Media

Consiglio UGEIConsiglio UGEI20 ottobre 2016
pieroterra-500x281.jpg

1min360

rrIeri pomeriggio, a Roma, i giovani dell’Ugei hanno incontrato Piero Terracina, tra i pochi testimoni di Auschwitz che è ancora possibile ascoltare in Italia. L’incontro è l’ultima tappa di avvicinamento verso il Viaggio della memoria organizzato dall’Ugei, in partenza tra pochi giorni per i luoghi dello sterminio, su cui Hatikwà ha scritto in più occasioni negli ultimi mesi. 

I microfoni di Radio Radicale hanno seguito l’incontro, la registrazione è già disponibile sul sito per chi non ha potuto esserci di persona o vuole riascoltare le parole di Piero e per tutti gli interessati.

In apertura l’intervento del Presidente Ugei Ariel Nacamulli (min. 1-3), a cui sono seguite le riflessioni di Grazia Di Veroli e Maurizio Ascoli (Aned). Ampio spazio dunque a Piero Terracina, che in conclusione ha risposto anche alle domande del pubblico.

pieroterra


Consiglio UGEIConsiglio UGEI16 ottobre 2016
kotelunesco-500x289.png

3min520

Pubblichiamo la lettera inviata dall’Ugei e da Giovane Kehilà a Vincenza Lomonaco, Ambasciatore Capo della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unesco, chiedendo ragione dell’astensione del nostro Paese sulla recente mozione che riguardava il Monte del Tempio e Gerusalemme. Auspichiamo un deciso cambiamento di valutazione in vista di martedì prossimo 18 ottobre, quando la risoluzione sarà sottoposta a voto definitivo.

kotelunesco

Milano e Gerusalemme, 14 ottobre 2016

Alla cortese att.ne di Vincenza Lomonaco, Ambasciatore Capo della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unesco

Con l’astensione dal voto di ieri sulla risoluzione che di fatto nega qualsiasi legame storico dell’ebraismo con il Monte del Tempio e iI Muro Occidentale, a Gerusalemme, l’Italia, per il suo tramite, ha dimostrato di non conoscere la storia del Monte Moriah e dei due Templi che vi furono eretti, il primo distrutto da Nabucodonosor nel 586 a.C, il secondo da Tito nel 70 d.C, le cui vestigia sono visibili a Roma sotto l’arco a lui dedicato.
Questi luoghi sono stati per circa un millennio il centro della vita spirituale, civile e politica del mondo ebraico e per un periodo di tempo lungo il doppio riferimento essenziale per il popolo ebraico in tutto il mondo.
Per questo vogliamo sperare che il giudizio espresso nella sede dell’Unesco dall’Italia non sia un troppo facile e ingiusto tentativo di sacrificare le ragioni della storia a quella parte di mondo che nega a Israele il diritto a esistere, da pari, nel consesso delle Nazioni.
Noi giovani ebrei cittadini italiani, insieme ai giovani italiani che hanno scelto di vivere in Israele, esprimiamo profonda delusione per la scelta di astensione del nostro Paese in una circostanza in cui non crediamo dovrebbe sussistere il minimo dubbio su come schierarsi.

Michael Sierra, Coordinatore generale Giovane Kehilà
Ariel Nacamulli, Presidente UGEI – Unione Giovani Ebrei d’Italia

ugeigkeh


Consiglio UGEIConsiglio UGEI31 agosto 2016
foersafran-500x279.jpg

1min440

radio3Oggi, 31 agosto 2016, la recensione a “Eccomi” scritta da Benedetta Grasso per Hatikwà è stata letta e commentata nella trasmissione “Pagina 3”, in onda dalle 9:08 sull’emittente radiofonica culturale più seguita in Italia, Radio 3. Il nuovo libro di Jonathan Safran Foer, in uscita contemporaneamente in Stati Uniti e in Italia e prossimo alla presentazione in numerose grandi città del nostro Paese, si annuncia come uno dei casi dell’anno per la letteratura ebraica.

La registrazione completa della trasmissione è disponibile sul sito www.radio3.rai.it (dall’inizio al minuto 6).

Jonathan Safran Foer
Jonathan Safran Foer

foereccomi


Consiglio UGEIConsiglio UGEI3 agosto 2016
renzierdogan-500x306.jpg

4min420

renzierdogan
Dopo il portale dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Moked, anche ANSA ha ripreso e diffuso la lettera inviata dall’Ugei, che ha coinvolto altre importanti associazioni giovanili nazionali, al Ministro Paolo Gentiloni per il ripristino della legalità piena in Turchia. 

