativo apprezzato dai circa 80 partecipanti da tutta Italia è stato l’ottima organizzazione, frutto non casuale di un notevole lavoro. E’ inutile dire che le variabili da tenere sotto controllo in un evento di quattro giorni sono molto numerose: tanto più va apprezzata la gestione da parte dei consiglieri Ugei. Altro motivo che ha caratterizzato la quattro giorni toscana è stata la bellezza del luogo, apprezzata anche grazie a un tempo atmosferico inaspettatamente clemente. Inoltre il programma ha incluso attività numerose e varie: giochi di socializzazione, discussioni informali su argomenti di attualità ebraica (quelli che da anni chiamiamo “caffè dilemma”), partite di calcetto e preparazione delle challot, sessioni dinamiche sulle sfide dell’ebraismo contemporaneo (per esempio quella di Junction sul pluralismo), l’usuale festa del sabato sera e la piscina a disposizione. Per non dir nulla della grigliata domenicale.

Molto significativa la presenza del presidente EUJS (l’unione europea degli studenti ebrei, che comprende la stessa Ugei) Alina Bricman, che ha tenuto una sessione sul tema “PanEuropean Judaism”, ma i momenti di approfondimento interattivo che ho preferito sono stati quelli gestiti dall’israeliana Inbar Amir “The whole world’s a stage” e soprattutto “Why tell tales”. Già, perché tutte le sessioni si sono tenute in inglese, una scelta per me vincente che ha consentito tra l’altro di coinvolgere ragazzi provenienti da Austria, Germania, Francia, Svizzera e Israele. Le esperienze raccontate da alcuni di loro hanno portato una salutare ventata di pluralismo in un ambiente, quello ebraico italiano, che anche a livello giovanile spesso rischia di chiudersi su se stesso. Conoscere gli ebraismi, con la “i” finale, diffusi altrove in Europa, insieme alle storie di successo, crescita e anche traumatiche di nostri coetanei, è invece, a mio avviso, un momento indispensabile per confrontarci non solo con idee e realtà che non conosciamo, e che magari rifiutiamo in base a informazioni per sentito dire, ma anche per trarre dal confronto stimoli capaci di mettere in discussione o eventualmente rinforzare le nostre convinzioni.

Giorgio Berruto


Consiglio UGEIConsiglio UGEI27 aprile 2018
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Ciao a tutti! Mi presento, sono Elias, ho 23 anni, vivo a Padova e… sono ebreo! So che quest’ultima affermazione sembrerà strana ai più e magari vi strapperà una risatina visto che l’articolo è pubblicato proprio sul giornale dell’UGEI. Ma credetemi, in confronto a città più grandi quali Milano e Roma, dove le comunità sono ben più numerose e la vita ebraica è molto più rigogliosa, qua a Padova siamo davvero quattro gatti! In passato mi era già capitato di partecipare a diversi momenti, che avevano come obiettivo principale raggruppare noi gruppetti di ragazzi ebrei delle comunità più piccole e cercare di rinvigorire e di mantenere attiva la nostra vita ebraica. Col passare del tempo, per varie ragioni, mi sono purtroppo allontanato da queste iniziative, fino a smettere totalmente di frequentarle.

Tornando al presente: a distanza di una decina d’anni, il buon Giulio Piperno da Roma si è scoperto dal nulla studiare a Padova. Lo avevo conosciuto a un campeggio della Shomer anni fa, ed è stato lui che, dopo un po’ di tentennamenti, è riuscito a convincermi a partecipare allo Shabbatton qui a Padova dal 13 al 15 aprile. All’inizio ero un po’ scettico all’idea, prevalentemente per la paura di dovermi confrontare con altri ragazzi molto più presenti di me a queste iniziative, perché pensavo che questo potesse farmi sentire un pesce fuor d’acqua.

Che dire, le mie erano inutili preoccupazioni. Anzi, mi ha fatto assai piacere riavvicinarmi e riscoprire questa realtà dalla quale da tempo mi ero allontanato! Tanto che ci è voluto pochissimo a convincermi a iscrivermi a Lag Ba’Omer in Toscana! Perciò per concludere in primis vorrei ringraziare Giulio per avermi spronato a partecipare. In secundis, mi rivolgo a voi ragazzi, che come me appartenete alle comunità più piccole e che magari proprio per questo motivo come me vi siete allontanati dalla vita ebraica: partecipate agli Shabbattonim e in generale a queste iniziative, se ne avete l’occasione. Si sta in buona compagnia, ci si diverte e, ribadisco, gli ebrei di Roma e Milano non mordono!

Un saluto a tutti e, per chi viene, ci si vede a Lag Ba’Omer!!

Elias Babad



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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