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Consiglio UGEIConsiglio UGEI22 maggio 2017
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Che cosa significa essere ebrei? Ebraismo è comunità? Oppure pratica? È memoria, famiglia, tradizione? Impegno civile? Una costellazione di valori? Intima credenza?

Libertà e opportunità di esprimere opinioni: può esistere un limite etico? E se c’è, dove porre il confine tra quello che può e non può essere detto? Ci sono circostanze in cui esprimersi, prendere posizione è doveroso? Come si coniugano questi interrogativi in relazione all’informazione su Israele? E’ possibile ipotizzare una responsabilità collettiva del mondo ebraico a riguardo?

Inclusione ed esclusione: esiste una differenza tra un evento ebraico e uno per ebrei? Ha senso, quando organizziamo un evento per i giovani ebrei d’Italia (oppure italiani?), ipotizzare norme di esclusione senza trasformarsi in un club, peraltro sempre più ristretto? Le regole sono utili strumenti da applicare e adattare al mondo, oppure principi saldi di fronte a cui vanno piegate le circostanze?

Sono questi alcuni dei nuclei su cui HaTikwà, il giornale dei giovani ebrei d’Italia, si interroga da sempre. Intorno a essi, nel corso del recente shabbaton di Lag BaOmer che l’Ugei ha organizzato a Roma, si è sviluppata una discussione ricca di interventi e voci differenti. Le domande più vecchie e importanti, quelle a cui è improbabile si possa rispondere in modo univoco, sembrano essere ancora quelle più attuali.

Da Moked.it


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Si è conclusa da poco la tre giorni di incontro, discussione e divertimento organizzata dall’Unione dei Giovani Ebrei d’Italia (Ugei) a Roma in occasione di Lag BaOmer. È stata l’occasione per uno Shabbat in compagnia, partecipando alle tefillot al Tempio dei giovani, giorni ricchi di discussioni su argomenti attuali tra cui l’informazione su Israele e il ruolo degli ebrei, le dinamiche di inclusione/esclusione da adottare e il significato dell’identità ebraica. E i partecipanti, che si sono confrontati anche grazie a una stimolante attività preparata dall’Associazione Hans Jonas non hanno solo trascorso ore impegnate e di approfondimento: durante lo shabbaton trascorso insieme c’è stato tempo anche per un aperitivo sabato sera in un locale del Ghetto e, domenica, la festa organizzata in una località alle porte di Roma ha reso ancora più indimenticabile per gli oltre cento partecipanti un fine settimana che è stato di impegno, approfondimento, e divertimento.

Da Moked.it

Giorgio Berruto


Consiglio UGEIConsiglio UGEI8 maggio 2017
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Il sito del Ministero dell’interno pubblica un resoconto della giornata di incontro, venerdì 5 maggio, tra giovani ebrei, musulmani e cristiani con il ministro Minniti, di cui abbiamo già scritto su Hatikwà:

Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha incontrato questa mattina al Viminale una delegazione di giovani di diverse religioni: musulmani, cristiani e ebrei, provenienti da tutte le regioni d’Italia e presenti a Roma in occasione del Convegno nazionale “Dall’Islam in Italia all’Islam italiano. Giovani musulmani e protagonisti di nuovi orizzonti di integrazione: attivarsi, dialogare, progettare”.

Nel corso dell’incontro, il ministro Minniti ha sottolineato l’importanza dell’appuntamento di oggi: “Voi siete i pionieri di una nuova umanità, quella che non consentirà a nessuno che il passato uccida il futuro”.

Il Segretario Generale Cozzolino ed il Presidente Hajraoui della Confederazione Islamica Italiana, che hanno accompagnato la delegazione, hanno ringraziato il Ministro per l’attenzione riservata evidenziando che, sin dalla sua costituzione, la Confederazione Islamica Italiana ha puntato sui giovani come risorsa fondamentale da coinvolgere nelle proprie iniziative nel segno dell’inclusione e della convivenza pacifica mirata anche a contrastare l’isolamento e l’emarginazione.

Il Convegno nazionale dei giovani musulmani, come osservato dai giovani che hanno preso la parola in rappresentanza delle singole delegazioni, costituisce l’occasione per divulgare e trasmettere i principi richiamati dal Patto per un islam italiano e per la condivisione di un percorso di conoscenza e di dialogo. Il ministro Minniti, infine, ha sottolineato l’importanza del Patto con l’Islam italiano come un momento che garantisce insieme l’adesione ai fondamentali principi della nostra Costituzione ed un’effettiva apertura al dialogo con le altre religioni, come testimonia l’appuntamento di oggi al Viminale.

Dal sito del Ministero dell’Interno


Consiglio UGEIConsiglio UGEI17 marzo 2017
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Riprendiamo l’interessante articolo di Sergio Della Pergola su tendenze che interessano la popolazione giovanile nelle due comunità ebraiche più numerose: Israele e Stati Uniti. I dati sono ricavati dalle recenti indagini dell’Istituto Pew.

