Hatikwà

Consiglio UGEIConsiglio UGEI26 aprile 2012
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Dopo un grande dolore, arriva la gioia. Questa è la lezione che ho imparato durante Yom Haazmaut in Israele. Perché è incredibile vedere che in 24h si passa dal dolore del ricordo dei caduti per la patria alla gioia per la nascita della patria. Dalle lacrime al sorriso.

Penso che questa semplice scelta, possa far capire al mondo intero l’essenza del popolo ebraico, un popolo che ha sofferto tanto,ma, che dopo tanta sofferenza è tornato a sorridere e ad essere felice.

Tra il 25 aprile e il 26 aprile si è festeggiato Yom Ha’atzmaut: Giorno dell’Indipendenza di Israele. La sensazione di festa, gioia ed amore per la patria è già evidente nelle settimane precedenti a questo sessantaquattresimo anniversario. Ovunque si cammina si vedono bandiere israeliane sulle case ,edifici, automobili,insomma, in ogni angolo d’Israele c’è almeno una bandiera israeliana. Qui, Yom Haazmaut, è il giorno atteso da tutti gli israeliani, la bellezza di questa festa è vedere celebrare l’ebreo ortodosso e quello ateo allo stesso modo, vedere l’Etiope con la bandiera d’Israele sulla schiena e il tassista iraniano che mette l’Hatikva (inno nazionale) remixata.

Qui, di Yom Hazmaut ci si muove a piedi, le strade sono completamente bloccate. La mia serata di festeggiamenti è stata vissuta in stile puramente Israeliano, cioè nelle piazze.La gioia più grande è stata vedere migliaia di miei coetanei ballare per la strada, liberi, felici , ma ancora più bello è stato sentirmi per una notte cittadina di questo Paese . Sì, perché quei ragazzi emanavano vita ed erano portatori di felicità contagiosa,e, la voglia di condividere la loro felicità era commuovente. Dopo aver ballato in tutte le piazze di Tel Aviv, mi preparo al giorno successivo.

L’unico dubbio che hanno gli israeliani durante questa giornata è : barbecue o spiaggia? Non volendo rinunciare a nessuna delle due cose, decido di optare per entrambe. I barbecue prendono luogo nei parchi pubblici, nel mio caso il parco Hayarkon. Non avendo materiale a disposizione, opto per la carne, dopo aver fatto un giro tra i vari gruppetti, vengo chiamata da un gruppo di ragazzi,e, come se fossimo amici di vecchia data, mi ospitano al loro barbecue. Si canta, si mangia, si suona la chitarra, si parla del futuro con un entusiasmo, ( fatto oramai raro in Italia).

Dopo il BBQ ci spostiamo in spiaggia, già sul lungomare si nota la folla di gente che le occupa, ed improvvisamente una visione del tutto unica si presenta ai miei occhi: una vera onda cromatica bianca e blu ammanta le spiagge, qui i colori nazionali sono indossati da chiunque, in forma di costume o mediante l’utilizzo della stessa bandiera come pareo, rimango stupita come il senso di nazionalismo continui anche nelle ore della tintarella.

Cala il sole, saluto così sulle note della Hatikvà questa giornata, per me indimenticabile.

Benedetta


Consiglio UGEIConsiglio UGEI29 marzo 2012
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Con l’intervista di Marcello Pezzetti ad uno dei sopravvissuti di Aushwitz – Birkenau, Sami Modiano, avvenuta qualche sera fa al Pitigliani, si è concluso il percorso iniziato a fine marzo con il Viaggio della Memoria.

Tra il 26 e il 28 marzo, DELET, in collaborazione con il Pitigliani e l’UGEI, ha portato più di quaranta ragazzi tra i 18 e i 35 anni a Cracovia, dove con la guida esperta di Marcello Pezzetti e dei suoi più stretti collaboratori hanno affrontato il tortuoso percorso della Shoà e hanno potuto condividere questa difficile esperienza con loro coetanei.

Il Viaggio della Memoria è quel viaggio per il quale ti prepari da sempre ma che non sei mai pronto ad affrontare. E’ il viaggio dell’inaspettato, il viaggio del “non importa quanti libri hai studiato, quanti documentari hai guardato e per quanti film ti sei commosso” perchè ciò che stai per vedere è più grande di tutto questo, più grande di quanto sia

umanamente comprensibile. E’ il viaggio del dolore perché camminando nella distesa sterminata di Aushwitz-Birkenau, con il freddo che, nonostante la Primavera sia ormai iniziata da qualche giorno, ti trafigge attraversando giubbotti, maglioni e felpe, respiri la sofferenza, respiri la perdita dell’altro e di sé, respiri l’annientamento, respiri la Morte, e allora quasi non respiri più.

