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Consiglio UGEIConsiglio UGEI18 dicembre 2017
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Ieri è rientrata in Italia la salma dell’ex re d’Italia Vittorio Emanuele III, fuggito nel 1946 dopo aver abdicato a favore del figlio Umberto II. Le spoglie sono state trasportate dall’Egitto su un aereo dell’areonautica militare italiana. La famiglia Savoia ha chiesto che venga tumulato nel Pantheon, dove già si trovano i resti dei re d’Italia. Ricordiamo che Vittorio Emanuele III è stato il sovrano che ha rivestito un ruolo primario nel passaggio dallo Stato liberale alla dittatura fascista, confermando l’incarico a Mussolini perfino dopo il delitto Matteotti; ha trattato per quaranta giorni con gli Alleati la sopravvivenza della monarchia dopo la caduta del fascismo il 25 luglio 1943, consentendo di fatto l’invasione tedesca del Paese; infine, e soprattutto, ha sottoscritto le leggi razziste del 1938, che escludendo e perseguitando gli ebrei italiani hanno aperto le porte alla realizzazione della Shoah. 

Per questo l’Unione dei Giovani Ebrei d’Italia si unisce alle molte voci contrarie alla traslazione della salma. Facciamo nostre le parole della Presidente Ucei Noemi Di Segni, secondo cui non può esserci “nessun onore pubblico per chi porta il peso di decisioni che hanno gettato discredito e vergogna su tutto il Paese”. Per l’Ugei è intervenuta Carlotta Jarach, tra gli eletti durante il Congresso Ugei che proprio ieri si è concluso a Torino. [Ht redazione]

 

Ecco il suo intervento ai microfoni della Rai:


Consiglio UGEIConsiglio UGEI28 settembre 2017
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Il 5778 si apre per Torino all’insegna dei più giovani, sostanzialmente per due motivi. La scuola ebraica di Torino ha un nuovo dirigente scolastico, Marco Camerini, al quale vanno i miei migliori auguri, con la speranza che possa contribuire in modo significativo alla vita della nostra comunità. La seconda è che Torino in dicembre ospiterà il Congresso dell’UGEI. Questa circostanza di certo costituirà un importante momento d’incontro per i giovani delle comunità. Questi due temi, scuola e giovani, rappresentano delle priorità assolute per l’ebraismo italiano, in sofferenza su questi fronti in maniera particolare nelle realtà più piccole, che da questi settori, lavorando virtuosamente, devono trarre la linfa vitale per sopravvivere. Shanah tovah a tutti!

Rav Ariel Di Porto, rabbino capo di Torino

Da Moked.it

Per iscriverti al Congresso Ugei visita la nostra pagina su Facebook, oppure telefona a Giorgio (391 3564388). Ti aspettiamo a Torino! [Ht redazione]


Consiglio UGEIConsiglio UGEI1 settembre 2017
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“Qui comincia l’avventura / del signor Bonaventura…” Così, per decenni, sul “Corriere dei piccoli” si avviavano le strampalate gesta del personaggio in marsina e bombetta rosse e larghi pantaloni bianchi conosciuto da generazioni di giovani lettori. Squattrinato all’inizio, Bonaventura finiva regolarmente per diventare milionario (negli anni cinquanta, a causa dell’adeguamento all’inflazione, addirittura miliardario).

Forse perché anche il giornale dell’Ugei, Hatikwà, parte dal basso e si fa forte unicamente della collaborazione volontaria di chi decide di scrivervi, o forse per la magia semplice dei numeri, è a Bonaventura che penso mentre il sito di Ugei/Hatikwà tocca il milione di visualizzazioni. Hatikwà, nei decenni passati, ha esercitato una certa influenza sull’ebraismo italiano, prima di rinunciare alla diffusione cartacea (rimane, oggi, una piccola selezione del nostro lavoro ospite dell’inserto di Pagine ebraiche). Nel 2011, dopo anni travagliati, è stato varato il sito Ugei.it, di cui Hatikwà è oggi finalmente la sezione più vivace e ricca di contenuti. In questi giorni il sito ha raggiunto e superato il milione di visualizzazioni di pagina: un risultato modesto se paragonato a quello dei quotidiani più importanti, ma degno di nota considerando le dimensioni dell’Ugei e la scelta di non finanziare in alcun modo il giornale. Tanto più che oltre il 90% delle visite ricevute dalla fondazione del sito è degli ultimi 18 mesi, con una crescita che è andata ben oltre le più ottimiste aspettative mie e di quanti, e sono decine, per Hatikwà si sono spesi in questo periodo di tempo. Un piccolo grande traguardo che sarebbe stato impossibile, credo, se il nostro giornale in questo anno e mezzo non avesse cercato davvero di essere quello che è: un giornale aperto al libero confronto delle idee, come recita il catenaccio sotto la testata. Ed è confortante che i margini di crescita siano ancora enormi.

