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Consiglio UGEIConsiglio UGEI7 luglio 2014

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E’ con orrore e sgomento che apprendiamo i dettagli sull’omicidio di Mohammed Abu Khadir, il giovane palestinese trovato senza vita alcuni giorni fa nei pressi di Gerusalemme, che sarebbe stato rapito e barbaramente ucciso da sei cittadini israeliani, arrestati dalla polizia nelle scorse ore, in un atto di “vendetta” per l’assassinio di Eyal Yifrach, Gilad Shaar e Naftalì Frenkel.

Non vi sono parole per definire l’abominevole assurdità di tale crimine, che non soltanto oltraggia la memoria dei tre ragazzi uccisi piuttosto che onorarla, ma si pone in contrasto con qualsiasi principio di etica ebraica.

Nel momento di massima preoccupazione per gli sviluppi del conflitto arabo-israeliano, confidiamo nella determinazione delle autorità israeliane nell’infliggere una pena esemplare ai responsabili di questo delitto, e nel combattere ed isolare ogni tentazione di vendetta all’interno della società.

Per quanto oggi drammaticamente difficile e lontana, la prospettiva della risoluzione politica del conflitto e della pace fra i due popoli possa continuare ad ispirare l’azione dei leader coinvolti tanto nella regione quanto nella comunità internazionale, affinchè le vite di Eyal, Gilad, Naftalì e Mohammed siano le ultime spezzate da una violenza assurda e senza futuro.

Simone Disegni, presidente UGEI


Consiglio UGEIConsiglio UGEI1 luglio 2014
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Non avevano più di 16 anni, Gilad Shaar e Naftalì Frenkel, giovani studenti di una yeshivà nei pressi di Gush Etzion, 19 ne aveva il loro compagno Eyal Yifrach. Il mondo ha vissuto con trepidazione i diciotto giorni passati dalla notizia del loro rapimento, lo scorso 12 giugno, nel’attesa febbrile di notizie finalmente certe sulla loro sorte e di una loro rapida liberazione, fra appelli di ogni genere. Nulla di tutto questo aveva un senso – scopriamo con terribile dolore ora: finiti nelle mani di uomini di Hamas, Eyal, Gilad e Naftalì non erano neppure mai stati presi davvero in ostaggio, ma immediatamente uccisi, i loro corpi gettati in un campo fra qualche cespuglio nei pressi del villaggio di Halhul.
La loro perdita è come quella di tre fratelli, il dolore per quelle vite spezzate semplicemente indescrivibile, la rabbia per il vile agguato difficile da reprimere. In queste ore di profonda commozione, non possiamo che stringerci moralmente attorno alle famiglie dei tre ragazzi ed auspicare che i responsabili di questo barbaro attentato siano al più presto individuati e paghino per la loro colpa. Che il ricordo di Eyal, Gilad e Naftalì, come vuole la tradizione ebraica, sia di benedizione, e che l’immagine del loro sorriso pieno di fiducia e di speranza per il futuro possa dare la forza a ciascuno di noi e a tutte le democrazie di riaffermare sempre l’amore per la vita e battersi contro ogni cultura o ideologia di morte.
Unione Giovani Ebrei d’Italia

Consiglio UGEIConsiglio UGEI16 giugno 2014
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Logo positivo UGEIEgregio Ministro Mogherini,
Lo scorso venerdì 13 giugno, poche ore prima del tramonto che segna l’inizio dello Shabbat, il giorno più sacro per il popolo ebraico, momento di riposo dal lavoro settimanale, di riconnessione spirituale e di ritrovo delle famiglie, le forze di sicurezza israeliane hanno ufficializzato una notizia terribile: tre giovanissimi studenti di una Yeshivà del Gush Etzion – Gilad Shaar di 16 anni, Naftalì Frenkel, 16, ed Eyal Yifrach, 19 – non avrebbero fatto ritorno a casa per lo Shabbat. Irreperibili, con ogni probabilità rapiti da un gruppo terrorista mentre chiedevano un passaggio per ritornare a casa.
Non sembra al momento vi siano notizie certe sull’ubicazione dei tre adolescenti nè sull’identità dei rapitori. Certo invece è il travaglio dei famigliari dei tre ragazzi e dei loro compagni in queste ore. La loro angoscia, le loro preghiere, sono anche le nostre, quelle dei giovani ebrei italiani tutti uniti oggi dal pensiero più profondo per quei tre coetanei e fratelli le cui tracce sono da giorni drammaticamente perse.
Paese da sempre centrale negli equilibri mediterranei e mediorientali, l’Italia può ancora una volta giocare un ruolo di primo piano per disinnescare questa miccia di nuova violenza, aiutare a fare piena luce su questa vicenda e riportare a casa i tre ragazzi, come auspicato in questi giorni dalla campagna #Bringbackourboys.
A Lei, egregio Ministro, ed al Governo italiano tutto, ci permettiamo dunque di chiedere con grande rispetto di attivare ogni sforzo politico e diplomatico attraverso i canali disponibili per trarre in salvo al più presto Gilad, Naftalì ed Eyal e mantenere così accesa la fiammella della speranza di un possibile dialogo nella regione rilanciata appena una settimana fa da Papa Francesco presso i Giardini Vaticani.
In attesa – ci auguriamo – di poter presto avere buone notizie sulla sorte dei tre ragazzi e per il futuro della regione tutta, buon lavoro.
Cordialmente,