Un viaggio che DEVE essere fatto, un viaggio che cambia qualcosa dentro di te, un viaggio dopo il quale ad ogni cenno di antisemitismo senti un’allarme accendersi come una spia luminosa, un viaggio che ti chiedi come sia possibile che esista il Negazionismo, perché chi ha il coraggio di negare ciò che è accaduto e che non deve succedere mai più, dovrebbe farlo lui questo Viaggio, dovrebbe vedere lui con i propri occhi la Rampa della Morte dove le madri erano separate dai figli, le mogli dai mariti, i fratelli dalle sorelle. Dovrebbero vedere con i propri occhi ciò che rimane delle camere a Gas e dei forni crematori dove migliaia di ebrei, senza averne la consapevolezza, incontravano la morte ogni giorno.

Dovrebbero ascoltare con le proprie orecchie i racconti degli esperimenti che venivano fatti su bambini innocenti. Dovrebbero guardare le foto, gli oggetti personali, i capelli conservati ad Aushwitz, dovrebbero guardare quella scritta “Il lavoro rende liberi”, molto più piccola di quanto non sembri nello schermo della tv, e pensare che quel lavoro non ti rende libero, quel lavoro con addosso un pigiamino a righe e 125 grammi di pane nello stomaco ti rende uno scheletro, ti fa sperare che la morte ti prenda il prima possibile, ti uccide.

Affrontare questo viaggio significa accettare di guardare il mondo con occhi diversi, affrontare questo viaggio forse non sarebbe stato abbastanza se non avessi ascoltato la storia di Sami Modiano deportato ad Aushwitz da Rodi. Sami con sguardo fisso e voce ferma, senza mostrare, se non in rari momenti, segni di cedimento, ha condiviso con noi la sua vita: da quando ad 8 anni il papà ha dovuto spiegargli che se era stato espulso dalla scuola non era colpa sua, a quando a 13 è salito sul Treno della Morte con suo padre e sua sorella mentre i suoi occhi continuavano a vedere cose che nessuno dovrebbe mai vedere, fino a quando ad Aushwitz ha perso le persone più preziose che aveva ed è rimasto solo al mondo. Ci ha parlato delle ultime parole di suo padre, di quell’incoraggiamento che l’ha tenuto in vita, di quello che ha vissuto quando i cancelli di Aushwitz si sono chiusi dopo la liberazione. Ha raccontato degli incubi che lo tangono sveglio di notte, dei silenzi, delle depressioni, della fortuna di aver avuto una moglie che gli è stata vicino, che l’ha convinto a parlare.

Sami per molti anni si è chiesto perché proprio lui si fosse salvato, perché lui e non un altro. La risposta che è arrivato a darsi, che gli ha permesso di ritrovare la pace interiore, e di ricostruire il suo rapporto con D. è che grazie alla sua testimonianza le nuove generazioni possono conoscere la verità e far si che quel che è stato non sia mai più.

E allora proprio questo deve essere un monito per noi giovani, deve muovere le nostre azioni, e tenere sempre alta la nostra attenzione.

Sara


Consiglio UGEIConsiglio UGEI16 marzo 2012
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Dopo solo pochi mesi di mandato, il consigliere Gianluca Pontecorvo ha rassegnato le dimissioni come consigliere esecutivo. La sua decisione ha colto tutti di sorpresa e soltanto alcuni del consiglio avevano avuto qualche avvisaglia di questa decisione. In data 11 marzo 2012 è pervenuta la sua lettera di dimissioni, dove l’ex-consigliere spiega il motivo di tale gesto dovuto soprattuto al non poter dare all’ugei abbastanza tempo. Il presidente Daniele Regard ha tentato di capire se questa decisione fosse affrettata o meno e se effettivamente c’erano i presupposti per le dimissioni, ma alla fine il consiglio ha potutto solo accettare le dimissioni di Gianluca. I suoi ruoli di respensabile ufficio stampa e responsabile promozione immagine UGEI passano a Gady Piazza e Benedetta Rubin.

Entra nel consiglio esecutivo il primo dei non eletti Simone Disegni, torinese, al quale noi tutti gli auguriamo un anno (meglio dire 8 mesi) di soddisfazioni all’interno del consiglio UGEI. Un caloroso benvenuto al nuovo entrato. Buona fortuna Simone!