Cento anni fa, nel 1917, nasceva sul “Corriere dei piccoli” l’umile e un po’ svagato signor Bonaventura, che alla fine di ogni avventura otteneva il suo milione. Al milione siamo arrivati anche noi, anche se c’è voluto un po’ più di tempo e lavoro, e in redazione, ora, c’è chi dice che non ci resta che puntare ai cento anni. Sappiamo, d’altronde, che anche dietro le difficoltà possono celarsi opportunità. Ce lo ha insegnato il signor Bonaventura.

Giorgio Berruto

Da Moked.it


Consiglio UGEIConsiglio UGEI3 agosto 2017
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Di seguito la rassegna stampa in riferimento al comunicato Ugei inoltrato il 27 luglio scorso, a proposito delle scritte naziste che hanno imbrattato il Memoriale della Shoah di Milano.

Agenpress: Scritte naziste al Memoriale di Milano, UGEI: “Verbale o fisica, non possiamo più tollerare questa violenza”

La lodevole iniziativa del Memoriale della Shoah di Milano, che dal 2015, in collaborazione con la Comunità ebraica e la Comunità di Sant’Egidio, ospita decine di profughi e richiedenti asilo, è stata imbrattata da scritte nazifasciste.

“Questa vigliaccheria è un’ulteriore conferma dell’odio razzista, sempre più presente nei social network, espresso con frasi estremamente violente, soprattutto negli ultimi giorni – sottolinea il Presidente Ariel Nacamulli, rincarando – siamo inorriditi dalle scritte comparse. Non possiamo più tollerare questa violenza, verbale o fisica. Se ancora abbiamo a cuore libertà e democrazia, dobbiamo opporci e arginarla.”

Il Consiglio UGEI – Unione Giovani Ebrei d’Italia

Agensir: Shoah: scritte naziste al Memoriale di Milano. Ugei, “verbale o fisica, violenza da arginare”

L’iniziativa del Memoriale della Shoah di Milano, che dal 2015, in Stazione Centrale, in collaborazione con la Comunità ebraica e la Comunità di Sant’Egidio, ospita decine di profughi e richiedenti asilo, è stata imbrattata da scritte nazifasciste, inneggianti a Hitler, Mussolini, con insulti agli immigrati. Un oltraggio a uno degli angoli di storia di Milano, cui reagisce il Consiglio Ugei (Unione giovani ebrei d’Italia). “Questa vigliaccheria è un’ulteriore conferma dell’odio razzista, sempre più presente nei social network, espresso con frasi estremamente violente, soprattutto negli ultimi giorni – sottolinea il presidente Ariel Nacamulli –. Siamo inorriditi dalle scritte comparse. Non possiamo più tollerare questa violenza, verbale o fisica. Se ancora abbiamo a cuore libertà e democrazia, dobbiamo opporci e arginarla”.

Affaritaliani: Scritte naziste al Memoriale di Milano, UGEI: non possiamo tollerare violenza

L’iniziativa del Memoriale della Shoah di Milano, che dal 2015, in collaborazione con la Comunità ebraica e la Comunità di Sant’Egidio, ospita decine di profughi e richiedenti asilo, è stata imbrattata da scritte nazifasciste.

“Questa vigliaccheria è un’ulteriore conferma dell’odio razzista, sempre più presente nei social network, espresso con frasi estremamente violente, soprattutto negli ultimi giorni – sottolinea il Presidente Ariel Nacamulli, rincarando – siamo inorriditi dalle scritte comparse. Non possiamo più tollerare questa violenza, verbale o fisica. Se ancora abbiamo a cuore libertà e democrazia, dobbiamo opporci e arginarla.”

Le ultime notizie: Scritte naziste al Memoriale di Milano, UGEI: non possiamo tollerare violenza

Scritte naziste al Memoriale di Milano, UGEI: non possiamo tollerare violenza L’iniziativa del Memoriale della Shoah di Milano, che dal 2015, in collaborazione con la Comunità ebraica e la Comunità di Sant’Egidio, ospita decine di profughi e richiedenti asilo, è stata imbrattata da scritte nazifasciste. “Questa vigliaccheria è un’ulteriore conferma dell’odio razzista, sempre più presente nei social network”.