 

Simone Disegni
Presidente UGEI
Unione Giovani Ebrei d’Italia
 

 


Consiglio UGEIConsiglio UGEI16 giugno 2014
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Lo scorso venerdì 13 giugno, poche ora prima del tramonto che segna l’inizio dello Shabbat, le forze di sicurezza israeliane hanno ufficializzato ciò che già tre famiglie avevano drammaticamente intuito: i loro tre ragazzi – Gilad Shaar, 16 anni, Naftalì Frenkel, 16 ed Eyal Yifrach, 19 – giovanissimi studenti di Yeshivà nel Gush Etzion di cui si erano perse le tracce da troppe ore, sono con ogni probabilità stati rapiti da un gruppo terrorista palestinese. Il governo israeliano ha reagito duramente, ma ancora mancano rivendicazioni ufficiali del rapimento e notizie certe sulla sorte dei tre ragazzi.

Segui con noi tutti gli aggiornamenti attraverso questa sezione dedicata, e mantieni alta l’attenzione.
#Bringbackourboys

 

 

Aggiornamenti

Netanyahu: “Mi aspetto che il presidente dell’ANP si adoperi per riportare a casa i tre ragazzi rapiti e arrestare i responsabili.”

Link Yedihot Ahronot

Link Haaretz

Binyamin Gantz (Capo di Stato Maggiore Generale): “Affronteremo una operazione massiccia per ottenere il nostro obiettivo di riportare i tre ragazzi rapiti a casa.”

Link

 


Consiglio UGEIConsiglio UGEI25 maggio 2014
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All’attenzione del sig. Maurice Sosnowski, presidente del Comtato di Coordinamento delle Organizzazioni Ebraiche del Belgio (CCOJB).
CC UEJB – Unione des Etudiants Juifs de Belgique
Gentile sig. Sosnowski,
è con orrore e sgomento che abbiamo appreso, ieri sera dopo la fine di Shabbat, del terribile attacco che ha colpito la comunità ebraica belga nel luogo simbolico del Museo Ebraico di Bruxelles.
Se i contorni dell’attentato restano ancora da chiarire, così come l’identità dei suoi responsabili, la matrice odiosamente antisemita è fin d’ora fuori discussione. Dopo la strage di Tolosa, sono di nuovo gli ebrei in quanto tali ad essere le vittime di un attacco violento e privo di senso.
Non ci si alcun dubbio a tal riguardo: è il popolo ebraico tutto che è oggi sotto attacco e che deve rispondere unito a tale sfida. E’ per questo che tengo a farle giungere, come rappresentante dell’UGEI – Unione Giovani Ebrei d’Italia, la nostra più grande vicinanza in questo momento di dolore e di shock. I nemici del popolo ebraico – siamo profondamente certi – non riusciranno mai a portarci a rinunciare ai nostri valori, ai nostri principi e alla nostra identità.
Con il cuore interamente rivolto verso di voi, La prego di accettare le nostre più sincere condoglianze – sia il ricordo delle vittime di benedizione – ed il nostro più completo sostegno.
Cordialmente,

Simone Disegni

Presidente UGEI – Unione Giovani Ebrei d’Italia

 

 

Versione originale (francese)

Cher Monsieur,

c’est avec horreur et désarroi que nous avons appris, tard hier soir après la fin de Shabbat, du terrible attaque qui a frappé la communauté juive belge dans le lieu symbolique du Musée Juif de Bruxelles.
Si les contours de l’attentat restent encore à definir, ainsi que l’identité de ses reponsables, la matrice odieusement antisemite est d’ores et déjà bien claire. Après la sanglante meurtre de Toulouse, c’est à nouveau les juifs qui sont victimes d’une attaque violente et sans explications.
Ne nous trompons pas: c’est le peuple juif tout entier qui est sous attaque et qui doit relever le défi. C’est pourqoui je tiens à vous faire joindre, en tant que représentant de l’UGEI – l’Union des Jeunes Juifs d’Italie, notre plus grande proximité dans ce moment de doleur et choc. Les ennemis du peuple d’Israel, soyez-en surs, n’arriveront jamais à nous faire renoncer à nos valeurs, nos principes et notre identité.
Avec le coeur entiérement tourné vers vous, Monsieur, je vous prie d’agréer nos sincéres condoléances – soit le souvenir des victimes de benediction – et notre soutien total.

Bien à vous,

Simone Disegni
Presidente UGEI – Unione Giovani Ebrei d’Italia


UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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