Davide


Consiglio UGEIConsiglio UGEI1 febbraio 2012
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La canzone della WING 2011 è stata “Without You” di David Guetta, che in Italiano andrebbe tradotto come “senza di te” ma che in questo caso, mi prendo la libertà di tradurre, come “senza di voi”. Sì, perché è questo ciò che ho pensato, o meglio è così che mi sono sentito appena tornato dopo una settimana di WING.

All’inizio ero titubante, non sapevo cosa aspettarmi da questo evento. Nella mia testa avevo già pianificato il mio capodanno, pochi amici, in montagna, una cosa tranquilla. Insomma un po’ agli antipodi di quello che è la WING (Winter International Gathering), ovvero una settimana all’insegna del divertimento, ma anche di approfondimenti culturali, con circa trecento partecipanti, ragazzi e ragazze appartenenti a comunità ebraiche di tutto il mondo. Per mia fortuna mi sono fatto convincere da alcuni amici a partecipare a questa vacanza.

Quest’anno la WING si è svolta a San Sicario, in Piemonte, sulle piste della Via Lattea. In realtà non proprio l’ideale vista la poca neve per sciare. Quindi la vita e il divertimento si sono concentrati particolarmente all’interno dell’albergo dove eravamo tutti alloggiati. All’interno dell’Olympic Center, infatti, avevamo spazi e mezzi sufficienti per soddisfare i nostri bisogni. Tra tornei di calcio balilla, partite a ping-pong, interminabili sfide a Jungle Speed ed altri giochi di carte, non ci siamo mai annoiati. Questa WING però non sarebbe stata possibile se non fosse stato per gli sforzi e per l’impegno dimostrati dagli organizzatori di quest’anno, ed è per questo che a loro vanno i miei più sentiti ringraziamenti.

Durante il giorno ciascuno poteva scegliere se andare a divertirsi sulle piste, oppure se partecipare alle attività proposte dall’organizzazione, quali una gita alla SPA, o una passeggiata a cavallo, oltre alla possibilità di prendere parte a classi di arte e di danza e a dibattiti incentrati sulla vita Ebraica e su Israele. Per riprendersi dalle “fatiche” della giornata, una merenda calda era l’ideale e poi un po’ di relax, tra giochi a carte, calcetto, oppure con una semplice dormita, fondamentale per prepararsi mentalmente e fisicamente alle serate, il pezzo forte della vacanza. Sei sere di puro divertimento, grazie alle serate a tema create dagli organizzatori, dalla serata Casinò, alla serata “eroi dei cartoni”, fino alla notte di capodanno. Alla musica ci pensavano i nostri due bravissimi DJ che ci hanno sempre fatto ballare e divertire fino a tarda notte.

Insomma sei giorni (e notti) davvero intensi, passati insieme a tanti nuovi amici. Sono rimasto sinceramente, e piacevolmente, sorpreso dalla WING. Grazie a tutti.

Federico Jarach


Consiglio UGEIConsiglio UGEI1 febbraio 2012
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Cari amici, anche quest’anno l’UGEI ha organizzato una serie di iniziative per la Giornata della Memoria. La prima sarà la proiezione del documentario “I volti di Auschwitz”, realizzato dall’UGEI durante il viaggio della memoria della Provincia di Roma, nel mese di aprile, dello scorso anno. Questa iniziativa si svolgerà il 24 gennaio nel liceo ebraico Renzo Levi di Roma.

Crediamo fortemente che rivolgersi alle nuove generazioni quando si parla di Shoah sia fondamentale e proprio per questo, abbiamo deciso di organizzare sia a Milano, che a Roma, due eventi rivolti proprio ai giovani. Partiremo dal ricordo terribile della Shoah, per arrivare a discutere sugli episodi di razzismo, di discriminazione ed antisemitismo nella socieità in cui viviamo. A Milano saremo al liceo Manzoni, a Roma al liceo Newton.

Tutto il consiglio crede profondamente che la memoria sia la testimonianza di un impegno, il vincolo che ci lega alla promessa che l’orrore dei campi di sterminio non si ripeta. Troppo spesso dimentichiamo ciò che è stato, più la Shoah diventa storia e più troviamo difficile comprendere ed accettare l’orrore, subentra un meccanismo di difesa, un distacco emotivo che a volte può portare al menefreghismo o, nel peggiore dei casi, a riproporre vecchi slogan ed idee fasciste e naziste. E noi vogliamo impegnarci affinchè non accada e per tramandare la memìoria ai cuori e alle teste future.

Daniele Regard



UGEI

L’Unione Giovani Ebrei d’Italia coordina ed unisce le associazioni giovanili ebraiche ed i giovani ebrei che ad essa aderiscono.


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