Consiglio UGEIConsiglio UGEI26 giugno 2017
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Tragicommedia della comunicazione, la definizione con cui lo storico Claudio Vercelli riassume il programma di Michele Santoro, M, andato in onda ieri sera su Rai 2 e dedicato alla figura di Adolf Hilter. Un misto tra un teatro in diretta – con un attore (Andrea Tidona) a impersonare Hitler -, docu-fiction e talk show il cui risultato è stato “un minestrone rancido molto pericoloso”, sottolinea a Pagine Ebraiche Vercelli. Pericoloso su diversi fronti: dalle ripetute cadute nella banalizzazione della Storia e della Memoria, alla scelta di dare voce a chi non dovrebbe averne in uno spazio pubblico come un nostalgico negazionista, fino all’ennesima riproposizione – per bocca di un ospite che si è definito “50% marocchino, 50% italiano”- della tesi antisemita per cui le vittime sono divenute carnefici e Israele si starebbe macchiando di un genocidio nei confronti dei palestinesi. “Coglionate”, le ha definite in modo colorito ed efficace in diretta il direttore de La 7 Enrico Mentana, anche lui ospite del programma di Santoro assieme alla storica Simona Colarizi e allo scrittore Giuseppe Genna. I tre hanno cercato di contenere alcuni degli interventi più disarmanti espressi da quella che doveva essere la voce dei giovani all’interno del programma. E tra i giovani, uno dei pochi interventi sensati, è stato quello di Simone Santoro (nell’immagine), chiamato in studio assieme a Giorgio Berruto per rappresentare il mondo giovanile ebraico italiano. Il primo ha ricordato ai presenti (soprattutto agli altri ragazzi) l’obbligo di non distorcere la storia e di tenere presente l’unicità della Shoah come fabbrica di morte ideata dal nazismo. Al secondo non è stata invece data la parola.

Schermata 2017-06-23 alle 14.48.04A fare da epicentro del programma, alcune domande: “Adolf Hitler, si tratta di una mostruosità irripetibile? La parabola straordinaria di un folle? Oppure di un fenomeno che con determinati fattori potrebbe ripresentarsi?”. Domande legittime ma che si sono perse in una rappresentazione scenica confusa e zoppicante. “Più di altro e altri, c’erano tre elementi che mi colpivano – l’analisi di Vercelli – l’ossessiva presenza scenica di Santoro, che conduceva una trasmissione al medesimo tempo incongrua, verbosa e farraginosa, dove sembrava volesse fare dire qualcosa (senza che si capisse di quale cosa si trattasse, se non che ‘il passato è destinato a ripetersi’); il minestrone impudico tra quel passato e le questioni del presente, tutto gettato in un calderone dove alla fine ciò che emerge è una sorta di stato confusionale collettivo; un implicito compiacimento morboso, che è tipico di certe persone che si accostano al tema mainstream ‘nazismo’, verso l’oggetto del loro ‘riflettere’. I tentativi, non privi di qualche incongruità, dei tre “ospiti” di riequilibrare la grande messe di affermazioni/dichiarazioni/sollecitazioni/provocazioni si perdevano nel frastuono cacofonico”. “Ecco un esempio di ‘pop-Shoah’. – rileva lo storico – Dove tutto precipita in un vuoto alternarsi di voci”.

“Abbiamo trovato il programma disonesto intellettualmente – spiega Berruto – Avevamo chiesto rassicurazioni sul fatto che non ci fossero rappresentanti di CasaPound o Forza Nuova ed è effettivamente stato così perché il nostalgico, più che altro un nazista negazionista, parlava a titolo personale ma non vuol dire fosse meno pericoloso. E lo spazio enorme che gli è stato dato è preoccupante. Quello che dispiace poi – prosegue Berruto – è che ai giovani, visto il livello degli interventi, è stato affibbiato il ruolo di chi deve dire le cose più insensate ed estremiste, probabilmente per fare più ascolti”. E a quanto sembra non è andata bene su questo fronte, con il 4 per cento di share raccolto dalla trasmissione, che il prossimo giovedì proporrà la seconda puntata, sempre su Hitler.

Daniel Reichel

Da Moked.it



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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