News

Manuel Kanahmanuel26 agosto 2011

1min390
fai click sulla foto per vedere il kotel in tempo reale

In occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica 2011, dal titolo “Ebraismo 2.0: dal Talmud a Internet”, l’Ugei ha voluto predisporre una finestra virtuale per tutti coloro i quali vogliano visitare, seppure virtualmente il Kotel, o Muro Occidentale, probabilmente il luogo più importante per il popolo ebraico, dal momento che è la parte di muro del Tempio di Gerusalemme più vicina a dove sorgeva il Sancta Sanctorum.


Manuel Kanahmanuel26 agosto 2011
Roma_per_Gilad1-e1276084687654.jpg

1min420

Oggi Gilad Shalit, il giovane caporale israeliano da 5 anni nelle mani di Hamas, senza che la Croce Rossa Internazionale possa visitarlo, compie 25 anni. Un quinto della sua vita l’ha trascorso rinchiuso a Gaza, senza poter riabbracciare i propri genitori, vedendosi sfuggire fra le mani la propria vita.

 


Consiglio UGEIConsiglio UGEI27 luglio 2011
200px-fiammanirenstein1.jpg

7min390

In seguito alle gravi dichiarazioni rilasciate dal Presidente del GMI Omar Jibril su Israele, in occasione della manifestazione Unexpected Israel, tenutasi a Milano, si è subito levata la voce di condanna dell’Ugei.

La risposta del Presidente Daniele Massimo Regard ha sollevato un vivace dibattito all’interno dell’ebraismo italiano.

Qui di seguito riportiamo l’intervista all’On. Fiamma Nirenstein, che ha accettato di rispondere ad alcune domande sulla questione e sui rapporti tra Israele, ebraismo ed Europa.


 

Cosa ne pensa delle ultime affermazioni da parte degli esponenti del gruppo Giovani Musulmani Italiani,riguardo Unexpected Israel ?

Ciò che colpisce di più è il linguaggio. Un linguaggio carico di menzogne, così aggressive e piene di cultura dell’odio. Una cultura quasi omicida nei confronti  d’Israele. Si capisce che questi ragazzi non sanno niente, penso che siano stati indottrinati, che sia colpa di adulti irresponsabili che li hanno riempiti di false informazioni, di bugie e che, quindi, loro s’immaginino gli ebrei e Israele secondo gli stilemi più classici dell’antisemitismo. Come ad esempio, il Blood Libel(“Oltraggio del sangue”,  l’accusa rivolta agli ebrei di praticare omicidi allo scopo di utilizzare il sangue per i riti, NdA) che vede in Israele e negli ebrei degli assassini di bambini e innocenti. Assassini che non cercano altro che la loro morte. Credo quindi che siano antisemiti inconsapevoli, che siano stati strumentalizzati da una cultura dell’odio che ne ha fatto degli ignoranti e delle persone pronte a tutto. Ciò che mi fa impressione di questa vicenda è la possibilità che dei ragazzi possano essere  privi di curiosità e pieni di odio.

Attraverso un’ordinanza  la Scozia è diventato il primo stato europeo a bandire libri israeliani nelle biblioteche pubbliche. Cosa rappresenta questa scelta?

E’ l’orribile costume antidemocratico del boicottaggio, che cancella invece che discutere, condanna gli ebrei a una morte culturale, economica o scientifica. Dico gli ebrei perché, in questo caso, non possiamo dire gli israeliani. Loro cosa ne sanno degli scrittori israeliani apprezzati da tutto il mondo. Perché li devono bandire? Perché ciò significa: condannare i prodotti alla non esistenza. Un gesto di cancellazione dello stato d’Israele. Se veramente volessero fare sparire ciò che Israele produce, dovrebbero privarsi dei telefonini, far sparire vaccini, medicine e cure indispensabili per malattie quali Alzheimer o il cancro. Inoltre dovrebbero far sparire il sistema d’irrigazione a goccia, grazie al quale si ciba l’Africa. Quindi queste persone dovrebbero avere il coraggio di privarsi di un milione di cose che giudica indispensabili.

Perché tale decisione non ha destato scalpore nell’opinione pubblica europea?