Ecco il testo pubblicato da ANSA:

Turchia: gruppi giovani a Gentiloni, difendiamo diritti umani

(ANSAmed) – ROMA, 3 AGO – Numerose organizzazioni giovanili italiane – Unione Giovani Ebrei d’Italia (Ugei), Giovani delle Acli, Federazione Giovanile Evangelica Italiana (Fgei), Rete Arcigay Giovani, Associazione Treno della Memoria – hanno scritto una lettera al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni per chiedere la difesa dei diritti umani in Turchia, dopo l’ondata di epurazioni che ha seguito il fallito colpo di stato. “Noi, giovani cittadini uniti dall’avere a cuore i principi democratici su cui si fonda la nostra cultura – si legge nella lettera – sentiamo il dovere morale di farci promotori affinché cessino le violazioni dei diritti umani che si stanno verificando in questi giorni in Turchia”.

“Abbiamo seguito con crescente apprensione la notizia di migliaia di arresti e decine di migliaia di epurazioni e dimissioni forzate – prosegue la lettera – Misure che hanno colpito esponenti della magistratura e dell’esercito, tra cui 99 generali, giornalisti, dipendenti della scuola pubblica e professori universitari, tra cui i 1577 rettori delle università turche, migliaia di funzionari ministeriali di ogni grado, 492 docenti di religione e imam; il Ministero dell’Educazione ha annunciato di aver sospeso 15.200 dipendenti e revocato la licenza d’insegnamento a 21 mila docenti che lavorano in scuole private, mentre a 24 emittenti radio e tv sono state ritirate le licenze e a 34 giornalisti gli accrediti stampa. Amnesty International riferisce di torture diffuse”.

“Di fronte a simili fatti – concludono – sentiamo il dovere morale di prendere posizione, denunciando le violazioni tutt’ora in corso in Turchia e schierandoci senza ambiguità contro i provvedimenti liberticidi di cui è responsabile l’attuale governo turco. Vogliamo esprimere la nostra vicinanza al popolo turco e in particolare ai giovani studenti e ai professori che sono stati presi di mira, e altresì chiedere alla Sua persona e al Governo di fare quanto in Vostro potere affinché venga ristabilito in Turchia il rispetto dei diritti umani e dei principi democratici”.

La lettera è firmata da Ariel Nacamulli (Presidente Unione Giovani Ebrei d’Italia, Ugei), Matteo Bracciali (Coordinatore Nazionale Giovani delle Acli), Francesca Litigio (Segretaria Federazione Giovanile Evangelica Italiana, Fgei) Shamar Droghetti (Coordinatore Rete Arcigay Giovani) e Paolo Paticchio (Presidente Associazione Treno della Memoria).

(ANSAmed)


Consiglio UGEIConsiglio UGEI28 luglio 2016
religg.jpg

7min540

Pubblichiamo di seguito la dichiarazione a seguito del convegno internazionale “L’insegnamento della materia ‘Storia delle religioni e del libero pensiero’ nella scuola”, svoltosi a Torino il 2 aprile 2016. L’Ugei ha partecipato al convegno con un comunicato pubblicato a suo tempo su Hatikwà.

                                               Scuola Religioni Laicità

religg
Introduzione

Nelle nostre società Europee sempre più complesse e sempre più plurali, la diversità religiosa in cui siamo immersi può divenire fonte di pregiudizi, stereotipi e discriminazioni. Non sembra, infatti, che la religione sia destinata a scomparire dalla scena pubblica, nonostante il processo di secolarizzazione in corso. Di fronte a questo scenario, le politiche nazionali e sovranazionali sono chiamate a tracciare prospettive d’intervento per confermare e rinnovare alcuni principi fondamentali quali la difesa dell’uguaglianza e della libertà in rapporto alle scelte personali di aderire o non aderire a una religione o ad altro sistema di pensiero.

Conoscere e comprendere la diversità religiosa del mondo attuale e passato può essere uno strumento importante per porre basi più solide all’affermazione dell’uguaglianza, della tolleranza, del dialogo, nella prospettiva di costruire una laicità rispettosa di tutte le istanze culturali.

In questa direzione si sono espresse alcune raccomandazioni da parte delle istituzioni europee che sollecitano gli stati membri a predisporre politiche educative più attente alla diversità religiosa e di pensiero.