I giovani nati negli anni ’80 e ’90 che hanno varcato la soglia del 20° secolo durante la loro infanzia sono chiamati in gergo sociologico i Millennials – i Millenari. Questi giovani adulti, oggi venti-trentenni, sono al centro di molte ricerche sui valori sociali, sulle idee politiche e sull’identità religiosa. Per quanto riguarda i giovani adulti ebrei, è interessante effettuare dei confronti sulla base dei dati forniti dalle recenti indagini dell’Istituto Pew nelle due principali comunità ebraiche: Israele e gli Stati Uniti.

Va notato innanzitutto che le esperienze di vita sono alquanto diverse in quanto in Israele esiste il servizio militare e a 30 anni la maggioranza lavorano e sono già sposati con figli, mentre in America e negli altri paesi occidentali i giovani studiano magari più a lungo, fanno maggiore fatica a trovare impiego, si sposano molto più tardi e hanno meno figli. Col passare del tempo, e confrontando i più anziani con i più giovani, in seguito all’incessante aumento nei matrimoni interreligiosi, negli Stati Uniti si nota un crescente divario fra il numero dei giovani con una chiara identità ebraica e quello dei discendenti da famiglie di origine ebraica ma oggi con un’identità composita o non ebraica. In Israele il fenomeno è ancora abbastanza marginale. Negli Stati Uniti il maggiore o minore senso di appartenenza ebraica si manifesta attraverso nette differenze che coinvolgono molti indicatori di tipo religioso, culturale o sociale (come per esempio il numero di amici o vicini ebrei che una persona ha). Ma gli uni e gli altri aderiscono in misura piuttosto simile ai valori etici e civili predominanti nella società americana.

In entrambi i paesi si nota tra i più giovani un aumento della proporzione di maggiormente religiosi che in buona parte riflette la più alta natalità degli anni precedenti negli ambienti delle rispettive famiglie di origine. Il livello di osservanza religiosa è comunque molto maggiore in Israele che negli USA. Negli Stati Uniti, d’altra parte, l’adesione alla religione ebraica avviene in gran parte attraverso le denominazioni conservativa e riformata che in Israele sono presenti in misura estremamente marginale. Anche l’identificazione con l’ebraismo in quanto popolo, dunque in un senso più generale e secolare, appare in aumento fra i giovani in entrambi i paesi. In Israele è in corso una crescente adesione a posizioni nazionaliste che non emerge negli Stati Uniti dove invece è maggiore l’attenzione alle questioni etiche e civili in senso liberale progressista.

In connessione con ciò si sta quindi sviluppando un crescente distacco e allontanamento fra le identità politiche dei giovani ebrei nei due paesi. Ciò è particolarmente visibile per quanto riguarda le opinioni espresse sul conflitto arabo-israeliano. Gli israeliani sono sempre più convinti delle ragioni di Israele, gli americani sempre meno. Questi risultati offrono spunti interessanti e anche qualche preoccupazione per chi voglia cercare di sviluppare un dialogo costruttivo fra le diverse componenti del mondo ebraico a più lungo termine.

Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme

(da Moked.it)


Consiglio UGEIConsiglio UGEI8 marzo 2017
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Nel contesto della prevista proiezione di un filmato che diffonde odio contro Israele rifacendosi ai più grotteschi stereotipi antisemiti presso una scuola di Biella l’Ugei si è mobilitata immediatamente, contemporaneamente all’Ucei, ad associazioni e a privati, ottenendo la revoca della concessione degli spazi. Abbiamo seguito la vicenda su Hatikwà ieri.

Di seguito l’articolo pubblicato da Moked.it con gli sviluppi odierni.

“Ritengo che le manifestazioni di disprezzo e di odio non servano mai a nessuna causa e tanto meno a quella della pace e della civile convivenza dei popoli. Confido di riuscire a far prevalere, anche in questo caso, la forza della ragione; e conto di mettere in atto, a livello nazionale, strumenti efficaci di prevenzione”.

È quanto assicura il Presidente nazionale dell’Anpi Carlo Smuraglia in un messaggio inviato alla Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, dopo che la stessa aveva portato all’attenzione del suo interlocutore una squallida iniziativa organizzata in una scuola di Biella da una nota attivista antisemita e antisionista, con il supporto di una sezione locale dell’Anpi.
“Il sostegno dell’Anpi a iniziative come quella che vi segnalo – aveva scritto Di Segni, coinvolgendo nella stesura la Presidente della Comunità ebraica vercellese Rossella Bottini Treves – rappresenta un fatto gravissimo e incomprensibile e duole ancor più nella considerazione che tale filmato divenga un’esperienza vissuta nella scuola, luogo nel quale esattamente al contrario, dovremmo coltivare i valori condivisi della tolleranza e del rispetto. L’odio è una materia facilmente infiammabile, basta davvero poco per divampare in incendio”.

