News

Consiglio UGEIConsiglio UGEI5 novembre 2012
risultati-congr-visual-500x495.png

2min560

A conclusione dei lavori del diciottesimo Congresso ordinario UGEI – svoltosi a Firenze dal 2 al 4 novembre appena trascorsi – sono stati eletti i ragazzi che formeranno il nuovo Consiglio Esecutivo 2013.

Questi i nomi dei candidati risultati eletti:

• Moshe POLACCO voti 52

• Sara ASTROLOGO voti 46

• Alessandra ORTONA voti 44

• Giorgia CAMPAGNANO voti 37

• Susanna CALIMANI voti 37

• Raffaele NAIM voti 34

• Gady PIAZZA voti 30

• Benedetto SACERDOTI voti 26

• Fiammetta RIMINI voti 24

Hanno inoltre riportato voti gli iscritti Serena LOVADINA, Federico JARACH e David SPIZZICHINO.

Come da Statuto, il neoeletto Consiglio nella prima seduta provvederà ad eleggere al suo interno il nuovo Presidente, il Vice Presidente, il Tesoriere, il consigliere responsabile di Ha-Tikwà ed il responsabile del sito www.ugei.it – e assumerà le sue funzioni a partire dal prossimo 1° gennaio. Ai nuovi consiglieri eletti vanno fin d’ora i complimenti e gli auguri più sinceri di buon lavoro da parte del Consiglio uscente.

Un ringraziamento anche ai candidati non eletti, che avranno certamente l’opportunità di riproporre la propria disponibilità in futuro.

Il Congresso ha anche provveduto ad eleggere i nuovi Revisori dei Conti, nelle persone di Davide ORVIETO e Yari PIAZZA, ed il nuovo Collegio dei Garanti – che sarà composto per il prossimo biennio dagli iscritti Daniel DISEGNI, Davide LASCAR e Daniele REGARD: supplenti sono risultate nominate Tana ABENI ed Amalia LUZZATI.

Un ringraziamento particolare infine al Presidente del Congresso Shemuel LAMPRONTI, alla vicepresidente Debora SADUN e alle segretaria Marta OLIFSON prestatisi con grande dedizione durante il weekend per l’eccellente conduzione dei lavori.

 


Consiglio UGEIConsiglio UGEI19 giugno 2012
MusaikonSquare.jpg

2min620

Generazioni, Provenienze, Amori

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia ed Equality Italia intendono promuovere una campagna che si avvierà in autunno con due eventi, uno a Roma e uno a Milano, con lo scopo di promuovere idee e azioni a sostegno della conoscenza reciproca di specificità generazionali, di provenienze etniche e religiose, di generi e orientamenti sessuali.

Tenendo conto dei disagi personali e collettivi, di diffusa diffidenza nei confronti di realtà che non si conoscono o di cui si hanno notizie solamente attraverso pregiudizi e stereotipi, MUSAIKON intende essere uno spazio aperto nella rete web e in luoghi fisici adatti al reale scambio di storie, esperienze, confronti di arricchimento personale e di presa di contatto con molteplici aspetti della società in cui viviamo.

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia ed Equality Italia, che promuovono la campagna, invitano tutti i gruppi e persone interessate a costruire eventi, iniziative, campagne stampa e su web, a sentirsi coinvolti in questa nuova avventura, che ha l’intento, attraverso modalità di incontro orizzontali, di reale interscambio tra testimoni, artisti, politici, attività strutturate e informali, individui, di essere uno strumento work in progress.

Caratteristica degli incontri pubblici sarà quella di impegnare tutte e tutti i partecipanti a portarsi uno o più cuscini, per potersi comodamente sedere per terra, nei momenti d’interazione. L’iniziativa, quindi, oltre che una proposta culturale e sociale, una modalità fisica ben precisa: occasioni di reale ascolto reciproco.

L’iniziativa sarà presentata:

MARTEDI 26 GIUGNO ALLE ORE 10.00

Presso la Sala Peppino Impastato della Provincia di Roma Palazzo Valentini IV Novembre, 119/a

 


Consiglio UGEIConsiglio UGEI11 giugno 2012
ForumNazionale-500x500.jpg

1min590

Si e’ concluso oggi il quarto Congresso del Forum Nazionale dei Giovani; si sono votati i nove membri del Direttivo 2012-2015: Stefano Felician, Giuseppe Failla, Matteo Guidoni, Diletta Alessandrelli, Stefano Vitale,Benedetta Rubin, Salvo Nicosia,Carmelo Lentino e Lorenzo Floresta.