Non ha destato scalpore perché l’Europa è intessuta di antisemitismo. Basta pensare a quando il giornale svedese “Aftonbladet” ha scritto che i soldati israeliani uccidevano per poi vendere gli organi. L’Europa è piena di antisemitismo. Ma anche l’Italia non scherza. Ritengo che i dati del CDEC parlino chiaro, dai quali  risulta che l’84% della popolazione non conosce personalmente alcun ebreo, che il 15% circa dichiara di averne conosciuti alcuni e che solo lo 0,9% sostiene di conoscerne molti. Per il 26% “gli ebrei sono più leali verso Israele che verso il loro paese”, per oltre il 26% “gli ebrei si sono trasformati da un popolo di vittime in un popolo di aggressori”. E ancora “gli ebrei non sono italiani fino in fondo” per il 23,1% del campione mentre “gira e rigira i soldi sono sempre in mano agli ebrei” è un’affermazione condivisa dal 24,5% degli intervistati. Senza dimenticare il difficile tema dell’antisemitismo d’importazione araba.

Il 25 giugno del 2006 è stato rapito Gilad Shalit. Sono passati 5 lunghi anni. Ritiene sia stato fatto abbastanza per la sua liberazione?

Quella di Gilad è una tragedia che mi perseguita e angoscia quotidianamente. Lo stato d’Israele fa di tutto per aver indietro Gilad, non dobbiamo dare la colpa a noi stessi. La colpa è di chi lo ha rapito: Hamas. Un’organizzazione  terroristica che scrive nella sua carta di fondazione che gli ebrei devono essere odiati e uccisi e che, più di una volta, ha dichiarato di voler distruggere Israele. Un’organizzazione che non ha nessun riguardo nei confronti dei diritti dell’uomo. Israele ha fatto di tutto ma certo con delle cautele, per non mettere in pericolo la vita dei suoi cittadini. Pensare che quel ragazzo è rinchiuso da 5 anni fa rabbrividire qualsiasi persona normale. Il problema è che Hamas  non è composta da persone normali ma da terroristi.

Cosa significa la Primavera Araba per Israele?

In breve penso che se la “Primavera Araba” dimostrerà  di volgersi verso la democrazia, sarà per Israele un dono meraviglioso. Perché queste smetterebbero di propagandare l’odio verso lo stato d’Israele che in passato i dittatori di queste nazioni hanno strumentalizzato per mantenersi al potere. Per adesso ci sono buoni segnali. Fra questi l’Egitto, che spero voglia mantenere il  patto di pace con Israele e dove mi auguro che i fratelli musulmani non prendano potere.

In qualità di Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera, potrebbe illustrarci la posizione italiana riguardo la partenza della Freedom Flotilla 2- Stay Human?

Mi sono spesa in prima persona a riguardo, tramite un’interrogazione al Governo Italiano per domandare come si volesse agire per sospendere il traffico Flotilla. Il Governo  Italiano s’impegna a fare il possibile per chiudere questa vicenda. L’ONU stesso ha dichiarato che questa Flotilla non deve partire, posizione condivisa dall’America. Persino il governo Turco, il più accanito sostenitore della Freedom Flotilla, si è tirato indietro e chiede alla nuova spedizione di non partire.

Benedetta Rubin


Consiglio UGEIConsiglio UGEI27 luglio 2011
test.jpg

4min510

Cari amici e care amiche UGEI,

tira aria di test!

Qualche tempo fa, Moshè Polacco, il consigliere Ugei responsabile per le piccole Comunità, ha lanciato l’iniziativa, subito condivisa da noi tutti, di proporre ai giovani ebrei di Italia un questionario sulla nostra associazione che arriverà via mail a tutti gli iscritti all’indirizzario.

Si tratta di un test molto semplice e generale. L’idea è quella di fare un po’ il punto della situazione su quello che i giovani pensano sia o dovrebbe essere l’Ugei, in modo che si possano verificare, incrementare, meglio calibrare e ottimizzare le varie iniziative proposte.