Proprio al mondo della scuola si sono rivolti i rappresentanti dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia, che negli stessi minuti hanno preso contatto con l’Ufficio Scolastico Provinciale e con Sostituto Provveditore. Iniziativa che si è rivelata molto preziosa per una sensibilizzazione in tal senso. “Gli Istituti Scolastici – si legge infatti in una successiva nota del Presidente della Provincia – non sono il luogo deputato ad ospitare eventi che possano rappresentare un pensiero di parte su argomenti di rilievo politico, che vanno affrontati in altre sedi, purché sia garantita la presentazione dei fatti e/o avvenimenti in modo oggettivo e super partes. Ho dunque ritenuto opportuno, oltreché corretto, revocare la concessione di utilizzo dell’aula scolastica concessa dal responsabile”.
L’iniziativa risulta adesso fissata per la sera di venerdì in un circolo Arci di Biella, come annuncia sulla sua pagina Facebook la curatrice del docufilm Samantha Comizzoli. Numerose gli enti e le associazioni che si stanno mobilitando. Tra gli altri, l’Osservatorio Solomon.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI7 marzo 2017
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La prevista proiezione di un filmato che diffonde odio contro Israele rifacendosi ai più grotteschi stereotipi antisemiti presso l’IIS Quintino Sella di Biella è fatto gravissimo di fronte a cui l’Ugei ha cercato di attivarsi subito, insieme al altre istituzioni (qui potete leggere la lettera della presidente Ucei Noemi Di Segni ai presidenti dell’Anpi Smuraglia e Cenati). Dopo aver contattato l’Ufficio Scolastico Provinciale abbiamo chiamato il Sostituto Provveditore, che si è dichiarato all’oscuro della vicenda si è attivato nei confronti della scuola.

E’ emerso che la provincia aveva concesso l’uso dei locali scolastici per la proiezione, senza che il preside fosse a conoscenza del materiale che sarebbe stato proiettato. Il preside e la provincia hanno provveduto alla revoca della concessione degli spazi nella giornata di oggi. 

Crediamo sia fondamentale favorire il dibattito e il confronto delle idee, non la diffusione di odio e antisemitismo. Inutile aggiungere a quale categoria appartenga il filmato di cui era prevista la proiezione.

Ecco l’articolo pubblicato da La Repubblica – Torino:

La Provincia di Biella revoca il premesso all’Anpi di proiettare un film intitolato ‘Israele, il cancro’ nelle scuole. In un primo tempo infatti l’associazione nazionale partigiani della Valle Elvo, aveva chiesto ospitalità negli istituti scolastici del territorio per la proiezione di “un documentario”, senza però specificare di cosa si trattasse.
“Solo dagli organi di stampa – spiegano dagli uffici provinciali – abbiamo avuto modo di prendere conoscenza della natura della proiezione: non un documentario come indicato da Anpi, ma un film di una regista (Samantha Comizzoli), che ha come caratteristica la narrazione di fatti e avvenimenti interpretati secondo il suo pensiero, e quindi in modo non oggettivo”.
“Gli istituti scolastici – afferma il presidente, Emanuele Ramella – non sono il luogo deputato a ospitare eventi che possano rappresentare un pensiero di parte su argomenti di rilievo politico, che vanno affrontati in altre sedi. Ho dunque ritenuto opportuno, oltreché corretto, revocare la concessione di utilizzo dell’aula scolastica concessa dal responsabile”.
Sulla vicenda interviene anche l’Unione delle comunità ebraiche italiane con la pesidente Noemi Di Segni che scrive al Presidente nazionale dell’Anpi Carlo Smuraglia e a quello per la Provincia di Milano Roberto Cenati per chiedere che l’Associazione degli ex Partigiani d’Italia impedisca ad una propria sezione di patrocinare la proiezione “di un film di una nota attivista antisionista ed antisemita” in una scuola.
“Gentili Presidenti Smuraglia e Cenati – scrive Di Segni – vi scrivo per portare doverosamente alla vostra attenzione l’aberrante iniziativa di una sezione dell’Associazione Nazionale Ex Partigiani d’Italia – la sezione Valle Elvo e Serra, attiva in Piemonte – che ha deciso di patrocinare la proiezione di un film di una nota attivista antisionista e antisemita prevista per questo venerdì a Biella, all’interno di un istituto scolastico.
I due promotori (Samantha Comizzoli e Diego Siragusa) cercano di riversare in rete e nel mondo dei social calunnie, odio e rancore. Il sostegno dell’Anpi a iniziative come quella che vi segnalo rappresenta quindi un fatto gravissimo e incomprensibile e duole ancor più nella considerazione che tale filmato divenga un’esperienza vissuta nella scuola, luogo nel quale esattamente al contrario, dovremmo coltivare i valori condivisi della

tolleranza e del rispetto. L’odio è una materia facilmente infiammabile, basta davvero poco per divampare in incendio”.
“Mi auguro conclude – che possiate intervenire al più presto e nei modi più opportuni per impedire che tale iniziativa avvenga e, al contrario, assicurare che tutte le Sezioni assieme alle tante Istituzioni e collettività scelgano di comunicare ai nostri ragazzi un messaggio di partecipazione e fiducia”.



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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