Un augurio da parte nostra a tutto il Direttivo, sopratutto a Benedetta Rubin,gia’ consigliera UGEI. La quale afferma:”Sono convinta che sara’ un’esperienza magnifica e saranno tre anni pieni di lavoro in cui m’impegnero’ a rappresentare le varie anime del Forum Nazionale dei Giovani”.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI26 aprile 2012
YomHatzmaut.jpg

4min500

Dopo un grande dolore, arriva la gioia. Questa è la lezione che ho imparato durante Yom Haazmaut in Israele. Perché è incredibile vedere che in 24h si passa dal dolore del ricordo dei caduti per la patria alla gioia per la nascita della patria. Dalle lacrime al sorriso.

Penso che questa semplice scelta, possa far capire al mondo intero l’essenza del popolo ebraico, un popolo che ha sofferto tanto,ma, che dopo tanta sofferenza è tornato a sorridere e ad essere felice.

Tra il 25 aprile e il 26 aprile si è festeggiato Yom Ha’atzmaut: Giorno dell’Indipendenza di Israele. La sensazione di festa, gioia ed amore per la patria è già evidente nelle settimane precedenti a questo sessantaquattresimo anniversario. Ovunque si cammina si vedono bandiere israeliane sulle case ,edifici, automobili,insomma, in ogni angolo d’Israele c’è almeno una bandiera israeliana. Qui, Yom Haazmaut, è il giorno atteso da tutti gli israeliani, la bellezza di questa festa è vedere celebrare l’ebreo ortodosso e quello ateo allo stesso modo, vedere l’Etiope con la bandiera d’Israele sulla schiena e il tassista iraniano che mette l’Hatikva (inno nazionale) remixata.

Qui, di Yom Hazmaut ci si muove a piedi, le strade sono completamente bloccate. La mia serata di festeggiamenti è stata vissuta in stile puramente Israeliano, cioè nelle piazze.La gioia più grande è stata vedere migliaia di miei coetanei ballare per la strada, liberi, felici , ma ancora più bello è stato sentirmi per una notte cittadina di questo Paese . Sì, perché quei ragazzi emanavano vita ed erano portatori di felicità contagiosa,e, la voglia di condividere la loro felicità era commuovente. Dopo aver ballato in tutte le piazze di Tel Aviv, mi preparo al giorno successivo.

L’unico dubbio che hanno gli israeliani durante questa giornata è : barbecue o spiaggia? Non volendo rinunciare a nessuna delle due cose, decido di optare per entrambe. I barbecue prendono luogo nei parchi pubblici, nel mio caso il parco Hayarkon. Non avendo materiale a disposizione, opto per la carne, dopo aver fatto un giro tra i vari gruppetti, vengo chiamata da un gruppo di ragazzi,e, come se fossimo amici di vecchia data, mi ospitano al loro barbecue. Si canta, si mangia, si suona la chitarra, si parla del futuro con un entusiasmo, ( fatto oramai raro in Italia).

Dopo il BBQ ci spostiamo in spiaggia, già sul lungomare si nota la folla di gente che le occupa, ed improvvisamente una visione del tutto unica si presenta ai miei occhi: una vera onda cromatica bianca e blu ammanta le spiagge, qui i colori nazionali sono indossati da chiunque, in forma di costume o mediante l’utilizzo della stessa bandiera come pareo, rimango stupita come il senso di nazionalismo continui anche nelle ore della tintarella.

Cala il sole, saluto così sulle note della Hatikvà questa giornata, per me indimenticabile.

Benedetta


Consiglio UGEIConsiglio UGEI29 marzo 2012
ViaggioDellaMemoria.jpg

6min580

Con l’intervista di Marcello Pezzetti ad uno dei sopravvissuti di Aushwitz – Birkenau, Sami Modiano, avvenuta qualche sera fa al Pitigliani, si è concluso il percorso iniziato a fine marzo con il Viaggio della Memoria.