Ne sono esempio il «Libro bianco sul dialogo interculturale», del 2008, che sostiene con forza, a nome dei governi dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa, che l’avvenire comune dipende dalla nostra capacità di tutelare e sviluppare i diritti umani sanciti dalla Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, quali la democrazia e il primato del diritto, promuovendo la comprensione reciproca attraverso  l’educazione interculturale; «I Principi di Toledo. Linee guida sull’insegnamento delle religioni e delle credenze nelle scuole pubbliche», pubblicati nel 2007, dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa; e più recentemente, nel 2014, un documento del Consiglio d’Europa, «Signposts – Policy and practice for teaching about religions and non-religious world views in intercultural education», un lavoro che offre a insegnanti e politici consigli di lavoro per mettere in pratica le raccomandazioni citate riguardo l’insegnamento delle religioni e delle credenze.

Questi documenti pongono l’attenzione sull’evidenza che l’analfabetismo religioso rende difficile comprendere aspetti importanti della storia, dell’arte, della letteratura, rappresentando una penuria nel bagaglio culturale dei cittadini, e più importante, tale analfabetismo di conoscenze e competenze costituisce il terreno fertile per discriminazioni, intolleranze, e radicalismi politici e religiosi.

religioni- -20160119101429

Dichiarazione

Ciò considerato, i movimenti religiosi e le associazioni del mondo della scuola che oggi sono qui intervenute, si sono espressi in maniera concorde nel giudicare positivamente l’impegno per introdurre nei curricula scolastici i contenuti e gli strumenti di un insegnamento laico e non confessionale che descriva le religioni nella loro complessità e pluralità storica;

Alieno da intenti confessionali o di conversione, tale insegnamento dovrebbe completare la formazione culturale degli studenti in merito ai fondamenti etici e storici delle differenti religioni.

All’unanimità indichiamo come orizzonte ideale, da conseguirsi a medio termine, il superamento in Italia dell’attuale insegnamento facoltativo di religione cattolica, così come garantito dalle leggi, sollecitando una riforma strutturale e una proposta complessiva che tenga conto dei principi di uguaglianza, libertà religiosa e laicità, nel quadro dei mutamenti sociologici e politici attuali.

Consapevoli delle difficoltà giuridiche ed economiche che rendono complessa una tale riforma, chiediamo alla comunità dei giuristi e dei politici di lavorare per studiare ed avviare in tempi rapidi un iter di riforma adatto alla peculiarità della questione;

Per l’immediato futuro prospettiamo alcune raccomandazioni di lavoro:

– sfruttare le risorse e le potenzialità garantite dal contenitore dell’ora alternativa all’IRC per inserire la materia di “Storia delle religioni”, consapevoli che questa soluzione presenta alcune parziali criticità quali la separazione del gruppo classe secondo criteri di “identità” (peraltro già determinate dall’attuale normativa, tra avvalentisi e non avvalentisi) e la difficoltà di reperire docenti strutturati formatisi in tali discipline;

– promuovere percorsi di formazione di docenti di materie affini come la storia della filosofia, la storia, la letteratura, la storia dell’arte.

Questi contenitori provvisori dovrebbero essere l’occasione per mettere a punto e sperimentare i contenuti, i metodi, gli strumenti didattici dell’insegnamento di “storia delle religioni”. Questa fase dovrebbe vedere la collaborazione del mondo accademico, in merito ai contenuti e il coinvolgimento delle comunità religiose e delle altre associazioni interessate, nella fase divulgativa.

Sottolineiamo inoltre con forza l’attenzione sulla necessità di unire a tale insegnamento anche la trattazione di sistemi di pensiero e pratiche che rientrano nell’orbita dell’ateismo, dell’agnosticismo, dell’umanismo e che possiamo, in attesa di una definizione migliore, chiamare “storia del libero pensiero”. In tal modo potrebbero trovare adeguato spazio tali forme di credenze e appartenenze, le quali pure sarebbero sottoposte al confronto e dialogo con quelle propriamente religiose.

Concordemente riteniamo, infine, che il quadro in cui inserire la trattazione delle diversità religiose e di pensiero debba essere, insostituibilmente, quello del nomos costituzionale, ovvero l’imprescindibile trasmissione della cultura della cittadinanza e della democrazia partecipativa quale tessuto di valori e istituzioni rappresentativi di tutti e tutte, indipendentemente dai credo e dalle appartenenze di ciascuno.

Centro di Documentazione, Ricerca e Studi sulla Cultura Laica “Piero Calamandrei”- Onlus
Fondazione Benvenuti in Italia
Ass. Universolaltro
Unione Giovani Ebrei d’Italia
Federazione Giovanile Evangelica in Italia
Coordinamento Genitori Democratici Nazionale
Centro Iniziativa Democratica Insegnanti di Torino



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


Contattaci