Non si tratta, in primo luogo, di una verifica di quanto è finora stato fatto durante il mandato dell’attuale Consiglio, bensì di un’indagine generalissima su quello che negli ultimi anni avete avvertito e considerato riguardo ai servizi offerti. Vi siete sentiti coinvolti o no? Entusiasmati, depressi o completamente indifferenti? Ritenete azzeccate e utili le attività svolte? Cosa migliorare? Che critiche, anche scomode e dure, muovere? A che pubblico rivolgersi? Chi vi sembra non coinvolto? Cosa e come fare per coinvolgerlo?

Queste, insomma, le domande che vi chiediamo di porvi nel rispondere a questo breve questionario, la cui compilazione richiede davvero pochissimo tempo.

Considerando che ci stiamo progressivamente avvicinando al prossimo Congresso Ugei, a tutti noi è parso utile e significativo proporvelo con un ampio anticipo. E questo per almeno due motivi. Muovendoci così presto, dovremmo avere la possibilità di avviare iniziative -almeno della seconda parte del nostro mandato 😉 – che sentiate a voi più vicine e che si attaglino maggiormente ai vostri interessi e alle vostre aspettative. Lo strumento del questionario, in secondo luogo, ci permette di raggiungere molte più persone. E, in particolare, quelle tantissime ugeine e ugeini che non riescono a essere presenti, per infiniti motivi (lavoro e studio, mancanza di tempestiva e sufficiente comunicazione dell’evento da parte nostra o, ancora, perché non lo ritengono interessante o perché sono disillusi), al Congresso invernale.

A conclusione del questionario, c’è il classico riquadro per i “suggerimenti”. L’invito che vi facciamo è di cogliere l’occasione per scrivere suggerimenti, consigli, critiche: quello che pensate non è solo importante, ma realmente fondamentale ed essenziale!

Ancora una cosa. Come ogni “istituzione” che si rispetti, anche l’Ugei deve garantire un rinnovamento e una continuità al suo interno. C’è un po’ di ironia, forse, considerata la piccola realtà e l’esiguità numerica nostra e dell’ebraismo italiano in sé, ma c’è anche del vero. Come vedrete, vi chiediamo sin d’ora, di segnalarci chi di voi è interessato a collaborare, tanto in maniera continuativa e impegnata, come pure solo qualche ora saltuariamente.

Sperando che questa semplice iniziativa si riveli efficace, vi auguriamo un’ottima estate e vi chiediamo, se potete, di far girare questo questionario alle vostre amiche e ai vostri amici in età Ugei (18-32) che potrebbero essere coinvolti, ma che sono lontani mille miglia dai soliti circuiti giovanili e che forse non rientrano nei nostri indirizzari.

I Consiglieri UGEI


Consiglio UGEIConsiglio UGEI27 luglio 2011
logo.png

2min500

Siamo lieti di annunciare che il nostro Simone Mortara è stato eletto Segretario del Consiglio dell’European Council of Jewish Communities (ECJC), l’associazione rifondata quest’anno che si propone di riunire le comunità ebraiche europee, favorire progetti congiunti e promuovere attività sulla cultura, l’identità, l’educazione ebraica e nel sociale.

Simone è un pilastro dei movimenti ebraici in Italia, inizia con la militanza nell’Hashomer Hatzair, proseguendo con l’Ugei. La sua vocazione internazionale lo porta a rappresentare l’Italia dal 2006 al 2008 nel Presidium (il parlamentino) della EUJS.

Di recente si è presentato ed è stato eletto nel Consiglio della Comunità Ebraica di Milano.

Non contento figura nel consiglio direttivo dell’Associazione di Cultura Ebraica Hans Jonas, dove tenta di contagiare con la sua energia i ragazzi che partecipano ai corsi di formazione per leader comunitari. Chi avesse avuto la fortuna di conoscerlo sarà sicuramente rimasto colpito dalla gentilezza, dai modi garbati e dalla generosità di Simone. Nella vita reale è laureato in ingegneria gestionale, lavora all’Eni, dove si occupa di health care management vagando per il mondo impegnato in progetti di sostenibilità sul territorio.

L’orgoglio di avere Simone Mortara sul tetto d’Europa è grande, il suo è l’esempio dell’importanza del contributo che possono dare i giovani a plasmare l’identità e la società ebraica. L’augurio che il Consiglio e tutto l’Ugei vorrebbero rivolgergli è di conquistare tutti all’estero come ha già fatto con noi qui.



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


Contattaci