Tra il 26 e il 28 marzo, DELET, in collaborazione con il Pitigliani e l’UGEI, ha portato più di quaranta ragazzi tra i 18 e i 35 anni a Cracovia, dove con la guida esperta di Marcello Pezzetti e dei suoi più stretti collaboratori hanno affrontato il tortuoso percorso della Shoà e hanno potuto condividere questa difficile esperienza con loro coetanei.

Il Viaggio della Memoria è quel viaggio per il quale ti prepari da sempre ma che non sei mai pronto ad affrontare. E’ il viaggio dell’inaspettato, il viaggio del “non importa quanti libri hai studiato, quanti documentari hai guardato e per quanti film ti sei commosso” perchè ciò che stai per vedere è più grande di tutto questo, più grande di quanto sia

umanamente comprensibile. E’ il viaggio del dolore perché camminando nella distesa sterminata di Aushwitz-Birkenau, con il freddo che, nonostante la Primavera sia ormai iniziata da qualche giorno, ti trafigge attraversando giubbotti, maglioni e felpe, respiri la sofferenza, respiri la perdita dell’altro e di sé, respiri l’annientamento, respiri la Morte, e allora quasi non respiri più.

Un viaggio che DEVE essere fatto, un viaggio che cambia qualcosa dentro di te, un viaggio dopo il quale ad ogni cenno di antisemitismo senti un’allarme accendersi come una spia luminosa, un viaggio che ti chiedi come sia possibile che esista il Negazionismo, perché chi ha il coraggio di negare ciò che è accaduto e che non deve succedere mai più, dovrebbe farlo lui questo Viaggio, dovrebbe vedere lui con i propri occhi la Rampa della Morte dove le madri erano separate dai figli, le mogli dai mariti, i fratelli dalle sorelle. Dovrebbero vedere con i propri occhi ciò che rimane delle camere a Gas e dei forni crematori dove migliaia di ebrei, senza averne la consapevolezza, incontravano la morte ogni giorno.

Dovrebbero ascoltare con le proprie orecchie i racconti degli esperimenti che venivano fatti su bambini innocenti. Dovrebbero guardare le foto, gli oggetti personali, i capelli conservati ad Aushwitz, dovrebbero guardare quella scritta “Il lavoro rende liberi”, molto più piccola di quanto non sembri nello schermo della tv, e pensare che quel lavoro non ti rende libero, quel lavoro con addosso un pigiamino a righe e 125 grammi di pane nello stomaco ti rende uno scheletro, ti fa sperare che la morte ti prenda il prima possibile, ti uccide.

Affrontare questo viaggio significa accettare di guardare il mondo con occhi diversi, affrontare questo viaggio forse non sarebbe stato abbastanza se non avessi ascoltato la storia di Sami Modiano deportato ad Aushwitz da Rodi. Sami con sguardo fisso e voce ferma, senza mostrare, se non in rari momenti, segni di cedimento, ha condiviso con noi la sua vita: da quando ad 8 anni il papà ha dovuto spiegargli che se era stato espulso dalla scuola non era colpa sua, a quando a 13 è salito sul Treno della Morte con suo padre e sua sorella mentre i suoi occhi continuavano a vedere cose che nessuno dovrebbe mai vedere, fino a quando ad Aushwitz ha perso le persone più preziose che aveva ed è rimasto solo al mondo. Ci ha parlato delle ultime parole di suo padre, di quell’incoraggiamento che l’ha tenuto in vita, di quello che ha vissuto quando i cancelli di Aushwitz si sono chiusi dopo la liberazione. Ha raccontato degli incubi che lo tangono sveglio di notte, dei silenzi, delle depressioni, della fortuna di aver avuto una moglie che gli è stata vicino, che l’ha convinto a parlare.

Sami per molti anni si è chiesto perché proprio lui si fosse salvato, perché lui e non un altro. La risposta che è arrivato a darsi, che gli ha permesso di ritrovare la pace interiore, e di ricostruire il suo rapporto con D. è che grazie alla sua testimonianza le nuove generazioni possono conoscere la verità e far si che quel che è stato non sia mai più.

E allora proprio questo deve essere un monito per noi giovani, deve muovere le nostre azioni, e tenere sempre alta la nostra attenzione.

Sara



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


Contattaci